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Presentazione figure retoriche brugnone alessia

alessia

Created on June 25, 2024

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Transcript

Le figure retoriche

Quali sono e come riconoscerle

ci sono 3 gruppi

fonetiche

sintattiche

semantiche

le figure retoriche fonetiche

Riguardano l'aspetto fonico e ritmico delle parole. Possono essere: - l'onomatopea - l'allitterazione - l'assonanza e la consonanza

le onomatopee

Questa figura retorica (a volte chiamata anche fonosimbolismo) serve a evocare un particolare suono nella modalità più facilmente distinguibile e più diretta possibile. Le onomatopee sono utilizzate per riprodurre: - il verso di un animale (miao, bau, chichiricchì); - il suono scaturito da un’azione (etcciù, ah ah, smack); - il rumore prodotto da un oggetto (dlin dlon, crac). Es:

"Venivano soffi di lampi da un nero di nubi laggiù: veniva una voce dai campi: chiù…" (G. Pascoli)

le allitterazioni

L'allitterazione prevede la ripetizione di un suono o di una serie di suoni che acusticamente sono uguali o simili, in modo che tale omofonia renda un verso o un testo più armonioso. Es: "Un'intera nottata / buttato vicino / a un compagno / massacrato" (G. Ungaretti)

le assonanze e le consonanze

L’assonanza prevede che le parole a fine verso abbiano le stesse vocali a partire dalla vocale tonica (cioè accentata). Es: "E reca in mano un mazzolin di rose e viole" (G. Leopardi)

La consonanza prevede che, tra due parole in rima, siano le stesse soltanto le consonanti a partire dall’ultima vocale tonica. Es: "Poi tra il cantare delle raganelle / guizzò sui campi un raggio lungo e giallo"

le figure retoriche sintattiche

Sono dette anche figure di costruzione e riguardano l'ordine delle parole nelle frasi. Sono: - enjambement - anafora - anastrofe

enjambement

lL'enjambement è la frattura tra verso e unità sintattica. In poche parole, consiste nello spezzare il verso, rimandando il suo completamento a quello successivo. Es: interminato / spazio; sovrumani / silenzi...

anafora

è una riproposizione di un elemento della frase, una ripetizione di una parola o una ripresa di un concetto. Lo scopo, naturalmente, è quello di porre l'accento sull'elemento che viene ripetuto, mettendolo in risalto nella frase. Es: "Piove"

anastrofe

Consiste nell’invertire due parti del discorso rispetto all’ordine abituale di una frase. Es: "Spesso il male di vivere ho incontrato" = ho incontrato spesso il male di vivere.

le figure retoriche semantiche

Chiamate anche figure di significato, riguardano sppunto lo spostamento di significato che i vocaboli possono assumere. Possono essere:

  • metafora
  • similitudine
  • allegoria
  • metonimia
  • climax
  • ossimoro
  • personificazione
  • chiasmo
  • sinestesia
  • sineddoche

la similitudine e la metafora

La similitudine è una figura retorica che mette a confronto due termini attraverso gli avverbi di paragone o le locuzioni avverbiali. Es: "Si sta come / d'autunno / sugli alberi / le foglie". (G. Ungaretti)

La metafora è un’analogia che non viene resa esplicita, ovvero di un termine che viene utilizzato al posto di un altro, con un significato diverso da quello espresso solitamente, senza essere introdotto da espressioni del genere “come”, “tale a”, “simile a”. Es: "Dopo la pioggia la terra / è un frutto appena sbocciato". (G. Caproni)

l'allegoria

Figura retorica consistente nella rappresentazione di un concetto o un fatto attraverso simboli e immagini che rimandano ad una realtà diversa da quella espressa letteralmente. Es: nella Divina Commedia, una delle tre fiere è la lupa e rappresenta l'avarizia.

metonimia

Figura della retorica tradizionale, che consiste nell'usare il nome della causa per quello dell'effetto (per es. vivere del proprio lavoro), del contenente per il contenuto (bere una bottiglia), della materia per l'oggetto (sguainare il ferro), del simbolo per la cosa designata (non tradire la bandiera), dell'astratto per il concreto (eludere la sorveglianza).

climax

Figura retorica per cui una serie di termini dello stesso tipo (sostantivi, aggettivi, verbi ecc. ecc.) vengono disposti in una serie progressiva di tipo ascendente o discendente (in questo caso si parla più propriamente di anticlimax) dal punto di visto del ritmo o dell’intensità di significato. Es:

"…e qui per terra mi getto, e grido, e fremo…” (G. Leopardi) = climax ascendente

"…Don ... Don ... E mi dicono, Dormi! mi cantano, Dormi! sussurrano, Dormi! bisbigliano, Dormi!..." (G. Pascoli) = climax discendente

ossimoro

Figura retorica consistente nell'accostare, nella medesima locuzione, parole che esprimono concetti contrari. Es: "lucida follia", "tacito tumulto" (G. Pascoli)

personificazione

La personificazione è la figura retorica di significato che consiste nel dare vita, attribuendo azioni proprie degli esseri umani, a oggetti inanimati o concetti astratti. Es:

"…Là, presso le allegre ranelle, singhiozza monotono un rivo…" (G. Pascoli)

chiasmo

Il chiasmo è una figura retorica che consiste nell’accostare due gruppi di parole, legate tra loro da motivi concettuali, in modo che l’ordine dei termini è invertito nel secondo rispetto al primo gruppo.

SINEDDOCHE

sinestesia

Figura retorica per la quale si usa figuratamente una parola di significato più ampio o meno ampio di quella propria. Per es. una parte per il tutto, il contenente per il contenuto, la materia per l'oggetto fatto. Es:

l'associazione espressiva tra due parole pertinenti a due diverse sfere sensoriali (per es. parole calde, silenzio verde). Es:

"…Esistono profumi freschi come / carni di bimbo, dolci come gli òboi, / e verdi come praterie…" (C. Baudelaire)

Sotto l’ali dormono i nidi, come gli occhi sotto le ciglia...” (G. Pascoli): nidi sta per uccellini (il tutto per la parte).