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Mattina

di Giuseppe Ungaretti

"M'illuminod'immenso"

la vita di ungaretti

opere

"Mattina" è una delle poesie più celebri di Ungaretti e rappresenta l'Ermetismo, una corrente letteraria del XX secolo caratterizzata da un linguaggio essenziale e allusivo. La poesia è composta da sole quattro parole, ma trasmette una sensazione universale, legata a un momento preciso: il 1917, durante la Prima Guerra Mondiale. Nonostante le devastazioni della guerra, il poeta percepisce l'immensità del mondo e si sente parte dell'universo. In una mattina luminosa, la luce del sole gli infonde fiducia, speranza e un senso di rinascita. Le poche parole della poesia racchiudono un significato profondo di connessione con l'infinito mistero della natura e dell'universo. 4o

Giuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria d'Egitto l'8 febbraio 1888 da genitori italiani originari della provincia di Lucca. Suo padre, operaio impegnato nello scavo del canale di Suez, morì quando Giuseppe aveva due anni. La madre, proprietaria di un forno, riuscì a garantire al figlio un'educazione. Durante questi anni, Ungaretti si avvicinò alla letteratura francese e successivamente si trasferì a Parigi per gli studi universitari alla Sorbona nel 1912. A Parigi, perfezionò le sue conoscenze letterarie e il suo stile poetico. Nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Ungaretti si arruolò volontario il 24 maggio 1915. Durante le battaglie sul Carso iniziò a scrivere poesie, pubblicate poi nel taccuino "Il porto sepolto". Nel 1918, il suo reggimento combatté in Francia. Nel 1936, durante un viaggio in Argentina, gli fu offerta una cattedra di Letteratura italiana all'Università di San Paolo del Brasile, che accettò. Si trasferì con la famiglia in Brasile, dove rimase fino al 1942. Nel 1939, il figlio Antonietto morì a nove anni per un'appendicite mal curata, un evento che segnò profondamente il poeta. Nel 1942, Ungaretti tornò in Italia, diventando Accademico d'Italia e professore di Letteratura all'Università "La Sapienza" di Roma. A partire da quell'anno, la casa editrice Mondadori iniziò a pubblicare la sua raccolta "Vita d'un uomo". Ungaretti morì il 2 giugno 1970, a 82 anni, per una broncopolmonite.

Questa è una delle poesie più celebri di Giuseppe Ungaretti e uno dei suoi capolavori, tanto da essere considerata il simbolo dell'Ermetismo. "Mattina" è composta da sole quattro parole e trasmette una sensazione provata dal poeta, ma che può essere considerata universale, riguardando tutta l'umanità. Il luogo e la data indicati nella poesia servono a dare concretezza a queste sensazioni, legandole a un momento preciso. La poesia vuole comunicare che l'uomo, pur consapevole della propria fragilità e della precarietà della vita è capace di percepire l'immensità del mondo a cui appartiene. In una mattina luminosa, il poeta si lascia attraversare dalla luce e diventa un tutt'uno con l'universo. Questa sensazione di piacere e benessere trasmessa dalla luce del sole gli infonde fiducia, speranza e senso di rinascita. Queste poche parole, che possono essere considerate un settenario spezzato in due versi , racchiudono un significato enorme collegato allo splendore del sole appena sorto, che dona al poeta una sensazione interiore di connessione con l'infinito mistero della natura e, quindi, con tutto l'universo.

"L'Allegria" di Giuseppe Ungaretti è un'opera fondamentale della letteratura italiana, infatti esprime un desiderio di fraternità nel dolore e una nuova armonia cosmica, culminando nella poesia "Mattina". Il misticismo religioso di Ungaretti si evolve in "Sentimento del Tempo" e altre opere, dove la poesia diventa un mezzo di salvezza dal naufragio universale. In poesie come "Veglia", emerge l'attaccamento alla vita, derivato dalla precarietà e dalla visione della morte in guerra. Ungaretti vede la poesia come uno strumento per comprendere la realtà, collegando la coscienza interiore all'universo esterno tramite analogie. Questo metodo permette di scoprire le relazioni tra gli esseri, sentirsi in armonia con l'universo e alimentare la fede in Dio. Le raccolte più importanti di Ungaretti includono: "Il porto sepolto" "Allegria di naufragi" "Sentimento del tempo" "Il dolore" "Terra promessa" "Un grido e paesaggi" "Il taccuino del vecchio" "Morte delle stagion e Dialogo"