PRESENTAZIONE
STORIA
01. L'Europa tra vecchi e nuovi poteri
02. Il risveglio dell'Occidente
03. Il Mediterraneeo e le crociate
04. L'età comunale in Italia
05. Il declino dei poteri universali
INDICE
06. La crisi del Trecento
07. Le monarchie nazionali
08. La civiltà Umanistico-Rinascimentale
09. Le grandi esplorazioni e la conquista del nuovo mondo
10. Le trasformazioni economiche e sociali del Cinquecento
11. Le guerre d'Italia e l'impero di Carlo V
12. La riforma protestante
Capitolo 1
L'EUROPA TRA VECCHI E NUOVI POTERI
Concordato di Worms (1122)
Lotta per le investiture
Inizio del X secolo
Crisi della Chiesa
L’Europa era frammentata sia economicamente che politicamente. Anche la Chiesa e l’istituzione imperiale erano in crisi. Ci fu infatti un'incredibile difficoltà nell’accesso agli incarichi ecclesiastici, la perdita di guide spirituali, ma soprattutto l'avvento della corruzione e della simonia.
Scisma d’Oriente (1054): Avvenne la rottura definitiva tra il patriarca di Costantinopoli e il papa di Roma. Ci fu di conseguenza la Riforma della Chiesa: il Concilio Lateranense (1059), nel quale Niccolò II afferma la supremazia del papato sull'impero.
Conflitto tra il papato (Gregorio VII) e l’imperatore (Enrico IV) per il controllo delle cariche ecclesiastiche. Troviamo qui il Dictus Papae( Precetti del papa) che ribadì l assoluta superiorità del papa e il suo diritto di giudicare e deporre i vescovi e lo steso imperatore, proprio come accadde con EnricoIV che fu scomunicato.
Fine della lotta per le investiture con la rinuncia dell’imperatore all’intervento nell’elezione del pontefice che da quel momento venne eletto esclusivamente in ambiente ecclesiastico.
IN FRANCIA E IN INGHILTERRRA NEL FRATTEMPO:
Ci fu un'affermazione del potere monarchico: i sovrani riconquistano i poteri perduti per causa dei nobili e dei signori locali.
Si arriva di conseguenza alla Magna Charta Libertatum (1215), la quale limita il potere assoluto dell’imperatore e affianca un Consiglio generale del regno, fornendo maggiori diritti anche alle persone di basso ceto.
Il processo è avviato da Filippo II Augusto e proseguito dalla dinastia capetingia.
FRANCIA
I sovrani normanni, a partire da Guglielmo il Conquistatore, indeboliscono l’aristocrazia feudale. L’opera è proseguita dai Plantageneti.
INGHILTERRA
Capitolo 2
IL RISVEGLIO DELL'OCCIDENTE
LA CRISI IN EUROPA
Inizio dell’anno mille: L’Europa era una regione depressa con aree urbane spopolate e un’economia agricola feudale. Però con il passare del tempo ci fu un cambiamento di scenario: un incremento demografico e una ripresa generale sotto diversi aspetti.
QUESTA GRADUALE RIPRESA FU RESA POSSIBILE SOPRATTUTTO GRAZIE A:
Istruzione e università
Innovazioni agricole
I MONASTERI
LE fiere
Pian piano i mercanti si svilupparono capendo che aprendosi con altre curtis avrebbero potuto ampliare il loro potere economico, favorendo la nascita delle fiere.
Dopo la nascita delle scuole laiche, si capì che il livello di istruzione non poteva essere uguale per tutti e ognuno aveva bisogno di concentrarsi sul proprio ambito in maniera più qualificata. Nacquerò così le prime università
Essi svolsero un ruolo fondamentale nella trasformazione, incitando le persone a dedicarsi al lavoro manuale.
Come ad esempio la rotazione triannale, nuovi strumenti agricoli: collare a spalla ( il quale rendeva più semplice lo sforzo al cavallo per il meno dolore), l'aratro pesante ( fatto di metallo, più resistente), e mulini ad acqua e a vento
SI EBBE SOPRATTUTTO UNA GRANDE RIPRESA ECONOMICA:
Ci fu la ricomparsa della moneta, creazione di nuovi metodi di trasporto, maggiore affluenza di persone , nuove occasioni di lavoro e maggiore sicurezza da potenziali attacchi esterni con la costruzione di mura e strutture difensive. Con l'affluenza di una maggiore quantità di individui la struttura delle società urbanistiche divennero sempre più complesse , iniziando ad affermarsi figure sociali e professionali legate all economia e a lavori manuali.Nacquero così le corporazioni che si dividevano in:
Tra le arti più potenti troviamo quella della lana, legata al principale settore manufatturiero; godevano di grande considerazione inoltre i giudici, i notai e soprattutto i banchieri.
ARTI MAGGIORI
Legate ad attività artigianali più quotidiane (come quelle dei fornai, macellai o dei calzolai).
ARTI MINORI
Capitolo 3
IL MEDITERRANEO E LE CROCIATE
l'avvento delle cittÀ marinare
Nel clima generale di rinascita della città e degli scambi commerciali, si ebbe anche una ripresa dei commerci marittime nel mediterraneo. Dominarono nella prima parte principalmente mercati bizantini e poco dopo mercati arabi fino all'entrata in questo scenario commerciale di alcune città marinare italiane.
LE PRINCIPALI FURONO:
venezia
PISA E GENOVA
amalfi
Inizialmente alleate per liberare il Mediterraneo dai pirati saraceni, la loro rivalità culminò nella battaglia di Meloria (1284), che segnò la decadenza di Pisa. Genoa, però, non durò molto di più per la più temibile avversaria marittima:Venezia
Prima città marinara a svilupparsi, stabilendo rapporti con i mercati arabi. Introdusse la bussola e il tarì, ma la città non durò a lungo a causa della concorrenza di Genova e Pisa, che la saccheggiarono e distrussero.
Stabilì rapporti con l’Impero bizantino e acquisì controllo sul Mediterraneo. Si dedicò alla produzione e al commercio del sale, diventando la principale potenza marittima durante le Crociate.
Crisi della realtà araba
L’affermazione di Venezia nel Mediterraneo e le spinte autonomiste della Spagna portarono a una crisi della realtà araba. A ciò si aggiunse un ulteriore problema: sul fronte orientale intanto un popolo indisturbato entrava nelle porte dell europa, i turchi selgiuchidi. Guidati dal loro capo Selgiuk, dal quale prendono il nome, conquistarono la Siria e la palestina , inclusa Gerusalemme , dove si stanziarono.
Per liberare la Terrasanta, il papa Urbano II promosse una serie di spedizioni militari: le crociate. Esse erano molto volute dai “crociati” poiché oltre all'interesse economico il papa aveva promesso anche la purificazione dei peccati. Si ebbero 2 importanti crociate:
Essa fu un vero e proprio fallimento in quanto vennero mandate migliaia di persone con un pessimo equipaggiamento e senza un'organizzazione been precisa.
LA “CROCIATA DEI PEZZENTI” (1096)
Fu l'ultima crociata e determinò la fine di questa lunga battaglia tra turchi selgiuchidi , impero di Costantinopoli e la chiesa d’Occidente, che portò il non raggiungimento di qualsiasi obiettivo spirituale e politico ma che portò uno sviluppo economico delle reti commerciali e reti marittime.
LA CROCIATA DEI VENEZIANI (1202)
l'aSIA DEI MONGOLI E I VIAGGI IN ORIENTE
Le crociate avevano permesso ai mercanti occidentali di addentrarsi nei mercati asiatici: essi percorsero le vie carovaniere dell'Asia centrale fino a raggiungere il Ca-tai (Cina), grazie a nuove condizioni politiche favorevoli: in quei territori, infatti, i mongoli al comando di Gen-gis Khan avevano creato un vasto impero centralizzato. Terribili in guerra, i mongoli si dimostrarono invece tolleranti verso le popolazioni sottomesse e capaci di assimilarne la civiltà, gli usi e i costumi, instaurando così un lungo periodo di pace (pax mongolica) e un clima di tolleranza religiosa, che favorì i viaggi e gli scambi commerciali tra Oriente e Occidente.
Capitolo 4
L'ETÀ COMUNALE IN ITALIA
AFFERMAZIONE DEI CETI URBANI
A partire dal XI secolo i ceti urbani delle regioni più sviluppate dell’Europa occidentale cominciarono a far valere la loro forza economica e rivendicano una maggiore autonomia dai poteri feudali, formando libere associazioni che si trasformano in organi di governo, noti come Comuni. La loro forza principale era il commercio, che spesso avveniva tra vari comuni. Si pensò quindi di creare delle leghe commerciali per favorire ancor di più l'economia di ogni singolo Comune.
DOVE e come SI SVILUPPARONO i comuni?
I Comuni si affermano soprattutto nell’area settentrionale e centrale della penisola. Il governo comunale, inizialmente esercitato da consoli aiutati da un consiglio minore, diventa sempre più instabile a causa delle lotte tra le varie fazioni. Si elegge quindi un podestà, un uomo esterno, per mantenere l’ordine e la tranquillità, mentre i popolani di basso ceto, arricchendosi, istituiscono un capitano del popolo per rappresentare i loro interessi.
L'ESPANSIONE INCONTROLLATA DEI COMUNI
L’autonomia e il potere dei Comuni italiani rappresentano un pericolo per le ambizioni universalistiche del papato e dell’impero. Federico I di Svevia, detto Barbarossa, cerca quindi di riaffermare la sua autorità suprema con 2 trattati fondamentali:
Essa si riferisce a due convegni convocati da Federico I Barbarossa nel dicembre 1154 e nel novembre 1158, nei pressi della città di Piacenza. L’obiettivo era rivendicare la supremazia del potere imperiale secondo il corpus iuris civilis, nel quale il volere dell’imperatore assumeva funzione di potere legislativo
DIETA DI RONCAGLIA (1154)
Fu un accordo tra Federico Barbarossa e i rappresentanti della Lega Lombarda. L’imperatore riconosceva l’autonomia dei Comuni e rinunciava alla nomina dei podestà imperiali, mentre i Comuni si impegnavano a pagare un tributo all’imperatore e a riconoscere la sua prerogativa di giudicare in appello questioni importanti
PACE DI COSTANZA (1183)
LO SVILUPPO DELL'IMPERO NORMANNO
Federico, infine, prima della sua morte, riesce a garantire il passaggio del regno normanno alla dinastia sveva attraverso il matrimonio tra il figlio Enrico VI e Costanza d’Altavilla. A partire dall’inizio dell’XI secolo, i normanni, una popolazione di origine scandinava, estendono i loro domini su tutta l’Italia meridionale e la Sicilia. Roberto il Guiscardo diventa vassallo del papa in cambio della nomina a duca di Puglia e di Calabria (accordo di Melfi, 1059), mentre Ruggero II ottiene nel 1130 le corone di Sicilia, di Calabria e di Puglia, creando un regno feudale centralizzato.
Capitolo 5
IL DECLINO DEI POTERI UNIVERSALI
FEDERICO II E LE SORTI DELL'ITALIA
Federico II di Svevia fu incoronato imperatore del Sacro Romano Impero il 22 novembre 1220. Tra le sue riforme più importanti, si ricorda la promulgazione delle Costituzioni di Melfi, un insieme di leggi che regolamentavano l’amministrazione della giustizia e l’organizzazione del regno di Sicilia. Inoltre, l'imperatore promosse la cultura e le arti, e fu un grande mecenate. La sua passione per la scienza lo portò a fondare l’Università di Napoli, dove si insegnava medicina, diritto e filosofia. Infine, egli fu un abile politico e un grande condottiero, che condusse numerose campagne militari in Italia e in Europa.
Capitolo 6
La crisi del trecento
L'ECONOMIA Europea al COLLASSO
L'Europa del Trecento fu sconvolta da numerose calamità (inondazioni e diminuzione delle temperature), che contribuirono a determinare ripetute carestie. Si andò quindi incontro ad un declino demografico, che ebbe anche conseguenze economiche. Le grandi banche europee andarono in fallimento, e nel frattempo ci fu anche un deciso decremento delle attività commerciali e la perdita di importanza delle fiere. Ci furono quindi 2 eventi fondamentali:
Giunse dall'Asia tramite i Mongoli attraverso le rotte commerciali carovaniere e gli eserciti. Solo nella prima ondata la peste provocò la morte di un terzo della popolazione. La rapidità della morte portò alla disgregazione del tessuto sociale. La malattia venne vista infatti come una punizione divina per i peccati commessi, e si andò alla ricerca dei capri espiatori, che vennero identificati negli untori.
L'ARRIVO DELLA "PESTE NERA" (1348-1351)
L'Europa si trovò in una situazione caotica. Alle carestie e le guerre si aggiunsero le rivolte popolari nelle campagne e nelle città. La crisi economica si protrasse per tutto il Trecento e per una parte del Quattrocento, finchè con la diminuzione della popolazione, ci fu un rialzo dei salari nelle città, mentre nelle campagne i signori dovettero stipulare contratti più convenienti.
GUERRE E TRASFORMAZIONI SOCIALI (XIV e XV sec.)
Capitolo 7
LE MONARCHIE NAZIONALI
FRANCIA E INGHILTERRRA
L'avvento di queste 2 monarchie nazionali portò non solo al superamento del sistema feudale, ma anche al formarsi di una "coscienza nazionale". Esse furono protagoniste della guerra dei Cent'anni (1337-1453), provocata dalla contesa per il trono di Francia. Gli inglesi sembrarono 2 volte sul punto di prevalere, finchè Giovanna d'Arco si pose alla testa delle forze francesi e ridiede vita alla resistenza. Il conflitto si chiuse nel 1453 con l'affermazione dei re francesi della dinastia Valois.
Successivamente l'Inghilterra fu scossa dalla cosiddetta guerra delle Due Rose, tra le famiglie dei Lancaster e degli York. La guerra si concluse solo in seguito all'ascesa al trono di Enrico VII, che sposò una York, dando origine alla dinastia dei Tudor.
LA SPAGNA
Nel frattempo nella penisola iberica il processo della Reconquista non si era mai arrestato. Una svolta decisiva venne data dal matrimonio tra Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia (1469). I 2 sovrani fecero leva sul cattolicesimo come elemento di unificazione dei loro regni. Ottennero quindi dal papa il consenso di istituire il Tribunale dell'inquisizione spagnola (1478), che venne utilizzata per reprimere eretici o fedeli di altre religioni.
Capitolo 8
LA CIVILTà UMANISTICO-RINASCIMENTALE
L'UMANESIMO E LA RISCOPERTA DEI CLASSICI
Verso la metà del Quattrocento si diffuse un nuovo modo di sentire e di inyendere la vita, un ritrovato senso di fiducia nelle capacità ricreative dell'uomo . Egli, per le sue doti di intelligenza, divenne "centro e misura di tutte le cose". Tutto questo venne reso possibile grazie a 2 eventi fondamentali:
La cultura umanistica si basò sulle humanae litterae, cioè tutte quelle opere di origine classica che erano considerate indispensabile strumento per la formazione etica e civile dell'uomo. Esse erano "humanae" non solo perchè incentrate sull'uomo, ma anche perchè considerate le più degne dell'uomo
Le humanae litterae
Fondamentale per la cultura umanistica fu l'invenzione della stampa. Johannes Gutenberg nel 1454 mise a punto una macchina per riprodurre o, come si diceva già allora, "stampare" in un tempo abbastanza breve qualsiasi testo scritto. Tutto ciò venne reso possibile grazie alla carta, molto meno costosa della pergamena.
LA STAMPA (1454)
LA RIVALUTAZIONE DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA
Notevoli progressi avvennero anche in campo scientifico grazie a studiosi come Leonardo Da Vinci, che rivalutò il sapere meccanico e tecnico, oltre al valore dell'osservazione e dell'esperienza diretta, e Niccolò Copernico, che scardinò il modello geocentrico del cosmo per affermare quello eliocentrico, innescando così la "rivoluzione copernicana".
LA CULTURA AL SERVIZIO DEL POTERE
Le capitali degli stati regionali e le residenze di signori e principi divennero i centri in cui letterati, artisti e scienziati ebbero la possibilità di elaborare le proprie idee e mettere a punto i loro progetti. Il luogo per eccellenza della cultura umanistico-rinascimentale fu dunque la corte signorile. Si diffuse così il mecenatismo, grazie al quale i signori si assicuravano il controllo sulla produzione cultural, sfruttandola per fini autocelebrativi e propagandistici.
Capitolo 9
LE GRANDI ESPLORAZIONI E LA CONQUISTA DEL NUOVO MONDO
cRISTOFORO COLOMBO
Basandosi sulla teoria della sfericità della Terra, Cristoforo Colombo cercava una via per raggiungere le Indie navigando verso ovest. Fu la monarchia spagnola a finanziare l'operazione, che approdò il 12 ottobre del 1492 nell'arcipelago delle Bahamas. Convinto di aver raggiunto l'India, egli chiamò le nuove terre Indie occidentali e i nuovi abitanti indios.
SPAGNA E PORTOGALLO
La scoperta di queste nuovo terre scatenò la brama di conquista di Spagna e Portogallo, che procedettero alla spartizione delle rispettive zone di influenza con il trattato di Tordesillas (1494). Successivamente altri navigatori seguirono la via aperta da Colombo. Amerigo Vespucci capì infatti di trovarsi di fronte ad un "mondo nuovo", chiamato poi in suo onore America. Nel 1519 Ferdinando Magellano scoprì un nuovo oceano, che chiamò Pacifico per la tranquillità delle sue acque. La sua spedizione compì la prima circumnavigazione del globo, che confermò la sfericità della Terra.
L'AMERICA PRIMA DEGLI EUROPEI
All'arrivo degli auropei, in America centro-meridionale vivevano tre popoli che avevano strutture politico-sociali complesse:
- I Maya
- Gli Aztechi
- Gli inca
LE CIVILTÀ PRECOLOMBIANE
INCA
aztechi
MAYA
Si distinguevano per il particolare fervore religioso e guerresco e per la pratica dei sacrifici umani a scopo rituale. La società Azteca era divisa in clan, ognuno dei quali possedeva delle terre gestite in modo comunitario
Erano governati da un re nelle cui mani era concentrato ogni potere, grazie al sostegno di una potente casta sacerdotale. Li ricordiamo principalmente perchè costruirono una fitta rete viaria.
Erano organizzati in città-stato indipendenti, governate da re-sacerdoti; avevano una profonda conoscenza delle scienze astronomiche, fisiche e matematiche e utilizzavano una scrittura geroglifica
L'arrivo dei conquistadores
Molti avventurieri spagnoli, noti come Conquistadores, partirono per l’America in cerca di ricchezze. Tra i più noti, Hernan Cortés e Francisco de Montejo conquistarono i territori degli Aztechi e dei Maya, mentre Francisco Pizarro e Diego de Almagro sottomisero gli Inca. Il colonialismo spagnolo divenne un brutale sfruttamento, rafforzato da istituzioni come l’encomienda e il repartimento. Nonostante le denunce dei missionari europei e l’introduzione di nuove leggi nel 1542 contro lo sfruttamento indiscriminato degli indios, lo sfruttamento continuò. Anche i portoghesi occuparono il Brasile, introducendo il sistema delle piantagioni con l’uso di manodopera schiava.
Capitolo 10
Le trasformazioni economiche e sociali del cinquecento
LA RIPRESA ECONOMICA E GLI SQUILIBRI SOCIALI
Nel Cinquecento, l'Europa ha sperimentato un significativo aumento demografico e un'espansione economica, favorita dall'afflusso di metalli preziosi dall'America. Tuttavia, l'eccesso di argento e oro ha causato un'ampia inflazione, nota come "rivoluzione dei prezzi", che ha messo in difficoltà coloro con redditi fissi e ridotto il potere d'acquisto dei lavoratori. In contrasto, la nobiltà ha potuto adattarsi a questa situazione, imponendo nuovi contratti agricoli a suo favore e trasformando terreni agricoli in pascoli per la produzione di lana. Questo periodo è stato caratterizzato quindi dal contrasto tra i ceti rurali e la nobiltà terriera, che ha portato a disordini e sommosse.
poveri e vagabondi nelle cittÀ moderne
Nel Cinquecento, l’aumento della povertà nelle città ha portato a un incremento di mendicanti e vagabondi, rendendo la povertà un problema sociale. Le autorità pubbliche hanno cercato di limitare e regolamentare la mendicità: in Inghilterra, ad esempio, sono state emanate le leggi sui poveri, che affidavano l’assistenza ai poveri alle parrocchie e istituivano case di lavoro per impiegare queste persone. In Italia, i poveri malati venivano indirizzati verso gli ospizi e la mendicità veniva regolamentata con patenti. Chi mendicava senza licenza veniva punito pubblicamente e messo in carcere.
L'ASCESA SOCIALE DELLA BORGHESIA
Tutta questa situazione non fece altro che favorire la borghesia, che fondava la propria ricchezza sull'impresa e suilla finanza. Le grandi banche d'Europa iniziarono ad avere un ruolo fondamentale, in quanto divennero indispensabili per finanziare le imprese dei sovrani. Questo però comportava dei rischi qualora i sovrani non avessero estinto i debiti.Essi crearono quindi una "nuova nobiltà", di estrazione cittadina e basata sul denaro.
Le nuove potenze economiche
Spagna e Portogallo furono i primi a beneficiare dei delle ricchezze del Nuovo Mondo. Purtroppo però fecero troppo affidamento sull'oro e sull'argento delle colonie, come se fossero inesauribili. Eliminarono completamente la produzione interna dedicandosi esclusivamente all'importazione ed iniziarono a dipendere troppo dai paesi esteri. Si arrivò quindi ad un'emorragia di oro e argento, uno dei principali motivi della loro decadenza. Nel frattempo, però, grazie all'intraprendenza della propria classe borghese, l'Inghilterra e l'Olanda divennero le più grandi potenze economiche del Seicento.
Capitolo 11
LE GUERRE D'ITALIA E L'IMPERO DI CARLO V
L'ITALIA CONTESA TRA FRANCIA E SPAGNA
La morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492 segnò la fine della politica dell’equilibrio. Nel 1494, Carlo VIII di Francia invase l’Italia e sconfisse gli Aragonesi di Napoli. Questa vittoria rivelò la fragilità politica dell’Italia. Nel 1500, Luigi XII, successore di CarloVIII, invase nuovamente l’Italia, prendendo il controllo del Ducato di Milano e entrando in conflitto con la Spagna per il controllo del Sud Italia, che rimase però nelle mani degli spagnoli. Tra gli eventi significativi di questo periodo ci furono la cacciata dei Medici da Firenze, il fallimento di Cesare Borgia nel creare uno Stato autonomo in Italia centrale, e le azioni di Giulio II che portarono alla restaurazione dei Medici a Firenze e al ritorno degli Sforza a Milano.
carlo v
Nella prima metà del XVI sec. Carlo d'Asburgo si trovò a governare domini sconfinati. Egli ricevette infatti l'impero spagnolo, alcuni domini Austriaci, la Francia, i Paesi Bassi e le Fiandre. Nel 1519, grazie all'appoggio dei Fugger, riuscì ad ottenere la corona imperiale. Carlo V ottenne un vero e proprio impero universale, dove "non tramontava mai il sole". Questo progetto si rivelò però anacronistico date le grandi differenze che esistecano nei vasti territori che governava.
i conflitti per il dominio in europa
Lo scontro tra la Francia e Carlo V divenne inevitabile, trasformandosi in una lotta per il predominio in Italia e Europa. Si individuano 3 fasi principali:
FASE 3 (1552-1559)
FASE 1 (1525-1529)
FASE 2 (1535-1544)
Questa fase vide Francesco I formare la Lega di Cognac, provocando l’ira di Carlo V che saccheggiò Roma. Francesco I capitolò e firmò la pace di Cambrai (1529), rinunciando nuovamente a Napoli.
Nella quale i contendenti mantennero un equilibrio grazie all’alleanza francese con Solimano il Magnifico e i principi luterani tedeschi. Questa fase si concluse con la pace di Crépy (1544).
la Francia mise Carlo V in difficoltà grazie alle sue alleanze con i principi tedeschi luterani. Dopo la pace di Augusta (1555), Carlo V abdicò (1556), lasciando i suoi possedimenti al figlio Filippo II e al fratello Ferdinando. La guerra si concluse con la pace di Cateau-Cambrésis (1559), che liberò la Francia dall’accerchiamento e stabilì il dominio spagnolo in Italia.
Capitolo 12
la riforma protestante
LE PREMESSE DELLA RIFORMA
La Chiesa era in crisi a causa della corruzione, della scarsa preparazione teologica del clero e degli interessi economici e politici del papato. Papa Leone X, per finanziare la costruzione della cupola di San Pietro, utilizzò la vendita delle indulgenze, suscitando critiche. L'ascesa al trono imperiale di Carlo V d'Asburgo, che cercava di rafforzare l'unità imperiale a scapito delle autonomie dei principi tedeschi, provocò forti reazioni. Erasmo da Rotterdam cercò di recuperare lo spirito originario del cristianesimo, criticando la mondanizzazione della Chiesa e predicando un ritorno a una religiosità intima e alle Sacre Scritture. Tuttavia, il suo tentativo fu travolto dalle proteste in Germania.
MARTIN LUTERO E LA RIFORMA
Nel 1517, Martin Lutero, un monaco tedesco, presentò un documento contenente "95 tesi" che condannavano la vendita delle indulgenze e l'idea che le opere umane potessero garantire la salvezza eterna. Lutero negò il valore dei sacramenti e del libero arbitrio, sostenendo invece il principio del libero esame, secondo cui tutti potevano comprendere le Sacre Scritture senza la mediazione della Chiesa. Papa Leone X condannò le tesi di Lutero e, quando Lutero rifiutò di ritrattare, lo scomunicò nel 1520. Anche l'imperatore Carlo V mise al bando i seguaci di Lutero dopo la Dieta di Worms nel 1521. Tuttavia, la Riforma guadagnò il sostegno in gran parte della Germania settentrionale, grazie all'appoggio dei principi tedeschi che desideravano acquisire beni ecclesiastici e ridurre la loro dipendenza dall'imperatore.
enrico viii e la chiesa anglicana
Dopo la Germania, la Riforma si diffuse rapidamente in Danimarca, Svezia, Norvegia e Paesi Bassi. In Svizzera, il movimento protestante fu guidato da Zwingli e Calvino. Zwingli, attivo a Zurigo, chiamò a una maggiore democratizzazione della vita civile e alla partecipazione diretta dei fedeli nella gestione della comunità. Dopo uno scontro con i cantoni cattolici, Zwingli fu sconfitto nella battaglia di Kappel nel 1531. Calvino, attivo a Ginevra, combinò la dottrina luterana con un approccio sociale e pratico, adattandosi alle esigenze della borghesia emergente. Il calvinismo fornì una base etica al lavoro e al successo economico, visti come segni della grazia di Dio e vissuti come una forma di attivismo religioso.
GRAZIE!
Il mio percorso di Storia
Melissa_ marcello_
Created on June 5, 2024
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Smart Presentation
View
Practical Presentation
View
Essential Presentation
View
Akihabara Presentation
View
Pastel Color Presentation
View
Winter Presentation
View
Hanukkah Presentation
Explore all templates
Transcript
PRESENTAZIONE
STORIA
01. L'Europa tra vecchi e nuovi poteri
02. Il risveglio dell'Occidente
03. Il Mediterraneeo e le crociate
04. L'età comunale in Italia
05. Il declino dei poteri universali
INDICE
06. La crisi del Trecento
07. Le monarchie nazionali
08. La civiltà Umanistico-Rinascimentale
09. Le grandi esplorazioni e la conquista del nuovo mondo
10. Le trasformazioni economiche e sociali del Cinquecento
11. Le guerre d'Italia e l'impero di Carlo V
12. La riforma protestante
Capitolo 1
L'EUROPA TRA VECCHI E NUOVI POTERI
Concordato di Worms (1122)
Lotta per le investiture
Inizio del X secolo
Crisi della Chiesa
L’Europa era frammentata sia economicamente che politicamente. Anche la Chiesa e l’istituzione imperiale erano in crisi. Ci fu infatti un'incredibile difficoltà nell’accesso agli incarichi ecclesiastici, la perdita di guide spirituali, ma soprattutto l'avvento della corruzione e della simonia.
Scisma d’Oriente (1054): Avvenne la rottura definitiva tra il patriarca di Costantinopoli e il papa di Roma. Ci fu di conseguenza la Riforma della Chiesa: il Concilio Lateranense (1059), nel quale Niccolò II afferma la supremazia del papato sull'impero.
Conflitto tra il papato (Gregorio VII) e l’imperatore (Enrico IV) per il controllo delle cariche ecclesiastiche. Troviamo qui il Dictus Papae( Precetti del papa) che ribadì l assoluta superiorità del papa e il suo diritto di giudicare e deporre i vescovi e lo steso imperatore, proprio come accadde con EnricoIV che fu scomunicato.
Fine della lotta per le investiture con la rinuncia dell’imperatore all’intervento nell’elezione del pontefice che da quel momento venne eletto esclusivamente in ambiente ecclesiastico.
IN FRANCIA E IN INGHILTERRRA NEL FRATTEMPO:
Ci fu un'affermazione del potere monarchico: i sovrani riconquistano i poteri perduti per causa dei nobili e dei signori locali.
Si arriva di conseguenza alla Magna Charta Libertatum (1215), la quale limita il potere assoluto dell’imperatore e affianca un Consiglio generale del regno, fornendo maggiori diritti anche alle persone di basso ceto.
Il processo è avviato da Filippo II Augusto e proseguito dalla dinastia capetingia.
FRANCIA
I sovrani normanni, a partire da Guglielmo il Conquistatore, indeboliscono l’aristocrazia feudale. L’opera è proseguita dai Plantageneti.
INGHILTERRA
Capitolo 2
IL RISVEGLIO DELL'OCCIDENTE
LA CRISI IN EUROPA
Inizio dell’anno mille: L’Europa era una regione depressa con aree urbane spopolate e un’economia agricola feudale. Però con il passare del tempo ci fu un cambiamento di scenario: un incremento demografico e una ripresa generale sotto diversi aspetti.
QUESTA GRADUALE RIPRESA FU RESA POSSIBILE SOPRATTUTTO GRAZIE A:
Istruzione e università
Innovazioni agricole
I MONASTERI
LE fiere
Pian piano i mercanti si svilupparono capendo che aprendosi con altre curtis avrebbero potuto ampliare il loro potere economico, favorendo la nascita delle fiere.
Dopo la nascita delle scuole laiche, si capì che il livello di istruzione non poteva essere uguale per tutti e ognuno aveva bisogno di concentrarsi sul proprio ambito in maniera più qualificata. Nacquerò così le prime università
Essi svolsero un ruolo fondamentale nella trasformazione, incitando le persone a dedicarsi al lavoro manuale.
Come ad esempio la rotazione triannale, nuovi strumenti agricoli: collare a spalla ( il quale rendeva più semplice lo sforzo al cavallo per il meno dolore), l'aratro pesante ( fatto di metallo, più resistente), e mulini ad acqua e a vento
SI EBBE SOPRATTUTTO UNA GRANDE RIPRESA ECONOMICA:
Ci fu la ricomparsa della moneta, creazione di nuovi metodi di trasporto, maggiore affluenza di persone , nuove occasioni di lavoro e maggiore sicurezza da potenziali attacchi esterni con la costruzione di mura e strutture difensive. Con l'affluenza di una maggiore quantità di individui la struttura delle società urbanistiche divennero sempre più complesse , iniziando ad affermarsi figure sociali e professionali legate all economia e a lavori manuali.Nacquero così le corporazioni che si dividevano in:
Tra le arti più potenti troviamo quella della lana, legata al principale settore manufatturiero; godevano di grande considerazione inoltre i giudici, i notai e soprattutto i banchieri.
ARTI MAGGIORI
Legate ad attività artigianali più quotidiane (come quelle dei fornai, macellai o dei calzolai).
ARTI MINORI
Capitolo 3
IL MEDITERRANEO E LE CROCIATE
l'avvento delle cittÀ marinare
Nel clima generale di rinascita della città e degli scambi commerciali, si ebbe anche una ripresa dei commerci marittime nel mediterraneo. Dominarono nella prima parte principalmente mercati bizantini e poco dopo mercati arabi fino all'entrata in questo scenario commerciale di alcune città marinare italiane.
LE PRINCIPALI FURONO:
venezia
PISA E GENOVA
amalfi
Inizialmente alleate per liberare il Mediterraneo dai pirati saraceni, la loro rivalità culminò nella battaglia di Meloria (1284), che segnò la decadenza di Pisa. Genoa, però, non durò molto di più per la più temibile avversaria marittima:Venezia
Prima città marinara a svilupparsi, stabilendo rapporti con i mercati arabi. Introdusse la bussola e il tarì, ma la città non durò a lungo a causa della concorrenza di Genova e Pisa, che la saccheggiarono e distrussero.
Stabilì rapporti con l’Impero bizantino e acquisì controllo sul Mediterraneo. Si dedicò alla produzione e al commercio del sale, diventando la principale potenza marittima durante le Crociate.
Crisi della realtà araba
L’affermazione di Venezia nel Mediterraneo e le spinte autonomiste della Spagna portarono a una crisi della realtà araba. A ciò si aggiunse un ulteriore problema: sul fronte orientale intanto un popolo indisturbato entrava nelle porte dell europa, i turchi selgiuchidi. Guidati dal loro capo Selgiuk, dal quale prendono il nome, conquistarono la Siria e la palestina , inclusa Gerusalemme , dove si stanziarono.
Per liberare la Terrasanta, il papa Urbano II promosse una serie di spedizioni militari: le crociate. Esse erano molto volute dai “crociati” poiché oltre all'interesse economico il papa aveva promesso anche la purificazione dei peccati. Si ebbero 2 importanti crociate:
Essa fu un vero e proprio fallimento in quanto vennero mandate migliaia di persone con un pessimo equipaggiamento e senza un'organizzazione been precisa.
LA “CROCIATA DEI PEZZENTI” (1096)
Fu l'ultima crociata e determinò la fine di questa lunga battaglia tra turchi selgiuchidi , impero di Costantinopoli e la chiesa d’Occidente, che portò il non raggiungimento di qualsiasi obiettivo spirituale e politico ma che portò uno sviluppo economico delle reti commerciali e reti marittime.
LA CROCIATA DEI VENEZIANI (1202)
l'aSIA DEI MONGOLI E I VIAGGI IN ORIENTE
Le crociate avevano permesso ai mercanti occidentali di addentrarsi nei mercati asiatici: essi percorsero le vie carovaniere dell'Asia centrale fino a raggiungere il Ca-tai (Cina), grazie a nuove condizioni politiche favorevoli: in quei territori, infatti, i mongoli al comando di Gen-gis Khan avevano creato un vasto impero centralizzato. Terribili in guerra, i mongoli si dimostrarono invece tolleranti verso le popolazioni sottomesse e capaci di assimilarne la civiltà, gli usi e i costumi, instaurando così un lungo periodo di pace (pax mongolica) e un clima di tolleranza religiosa, che favorì i viaggi e gli scambi commerciali tra Oriente e Occidente.
Capitolo 4
L'ETÀ COMUNALE IN ITALIA
AFFERMAZIONE DEI CETI URBANI
A partire dal XI secolo i ceti urbani delle regioni più sviluppate dell’Europa occidentale cominciarono a far valere la loro forza economica e rivendicano una maggiore autonomia dai poteri feudali, formando libere associazioni che si trasformano in organi di governo, noti come Comuni. La loro forza principale era il commercio, che spesso avveniva tra vari comuni. Si pensò quindi di creare delle leghe commerciali per favorire ancor di più l'economia di ogni singolo Comune.
DOVE e come SI SVILUPPARONO i comuni?
I Comuni si affermano soprattutto nell’area settentrionale e centrale della penisola. Il governo comunale, inizialmente esercitato da consoli aiutati da un consiglio minore, diventa sempre più instabile a causa delle lotte tra le varie fazioni. Si elegge quindi un podestà, un uomo esterno, per mantenere l’ordine e la tranquillità, mentre i popolani di basso ceto, arricchendosi, istituiscono un capitano del popolo per rappresentare i loro interessi.
L'ESPANSIONE INCONTROLLATA DEI COMUNI
L’autonomia e il potere dei Comuni italiani rappresentano un pericolo per le ambizioni universalistiche del papato e dell’impero. Federico I di Svevia, detto Barbarossa, cerca quindi di riaffermare la sua autorità suprema con 2 trattati fondamentali:
Essa si riferisce a due convegni convocati da Federico I Barbarossa nel dicembre 1154 e nel novembre 1158, nei pressi della città di Piacenza. L’obiettivo era rivendicare la supremazia del potere imperiale secondo il corpus iuris civilis, nel quale il volere dell’imperatore assumeva funzione di potere legislativo
DIETA DI RONCAGLIA (1154)
Fu un accordo tra Federico Barbarossa e i rappresentanti della Lega Lombarda. L’imperatore riconosceva l’autonomia dei Comuni e rinunciava alla nomina dei podestà imperiali, mentre i Comuni si impegnavano a pagare un tributo all’imperatore e a riconoscere la sua prerogativa di giudicare in appello questioni importanti
PACE DI COSTANZA (1183)
LO SVILUPPO DELL'IMPERO NORMANNO
Federico, infine, prima della sua morte, riesce a garantire il passaggio del regno normanno alla dinastia sveva attraverso il matrimonio tra il figlio Enrico VI e Costanza d’Altavilla. A partire dall’inizio dell’XI secolo, i normanni, una popolazione di origine scandinava, estendono i loro domini su tutta l’Italia meridionale e la Sicilia. Roberto il Guiscardo diventa vassallo del papa in cambio della nomina a duca di Puglia e di Calabria (accordo di Melfi, 1059), mentre Ruggero II ottiene nel 1130 le corone di Sicilia, di Calabria e di Puglia, creando un regno feudale centralizzato.
Capitolo 5
IL DECLINO DEI POTERI UNIVERSALI
FEDERICO II E LE SORTI DELL'ITALIA
Federico II di Svevia fu incoronato imperatore del Sacro Romano Impero il 22 novembre 1220. Tra le sue riforme più importanti, si ricorda la promulgazione delle Costituzioni di Melfi, un insieme di leggi che regolamentavano l’amministrazione della giustizia e l’organizzazione del regno di Sicilia. Inoltre, l'imperatore promosse la cultura e le arti, e fu un grande mecenate. La sua passione per la scienza lo portò a fondare l’Università di Napoli, dove si insegnava medicina, diritto e filosofia. Infine, egli fu un abile politico e un grande condottiero, che condusse numerose campagne militari in Italia e in Europa.
Capitolo 6
La crisi del trecento
L'ECONOMIA Europea al COLLASSO
L'Europa del Trecento fu sconvolta da numerose calamità (inondazioni e diminuzione delle temperature), che contribuirono a determinare ripetute carestie. Si andò quindi incontro ad un declino demografico, che ebbe anche conseguenze economiche. Le grandi banche europee andarono in fallimento, e nel frattempo ci fu anche un deciso decremento delle attività commerciali e la perdita di importanza delle fiere. Ci furono quindi 2 eventi fondamentali:
Giunse dall'Asia tramite i Mongoli attraverso le rotte commerciali carovaniere e gli eserciti. Solo nella prima ondata la peste provocò la morte di un terzo della popolazione. La rapidità della morte portò alla disgregazione del tessuto sociale. La malattia venne vista infatti come una punizione divina per i peccati commessi, e si andò alla ricerca dei capri espiatori, che vennero identificati negli untori.
L'ARRIVO DELLA "PESTE NERA" (1348-1351)
L'Europa si trovò in una situazione caotica. Alle carestie e le guerre si aggiunsero le rivolte popolari nelle campagne e nelle città. La crisi economica si protrasse per tutto il Trecento e per una parte del Quattrocento, finchè con la diminuzione della popolazione, ci fu un rialzo dei salari nelle città, mentre nelle campagne i signori dovettero stipulare contratti più convenienti.
GUERRE E TRASFORMAZIONI SOCIALI (XIV e XV sec.)
Capitolo 7
LE MONARCHIE NAZIONALI
FRANCIA E INGHILTERRRA
L'avvento di queste 2 monarchie nazionali portò non solo al superamento del sistema feudale, ma anche al formarsi di una "coscienza nazionale". Esse furono protagoniste della guerra dei Cent'anni (1337-1453), provocata dalla contesa per il trono di Francia. Gli inglesi sembrarono 2 volte sul punto di prevalere, finchè Giovanna d'Arco si pose alla testa delle forze francesi e ridiede vita alla resistenza. Il conflitto si chiuse nel 1453 con l'affermazione dei re francesi della dinastia Valois.
Successivamente l'Inghilterra fu scossa dalla cosiddetta guerra delle Due Rose, tra le famiglie dei Lancaster e degli York. La guerra si concluse solo in seguito all'ascesa al trono di Enrico VII, che sposò una York, dando origine alla dinastia dei Tudor.
LA SPAGNA
Nel frattempo nella penisola iberica il processo della Reconquista non si era mai arrestato. Una svolta decisiva venne data dal matrimonio tra Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia (1469). I 2 sovrani fecero leva sul cattolicesimo come elemento di unificazione dei loro regni. Ottennero quindi dal papa il consenso di istituire il Tribunale dell'inquisizione spagnola (1478), che venne utilizzata per reprimere eretici o fedeli di altre religioni.
Capitolo 8
LA CIVILTà UMANISTICO-RINASCIMENTALE
L'UMANESIMO E LA RISCOPERTA DEI CLASSICI
Verso la metà del Quattrocento si diffuse un nuovo modo di sentire e di inyendere la vita, un ritrovato senso di fiducia nelle capacità ricreative dell'uomo . Egli, per le sue doti di intelligenza, divenne "centro e misura di tutte le cose". Tutto questo venne reso possibile grazie a 2 eventi fondamentali:
La cultura umanistica si basò sulle humanae litterae, cioè tutte quelle opere di origine classica che erano considerate indispensabile strumento per la formazione etica e civile dell'uomo. Esse erano "humanae" non solo perchè incentrate sull'uomo, ma anche perchè considerate le più degne dell'uomo
Le humanae litterae
Fondamentale per la cultura umanistica fu l'invenzione della stampa. Johannes Gutenberg nel 1454 mise a punto una macchina per riprodurre o, come si diceva già allora, "stampare" in un tempo abbastanza breve qualsiasi testo scritto. Tutto ciò venne reso possibile grazie alla carta, molto meno costosa della pergamena.
LA STAMPA (1454)
LA RIVALUTAZIONE DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA
Notevoli progressi avvennero anche in campo scientifico grazie a studiosi come Leonardo Da Vinci, che rivalutò il sapere meccanico e tecnico, oltre al valore dell'osservazione e dell'esperienza diretta, e Niccolò Copernico, che scardinò il modello geocentrico del cosmo per affermare quello eliocentrico, innescando così la "rivoluzione copernicana".
LA CULTURA AL SERVIZIO DEL POTERE
Le capitali degli stati regionali e le residenze di signori e principi divennero i centri in cui letterati, artisti e scienziati ebbero la possibilità di elaborare le proprie idee e mettere a punto i loro progetti. Il luogo per eccellenza della cultura umanistico-rinascimentale fu dunque la corte signorile. Si diffuse così il mecenatismo, grazie al quale i signori si assicuravano il controllo sulla produzione cultural, sfruttandola per fini autocelebrativi e propagandistici.
Capitolo 9
LE GRANDI ESPLORAZIONI E LA CONQUISTA DEL NUOVO MONDO
cRISTOFORO COLOMBO
Basandosi sulla teoria della sfericità della Terra, Cristoforo Colombo cercava una via per raggiungere le Indie navigando verso ovest. Fu la monarchia spagnola a finanziare l'operazione, che approdò il 12 ottobre del 1492 nell'arcipelago delle Bahamas. Convinto di aver raggiunto l'India, egli chiamò le nuove terre Indie occidentali e i nuovi abitanti indios.
SPAGNA E PORTOGALLO
La scoperta di queste nuovo terre scatenò la brama di conquista di Spagna e Portogallo, che procedettero alla spartizione delle rispettive zone di influenza con il trattato di Tordesillas (1494). Successivamente altri navigatori seguirono la via aperta da Colombo. Amerigo Vespucci capì infatti di trovarsi di fronte ad un "mondo nuovo", chiamato poi in suo onore America. Nel 1519 Ferdinando Magellano scoprì un nuovo oceano, che chiamò Pacifico per la tranquillità delle sue acque. La sua spedizione compì la prima circumnavigazione del globo, che confermò la sfericità della Terra.
L'AMERICA PRIMA DEGLI EUROPEI
All'arrivo degli auropei, in America centro-meridionale vivevano tre popoli che avevano strutture politico-sociali complesse:
LE CIVILTÀ PRECOLOMBIANE
INCA
aztechi
MAYA
Si distinguevano per il particolare fervore religioso e guerresco e per la pratica dei sacrifici umani a scopo rituale. La società Azteca era divisa in clan, ognuno dei quali possedeva delle terre gestite in modo comunitario
Erano governati da un re nelle cui mani era concentrato ogni potere, grazie al sostegno di una potente casta sacerdotale. Li ricordiamo principalmente perchè costruirono una fitta rete viaria.
Erano organizzati in città-stato indipendenti, governate da re-sacerdoti; avevano una profonda conoscenza delle scienze astronomiche, fisiche e matematiche e utilizzavano una scrittura geroglifica
L'arrivo dei conquistadores
Molti avventurieri spagnoli, noti come Conquistadores, partirono per l’America in cerca di ricchezze. Tra i più noti, Hernan Cortés e Francisco de Montejo conquistarono i territori degli Aztechi e dei Maya, mentre Francisco Pizarro e Diego de Almagro sottomisero gli Inca. Il colonialismo spagnolo divenne un brutale sfruttamento, rafforzato da istituzioni come l’encomienda e il repartimento. Nonostante le denunce dei missionari europei e l’introduzione di nuove leggi nel 1542 contro lo sfruttamento indiscriminato degli indios, lo sfruttamento continuò. Anche i portoghesi occuparono il Brasile, introducendo il sistema delle piantagioni con l’uso di manodopera schiava.
Capitolo 10
Le trasformazioni economiche e sociali del cinquecento
LA RIPRESA ECONOMICA E GLI SQUILIBRI SOCIALI
Nel Cinquecento, l'Europa ha sperimentato un significativo aumento demografico e un'espansione economica, favorita dall'afflusso di metalli preziosi dall'America. Tuttavia, l'eccesso di argento e oro ha causato un'ampia inflazione, nota come "rivoluzione dei prezzi", che ha messo in difficoltà coloro con redditi fissi e ridotto il potere d'acquisto dei lavoratori. In contrasto, la nobiltà ha potuto adattarsi a questa situazione, imponendo nuovi contratti agricoli a suo favore e trasformando terreni agricoli in pascoli per la produzione di lana. Questo periodo è stato caratterizzato quindi dal contrasto tra i ceti rurali e la nobiltà terriera, che ha portato a disordini e sommosse.
poveri e vagabondi nelle cittÀ moderne
Nel Cinquecento, l’aumento della povertà nelle città ha portato a un incremento di mendicanti e vagabondi, rendendo la povertà un problema sociale. Le autorità pubbliche hanno cercato di limitare e regolamentare la mendicità: in Inghilterra, ad esempio, sono state emanate le leggi sui poveri, che affidavano l’assistenza ai poveri alle parrocchie e istituivano case di lavoro per impiegare queste persone. In Italia, i poveri malati venivano indirizzati verso gli ospizi e la mendicità veniva regolamentata con patenti. Chi mendicava senza licenza veniva punito pubblicamente e messo in carcere.
L'ASCESA SOCIALE DELLA BORGHESIA
Tutta questa situazione non fece altro che favorire la borghesia, che fondava la propria ricchezza sull'impresa e suilla finanza. Le grandi banche d'Europa iniziarono ad avere un ruolo fondamentale, in quanto divennero indispensabili per finanziare le imprese dei sovrani. Questo però comportava dei rischi qualora i sovrani non avessero estinto i debiti.Essi crearono quindi una "nuova nobiltà", di estrazione cittadina e basata sul denaro.
Le nuove potenze economiche
Spagna e Portogallo furono i primi a beneficiare dei delle ricchezze del Nuovo Mondo. Purtroppo però fecero troppo affidamento sull'oro e sull'argento delle colonie, come se fossero inesauribili. Eliminarono completamente la produzione interna dedicandosi esclusivamente all'importazione ed iniziarono a dipendere troppo dai paesi esteri. Si arrivò quindi ad un'emorragia di oro e argento, uno dei principali motivi della loro decadenza. Nel frattempo, però, grazie all'intraprendenza della propria classe borghese, l'Inghilterra e l'Olanda divennero le più grandi potenze economiche del Seicento.
Capitolo 11
LE GUERRE D'ITALIA E L'IMPERO DI CARLO V
L'ITALIA CONTESA TRA FRANCIA E SPAGNA
La morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492 segnò la fine della politica dell’equilibrio. Nel 1494, Carlo VIII di Francia invase l’Italia e sconfisse gli Aragonesi di Napoli. Questa vittoria rivelò la fragilità politica dell’Italia. Nel 1500, Luigi XII, successore di CarloVIII, invase nuovamente l’Italia, prendendo il controllo del Ducato di Milano e entrando in conflitto con la Spagna per il controllo del Sud Italia, che rimase però nelle mani degli spagnoli. Tra gli eventi significativi di questo periodo ci furono la cacciata dei Medici da Firenze, il fallimento di Cesare Borgia nel creare uno Stato autonomo in Italia centrale, e le azioni di Giulio II che portarono alla restaurazione dei Medici a Firenze e al ritorno degli Sforza a Milano.
carlo v
Nella prima metà del XVI sec. Carlo d'Asburgo si trovò a governare domini sconfinati. Egli ricevette infatti l'impero spagnolo, alcuni domini Austriaci, la Francia, i Paesi Bassi e le Fiandre. Nel 1519, grazie all'appoggio dei Fugger, riuscì ad ottenere la corona imperiale. Carlo V ottenne un vero e proprio impero universale, dove "non tramontava mai il sole". Questo progetto si rivelò però anacronistico date le grandi differenze che esistecano nei vasti territori che governava.
i conflitti per il dominio in europa
Lo scontro tra la Francia e Carlo V divenne inevitabile, trasformandosi in una lotta per il predominio in Italia e Europa. Si individuano 3 fasi principali:
FASE 3 (1552-1559)
FASE 1 (1525-1529)
FASE 2 (1535-1544)
Questa fase vide Francesco I formare la Lega di Cognac, provocando l’ira di Carlo V che saccheggiò Roma. Francesco I capitolò e firmò la pace di Cambrai (1529), rinunciando nuovamente a Napoli.
Nella quale i contendenti mantennero un equilibrio grazie all’alleanza francese con Solimano il Magnifico e i principi luterani tedeschi. Questa fase si concluse con la pace di Crépy (1544).
la Francia mise Carlo V in difficoltà grazie alle sue alleanze con i principi tedeschi luterani. Dopo la pace di Augusta (1555), Carlo V abdicò (1556), lasciando i suoi possedimenti al figlio Filippo II e al fratello Ferdinando. La guerra si concluse con la pace di Cateau-Cambrésis (1559), che liberò la Francia dall’accerchiamento e stabilì il dominio spagnolo in Italia.
Capitolo 12
la riforma protestante
LE PREMESSE DELLA RIFORMA
La Chiesa era in crisi a causa della corruzione, della scarsa preparazione teologica del clero e degli interessi economici e politici del papato. Papa Leone X, per finanziare la costruzione della cupola di San Pietro, utilizzò la vendita delle indulgenze, suscitando critiche. L'ascesa al trono imperiale di Carlo V d'Asburgo, che cercava di rafforzare l'unità imperiale a scapito delle autonomie dei principi tedeschi, provocò forti reazioni. Erasmo da Rotterdam cercò di recuperare lo spirito originario del cristianesimo, criticando la mondanizzazione della Chiesa e predicando un ritorno a una religiosità intima e alle Sacre Scritture. Tuttavia, il suo tentativo fu travolto dalle proteste in Germania.
MARTIN LUTERO E LA RIFORMA
Nel 1517, Martin Lutero, un monaco tedesco, presentò un documento contenente "95 tesi" che condannavano la vendita delle indulgenze e l'idea che le opere umane potessero garantire la salvezza eterna. Lutero negò il valore dei sacramenti e del libero arbitrio, sostenendo invece il principio del libero esame, secondo cui tutti potevano comprendere le Sacre Scritture senza la mediazione della Chiesa. Papa Leone X condannò le tesi di Lutero e, quando Lutero rifiutò di ritrattare, lo scomunicò nel 1520. Anche l'imperatore Carlo V mise al bando i seguaci di Lutero dopo la Dieta di Worms nel 1521. Tuttavia, la Riforma guadagnò il sostegno in gran parte della Germania settentrionale, grazie all'appoggio dei principi tedeschi che desideravano acquisire beni ecclesiastici e ridurre la loro dipendenza dall'imperatore.
enrico viii e la chiesa anglicana
Dopo la Germania, la Riforma si diffuse rapidamente in Danimarca, Svezia, Norvegia e Paesi Bassi. In Svizzera, il movimento protestante fu guidato da Zwingli e Calvino. Zwingli, attivo a Zurigo, chiamò a una maggiore democratizzazione della vita civile e alla partecipazione diretta dei fedeli nella gestione della comunità. Dopo uno scontro con i cantoni cattolici, Zwingli fu sconfitto nella battaglia di Kappel nel 1531. Calvino, attivo a Ginevra, combinò la dottrina luterana con un approccio sociale e pratico, adattandosi alle esigenze della borghesia emergente. Il calvinismo fornì una base etica al lavoro e al successo economico, visti come segni della grazia di Dio e vissuti come una forma di attivismo religioso.
GRAZIE!