Want to make creations as awesome as this one?

Transcript

COSCIENZA ECONOSCENZA

Lucia Prisco

Classe 3a I Scuola M. Stanzione

Perchè...?

La conoscenza è la consapevolezza e la comprensione dei fatti o di informazioni ottenute attraverso l'esperienza o l'ap- prendimento. La coscienza è l'io, la consapevolezza di esistere. E' la capacità di formulare un pensiero e di dettare la tua verità personale. Con la coscienza c'è la consapevolezza di esistere e grazie a questa riusciamo ad interagire

con il mondo esterno. La coscienza e la conoscenza hanno due significati ben distinti ma sono dipendenti l'una dall'altra. Con l'interazione con il mondo esterno riusciamo ad apprendere e a conoscere ciò che ci circonda e questo fa nascere la conoscenza. La coscienza ,invece, è l'esistenza dell'essere, una vibrazione spirituale e con essa nasce il pensiero e la consapevolezza. Queste due coesistono e si completano ma non sono la stessa cosa. Questa contrapposizione mi ricorda l'aula

600. Nell'allestimento di quest'aula, dopo aver scoperto i crimini della seconda guerra mondiale, è stata realizzata una decorazione su una decorazione in marmo. Ai lati troviamo dei soldati con una spada e i fasci romani in mano, che rappresentano il diritto romano e tedesco, che costituiscono l'auttale diritto germanico. Al centro ci sono Adamo ed Eva, simbolo della conoscenza. Quest'aula rappresenta la prima volta in cui i vincitori non hanno sopraffatto i vinti, ma li hanno sottoposti ad un giusto processo davanti al popolo. Rappresenta la presa di coscienza del male, il preludio per la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. La conoscenza di quello che è accaduto e trarne un insegnamento.

Perchè...?

La conoscenza è la consapevolezza e la comprensione dei fatti o di informazioni ottenute attraverso l'esperienza o l'ap- prendimento. La coscienza è l'io, la consapevolezza di esistere. E' la capacità di formulare un pensiero e di dettare la tua verità personale. Con la coscienza c'è la consapevolezza di esistere e grazie a questa riusciamo ad interagire

con il mondo esterno. La coscienza e la conoscenza hanno due significati ben distinti ma sono dipendenti l'una dall'altra. Con l'interazione con il mondo esterno riusciamo ad apprendere e a conoscere ciò che ci circonda e questo fa nascere la conoscenza. La coscienza ,invece, è l'esistenza dell'essere, una vibrazione spirituale e con essa nasce il pensiero e la consapevolezza. Queste due coesistono e si completano ma non sono la stessa cosa. Questa contrapposizione mi ricorda l'aula

600. Nell'allestimento di quest'aula, dopo aver scoperto i crimini della seconda guerra mondiale, è stata realizzata una decorazione su una decorazione in marmo. Ai lati troviamo dei soldati con una spada e i fasci romani in mano, che rappresentano il diritto romano e tedesco, che costituiscono l'auttale diritto germanico. Al centro ci sono Adamo ed Eva, simbolo della conoscenza. Quest'aula rappresenta la prima volta in cui i vincitori non hanno sopraffatto i vinti, ma li hanno sottoposti ad un giusto processo davanti al popolo. Rappresenta la presa di coscienza del male, il preludio per la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. La conoscenza di quello che è accaduto e trarne un insegnamento.

Mussolini e Nietzsche

I punti principali

I pilastri del pensiero nietzschenano sono:-Dio non esiste. La prima colonna portante è l’assoluto ateismo. Per Nietzsche Dio è morto: l’uomo è l’unico responsabile delle proprie scelte. Esso è il contenitore del proprio Libero Arbitrio. Nietzsche cerca di mettere l’Uomo al centro di ogni cosa. Se Dio è morto, dunque, ognuno può agire liberamente e senza temere. -La volontà è potenza. Per il filosofo tedesco si tratta di una Volontà che vuole sé stessa; un concetto impersonale che mira al continuo rinnovamento dei propri valori di base. Un rinigiovamento completo, l’ergersi su tutti i concetti e su norme, sviluppare continuamente il proprio punto di vista rifiuto una presunta verità rilevata o definitiva. -Oltre-Uomo. Per Nietzsche, bisogna arrivare a essere un Oltre-uomo attraverso il superamento delle catene e dei valori morali, etici e sociali dettati dall’epoca e dallo spirito della filosofia di Socrate, considerato un debole, seguendo i dettami dello spirito dionisiaco. - Nichilismo attivo. Nichilismo Attivo. Se Dio è morto, cadono i termini di paragone necessari per vivere. L’esistenza perde di scopo. Da qui nasce il nichilismo. Tuttavia, mentre il nichilista passivo non riesce comunque a trovare una valida meta della vita, per il nichilista attivo tale scopo si configura nell’elevazione dello spirito. Per Nietzsche, il nichilismo è un fatto, ma la vita è improntata al progressivo miglioramento della propria condizione spirituale. Questo può essere fatto attraverso l’elevazione della Volontà, ma anche per mezzo di altri strumenti, come l’Arte.

L'oltre-uomo

L‘ideologia del superuomo è trattata da Nietzsche nell’opera “Così parlò Zarathustra”, in cui sceglie come protagonista un profeta persiano fondatore dello Zoroastrismo, una religione dualistica che ritiene che il mondo sia dominato da due divinità opposte. In sostanza il superuomo nietzschiano è l’uomo caratterizzato da uno spirito primitivo dionisiaco, che rappresenta la componente razionale e razionalizzante dell’individuo e che pone la sua esistenza al di là del bene e del male basando la sua morale sulla volontà e sulla fedeltà nei confronti della terra e sul ripudio di qualsiasi consolazione metafisica. È quel fanciullo che nella sua innocenza ludica diventa uno “spirito libero” dicendo sì alla vita. L’uomo vive come se stesse sognando e si trova, quindi, in contrapposizione alla realtà cosicché la vita diverrà tollerabile e varrà la pena di essere vissuta.Quindi la teoria del superuomo ha come fondamento la volontà di potenza che deve essere interpretata come il movente della storia dell’umanità. La volontà che si presenta come nell’origine della natura e nelle strutture sociali e che va oltrepassata sempre di continuo. Importante sottolineare che nel superuomo non vi è alcun tratto di violenza o spirito di dominio. Per Nietzsche la risposta alla vita e alle sue intime contraddizioni dev’essere il “sì”; ed è il dio greco Dioniso ad incarnare quest’entusiasmo per il divenire, che Nietzsche traspone ne La nascita della tragedia dallo spirito della musica , dove si contesta radicalmente l’idea della classicità come mondo dell’armonia ideale ed “apollinea”. La convivenza degli opposti è allora intrinseca alla nostra stessa esistenza, e il “dionisiaco” diventa inquietudine ed ebbrezza, dolore e gioia al tempo stesso, ponendosi come ciò che riconduce la nostra individualità all’unità originaria. Così è la tragedia, originatasi dal culto di Dioniso, a sintetizzare apollineo e dionisiaco

Il pensiero di Mussolini

Il rapporto tra la figura di Benito Mussolini e quella del filosofo tedesco Friedrich Nietzsche ha caratterizzato l’intera parabola politica del futuro Duce e di conseguenza dello stesso fascismo. Mussolini, nel periodo in cui le tesi di Nietzsche iniziano a circolare, è immerso nel variegato ambiente di un socialismo scalpitante a livello culturale e permeato da diverse influenze: già nel periodo passato in Svizzera nei primi anni del ‘900 come agitatore socialista, entra in contatto con le tesi nietzschiane auto-tradotte direttamente dal tedesco. Scriverà anche un pamplhet, la filosofia della forza, dove parlerà del pensiero di nietzsche. L'influenza che Nietzsche ebbe sul fascismo non fu mai nascosta, lo stesso Mussolini afferma che nietzsche l'ha guarito dal socialismo. . Friedrich Nietzsche viene visto come “il germe e la ragione di ogni rivolta e di ogni atteggiamento morale e politico” che, scatenando la volontà di potenza del suo superuomo, riesce nell’intento di spazzare via la società e slegarsi finalmente dalla fatalità della “legge della solidarietà universale”, riuscendo così a trovare l’individuo spogliato dalle catene della vecchia morale dei mediocri, “l’uomo duro” che riesce a vivere al di là del bene e del male. In questa postilla si ritrova uno straripante Mussolini anticristiano che avvertendo in Nietzsche un sentimento profondamente antitedesco, contrario alla pedanteria e religiosità teutonica, si scaglia contro l’etica giudaico-cristiana attribuendo alla stessa l’inversione dei valori morali, la vendetta degli schiavi, “l’imbestiamento da gregge” a cui sta correndo incontro l’Europa. : è il diritto del più forte contro la morale dell’uomo comune, mentre riconosce nel Cristianesimo come il trionfo della rassegnazione e della rinuncia. In questo la volontà di potenza del superuomo, la forza dell’individuo, sputa in faccia ad ogni usanza servile per creare nuovi valori “creare nuovamente tutto ciò che fu”. Mussolini vede nel superuomo nietzschiano la constatazione del naufragio dello spirito europeo sotto la tempesta dell’uguaglianza, dalla volontà del nulla, dagli scrupoli metafisici e da chi crede ancora nella Verità, intesa come assunto dogmatico: “Il superuomo non conosce altro che la rivolta. Tutto ciò che esiste deve essere abolito!”. A differenza della concezione umanista, che intende l’uomo come fine, Mussolini nel testo, così come Nietzsche, intuisce invece l’umanità come una condizione che deve essere oltrepassata necessariamente, un mezzo e un ponte verso qualcosa di nuovo. . Il razzismo è un corpo estraneo a Mussolini e al suo pensiero, è posticcio, strumentale più che strutturale. I pregiudizi giovanili di Mussolini sugli ebrei rispecchiano quelli dei socialisti sul capitalismo usuraio e sfruttatore. E i riferimenti alla razza italiana dagli anni Venti richiamano da un verso la stirpe e l’antica fierezza romana e dall’altro aderiscono allo spirito dominante della civiltà occidentale e il suo primato. In quel tempo gli inglesi e gli americani erano suprematisti più dei tedeschi e degli italiani. Il vero dispositivo tragico del pensiero mussoliniano è invece la Volontà di potenza. È il gene che lo predispone alla guerra, al predominio e alla prevaricazione, come alla ricerca della grandezza e all’energia volitiva e plasmatrice. E che lo rende prigioniero del nichilismo attivo, estetico e irrazionalistico. Nel nome nietzscheano della volontà di potenza, Mussolini riterrà l’uomo non un mezzo ma “un ponte e un passaggio” verso il superuomo o l’uomo nuovo. Ma la volontà di potenza è la malattia occidentale;

Oscar Wilde and The picture of Dorian Gray

Dorian Gray was a beautiful young man who recently moved to London. In this new and big city he met a lotof new people, including Basil, a painter. Since the moment he saw him, Basil asked Dorian to pose for him. Dorian accepted and during one afternoon, Basil introduced Dorian to Henry, one of his dearest friends. Henry lived a life of pure bliss and somewhat richness which fascinated Dorian. When Basil finished the painting and showed it to Dorian, Henry commented that the painting would always be young and beautiful compared to Dorian, who was destined to age. So Dorian whished that the painting would age for him and made an agreement with the devil.. During this time of Dorian's life he fell in love with the acting skills of a girl,who fell in love with Dorian too. But, blinded by love, her actiing skills were not the same as before. Dorian felt sad and disappointed and left the girl, who later killed herself. This was one of the many deaths that dDorian was responsable for, and during that time the expression of the painting changed into an evil look. Dorian acknowledged what was happening and threw himself into a life of unrestrained blissfullness, untill Basil came to talk to Dorian about how he was still young and beautiful.. Dorian brought Basil in his basement, showed him the painting and the killed him. On the painting, old and evil, appeared blood. Dorian felt bad for what he did and wanted to change into a better person to live a better life. He decided to stab the painting with a knife. His butler heard a scream and rushed in the basement, where the old, ugly Dorian was laying on the ground with a knife in his chest.

Three characters, one personality

The three main characters of the story, Dorian, Henry and Basil, are a strong reference to the author. The author himself says that: " Basil Halward is who I belive to be, Henry is how the world sees me and Dorian is who I wish to be."

Basil is the good in Dorian, the sane and right part of his consciousness and being. Basil is a kind man, deeply attached to Dorian and constantly tries to get him on the right track. He represents the Victorian Ideals. His death represents a deeper meaning.it's the apix od decline and corruption of Dorian, because not only he kills the man who loves him the most, he kills the man who represented his consciousness.

Henry represents,with his dandy spirit, the diabolical part of Dorian who acts onthe soul of Dorian.He is the reason why Dorian self-destruction. This elegant man has no moral rights nor empathy and he cares about beauty. He is resposable for Dorian's obsessions

Dorian is an orphanwith a rich legacy. He's innocent and doesn't really pay any thoughtson his appearence. His encounter with Henry makes him obsess over his beauty, using it as an arm to get what he wants. But beauty will fade and Dorian is afraid of that. He actually is a very weak and corruptible: he looks at the painting, feels envy and sells his soul in exchange of eternal beauty

La coscienza di Zeno

Cos'è?

Il testo è composto da 8 capitoli, 2 capitoli di introduzione dove il Dottor S. dice di aver pubblicato le memorie di Zeno per ripicca e poi Zeno che dice che la sua infanzia è sepolta troppo lontano nella sua mente. I restanti 6 capitoli narrano vicende diverse della vita di Zeno (non in ordine cronologico) dal suo punto di vista. I 6 capitoli sono:-Il fumo, dove Zeno parla del vizio del fumo e di come "l'ultima sigaretta'' non è mai l'ultima.-La morte di mio padre, dove il padre di Zeno, con cui lui non aveva un buon rapporto, in fin di vita stava per dargli uno schiaffo ( che poteva anche essere intesa come una carezza)-La storia del mio matrimonio, dove Zeno, vista l'impossibilità dell'amore con la figlia bella della famiglia Malfenti, si riduce a sposare la figlia "brutta", che si rivela una moglie modello, dotata delle caratteristiche di cui Zeno si sente privo e che lo portano al tradimento conCarla, di cui si parlerà nel capitolo La moglie e l'Amante.-Storia di un'associazione commerciale, dove Zeno racconta il rapporto con il marito della sorella bella, dove i suoi successi fanno da contraltare al fallimento di Zeno. Inaspettatamente però, il marito si suicida a causa di difficoltà improvvise.-Psico-Analisi, l'ultimo capitolo, Zeno decide di interrompere la terapia perchè non funzionava e ritenendo di essere guarito grazie ad un successo economico. Zeno è un'inetto: si sente inadatto, segue felicità che si rivela illusoria, tende ad analizzare eccessivamente la vita e se stesso, ma allo stesso tempo sfugge dalla serietà di quest'ultime. La "malattia" di Zeno non è altro che la sua inettitudine, il suo sentirsi esterno dal mondo, la sua mancanza di volonta. Sorprendentemente, il mondo che lo fa ammalare è anche quello che lo fa guarire (successo economico). Anche se questo è annullato nelle ultime pagine dove Zeno pre- vede un'apocalisse. Quindi, l'unica via di uscita è l'annientamento totale.

La psicoanalisi e Zeno

La mente umana, seondo Freud, è divisa in tre regioni in relazione,ovvero subconscio (Es), preconscio (io) e conscio (super io). Es- la parte più oscura della psiche e fonte principale dell'energia psichica. Lavora seguendo il principio del piacere: vuole che ogni desiderio sia soddisfatto tramite un'azione o un'immagine ricreando alivello allucinatorio una realtà più soddisfacente che però da una soddisfazione parziale(processo primario).Si trova nei comportamenti impulsivi.-Io rappresenta il punto di contatto tra il soggetto e il mondo reale e segue il principio della realtà. Per sviluppare le proprie attività sottrae l'energia a L'Es attra-verso l'identificazione con il processo secondario che tende a predominare e a caricarsi di ang oscia sentendo minacciosi i pericoli dall'interno.Questa viene alleviata con i meccanismi di difesa. -Super io, si sviluppa più tardi ed è quello che assimila le regole e il controllo(imposte dai figure autorevoli) assumendo una coscienza morale. Le lodi e gli incoraggiamenti deigenitori formano l'Io ideale', che sprona l'individuo a dare il meglio di se. Il super io si oppone alle alte due perchè vuole liberarsi due due principi e non distingue oggettivo e soggettivo (censura l'io). Apprendendo e mettendo in atto le regole il super io mantiene l'ordine evitando di far manifestare comportamenti "non corretti".

Alcuni comportamenti impulsivi diZeno possiamo notarli quando, peresempio, sposa una donna che nonama e poi la tradisce perchè si sente minacciato dalle sue qualità. L'hafatto perchè lui credeva che il matrimonio l'avrebbe guarito dalla sua 'malattia'. Nello stesso capitoloprova anche quando Zeno cade e il marito della sorella bella lo immortala nella sua fragilità; provaun'angoscia morale (si vergogna della caduta). Oppure quando dice che tende ad assomigliare chi ammira, dove si innesca il meccanismo di difesadell'identificazione. (si identifica come qualcuno pernon provare angoscia). Inoltre, il meccanismo di difesa della rimozione viene a galla quando Zeno dice che la sua infanzia è troppo lontana nella sua memoria. Questo perchè il rapporto con il padrenon era dei migliori, e spiega anche il motivo per cui Zeno non riesce a stare alle regole e non riesce ad imporsi dei limiti da rispettare. Come nel"Fumo", dove l'ultima sigaretta non arriva e a cuisi attribuiscono emozioni (proiezione).

Dalì e il surrealismo

  • La persistenza della memoria
  • Salvador Dalì
  • 1931
  • Olio su tela, 24 x 23 cm
  • Museum of modern art, NY
  • A causa di una scorpacciata di
camembert, nel dormiveglia apparve a Dalì l'immagine di alcuni orologi molli come il formaggio e decise di dipingere un quadro. La scena è am bientata lungo la costa della Catalogna; in primo piano ci sono 4 orologi 3 adagiati su un ripiano squadrato e il terzo su una figura distesa per terra, che ricorda il profilo dell'artista.Gli orologi hanno perso quasi del tutto la loro consistenza.

  • La procedura usata, il metodo paranoico-critico, induceva uno stato
allucinatorio. Il quadro è surrealista per l'accostamento di oggetti incom patibili deformati in modo innaturale. Nelle immagini sono presenti ri cordi e fobie, come il formaggio con sopra le formiche.
  • Nel sogno c'è un capovolgimento della realtà: il tempo diventa elastico
e perde la sua rigida progressione. I meccanismi del pensiero scandida no l'oggettività della misurazione del tempo.

Surrealismo

La spinta artistica diventa per Dalì strategia di sopravvivenza, un metodo per regolare le sue emozioni. Per attingere al materiale dei sogni Dalì ha ideato un metodo: È il segreto numero tre ovvero «dormicchiare con una chiave». L’artista si sedeva su una sedia, con una grande chiave in mano e in corrispondenza sotto di sé un piatto. Quando avrebbe raggiunto il sonno profondo la chiave sarebbe caduta e cadendo avrebbe colpito il piatto, svegliandolo improvvisamente. In questo modo l’artista creava uno stato di coscienza transitoria, tra il sonno e la veglia, detto ipnagogico.È uno stato associato con fenomeni come le allucinazioni ipnagogiche, le paralisi da sonno, ma anche con la creatività. Dalì osservava le allucinazioni sempre più bizzarre che lo bombardavano prima che riprendesse completamente conoscenza e le trasponeva su tela, dando spazio al suo inconscio.

Beethoven

Beethoven, che proveniva da una famiglia di musicisti, aveva iniziato la sua carriera come pianista e si era originariamente prefissato di diventare direttore d`orchestra piuttosto che compositore. All'inizio ledifficoltà uditive erano lievi, poi si aggravarono. Fortunatamente, non ebbe problemi a suonare il pianoforte,anche se trovò sempre più difficile condurre le conversazioni, poiché non gli era facile seguire ciò che gli altri dicevano. Man mano che la sordità di Beethoven si accentuava, lui trovava difficoltà asentire e dirigere gli strumenti. Non essendoci possibilità che riuscisse a costruirsiuna carriera di successo come concertista, si dedicò esclusivamente al suo lavoro di compositore. Beethoven in realtà beneficiava del fatto che era sempre più costretto a ritirarsi in se stesso e a trarre ispirazione dalla propria immaginazione. Il suo umore era spesso instabile, corollario di una gioia che si lima sulla sofferenza, la quale riporta i caratteri di una soggettiva passione. La creatività, in Beethoven, è motivata dalla necessità di ricreare qualcosa di perduto; l’opera artistica rappresenta un tentativo psicoanalitico di riparazione, di riconnessione. Beethoven, dal punto di vista umano, è un uomo ferito, ferito nell’anima e nel corpo da tutte le sue patologie. Eppure, non è un individuo disilluso, per quanto la sordità gli abbia procurato delle grosse delusioni. Il disincanto non predomina nelle sue opere, sinfonie come l’Eroica, La Pastorale e molte delle sue sonate trasudano di gioia pura, di solidità, di idealismo e sistematico lirismo. Nelle sue sonate per pianoforte si ripete un preciso schema, come ad esempio nella Sonata Op. 2 n.3, si mescolano in maniera sincretica l’esaltazione della gioia, dell’idillio umano e della Natura tutta; una grandezza poetica e sopraffina. Molte di queste caratteristiche si uniscono alla malinconia dell’Adagio, a una certa languidezza e alla dissolvenza. Non mancano le parti in cui emerge un fare energico e nerboruto, quanto selvatico, degli accordi in fortissimo. Anche i silenzi musicali sembrano l’incarnazione di un’anima che, tacendo, medita. Beethoven, che dedicò tutta la sua vita alla musica, morì il 26 marzo 1827 e fu sepolto pochi giorni dopo. La sua vita è un esempio di come, con il giusto atteggiamento, gli svantaggi possono essere trasformati in vantaggi.

Si narra che anche Beethoven usava lo stato ipnagogico per stimolare un pensiero fuori dagli schemi!

Antartide

E'un continente interamente ghiacciato che non possiede un'entità politica vera e propria. Questa regione è usata solamente per condurre ricerche scientifiche ed ogni stato ha la propria parte di territorio da sfruttare.

L'assottigliamento del cervello

Secondo uno studio si è dimostrato che soggiornando a lungo tempo in antartide si può verificare un assottigliamento del volume del cervello, precisamente nella zona del'ippocampo. Questa regione è cruciale per l'apprendimento e la memoria, per processare emozioni e stabilire connessioni umane. 9 ricercatori sono stati i soggetti dello studio e hanno soggiornato in Antartide per 14 mesi. Quando sono tornati, c'è stata una diminuzione del 45% di BDNF e lo sono stati fino ad almeno un mese e mezzo dopo il ritorno a casa. Lo studio sembra suggerire che isolamento e carenza di stimoli possono portare a una riduzione del volume cerebrale e a un impoverimento delle funzioni cognitive essenziali come la memoria: poiché il campione studiato è molto ridotto, occorre tuttavia una certa cautela nell'interpretare i risultati. è emerso che i periodi di isolamento prolungato e l'esposizione a un contesto monotono influenzano negativamente la capacità del cervello di formare nuovi neuroni e portano ad alterazioni del volume cerebrale simili a quelle osservate sui ricercatori antartici. Anche se la capacità di produrre nuovi neuroni sembra perdersi con l'età adulta, l'ippocampo riscrive continuamente i circuiti neurali mano a mano che apprendiamo e accumuliamo ricordi. Tutto questo fa sperare che il processo di impoverimento sia reversibile e - possibilmente - prevenibile, attraverso l'arricchimento di stimoli volti a contrastare noia e solitudine.

Il cervello va in "letargo"

Inoltre gli scienziati hanno confermato che il cervello delle persone che si trovano a fronteggiare inverni particolarmente bui in condizioni di completo isolamento è più soggetto a cadere in "stati alterati di coscienza" e "assenza prolungata" ma anche, a ridurre i meccanismi di difesa.. Apparentemente, il fatto che la psiche riduca i comportamenti difensivi proprio quando ne avrebbe più bisogno potrebbe sembrare una contraddizione; ma si è trovata una spiegazione una spiegazione al paradosso, mostrando che si tratta di una sorta di "letargo psicologico": il cervello mette in atto meno comportamenti di coping per risparmiare energie, sapendo che comunque la situazione di difficoltà non è permanente, ma destinata a scomparire con l'arrivo della primavera. Se l'individuo sa che in qualche modo le situazioni del futuro miglioreranno, il cervello potrebbe scengliere di preservare energia riducendo i meccanismi di difesa. ". è emerso anzitutto che, sia la qualità del sonno che lo stato emotivo dei partecipanti apparivano significativamente inficiati dal lungo confinamento invernale, e che tali indicatori tornavano gradualmente a crescere con l'arrivo della primavera e con l'allungamento delle ore di luce. Tuttavia per i meccanismi di coping, specie per quelli passivi Il risultato è più sorprendente. Ci si aspettava di osservare, durante l'inverno, la diminuzione di comportamenti attivi e, di contro, l'aumento di comportamenti passivi, come l'evitamento e la depressione. Invece si è visto che anche questi ultimi tendevano a calare nei mesi invernali, segno che in qualche modo il cervello si disponeva, per l'appunto, in una sorta di "letargo"

La génetique et les OGM

La génetique

La génetique est une science qui étudie les gènes. Les gènes sont présents sur les chromosomes: ils définissent les caractéristiques physiques d'un être vivant et ils transmettent les caractèrs héréditaires de génération en génération. Les chromosomes sont de petits bâtonnets qui se trouvent dans le noyau des cellules. L'ADN, ou acide désoxyribonucléique, est une longue molécule en forme d'escalier en colimaçon. Le génome est l'ensemble de l'information génétique d'un être vivant. Le hercheur en génétique peut modifier les gènes d'un organisme. La molécule d'ADN est constituée d'une chaîne de bases. Le principe du codage de l’information est le même que celui des langues et de l’ensemble des gènes d’un individu, appelé génome. Le « langage » des gènes repose sur la combinaison de quatre lettres, les bases ATGC, et leur ordre forme les « mots », représentés par les gènes eux-mêmes. une mutation peut altérer l'information portée par le gène : cette modification se traduit par une maladie génétique.

Les OGM

OGM veut dire ''organisme génétiquement modifié''. Les OGM, ou organismes transgénetiques sont domc des organismes animaux ou végétaux qui présentent un patrimoine génétique modifié par l'intervention humaine. Actuellementles OGM se retrouvent principalement dans les végétaux (mais, betteraves) et leurs dérivés. Les OGM exostent également dans le monde animal (saumons, insects) et, indirectement, dans des produits alimentaires comme la viande, le lait ou les oeufs. Pour créer des OGM, on utilise des technologies permettant d'extraire ou d'insérer des fragments d'ADN dans le génome d'un animal ou d'une plante. Dans le domaine agricole, par exemple, du maïs, du coton et du soja modifiés ont été produits afin d'augmenter les rendements des cultures et de réduire l'utilisation de pesticides. Les États-Unis et la Chine ont été parmi les premiers pays à promouvoir ces cultures. En Asie, on cultive du riz modifié pour produire une plus grande quantité de vitamine A, appelé golden rice. Dans le domaine biomédical, les premiers produits génétiquement modifiés ont été l'insuline, obtenue à partir de la bactérie Escherichia coli, et le vaccin recombinant contre l'hépatite B, obtenu à partir de levures génétiquement modifiées.

Le mutazioni e la clonazione

II cloni sono individui con materiale genetico identico. La clonazione biologica è un fenomeno riproduttivo presente in natura: i cloni sono individui che hanno lo stesso patrimonio genetico come ad esempio i gemelli monozigoti (detti anche gemelli monovulari o semplicemente identici), come pure molte piante che utilizzano la riproduzione asessuata (riproduzione per talea) o ancora alcuni organismi unicellullari, come batteri e amebe.

Dolly e il trasferimento nucleare

Nel 1996, l'annuncio della clonazione della pecora Dolly, come poi fu soprannominata in onore dell’attrice Dolly Parton, ad opera di un gruppo di scienziati al Roslin Institute in Scozia, colse di sorpresa la comunità scientifica. Si tratta di un metodo che consiste nel trasferire in un ovocita (la cellula uovo che nella riproduzione sessuata viene fecondata da uno spermatozoo per dare inizio alla creazione dell'embrione) prelevato dalla madre e privato del suo nucleo (la parte della cellula che contiene il materiale genetico), il nucleo di una cellula somatica (cellula del corpo). La cellula così manipolata viene stimolata a moltiplicarsi per formare una prima massa di cellule multipotenti (cioè capaci di dare origine a tutti i tipi di cellule), che verrà impiantata nell'utero della madre per completare lo sviluppo dell'embrione fino alla nascita. Questo processo può essere in teoria ripetuto innumerevoli volte, generando molte copie identiche di un individuo. Clonare a partire dalla cellula adulta può però essere rischioso, perchè nel corso del tempo il genoma invecchia. La tecnica della clonazione consente però anche di generare in provetta cellule staminali, capaci cioè di dare luogo a tessuti diversi. Questa clonazione terapeutica permette di produrre in laboratorio tessuti clonati che servono poi per il trapianto di orgnani. In realtà, negli anni precedenti, diversi scienziati avevano clonato topolini, ovini e suini, ma il metodo Dolly, come poi fu indicato, rappresentò un punto di svolta nella ricerca scientifica sulla clonazione. Fino a quel momento, infatti, nessuno scienziato aveva mai tentato un esperimento di trasferimento nucleare utilizzando il nucleo di una cellula somatica prelevata da un tessuto di un animale adulto. Il successo della pecora Dolly ha aperto numerose frontiere da esplorare e da allora altri mammiferi come topi, gatti, mucche, mufloni, e perfino scimmie sono stati riprodotti sostanzialmente con lo stesso metodo.

Il genoma invecchia nel passare del tempo perchè è soggetto ad agenti ambientali che lo modificano. Inoltre molte cellule si dividono per frequenza e a ogni divisione perdono parte dei telomeri, i pezzi di DNA posti alle estremità dei cromosomi. Questo fenomeno è una specie di ''orologio biologico'', i cromosomi si accorciano e misurano così il passare del tempo.

Invecchia?

Clonazione ed eticità

Nonostante le prospettive aperte siano molto promettenti, la ricerca deve ancora risolvere numerosi problemi. Per esempio, il metodo di clonazione è ancora molto poco efficiente. Di tanti tentativi effettuati per creare Dolly, infatti, solo uno su cento embrioni arrivò allo sviluppo completo. Inoltre, rimane aperto il problema legato all'invecchiamento precoce e all'alta incidenza di malattie genetiche e malformazioni negli individui clonati. Va detto che, da un punto di vista biologico, la clonazione non è un metodo riproduttivo vantaggioso per gli animali superiori come i mammiferi, se si considera che la sopravvivenza della specie in un mondo che si evolve è basata sull'adattabilità e, quindi, sulla produzione di varianti. È proprio la riproduzione sessuata, in cui ciascun genitore contribuisce con il proprio patrimonio genetico allo sviluppo del nuovo individuo, che assicura figli con caratteristiche dei genitori, ma diversi da entrambi. Infatti, la riproduzione sessuata consente il rimescolamento del patrimonio genetico, con la creazione di varianti ancora più assortite, fenomeno che da un punto di vista dell'evoluzione della specie rappresenta un ulteriore vantaggio. La variabilità genetica è sinonimo di adattabilità e quindi di maggiori possibilità di sopravvivenza. La sperimentazione sulla clonazione, se da una parte segna una tappa scientifica fondamentale che offre nuove soluzioni per alcuni problemi che affliggono l'umanità, dall'altra solleva enormi questioni di origine morale ed etica che esulano dai fini di questa scheda. Sicuramente una delle questioni più controverse riguarda la clonazione dell'essere umano. È stato ipotizzato che una tale procedura offrirebbe la possibilità di riprodurre una persona cara che è venuta a mancare, come per esempio un figlio, sebbene ciò sia praticamente impossibile perché, accanto alle caratteristiche scritte nel DNA, molti altri fattori concorrono allo sviluppo di ogni persona. Più realistico potrebbe essere ottenere del materiale geneticamente identico, quindi perfettamente compatibile, con cui praticare la medicina rigenerativa in caso di necessità. Ad esempio creare una sorta di banca di tessuti di un individuo che può tornare utile in caso di malattia per sostituire il tessuto o organo malato. In Italia la legge 40 del 2004 vieta la sperimentazione sugli embrioni umani e la clonazione mediante trasferimento di nucleo o di scissione dell'embrione, sia a fini procreativi, sia di ricerca. La situazione nella maggior parte dei Paesi europei non varia. Sicuramente gli scienziati hanno ancora bisogno di tempo per affinare la tecnica, ridurre gli insuccessi, aumentare l’efficienza per uno sviluppo futuro della clonazione nel campo della ricerca biomedica.

AI e Coscienza?

L'intelligenza artificiale (in inglese Artificial Intelligence o, abbreviando, A.I.) è un ramo dell'informatica che si occupa di progettare macchine con caratteristiche considerate tipicamente umane. Parliamo ad esempio di macchine capaci di interpretare il mondo che le circonda o capaci di prendere decisioni. Quindi non è solo “intelligenza” nel senso di “sapere fare dei calcoli”, ma nel senso più ampio del termine, come intelligenza spaziale o sociale. uno dei principali meccanismi è il cosiddetto machine learning. Concettualmente, è come se le macchine venissero addestrate, analizzando grandi quantità di dati tramite algoritmi e, imparando dai propri errori, trovando ogni volta la soluzione migliore ad un problema. Per fare questo al posto del cervello utilizzano le cosiddette “reti neurali”, cioè una serie di algoritmi che prendono come vaga ispirazione i nostri neuroni, anche se in realtà si tratta di sistemi che funzionano in modi molto diversi tra loro.

Cos'è? Come funziona?

La storia

Le prime conquiste nel campo dell'intelligenzaartificiale sono da attribuire ad alcune grandi personalità, come quella di Alan Turing, che negli anni '50 teorizzò per primo la possibilità che alcune macchine potessero "pensare". Nel 1961 venne implementato in una catena produttiva il primo robot industriale chiamato “Ultimate” mentre pochi anni dopo venne sviluppato il primo programma in grado di dialogare con l'utente in lingua inglese, ELIZA. Negli anni seguenti iniziarono a essere creati anche i primi robot antropomorfi capaci ad esempio di muoversi, parlare o giocare a scacchi. Dalla fine degli anni ‘90 gli sviluppi tecnologici permisero all’intelligenza artificiale di essere sempre più sviluppata, come nel caso del Deep Blue, la macchina che nel 1997 sconfisse l’allora campione mondiale di scacchi. Al giorno d'oggi le applicazioni dell'intelligenza artificiale nella nostra società sono tantissime. Una tra le principali è il cosiddetto “credit score”. Si tratta di un punteggio che indica l’affidabilità finanziaria di una persona: l’IA è in grado di analizzare un’enorme quantità di dati relativi a quella persona, permettendo di valutare in modo estremamente rapido e accurato il punteggio corrispondente.

Ma quindi, ce l'ha una coscienza?

La “coscienza umana”,in parole povere, è uno stato attivo di riflessione su se stessi e sull’ambiente che ci circonda, rappresenta l’esperienza esterna ed interna soggettiva. Questo stato della mente, questa consapevolezza di sé, degli altri e dell’ambiente, è una qualità specifica degli esseri umani. Non riconosciamo agli animali l’essere coscienti così come lo intendiamo, e, in una certa misura, la stessa cosa accade con le intelligenze artificiali. Anche se un’intelligenza artificiale può completare in modo efficiente dei compiti al pari, se non meglio in alcuni casi, degli esseri umani, non è in grado di comprendere il significato dietro il processo di pensiero. Sono solo operazioni che vengono eseguite, non c’è uno scopo o un contesto. Lo scopo dell’intelligenza artificiale viene determinato dagli esseri umani che l’hanno programmata per raggiungere determinati obiettivi.Allo stato attuale le intelligenze artificiali non sono in grado di replicare complessità e sfaccettature del pensiero e della produzione umani; possono produrre risultati di diverso tipo e qualità in risposta a determinati stimoli. La nostra comprensione della coscienza umana è modellata dalla nostra esperienza in prima persona: sappiamo cosa vuol dire essere coscienti perché noi stessi lo siamo. La coscienza delle tecnologie sarebbe qualcosa di accessibile “per conto terzi”, da una prospettiva in terza persona che non si basa sulla coscienza fenomenica Si crede che esistono due dimensioni della coscienza. Un livello introspettivo, in prima persona, di automonitoraggio in cui il soggetto è in grado di osservare i propri processi cognitivi come memoria, apprendimento, attenzione, elaborazione delle informazioni. La seconda dimensione è chiamata disponibilità globale ed è l’insieme delle informazioni disponibili in un dato momento; le tecnologie lavorano, in modo più o meno elaborato, su questa seconda dimensione. Per cui anche se vengono progettate analogamente alla mente umana in termini di specifiche funzioni e processi, sono prive di metacognizione, incapaci di automonitoraggio e introspezione.

Paralimpiadi

Lo sport, ancora prima delle grandi imprese e dei record, è una palestra di vita che deve e può contare sull’inclusività senza escludere le persone con disabilità fisiche, mentali e sensoriali. Questa filosofia è alla base degli sport paralimpici.

Cosa sono e le regole

L'Inghilterra è stata la prima nazione ad utilizzare la pratica sportiva per la riabilitazione di persone paralizzate per i traumi di guerra. Il dottor Ludwig Guttmann introdusse, per sfuggire al Nazismo, lo sport come attività complementare alla fisioterapia. Nel 1960 si svolsero a Roma i primi giochi Paralimpici, che videro più di 400 atleti diversamente abili competere. Sono chiamati così perché sono nati come discipline sportive “parallele” (-para) a quelle dei giochi olimpici (-limpici),Sono chiamati così perché sono nati come discipline sportive “parallele” (-para) a quelle dei giochi olimpici (-limpici). Nelle Paralimpiadi di Londra del 2012 i partecipanti sono stati più di 4200 in rappresentanza di 164 paesi. Nel 1968 negli Stati Uniti sono nati gli Special Olympics per bambini e adulti affetti da disabilità intellettiva. Lo scopo è favorire sia la funzionalità fisica sia quella psichica. Successivamente si sono trasformati in Special Olympics International e ogni 4 anni organizza i Giochi Olimpici Speciali. Si contano più di 2,5 milioni di praticanti che partecipno a questo progetto. Il programma educativo degli SOI è quello di coinvolgere e progettare iniziative non competitive per qualsiasi livello di abilità e disabilità intellettiva Tutte le attività sportive che non avvengono in ambienti protetti, come le palestre, richiedono la capacità di leggere e analizzare quanto ci circonda. Conoscere i luoghi, gli itinerari, il tempo meteorologico previsto, le eventuali pendenze, i possibili inconvenienti, è ovviamente ancora più importante per gli atleti disabili, che non possono affidarsi in modo esclusivo alle tecnologie e sanno di dover prendere sempre in considerazione i propri “limiti” mentali e/o fisici.

Come per esempio...

Gli atleti disabili che praticano handbike, cioè utilizzano una bicicletta che si muove sfruttando la propulsione fornita dalle proprie braccia, sono chiamati a studiare molto bene, con l’occhio attento del geografo, il percorso che li attende, valutando per esempio se le eventuali salite e discese sono alla portata delle loro capacità fisiche e del mezzo di locomozione (che ha un sistema di freni differente dalle bici tradizionali). Così come le condizioni meteorologiche e i potenziali rischi portati da attività umane, in particolare il traffico di auto e camion

Le atlete e gli atleti italiani sono stati protagonisti di importanti imprese nelle pratiche sportive per disabilità. Nel paracadutismo, svolto con l’ausilio di un istruttore, l’italiana Laura Rampini, paracadutista paraplegica, è stata una figura di riferimento per lunghi anni, con i suoi oltre 150 lanci. Un riferimento per gli sportivi paralimpici che praticano arrampicata è Andrea Lanfri, un alpinista italiano che ha subito l’amputazione di entrambe le gambe e di sette dita delle mani. Il 13 maggio 2022 ha raggiunto con l’utilizzo di protesi gli 8.848 metri della vetta dell’Everest, affiancato dalla guida alpina Luca Montanari.