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petrolio

beatrice nati

Created on June 4, 2024

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IL PETROLIO

Cos'è il petrolio

Il termine petrolio deriva dal latino petroleum che significa «olio di roccia», infatti il petrolio è un miscuglio di sostanze prevalentemente allo stato liquido, che si estrae da particolari rocce del sottosuolo. Dal punto di vista chimico il petrolio è un miscuglio di vari idrocarburi solidi, liquidi e aeriformi. Il petrolio ha una densità variabile, in genere è più leggero dell’acqua ed è altamente infiammabile. Può assumere varie colorazioni: dal nero al verde scuro, ma anche marrone o giallo, con riflessi iridescenti. Dal punto di vista economico, il petrolio è una risorsa non rinnovabile poiché una volta esaurito si può riformare solo in tempi estremamente lunghi.

Come si forma?

Il petrolio si forma in seguito ad una sequenza di eventi che avvengono nel corso di milioni di anni. Tutto ha inizio con la deposizione su un fondale marino dei resti di miriadi di microscopici organismi marini, cioè alghe unicellulari, protozoi e piccoli animali. Tali resti non vengono immediatamente degradati a causa della ridotta quantità di ossigeno e vengono seppelliti da altri sedimenti. Con il procedere della sedimentazione i resti organici sprofondano sempre più in basso nella crosta, dove sono sottoposti a temperature e pressioni crescenti.

Per effetto di queste nuove condizioni, i resti organici subiscono una trasformazione e formano il kerogene, il materiale da cui si evolverà il petrolio. Infatti, in condizioni di elevate temperature e pressioni, il kerogene subisce un processo che porta alla liberazione di idrocarburi. Questi ultimi sono relativamente leggeri e tendono a migrare verso l’alto, spostandosi dalla roccia in cui si sono formati, detta roccia madre, verso zone situate a minore profondità. Infine, gli idrocarburi si accumulano nei pori e nelle fratture di particolari rocce, che vengono definite rocce serbatoio.

Utilizzo del petrolio

Al momento dell’estrazione, il petrolio contiene numerose impurità ed è definito petrolio grezzo, per cui inizialmente viene sottoposto a trattamenti per separare l’acqua, le particelle solide e i gas contenuti. Successivamente viene trasportato alle raffinerie mediante oleodotti, navi cisterna, autoveicoli o trasporto ferroviario. La raffinazione del petrolio comprende una serie di processi che permettono di ottenere prodotti finiti come benzina, cherosene, oli per motori diesel, oli per riscaldamento e lubrificanti, oltre a prodotti intermedi destinati alle industrie. Tali industrie producono numerosi derivati del petrolio, come le plastiche, molto diffuse e indispensabili in svariati ambiti. Da ciò si comprende perché la società moderna sia così largamente dipendente dal petrolio.

Petrolio e inquinamento

• il biossido di carbonio non è un gas tossico per l'uomo ma causa l'effetto serra; • gli ossidi di zolfo a contatto con l'atmosfera formano acido solforico, che causa le piogge acide; • il particolato è un insieme di sostanze solide e liquide più piccole di mezzo millimetro molto dannose sia per l'uomo che per gli animali se assorbite in grande quantità. La maggior parte del piombo presente nell'atmosfera proviene dalla combustione della benzina, perciò la legge italiana sta cercando di promuovere l'uso della benzina senza piombo.

Dalla combustione del petrolio vengono emesse molte sostanze inquinanti: • il monossido di carbonio è un gas inodore tossico per l'uomo;

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IMPATTI AMBIENTALI

La peggior forma di inquinamento è quella del petrolio riversato in mare: ogni litro di petrolio rende non potabili circa un milione di litri d'acqua. La metà del petrolio che finisce in mare proviene dai rifiuti che le città, le industrie e le raffinerie buttano nei fiumi, mentre l'altra metà proviene dai trasporti nelle petroliere come i lavaggi dei serbatoi, delle perdite, degli scarichi abusivi, incidenti come arenamenti e affondamenti e perdite durante la trivellazione in mare. Le sostanze che formano il petrolio hanno proprietà diverse tra loro: ad esempio, le paraffine sono poco tossiche ma alle basse temperature diventano cera e fanno da colla tra le penne e i pori della pelle degli uccelli, i nafteni sono tossici e non biodegradabili.

I danni provocati dagli incidenti alle petroliere sono gravissimi: ne hanno risentito la flora marina, i crostacei, i pesci, gli uccelli e i mammiferi. La catena alimentare degli animali rimane sconvolta per anni dopo l'incidente, le conseguenze non sono solo quelle immediate, ma anche quelle a lungo termine. Il catrame che si deposita sul fondo degli oceani potrebbe causare effetti a lungo termine sull'ambiente devastanti.

Come ridurre l'uso di petrolio

1 abbassare il limite di velocità sulle autostrade di almeno 10 km/h consentirebbe di risparmiare 240mila barili al giorno per le auto e altri 14mila dai camion;2 lavorare a casa fino a 3 giorni consentirebbe di risparmiare circa 500mila barili al giorno; 3 le domeniche ecologiche in città consentirebbero di risparmiare 95mila barili e se fossero tutte le domeniche 380 mila barili in un mese; 4 abbassare il costo dei mezzi di trasporto pubblici e far maggior uso della micromobilità, della bicicletta e i percorsi pedonali porterebbe a risparmiare fino a 330mila barili; 5 alternare l'accesso delle auto alle città con le targhe alterne farebbe risparmiare 210mila barili al giorno;

Come ridurre l'uso di petrolio

6 promuovere il car sharing e pratiche per ridurre l'uso di carburanti porterebbe a risparmiare 470mila barili;7 adottare pratiche più efficienti per la consegna delle merci come il viaggio a pieno carico consentirebbe di evitare il consumo di 320mila barili di petrolio: l'uso di treni ad alta velocità e notturni, per i viaggi più lunghi, produrrebbe il risparmio di 40 mila barili; 8 evitare l'uso dell'aereo dove possibile consentirebbe di evitare l'uso di 260 mila barili di greggio; 9 rafforzare l'uso della mobilità elettrica e dei mezzi di trasporto più efficienti consentirebbe di risparmiare 100 mila barili.