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Grazia D'Agostino

Created on June 3, 2024

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Transcript

EDUCAZIONE CIVICA - letteratura latina

Poteri dello Stato
Organi di giustizia
Legalità tra garantismo e giustizialismo
Sallustio, De coniuratione CatilinaeCesare- Catone

Visci Teresa Andreina, IV A,2023/2024

i poteri dello stato

I poteri dello Stato

Il potere esecutivo, ossia il potere di rendere esecutive le norme, è attribuita agli organi che compongono il governo e, alle dipendenze di questo, la pubblica amministrazione;

Il potere giudiziario spetta alla Magistratura, un complesso di organi indipendenti (i giudici), il cui compito è decidere le liti applicando il diritto.

Il potere legislativo, ossia il potere di fare le leggi, è in capo al Parlamento, nonché eventualmente ai parlamenti degli stati federati o agli altri enti territoriali dotati di autonomia legislativa;

La divisione dei poteri è uno dei principi cardine dello stato liberale; questa divisione consiste nell’individuazione di tre funzioni pubbliche nell’ambito della sovranità dello Stato – legislazione, amministrazione e giurisdizione – e nell’attribuzione delle stesse a tre distinti poteri dello stato, intesi come organi o complessi di organi dello Stato indipendenti dagli altri poteri. I tre poteri dello Stato sono: Il potere legislativo, esecutivo e giudiziario

POTERE GIUDIZIARIO

POTERE ESECUTIVO

potere legislativo

Garantismo e Giustizialismo oggi

Giustizialismo:

il garantismo si concentra maggiormente sulla protezione dei diritti individuali e sul garantire che le persone godano di adeguate garanzie e protezioni legali durante il processo giudiziario. I sostenitori del garantismo ritengono che sia essenziale bilanciare il potere dello Stato con le garanzie individuali per evitare abusi e assicurare un equo processo legale.

Garantismo:

Il giustizialismo è un approccio che pone un'enfasi maggiore sulla punizione dei colpevoli e sull'applicazione rigorosa della legge. I sostenitori del giustizialismo credono che sia fondamentale assicurare che i trasgressori vengano puniti in modo adeguato e che la legge venga applicata in maniera ferma.

Il giustizialismo e il garantismo sono due approcci filosofici o teorici alla giustizia e al sistema legale che differiscono nel modo in cui affrontano i diritti e le garanzie degli individui.

Il garantismo mette in risalto la protezione dei diritti individuali e l'importanza delle garanzie legali durante il processo giudiziario

Il giustizialismo si concentra sull'applicazione ferma della legge e sulla punizione dei colpevoli

Garantismo e Giustizialismo IN SALLUSTIO

Sallustio, nella sua opera "De coniuratione Catilinae", offre elementi che possono essere interpretati sia come giustizialisti che come garantisti. Da un lato, Sallustio dipinge un quadro molto severo delle azioni di Catilina e dei suoi seguaci, evidenziando la gravità dei loro crimini e sottolineando la necessità di una risposta rapida e decisa da parte delle istituzioni romane. Questo atteggiamento riflette un approccio giustizialista, che promuove un'applicazione rigorosa della legge e una volontà di punire severamente coloro che minacciano l'ordine sociale. D'altra parte, Sallustio critica apertamente l'aristocrazia romana per la sua corruzione e il suo egoismo, suggerendo la necessità di riforme per garantire una migliore tutela dei diritti dei cittadini comuni. Questo può essere interpretato come un richiamo a un approccio garantista, che pone un'importanza particolare sulla protezione dei diritti individuali e sulla limitazione dell'arbitrio del potere statale.

In definitiva, Sallustio sembra bilanciare sia un'attenzione alla necessità di una giustizia severa e applicata senza indugi di fronte alle minacce alla stabilità dello Stato, sia una preoccupazione per la tutela dei diritti individuali e la limitazione dell'abuso del potere da parte delle élite.

Sallustio, De Coniuratione Catilinae

DIBATTITO sulla Legalità tra cESARE Garantista e CATONE Giustizialista

Garantismo: Questa posizione enfatizza la tutela dei diritti individuali e la presunzione di innocenza. Il garantista crede che sia necessario rispettare le procedure legali e garantire un processo equo.

Cesare, uno dei personaggi chiave nella congiura di Catiina, è stato un politico e generale romano di grande rilievo. Cesare sembra sostenere una visione più garantista, cercando di bilanciare l’applicazione della legge con la protezione dei diritti dei cittadini.

Nel capitolo 54, Sallustio mette a confronto Cesare e Catone. Entrambi sono visti come personaggi positivi, ma con approcci diversi: Cesare è lodato per la generosità, l’altruismo e la clemenza. Catone, invece, è apprezzato per la sua austerità, il rigore, la moderazione e la fermezza.

Catone il Giovane, noto anche come Catone Uticense, è un senatore romano famoso per la sua austerità, rigore morale e fermezza. Sallustio lo presenta come un esempio di virtù repubblicana, in contrasto con la corruzione e la decadenza morale della classe dirigente romana.

Giustizialismo: Al contrario, il giustizialista è più incline a punire severamente i colpevoli senza necessariamente rispettare tutte le procedure legali.

Hanno caratteristiche diverse e virtù opposte che li rendono complementari ed entrambi fondamentali.

L’argomentazione di Cesare

Nel capitolo 51 del “De Catilinae coniuratione”, Sallustio presenta un discorso di Cesare. In questo passo, Cesare si schiera a favore del garantismo rispetto al giustizialismo.

Cesare, per sottolineare la necessità di giudicare gli imputati con mente serena, fornisce due exempla dall’antica storia di Roma (il comportamento tenuto dai Romani con i Rodii e i Cartaginesi); ciò che conta è che la pena decretata rimanga nei limiti della legalità.

È superfluo sottolineare l’enormità delle colpe commesse, poiché sono tanto evidenti che ogni pena sarebbe inadeguata; bisogna però evitare che una severità eccessiva possa in futuro dare adito a critiche.

struttura del discorso di cesare

Silano ha proposto una pena così estranea alle tradizioni di Roma o perché teme per lo stato o perché scosso dall’enormità del crimine. Nel primo caso, stia tranquillo poiché Roma è ben presidiata; nel secondo caso sappia che neanche la pena di morte sarà adeguata a tanto crimine. Infine, perché non ha proposto la fustigazione dei colpevoli, una pena a propria volta non comminabile nei confronti di cittadini romani? È paradossale farsi scrupoli legali riguardo a una pena meno grave della condanna a morte e proporre invece quest’ultima senza remora alcuna.

I senatori, scegliendo soluzioni che sul momento possono apparire giuste ma che poi degenerano nell’illegalità, rischiano di creare un precedente pericoloso. Cesare cita due exempla storici di ciò: i Trenta Tiranni ad Atene e le proscrizioni sillane a Roma.

Bisogna evitare un novum consilium e seguire la saggezza degli antenati, pronti ad adottare gli usi dei popoli stranieri (come la fustigazione e la pena di morte) qualora li ritenessero utili, ma poi ad abolirli se vedevano che davano luogo ad abusi.

La proposta di Cesare è confiscare i beni dei congiurati e condannarli al carcere a vita nei municipi meglio presidiati.

L’argomentazione di Catone

Catone contrapponendosi nettamente a Cesare: "Radicalmente diverso è il mio orientamento, Padri Coscritti, quando considero i rischi che presenta la nostra situazione e quando esamino fra me e me i pareri espressi da alcuni". Le sue parole si avvalgono di toni rigorosamente moraleggianti e sentenziosi:" Spesso ho deplorato il lusso e l’avidità dei nostri concittadini e per questa ragione mi sono inimicato molte persone. […] Ma adesso non stiamo discutendo se viviamo con buoni o con cattivi costumi, e neppure quanto sia grande e splendido l’impero del popolo romano, ma se tutto questo, comunque lo si giudichi, continuerà ad essere nostro o se invece, assieme con noi stessi, diventerà patrimonio dei nostri nemici. Quali furono le qualità che resero grande gli antenati e lo Stato romano? Solo le armi?" Catone è chiaro al riguardo: "Altre furono le qualità che li resero grandi, e noi non le possediamo più: l’operosità all’interno, l’autorità esercitata con giustizia all’esterno, lo spirito libero nelle decisioni, non condizionato dal delitto o dalla passione. Al posto di tutto questo noi abbiamo il lusso e l’avidità: lo Stato è povero, i privati sono straricchi; facciamo l’elogio della ricchezza, ma amiamo l’indolenza; fra galantuomini e furfanti non poniamo differenza alcuna.

struttura del discorso di CATONE

Catone propose la condanna a morte dei congiurati, basandosi sul mos maiorum, unica garanzia della salvezza dello Stato e del mantenimento della Res publica: Visto che in seguito a un empio complotto di cittadini scellerati lo Stato è venuto a trovarsi in una situazione di pericolo gravissimo […], i rei confessi siano messi a morte secondo il costume degli antenati, come se fossero stati colti in flagrante a commettere un delitto capitale.

esame politico della proposta di Silano

conclusione

valutazione del crimine e della pena

introduzione

esame giuridico della proposta di Silano

richiamo agli exempla del passato