LA CASA DI ASTERIONE.
Jorge Luis Borges.
start
ANALISI DEL TESTO.
BREVE SINTESI.
JORGE LUIS BORGES: VITA E OPERE.
ED.CIVICA
DANTE
EPICA
ANALISI DEL TESTO.
AUTORE: Jorge Luis Borges.
OPERE: El Aleph (1949)
GENERE: Racconto fantastico
NARRATORE: Interno.
TEMPO E SPAZIO: La vicenda si svolge in uno spazio chiuso, il labirinto. Quanto al tempo, non è specificato.
PERSONAGGI: Asterione (principale).
Jorge Luis Borges: vita e opere.
Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo nacque a Buenos Aires, 24 agosto 1899. È stato uno scrittore, poeta, saggista e traduttore argentino. Le opere di Borges hanno contribuito alla letteratura filosofica e al genere fantastico. Nacque prematuro (all'ottavo mese di gravidanza). Figlio di Jorge Guillermo, avvocato e insegnante di psicologia. Pochi anni dopo, la famiglia si trasferì nel quartiere Palermo, che sarebbe diventato un'ambientazione ricorrente della sua opera. Il futuro scrittore - che sin da piccolo manifestò i sintomi di quella cecità che nei Borges era ereditaria da ben 6 generazioni - venne educato in casa, oltre che dal padre e dalla nonna materna, da un'istitutrice inglese e si rivelò ben presto un bambino precocissimo: a sette anni scrisse il suo primo racconto "La visiera fatal" e a nove tradusse il racconto di Oscar Wilde. Nel 1918, dopo la morte della nonna materna, si trasferì con la famiglia dapprima a Lugano e, l'anno successivo, a Maiorca. Qui, prima di trasferirsi a Siviglia e poi a Madrid, scrisse i suoi primi due libri rimasti inediti: uno di poesie (Los ritmos rojos di celebrazione della rivoluzione russa) e uno di prose (Los naipes del tahur, Le Carte del Baro). Nel 1919, durante il soggiorno a Siviglia, per la prima volta venne pubblicata, sul numero 37 della rivista Grecia, una sua poesia, Himno del mar (Inno al Mare). Tra le opere ricordiamo l'aleph, il libro degli esseri immaginari, storia universale dell'infamia, il manoscritto di Brodie e il libro di sogni.
"Non sono sicuro che io esista, in realtà. Sono tutti gli scrittori che ho letto, tutte le persone che ho incontrato, tutte le donne che ho amato, tutte le città che ho visitato"
BREVE SINTESI.
In questo racconto di Borges, il protagonista è Asterione, il Minotauro, che parla di sè e della sua casa. Egli racconta che la sua abitazione è formata da tante porte che restano aperte agli uomini e agli animali, per tutto il giorno e la notte, e chi entra troverà solitudine e tranquillità; inoltre egli dice, anche, che la sua casa è unica: tutto ciò lo porta ad essere accusato di superbia e di pazzia. Una volta, Asterione racconta di essere andato per le strade e, poi, di essere rientrato prima che arrivasse il buio, perchè le facce spaventate delle persone gli facevano paura. La gente pregava e fuggiva, qualcuno si arrampicava sulle colonne e altri cercavano rifugio in mare. Asterione, inoltre, racconta che non esistono altri esseri come lui sulla terra, così come non esistono grandi case come la sua. Egli descrive come passa il tempo nella sua casa, giocando a rimpiattino e facendo giochi pazzi e agitati, ma il suo gioco preferito è quello di giocare con un altro Asterione, al quale gli mostra tutte le particolarità della casa. Allora inizia a riflettere sulla sua casa, sostenendo che è grandissima come un mondo. Una notte, una visione notturna gli rivela che i mari e i templi sono infiniti e che solo due cose sono uniche, lui e il sole, intricato come il suo labirinto. Asterione racconta che ogni nove anni vengono alla sua casa nove uomini che cadono uno dopo l'altro e che uno di questi uomini, prima di morire, gli ha detto che, un giorno, sarebbe arrivato un redentore cioè un liberatore. Asterione, allora, inizia a pensare a come potrà essere il suo redentore, forse un toro con volto d'uomo oppure come lui. Il racconto si conclude con l'uccisione del Minotauro cioè di Asterione da parte di Teseo, innamorato di Arianna.
LA LEGGENDA DEL MINOTAURO.
Il mito del minotauro affonda le sue radici a Creta: qui regnava un re i cui sudditi credevano illegittimo, il re Minosse, figlio dell'unione tra Zeus ed Europa. Minosse, preoccupato del fatto di non essere ben visto dai suoi cittadini, chiede al dio del mare Poseidone, un toro in regalo come segno dell'approvazione del suo regno da parte dell'Olimpo. Il toro ricevuto in regalo da Poseidone era un toro bianco e bellissimo che Minosse avrebbe dovuto sacrificare. Considerata la bellezza dell'animale, però, Minosse decide di non sacrificare il toro e di usarlo per le sue mandrie. Poseidone, dopo aver scoperto che Minosse non aveva sacrificato l'animale, decide di punire il re e di far innamorare la moglie di Minosse, Pasifae, del toro. Dall'unione tra Pasifae e il toro nasce il minotauro, una creatura leggendaria e mostruosa per metà toro e per metà uomo. Nonostante le gambe da uomo, la sua natura di animale lo rendeva selvaggio e pericoloso per i cittadini. Minosse decide quindi di rinchiuderlo nel labirinto di Cnosso, un palazzo a forma di labirinto costruito da Dedalo. Dopo l'uccisione da parte degli ateniesi del figlio di Minosse, Antrogeo, il re di Creta dispose che ogni anno, per tutti gli anni, la città di Atene gli avrebbe dovuto inviare, ogni anno, sette fianciulli e sette fanciulle da sacrificare al minotauro che si cibava di carne umana. Convinto di riuscire a sconfiggere il minotauro, Teseo, il figlio del re di Atene Egeo e innamorato di Arianna, figlia di Minosse e Pasifae, si offre volontario tra i fanciulli sacrificali. Arianna, prima dell'entrata di Teseo nel labirinto, offre al ragazzo un filo di un gomitolo che avrebbe dovuto srotolare all'interno del labirinto per non perdere la via d'uscita. Teseo sconfigge il minotauro e, insieme con Arianna, riparte alla volta di Atene ma, durante la traversata, il giovane ragazzo abbandona la sua amata sull'isola deserta di Nasso. Rimasta sola, Arianna inizia a piangere finché non viene confortata e rapita da Dionisio. Poseidone, infuriato con Teseo per aver abbandonato la ragazza, fece scoppiare una tempesta che squarciò le vele bianche della nave di Teseo, costringendo quindi il ragazzo a issare le vele nere. Il re Egeo, prima che Teseo partisse, aveva chiesto al figlio di issare le vele nere solo in caso di sconfitta. Egeo, vedendo avvicinarsi una nave con le vele nere, decide quindi di togliersi la vita, gettandosi nel mare che ha poi preso il suo nome: il Mar Egeo.
LA FOLLIA E LA PSICOANALISI DI FREUD.
In psicologia, psichiatria e nel senso comune con il termine follia o pazzia si indica genericamente una condizione psichica che identifica una mancanza di adattamento, che il soggetto esibisce nei confronti della società, spesso in maniera anche non pienamente consapevole, tipicamente attraverso il suo comportamento, le relazioni interpersonali e stati psichici alterati ovvero considerati anormali fino a causare stati di sofferenza psicologica per il soggetto. Freud studiò la follia come malattia mentale, attraverso la psicoanalisi.Il suo pensiero si basa sull'idea dell'esistenza di energie psichiche avanzate che sono L'es, l'io e il super-io. L'es è la parte più istintiva che risiede nella nostra coscienza ed è compito dell'io, la parte razionale, a frenare gli impulsi biologici dell'es. Il super-io è invece l'insieme delle regole etiche e morali che sovrastano la ragione e l'es.
VII CHERCHIO: I VIOLENTI.
Dante colloca il minotauro a guardia del VII Cerchio dell'Inferno dove sono puniti i violenti e lo introduce all'inizio del Canto XII.È la zona dell'Inferno dove sono puniti i violenti, descritta da Dante nei Canti che vanno dal XII al XVII. È diviso in tre gironi, ciascuno dei quali ospita una categoria particolare di violenti. Il primo girone ospita i violenti contro il prossimo (predoni e assassini). Il secondo girone ospita una selva, in cui si trovano i violenti contro se stessi: nella persona fisica, ovvero i suicidi, e nel patrimonio, ovvero gli scialacquatori. Il terzo girone è un sabbione reso rovente da una pioggia di falde infuocate, dove sono puniti i violenti contro Dio: nella persona divina (bestemmiatori), nella natura (sodomiti), nell'operosità umana (usurai).
GRAZIE DELL'ATTENZIONE.
DOMENICO DI PIETRO.
LA CASA DI ASTERIONE
mario palumbo
Created on June 2, 2024
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LA CASA DI ASTERIONE.
Jorge Luis Borges.
start
ANALISI DEL TESTO.
BREVE SINTESI.
JORGE LUIS BORGES: VITA E OPERE.
ED.CIVICA
DANTE
EPICA
ANALISI DEL TESTO.
AUTORE: Jorge Luis Borges.
OPERE: El Aleph (1949)
GENERE: Racconto fantastico
NARRATORE: Interno.
TEMPO E SPAZIO: La vicenda si svolge in uno spazio chiuso, il labirinto. Quanto al tempo, non è specificato.
PERSONAGGI: Asterione (principale).
Jorge Luis Borges: vita e opere.
Jorge Francisco Isidoro Luis Borges Acevedo nacque a Buenos Aires, 24 agosto 1899. È stato uno scrittore, poeta, saggista e traduttore argentino. Le opere di Borges hanno contribuito alla letteratura filosofica e al genere fantastico. Nacque prematuro (all'ottavo mese di gravidanza). Figlio di Jorge Guillermo, avvocato e insegnante di psicologia. Pochi anni dopo, la famiglia si trasferì nel quartiere Palermo, che sarebbe diventato un'ambientazione ricorrente della sua opera. Il futuro scrittore - che sin da piccolo manifestò i sintomi di quella cecità che nei Borges era ereditaria da ben 6 generazioni - venne educato in casa, oltre che dal padre e dalla nonna materna, da un'istitutrice inglese e si rivelò ben presto un bambino precocissimo: a sette anni scrisse il suo primo racconto "La visiera fatal" e a nove tradusse il racconto di Oscar Wilde. Nel 1918, dopo la morte della nonna materna, si trasferì con la famiglia dapprima a Lugano e, l'anno successivo, a Maiorca. Qui, prima di trasferirsi a Siviglia e poi a Madrid, scrisse i suoi primi due libri rimasti inediti: uno di poesie (Los ritmos rojos di celebrazione della rivoluzione russa) e uno di prose (Los naipes del tahur, Le Carte del Baro). Nel 1919, durante il soggiorno a Siviglia, per la prima volta venne pubblicata, sul numero 37 della rivista Grecia, una sua poesia, Himno del mar (Inno al Mare). Tra le opere ricordiamo l'aleph, il libro degli esseri immaginari, storia universale dell'infamia, il manoscritto di Brodie e il libro di sogni.
"Non sono sicuro che io esista, in realtà. Sono tutti gli scrittori che ho letto, tutte le persone che ho incontrato, tutte le donne che ho amato, tutte le città che ho visitato"
BREVE SINTESI.
In questo racconto di Borges, il protagonista è Asterione, il Minotauro, che parla di sè e della sua casa. Egli racconta che la sua abitazione è formata da tante porte che restano aperte agli uomini e agli animali, per tutto il giorno e la notte, e chi entra troverà solitudine e tranquillità; inoltre egli dice, anche, che la sua casa è unica: tutto ciò lo porta ad essere accusato di superbia e di pazzia. Una volta, Asterione racconta di essere andato per le strade e, poi, di essere rientrato prima che arrivasse il buio, perchè le facce spaventate delle persone gli facevano paura. La gente pregava e fuggiva, qualcuno si arrampicava sulle colonne e altri cercavano rifugio in mare. Asterione, inoltre, racconta che non esistono altri esseri come lui sulla terra, così come non esistono grandi case come la sua. Egli descrive come passa il tempo nella sua casa, giocando a rimpiattino e facendo giochi pazzi e agitati, ma il suo gioco preferito è quello di giocare con un altro Asterione, al quale gli mostra tutte le particolarità della casa. Allora inizia a riflettere sulla sua casa, sostenendo che è grandissima come un mondo. Una notte, una visione notturna gli rivela che i mari e i templi sono infiniti e che solo due cose sono uniche, lui e il sole, intricato come il suo labirinto. Asterione racconta che ogni nove anni vengono alla sua casa nove uomini che cadono uno dopo l'altro e che uno di questi uomini, prima di morire, gli ha detto che, un giorno, sarebbe arrivato un redentore cioè un liberatore. Asterione, allora, inizia a pensare a come potrà essere il suo redentore, forse un toro con volto d'uomo oppure come lui. Il racconto si conclude con l'uccisione del Minotauro cioè di Asterione da parte di Teseo, innamorato di Arianna.
LA LEGGENDA DEL MINOTAURO.
Il mito del minotauro affonda le sue radici a Creta: qui regnava un re i cui sudditi credevano illegittimo, il re Minosse, figlio dell'unione tra Zeus ed Europa. Minosse, preoccupato del fatto di non essere ben visto dai suoi cittadini, chiede al dio del mare Poseidone, un toro in regalo come segno dell'approvazione del suo regno da parte dell'Olimpo. Il toro ricevuto in regalo da Poseidone era un toro bianco e bellissimo che Minosse avrebbe dovuto sacrificare. Considerata la bellezza dell'animale, però, Minosse decide di non sacrificare il toro e di usarlo per le sue mandrie. Poseidone, dopo aver scoperto che Minosse non aveva sacrificato l'animale, decide di punire il re e di far innamorare la moglie di Minosse, Pasifae, del toro. Dall'unione tra Pasifae e il toro nasce il minotauro, una creatura leggendaria e mostruosa per metà toro e per metà uomo. Nonostante le gambe da uomo, la sua natura di animale lo rendeva selvaggio e pericoloso per i cittadini. Minosse decide quindi di rinchiuderlo nel labirinto di Cnosso, un palazzo a forma di labirinto costruito da Dedalo. Dopo l'uccisione da parte degli ateniesi del figlio di Minosse, Antrogeo, il re di Creta dispose che ogni anno, per tutti gli anni, la città di Atene gli avrebbe dovuto inviare, ogni anno, sette fianciulli e sette fanciulle da sacrificare al minotauro che si cibava di carne umana. Convinto di riuscire a sconfiggere il minotauro, Teseo, il figlio del re di Atene Egeo e innamorato di Arianna, figlia di Minosse e Pasifae, si offre volontario tra i fanciulli sacrificali. Arianna, prima dell'entrata di Teseo nel labirinto, offre al ragazzo un filo di un gomitolo che avrebbe dovuto srotolare all'interno del labirinto per non perdere la via d'uscita. Teseo sconfigge il minotauro e, insieme con Arianna, riparte alla volta di Atene ma, durante la traversata, il giovane ragazzo abbandona la sua amata sull'isola deserta di Nasso. Rimasta sola, Arianna inizia a piangere finché non viene confortata e rapita da Dionisio. Poseidone, infuriato con Teseo per aver abbandonato la ragazza, fece scoppiare una tempesta che squarciò le vele bianche della nave di Teseo, costringendo quindi il ragazzo a issare le vele nere. Il re Egeo, prima che Teseo partisse, aveva chiesto al figlio di issare le vele nere solo in caso di sconfitta. Egeo, vedendo avvicinarsi una nave con le vele nere, decide quindi di togliersi la vita, gettandosi nel mare che ha poi preso il suo nome: il Mar Egeo.
LA FOLLIA E LA PSICOANALISI DI FREUD.
In psicologia, psichiatria e nel senso comune con il termine follia o pazzia si indica genericamente una condizione psichica che identifica una mancanza di adattamento, che il soggetto esibisce nei confronti della società, spesso in maniera anche non pienamente consapevole, tipicamente attraverso il suo comportamento, le relazioni interpersonali e stati psichici alterati ovvero considerati anormali fino a causare stati di sofferenza psicologica per il soggetto. Freud studiò la follia come malattia mentale, attraverso la psicoanalisi.Il suo pensiero si basa sull'idea dell'esistenza di energie psichiche avanzate che sono L'es, l'io e il super-io. L'es è la parte più istintiva che risiede nella nostra coscienza ed è compito dell'io, la parte razionale, a frenare gli impulsi biologici dell'es. Il super-io è invece l'insieme delle regole etiche e morali che sovrastano la ragione e l'es.
VII CHERCHIO: I VIOLENTI.
Dante colloca il minotauro a guardia del VII Cerchio dell'Inferno dove sono puniti i violenti e lo introduce all'inizio del Canto XII.È la zona dell'Inferno dove sono puniti i violenti, descritta da Dante nei Canti che vanno dal XII al XVII. È diviso in tre gironi, ciascuno dei quali ospita una categoria particolare di violenti. Il primo girone ospita i violenti contro il prossimo (predoni e assassini). Il secondo girone ospita una selva, in cui si trovano i violenti contro se stessi: nella persona fisica, ovvero i suicidi, e nel patrimonio, ovvero gli scialacquatori. Il terzo girone è un sabbione reso rovente da una pioggia di falde infuocate, dove sono puniti i violenti contro Dio: nella persona divina (bestemmiatori), nella natura (sodomiti), nell'operosità umana (usurai).
GRAZIE DELL'ATTENZIONE.
DOMENICO DI PIETRO.