non gridate pù
Ungaretti
tesina 3 media Italiano Anna Maria Fasano
Ungaretti
Giuseppe Ungaretti è stato un poeta, scrittore, traduttore e giornalista italiano.
È stato uno dei principali poeti della letteratura italiana del XX secolo. La sua poesia, inizialmente influenzata dal simbolismo francese, fu caratterizzata nei primi tempi da componimenti brevissimi, costituiti da poche parole essenziali e da analogie a volte ardite, compresi principalmente nella raccolta L'Allegria. Passò poi a lavori più complessi e articolati dal contenuto concettualmente difficile. Una terza fase della sua evoluzione poetica, segnata dal dolore per la perdita prematura del figlio, ha compreso opere meditative dall'intensa riflessione sul destino umano. Negli ultimi anni le sue poesie furono specchio della saggezza, ma anche del distacco e della tristezza dell'età avanzata. È stato inoltre considerato da alcuni critici come anticipatore dell'ermetismo.
Non Gridate più
Cessate d'uccidere i morti, Non gridate più, non gridate Se li volete ancora udire, Se sperate di non perire. Hanno l'impercettibile sussurro, Non fanno più rumore Del crescere dell' erba, Lieta dove non passa l' uomo.
Significato
Nella prima strofa il poeta porta avanti un invito generale perché si cessi di essere violenti e di
gridare, nelle parole, nelle azioni, in una guerra che è arrivata persino a profanare le tombe.
Il poeta si rivolge agli uomini sopravvissuti a quell’immane tragedia che continuano a funestare
il mondo con l’odio di parte e le divisioni politiche. Queste grida piene di rabbia e di rancore
coprono le flebili voci dei morti che invocano pace, rendendo inutile il loro sacrificio: in questo
modo, è come se venissero uccisi di nuovo. Gli uomini calpestano la memoria con la stessa non
curanza con cui calpestano l’erba, ma solo l’impercettibile sussurro di chi non c’è più può
indicare a chi è rimasto la via della salvezza.
In Ungaretti, la parola crudele e realistica come le immagini, permetterà di scoprire subito
l'intenzione comunicativa dell'autore: l'orrore della guerra, la tremenda disumanità della morte, la
rivolta istintiva contro questa esperienza, l'ansia e il desiderio di vita.
Ciò che ha colpito di più in questa poesia è stata la frase: «Cessate di uccidere i morti». Questa
poesia è una protesta da parte di Ungaretti per comunicare che continuare a combattere è come
continuare a uccidere chi ha già perso la vita. Per i vivi l'unica possibilità di salvezza è cessare la
violenza e ascoltare la dolorosa lezione dei morti.
tesina di italiano Ungaretti
ANNA MARIA FASANO
Created on May 30, 2024
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Transcript
non gridate pù
Ungaretti
tesina 3 media Italiano Anna Maria Fasano
Ungaretti
Giuseppe Ungaretti è stato un poeta, scrittore, traduttore e giornalista italiano. È stato uno dei principali poeti della letteratura italiana del XX secolo. La sua poesia, inizialmente influenzata dal simbolismo francese, fu caratterizzata nei primi tempi da componimenti brevissimi, costituiti da poche parole essenziali e da analogie a volte ardite, compresi principalmente nella raccolta L'Allegria. Passò poi a lavori più complessi e articolati dal contenuto concettualmente difficile. Una terza fase della sua evoluzione poetica, segnata dal dolore per la perdita prematura del figlio, ha compreso opere meditative dall'intensa riflessione sul destino umano. Negli ultimi anni le sue poesie furono specchio della saggezza, ma anche del distacco e della tristezza dell'età avanzata. È stato inoltre considerato da alcuni critici come anticipatore dell'ermetismo.
Non Gridate più
Cessate d'uccidere i morti, Non gridate più, non gridate Se li volete ancora udire, Se sperate di non perire. Hanno l'impercettibile sussurro, Non fanno più rumore Del crescere dell' erba, Lieta dove non passa l' uomo.
Significato
Nella prima strofa il poeta porta avanti un invito generale perché si cessi di essere violenti e di gridare, nelle parole, nelle azioni, in una guerra che è arrivata persino a profanare le tombe. Il poeta si rivolge agli uomini sopravvissuti a quell’immane tragedia che continuano a funestare il mondo con l’odio di parte e le divisioni politiche. Queste grida piene di rabbia e di rancore coprono le flebili voci dei morti che invocano pace, rendendo inutile il loro sacrificio: in questo modo, è come se venissero uccisi di nuovo. Gli uomini calpestano la memoria con la stessa non curanza con cui calpestano l’erba, ma solo l’impercettibile sussurro di chi non c’è più può indicare a chi è rimasto la via della salvezza. In Ungaretti, la parola crudele e realistica come le immagini, permetterà di scoprire subito l'intenzione comunicativa dell'autore: l'orrore della guerra, la tremenda disumanità della morte, la rivolta istintiva contro questa esperienza, l'ansia e il desiderio di vita. Ciò che ha colpito di più in questa poesia è stata la frase: «Cessate di uccidere i morti». Questa poesia è una protesta da parte di Ungaretti per comunicare che continuare a combattere è come continuare a uccidere chi ha già perso la vita. Per i vivi l'unica possibilità di salvezza è cessare la violenza e ascoltare la dolorosa lezione dei morti.