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la solitudine: come lembo creativo o malessere sociale?

adri

Created on May 29, 2024

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Transcript

la solitudine

come lembo creativo o malessere sociale?

go!

scuola secondaria di primo grado "Gaetano Caporale" indirizzo musicale
Adriana Ciervo 3°B
A.S. 2023/2024

‘La solitudine può portare a straordinarie forme di libertà' Fabrizio de andrè

Ho approfondito questo argomento poichè penso che il concetto di solitudine come lembo creativo viene spesso tascurato. Io penso che la solitudine è un modo per capire noi stessi, i nostri hobby, ciò che vorremmo fare nel futuro. Il mio elaborato finale tratta entrambe le conseguenze della solitudine positive e negative.

"E quando la mattina non ti sveglia nessuno, e quando la sera non ti aspetta nessuno, e quando puoi fare quello che vuoi, come la chiami? Libertà o solitudine?"

La solitudine o ci fa ritrovare o ci fa perdere noi stessi

Roberto Gervaso

qual è la risposta?

La solitudine è un sentimento interno, spesso molte persone si sentono sole,ma non sono sole. Può portare a numerose conseguenze, come la difficoltà di non riuscire a socializzare o ad avere una rete di comunicazione. Eppure ha anche degli effetti positivi,come il rifugiarsi nella musica o scrivere poesie.Se dovessi descrivere i due differenti effetti che la solitudine potrebbe avere su di noi la paragonerei all'energia oscura dell'universo:o si chiude in se stessa e implode, o esplode in un "mare di creatività"

Indice

Musica

Religione

Italiano

Eleonor Rigby

Giovanni Pascoli

l'importanza delle relazioni

Tecnologia

Arte

Musica

la solitudine del web

Bizet

Vincent Van Gogh

Geografia

Educazione Fisica

Inglese

New York

la droga e l'isolamento

The Great Gatsby

Scienze

Educazione Civica

Francese

i social

Il sistema nervoso

Baudelaire

Le Lavandare

Le lavandare è un componimento di Giovanni Pascoli. Qui l'autore paragona l'aratro solo e abbandonato alla solitudine di una donna che afferma di sentirsi abbandonata dal suo amato partito per la guerra. L'aratro rappresenta quindi la solitudine interiore di Pascoli e il suo nido familiare che non si formerà mai.

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l'800 storico-letterario

1861

...al decadentismo

le società di massa

dal verismo...

campo innevato con un'aratro

Campo innevato con un aratro è un dipinto dell'artista Vincent Van Gogh, piuttosto simile alla descrizione che fa pascoli nel suo componimento "Le lavandare".

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"there is no fire or frost that can challenge what a man can store inside his soul."

Jay Gatsby

the great gatsby

DAISY BUUCHANAN

Published in 1925 and translated several time into film. It stages the collaps of “American myth”: the apparences can deceiving. The protagonistist is Jay Gatsby and he totally shows his problems and his fragility and became a different person. Inside his soul he is alone and unhappy. We are in the New York of the roaring twenties, years of a newfound well-being and peace after the end of the First World War. Fitzgerald tells us about rich american,their hypocrisies,their crazy spending and the prejudices of a spineless society. He deepens the contrast between who is born into a wealthy family and who, like Gatsby, became rich. But rich doesn’t mean happy, in fact he wants to meet again his fisrt love of live: Daisy. She loved him when he was only a poor boy, now without her he feels alone. He will have to put everything on the line the weight of his charm and his power, but he will only serve to give life to a sweet madness destinated to end in tragedy.

JAY GATSBY

Charles Baudelaire

Le poème « Solitude » de Charles Baudelaire, inclus dans le recueil « Les Fleurs du Mal », décrit la profonde solitude de l'individu moderne. Le poète explore le thème de la solitude dans différentes situations et contextes.

Dans le poème 23, Baudelaire commence par parler de la solitude de l'artiste, contraint de vivre isolé des autres pour donner forme à ses idées et à ses passions. L'artiste est un étranger au monde, un vagabond solitaire qui parcourt les rues à la recherche d'inspiration.

Par la suite, le poète se concentre sur la solitude de l’âme, qui se sent abandonnée et incomprise par le reste du monde. L’âme se sent comme une prison dans laquelle elle est obligée de vivre, sans la possibilité de véritablement se connecter avec les autres.

En conclusion, le poème « Solitude » de Baudelaire explore la solitude sous différentes facettes, soulignant le sentiment d'isolement et d'aliénation qui caractérise l'expérience humaine.

Eleonor Rigby

Il 5 Agosto 1966, la famosa band The Beatles pubblicava il suo settimo album, Revolver. Un brano si distingueva dagli altri per la sua malinconica melodia dorica in mi minore, accompagnata da un coro di voci che ripetutamente si chiedeva: Da dove vengono e a chi appartengono le persone sole? La canzone in questione è Eleanor Rigby e racconta la storia di colei che le dà il titolo: una donna infelice che vive nell’anonimato, assistendo ogni giorno a quella felicità che viene concessa agli altri, ma che a lei viene costantemente negata.

"Ah, look all the lonely people"

"Ah, guarda tutte le persone sole"

Georges Bizet

Ovviamente ci sono musicisti come i Beatles che esprimono in musica la loro solitudine interiore e invece altri che non sono riusciti a sopportarla e invece ti trarne favore hanno preferito dargliela vinta: stiamo parlando di Bizet.Georges Bizet è nato a Parigi nel 1825.

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Non ebbe una vita facile, gli fu diagnosticata la depressione eppure continuava nel suo sogno,anche senza nessuno al suo fianco. Riesce infatti a scrivere l’opera che tutt’ora l’ha reso famoso: La Carmen. Opera di grande successo, su cui Bizet contava molto, eppure fu accolta male dal pubblico perché banale,ambientata tra zingari e contrabbandieri. Bizet soffriva già di problemi psicologici e queste critiche dal pubblico e dalla stampa non fecero che peggiorare la sua solitudine interiore. Infatti morì il 3 Giugno 1875 molto probabilmente per suicidio.

la capitale della solitudine

New York, più di 8 milioni di abitanti, eppure è soprannominata come "la capitale della solitudine". Sarà per i lunghi turni di lavoro,per la distanza tra un quartiere e l'altro o per la frenesia, ma in questo angolo di mondo è sicuramente più difficile che altrove non sentirsi soli.

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le relazioni sociali

Le relazioni sociali sono indispensabili all'interno della vita di ogni individuo. Spesso possono causare frustrazione o insoddisfazione e, in alcuni casi, essere la causa di alcuni disturbi psicologici.

Le giuste e buone relazioni sociali

I "danni" della solitudine

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Le relazioni sociali servono per interfacciarci anche con un'altra persona, che possa essere un riscontro positivo o meno

La sensazione più diffusa è il senso di solitudine che oggi giorno sta aumentando nella nostra società. Perchè e in che modo ci siamo arrivati?

I social

L’uso dei social network, soprattutto quando si traduce in iperconnessione, può determinare effetti psicologici a tutte le età. I giovani sono i più esposti, nella maggior parte dei casi, agli effetti negativi delle troppe ore al giorno passate davanti ad uno schermo. L’eccessivo tempo trascorso a passare in rassegna gli aggiornamenti di Facebook o di Instagram rischia di intaccare la salute mentale della persona, e può essere un fattore che contribuisce ad amplificare il senso di solitudine, alimentando l’isolamento sociale e intaccando le relazioni interpersonali nel mondo reale.

il 33% dei suicidi giovanili è a causa di un disguido avuto sui social.

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la solitudine del web

Partendo dal concetto che la solitudine per l’essere umano può essere una croce o una delizia, a seconda di come viene interpretata, la solitudine digitale è una problema in rapida espansione. Uno degli aspetti alla base della moderna solitudine è la pretesa di avere il controllo su ogni cosa. E cosa ci regala questa sensazione di onnipotenza, se non l’iper-connessione digitale? Paradossalmente però più alimento questa convinzione, più mi accorgo di perdere il controllo sulle cose concrete.Così si innesca il circolo vizioso: più evito la solitudine, più mi connetto, più mi sento solo. L’inadeguato obiettivo nell’utilizzo della tecnologia, infatti, conduce alla solitudine digitale. Chi ne soffre è sempre alla ricerca di conferme da parte degli altri. Conferme che spesso sono effimere come bolle di sapone.

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La droga e l'isolamento

Cosa fa sì che tante persone diventino ossessionate da una droga o da un determinato comportamento, tanto da non riuscire a fermarsi? Qual è la causa reale delle dipendenze? La droga, di qualunque tipo sia, direte voi. Ne siamo così sicuri? Come far tornare da noi le persone vittime delle dipendenze? Decenni di proibizionismo ci insegnano che questa, probabilmente, non è la via più corretta. Le condanne penali non si stanno dimostrando utili per arginare il fenomeno, né per tutelare la salute delle persone. Forse, il problema delle droghe non è legale ma sociale. Ma allora, come procedere?

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la solitudine e il sistema nervoso

La migliore forma di prevenzione del senso di solitudine è dunque uscire di casa al mattino e muoversi, almeno in parte, a piedi, possibilmente per uno scopo o un progetto da condividere con altri

La solitudine è la madre di molti guai, fisici e psichici. È il primo fattore di deterioramento cognitivo: che diventa evidente degli anziani, ma può iniziare fin dalla giovinezza.In entrambi danneggia il cervello, con un effetto poi accelerato per l’effetto dell’età sui sistemi riparativi dell’organismo.

Quando si è soli va a picco l’ossitocina, ormone dell’amore e della sicurezza affettiva, che aumenta la capacità di affrontare le sfide della vita. Aumenta e resta alto il cortisolo, l’ormone dell’emergenza, che diventa allora serio nemico della salute.

ma quindi la solitudine è positiva o negativa?

Non esiste una solitudine buona o una cattiva esiste ciò che proviamo ciò che siamo in quel momento. Bisogna imparare a stare soli ad ascoltare ciò che ci circonda e ciò che intimamente proviamo o vogliamo. La solitudine è la più grande forma di libertà e può portare a traguardi inaspettati. Imparando ad ascoltarci potremo capire ciò che davvero ci fa battere il cuore e ciò che davvero conta. Imparando a bastarci saremo utili a tutti.

grazie ai presenti per essermi stata vicino e per avermi sostenuta nella realizzazione di questo lavoro.

Lavoro di Adriana Ciervo

i social e la solitudine

Stabilire in termini assoluti un legame tra social network e solitudine non è così semplice e rischia di essere, inoltre, fuorviante. Uno studio condotto dall’Università della Pennsylvania ha rilevato un legame tra la quantità di tempo trascorso sui social media e l’aumento di depressione e solitudine. Questo studio ha coinvolto 143 studenti universitari e ha misurato vari risultati, tra cui: paura di essere esclusi, o Fear of Missing Out, FOMO ansia depressione solitudine. Da intendersi non come momento scelto e voluto per riflettere e trovare nuove forze e nuove energie, ma come qualcosa di patito e non voluto. Lo stesso studio ha rilevato come la limitazione a 30 minuti giornalieri di social network contribuisce ad un minor rischio di cadere in una condizione di ansia, o di manifestare sintomi depressivi. Ma una relazione diretta tra uso dei social network e solitudine non è semplice da intercettare.

In che modo siamo arrivati qui?

Non vi è una risposta univoca, ma ci sono vari fattori che hanno influito. Lo sviluppo di un’urbanistica priva di spazi aggregativi e di condivisione sociale. La rapida introduzione di strumenti di comunicazione che ci hanno trovati impreparati ad una riflessione sul loro uso e a scongiurare gli effetti collaterali. Modelli che fanno ritenere una vita degna di essere vissuta solo se si riempie di attività. La produzione letteraria e cinematografica che considera l’eroe meritevole di tale nome solo a patto che operi in modo solitario. Sicuramente ciò e molto altro, in un aggrovigliamento complesso. Un po’ alla volta, senza accorgersene e non immaginando i rischi, le società hanno fatto regredire la necessità di socialità da un bisogno vitale a un fattore accessorio. Anche a livello celebrale le cose sono cambiate.Normalmente quando osserviamo un volto felice si attivano alcune regioni cerebrali che generano piacere. Nei soggetti che soffrono di solitudine questo tipo di risposta è indebolita. Il cervello reagisce in maniera più marcata agli eventi negativi e genera minor soddisfazione per ciò che di positivo accade.

Bizet

la sua vita nel dettagio

Nella sua famiglia erano tutti musicisti e questo influenzo molto il compositore, tanto che a 9 anni fu ammesso al conservatorio di parigi. Durante la sua infanzia era incoraggiato da tutti a seguire i suoi studi di pianoforte, eppure lui aveva un'altra grande passione: le opere. Infatti il nostro piccolo pianista voleva diventare un gran compositore! Eppure nessun accettava la sua scelta,e si avvio a Roma per il premio di un atto che aveva scritto. A roma però si sentiva molto solo e anche se cominciò a circolare la voce che era un ottimo pianista, andò via peichè la mamma era malata e aveva una forte nostalgia di casa. Arrivato il momento di scegliere cosa voler farne del suo futuro, lui scelse di fare il compositore, idea non ben accettata da tutti, e la cosa lo farà soffrire molto.

OPERE FAMOSE

  • La Carmen
  • Toreador
  • L'amour est un oiseau rebelle
  • I pescatori di perle
  • L'Arlesienne

E' la solitudine il problema?

Ma quindi perchè le persone continuano a drogarsi? Per molti la risposta sarebbe quella di vivere la vita a piene emozioni. Eppure secondo me credo che per le persone la solitudine e la mancanza di affetto e di riferimenti affettivi siano fattori fondamentali per sviluppare una dipendenza verso qualcosa. È evidente che la ricchezza, la "bella vita", i soldi e tutti i beni materiali non possano essere sufficienti ad impedirne lo sviluppo: personaggi ricchi e famosi ne sarebbero altrimenti immuni e non mi pare che questo corrisponda alla realtà.

il decadentismo

il decadentismo è una corrente storico-letteraria che si sviluppa in seguito al verismo. Questo perchè si verifica una crisi del positivismo, dove secondo molti poeti l'uomo si trova in un periodo di decadenza di crisi e valori, da qui deriva il nome della corrente. Il decadentismo mette in primo piano gli aspetti irrazionali dell'uomo e i suoi tormenti interiori. Pascoli è proprio uno dei maggiori esponenti del decadentismo.

una vera e propria malattia

Passando ad una visione più clinica del fenomeno, l’iper-connessione è un sedativo ma non una cura, è una tentata soluzione disfunzionale che conduce a ciò che si vorrebbe eliminare: la solitudine digitale. Pertanto, le sue conseguenze patologiche originano da un’errata modalità di sfuggire alla paura di rimanere soli. Social media e solitudine digitale Il funzionamento alla base dei social media ci porta a credere che essere connessi digitalmente sia il corrispettivo di avere relazioni di persona. Anzi a migliorarle, in quanto riusciamo ad avere “contatti” con persone lontane o che non sentivamo più da una vita. È facile comprendere quanto sia falsa questa convinzione e soprattutto quanto sia disfunzionale.Dal momento che l’unico antidoto alla solitudine digitale è vivere a pieno le emozioni attraverso l’esperienza concreta, la mancanza di attivazione di alcuni dei nostri sensi ci porta a sentirci soli, nonostante siamo immersi totalmente in like, share, stories e simili. Cyber-dipendenza da iper-connessione Il paradosso di essere sempre più connessi e sempre più soli conduce facilmente alla dipendenza da mondo digitale.Insomma, ti illudi di vincere la solitudine, ti deludi perché ti senti ancora più solo e ti deprimi definitivamente… il tutto condito dal probabile sviluppo di una dipendenza!

l'unificazione dell'Italia

L'unificazione d'Italia avviene nella seconda metà dell 800, dove Camillo Benso e altri democratici vollero che l'Italia fosse più unita attraverso moti rivoluzionari che coinvolgessero anche la popolazione. Cosi, avviene la promulgazione della legge 17 dove Vittorio Emanuele II,già monarca del Regno di Sardegna assunse il titolo di Re D'Italia, e cosi i suoi successori.

la loro importanza

Il benessere psicologico di ogni individuo è fortemente condizionato dall'ambiente circostante. Le dinamiche esistenti all'interno del gruppo, infatti, possono realmente influenzare le scelte di ogni persona. L'obiettivo è quello di aiutare l'individuo a codificare i comportamenti sociali e a ritrovare il proprio posto all'interno del gruppo. Per alcuni di questi pazienti può essere d'aiuto una terapia di gruppo, familiare o di coppia.

eleonor rigby

la statua in suo onore

Una scultura di eleonro rigby è situata su Stanley Street a Liverpool. Quest' ultima è stata creata in onore dei Beatles nel 1981 ma presentata al pubblico nel 1982. La scultura rappresenta l'anziana signora, sola e distrutta dalla sua vita seduta su una panchina, con il volto rivolto verso terra.

l'unificazione dell'Italia

L'unificazione d'Italia avviene nella seconda metà dell 800, dove Camillo Benso e altri democratici vollero che l'Italia fosse più unita attraverso moti rivoluzionari che coinvolgessero anche la popolazione. Cosi, avviene la promulgazione della legge 17 dove Vittorio Emanuele II,già monarca del Regno di Sardegna assunse il titolo di Re D'Italia, e cosi i suoi successori.

l'unificazione dell'Italia

L'unificazione d'Italia avviene nella seconda metà dell 800, dove Camillo Benso e altri democratici vollero che l'Italia fosse più unita attraverso moti rivoluzionari che coinvolgessero anche la popolazione. Cosi, avviene la promulgazione della legge 17 dove Vittorio Emanuele II,già monarca del Regno di Sardegna assunse il titolo di Re D'Italia, e cosi i suoi successori.

Giovanni Pascoli

Vita e Poetica

Giovanni Pascoli nasce il 31 dicembre 1855 a San Mauro di Romagna, da una famiglia di condizione piuttosto agiata.La sua infanzia era allegra e spensierata e aveva un ottimo rapporto con la sua famiglia. La vita familiare viene presto sconvolta da una tragedia: il 10 agosto 1867, Ruggiero Pascoli viene ucciso a fucilate. Al primo lutto in un breve giro di anni, ne seguono altri: nel 1868 muoiono la madre e la sorella maggiore, nel ’71 il fratello Luigi, nel ’76 Giacomo.

  • sul simbolismo

La sua poetica si basa

  • sugli aspetti quotidiani della vita
  • sulla poetica del fanciullino

l'America

e l'epidemia della solitudine

Vivek Murthy ha dichiarato che negli Stati Uniti, ma forse nel mondo, è in corso "un'epidemia di solitudine". Non un virus, questa volta, ma una condizione psichica e sociale. Murthy è un medico statunitense di origine indiana.Perché parliamo di lui? Perché ha appena lanciato un allarme inconsueto. Ha dichiarato,che il Paese è colpito da "un'epidemia di solitudine e isolamento". Il tema gli è caro: è del 2020 un suo volume molto apprezzato intitolato: Insieme: il potere curativo delle connessioni umane in un mondo fatto di solitudine. In una relazione di circa ottanta pagine Murthy racconta cose che ben sappiamo: circa la metà degli americani adulti vive nella condizione psichica che lui denuncia. Il problema principale è la poca attenzione che si da a questo fenomeno,circa il 65% della popolazione americana soffre si solitudine e depressione eppure poche persone ne parlano al riguardo.

Le società di massa

e i primi movimenti di emancipazione femminile

Nella seconda metà dell'800, si ottengono alcuni successi significativi grazie alla lotte fatte per ogni tipo di discriminazione. Le società di massa sono cosi chiamate per mettere in evidenza l'aumento considerevole che si era avuto dell'estensione del diritto al voto e delle migliori condizioni di lavoro per gli operai. Il considerevole aumento delle società di massa ha dato vita a dei veri e prorpio partiti di massa.

il verismo

Il verismo è una corrente letteraria sviluppatasi sopratutto nella seconda metà dell'800 grazie ad autori come Giovanni Verga,Luigi Capuana. I loro romanzi sono concentrati su tematiche sociali e gli aspetti quotidiani della vita.Il verismo in Italia e naturalismo in Francia, prendevano entrambi ispirazione dal Positivismo. quest'ultima si basa sulla scienza del progresso e la fiducia sugli uomini che sono al potere.

campo innevato con un aratro

Si può infatti notare l’aratro che si trova alla sinistra del dipinto e non in primo piano, quasi a sottolineare l’abbandono dell’attrezzo. I colori sono cupi e freddi, e si può notare l’atmosfera gelida del campo. Sia nella poesia che nel dipinto troviamo un senso di freddezza e solitudine che Van Gogh accentua dalle tinte azzurre e verdognole. Nonostante sia ambientato alla luce della sera i colori sono molto chiari e tenui, in rapporto a quelli solitamente utilizzati dal pittore. Anche qui sono presenti elementi tipici della sua pittura come il richiamo sei corvi in vola in alto a sinistra che è simbolo di morte e tristezza. Il dipinto, nella quale non è presente nessuna figura, rappresenta la solitudine interiore dell’uomo e i suoi pochi contatti verso le persone.