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ORFEO ED EURIDICE
ludovica
Created on May 29, 2024
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Transcript
Il mito di Orfeo ed Euridice
La storia
IL MITO IN OVIDIO
Orfeo, musicista talentuoso e figlio di Apollo si innamora della ninfa Euridice ma il loro matrimonio sarà breve: Euridice muore infatti a causa del morso di un serpente. Orfeo, disperato, decide di scendere negli Inferi per riportare Euridice in vita e con la sua musica riesce commuovere gli dei, che gli concedono di riportarla indietro ad una condizione: non deve voltarsi verso di lei fino a quando non saranno usciti completamente dagli Inferi. Orfeo, impaziente, si gira per vedere se Euridice lo segue, ma lei scompare per sempre.
Le Georgiche
IL MITO IN VIRGILIO
Virgilio inserisce la vicenda di Orfeo ed Euridice all'interno della favola di Aristeo e le api nelle Georgiche, utilizzando la tecnica dell'epillio alessandrino. Aristeo riconosce i propri errori e rispetta il volere degli dei compiendo i dovuti sacrifici, mentre Orfeo vìola i confini imposti dagli dei e fallisce miseramente.
Italo Calvino
L'ALTRA EURIDICE
"L'Altra Euridice" di Calvino racconta una storia diversa di Orfeo e Euridice, ribaltando il mito: Plutone è il sovrano sotterraneo, mentre Orfeo rapisce Euridice. Il centro della Terra è un luogo di bellezza e armonia, contrapposto al caos assordante del mondo esterno. Il canto di Orfeo, anziché incantare, distrugge.
Gesualdo Bufalino
IL RITORNO DI EURIDICE
"Il ritorno di Euridice" di Gesualdo Bufalino rivisita il mito di Orfeo ed Euridice approfondendo il punto di vista e i sentimenti di quest’ultima. L'autore rende attuale il personaggio di Euridice, conferendole sentimenti che quasi “moderni” all'interno del contesto mitico. Lei appare stanca e rassegnata e ricordando il suo amore per Orfeo emergono sia delusioni e rammarichi che momenti di gioia e amore.
Cesare Pavese
L'INCONSOLABILE
Nel dialogo "L'inconsolabile" di Pavese, il mito di Orfeo ed Euridice si interpreta come una riflessione sul proprio destino più che dell'amore perduto. Orfeo, al momento di risalire dall'Ade, si volta verso Euridice che rappresenta un'età spensierata in cui ignorava egli il proprio destino, simboleggiando la consapevolezza dell'uomo sulla propria mortalità e sulla necessità di accettare il proprio destino.
Cesare Pavese
L'INCONSOLABILE
Orfeo: “È andata così. Salivamo il sentiero tra il bosco delle ombre. Erano già lontani Cocito, lo Stige, la barca, i lamenti. S’intravvedeva sulle foglie il barlume del cielo. Mi sentivo alle spalle il fruscìo del suo passo. Ma io ero ancora laggiù e avevo addosso quel freddo. Pensavo che un giorno avrei dovuto tornarci, che ciò ch’è stato sarà ancora. Pensavo alla vita con lei, com’era prima; che un’altra volta sarebbe finita. Ciò ch’è stato sarà. Pensavo a quel gelo, a quel vuoto che avevo traversato e che lei si portava nelle ossa, nel midollo, nel sangue. Valeva la pena di rivivere ancora? Ci pensai, e intravvidi il barlume del giorno. Allora dissi "Sia finita" e mi voltai. Euridice scomparve come si spegne una candela. Sentii soltanto un cigolìo, come d’un topo che si salva.”
"ORFEO ED EURIDICE"
Vecellio Tiziano detto Tiziano, 1512 a.c tavola/ pittura a olio
"L'ORFEO"
Claudio Monteverdi
Favola pastorale in un prologo e cinque atti Musica: Claudio Monteverdi (1567 - 1643) Testo: Sandrino Striggio L'opera racconta la storia di Orfeo seguendo fedelmente il mito ma ciò che rende l’"Orfeo" di Monteverdi così innovativo è l'uso di nuove tecniche e strutture musicali per riflettere e far comprendere meglio allo spettatore le emozioni e le azioni dei personaggi.
"L'ORFEO"
Claudio Monteverdi