Analisi (grammaticale+figure retoriche)
Ambas iniciens roget morari; Quae nunc, si mihi uera nuntiantur, Illum deperit inpotente amore. Nam quo tempore legit incohatam Dindymi dominam, ex eo misellae Ignes interiorem edunt medullam. Ignosco tibi, Sapphica puella Musa doctior; est enim uenuste Magno Caecilio incohata Mater.
Poetae tenero, meo sodali
Ambas iniciens
Poetae tenero, meo sodali Velim Caecilio, papyre, dicas Veronam ueniat, Noui relinquens Comi moenia Lariumque litus, Nam quasdam uolo cogitationes Amici accipiat sui meique. Quare, si sapiet, uiam uorabit, Quamuis candida millies puella Euntem reuocet manusque collo
Info
papyre
Veronam
Comi moenia Lariumque litus
Info
Nam quasdam uolo cogitationes Amici accipiat sui meique
Ignes interiorem edunt medullam
2020
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uiam uorabit
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manusque collo
Analisi
Ambas iniciens roget morari; Quae nunc, si mihi uera nuntiantur, Illum deperit inpotente amore. Nam quo tempore legit incohatam Dindymi dominam, ex eo misellae 15 Ignes interiorem edunt medullam. Ignosco tibi, Sapphica puella Musa doctior; est enim uenuste Magno Caecilio incohata Mater.
Poetae tenero, meo sodali Velim Caecilio, papyre, dicas Veronam ueniat, Noui relinquens Comi moenia Lariumque litus, 5 Nam quasdam uolo cogitationes Amici accipiat sui meique. Quare, si sapiet, uiam uorabit, Quamuis candida millies puella Euntem reuocet manusque collo
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Caecilio
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2020
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puella
candida
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Mater
Opera d'arte e sfondo musicale
2020
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Saffo e Faone di Jacques-Louis David, 1809
La prima sezione si articola su tre coppie di versi : la prima indica il destinatario, la seconda formula l’invito vero e proprio, la terza precisa il motivo dell’invito stesso. L’intera sezione ha il tono di un veloce biglietto, segno dell’urgenza del messaggio e insieme del rapporto amichevole tra i due poeti.
LA FIGURA DI CECILIO
Cecilio, poeta neoterico
Catullo lo definisce come “poeta d’amore”, dedito ad una raffinata ricerca stilistica. All’ambito neoterico ci riporta la notizia sulla composizione di un poemetto sulla dea Cìbele e l’esaltazione dell’opera come VENUSTE INCOHATA, dove l’avverbio VENUSTE rimanda a uno dei canoni dell’estetica del LEPOS e il participio può indicare sia che Cecilio ha scritto solo l’inizio del poemetto, sia che l’intero testo è stato abbozzato.
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IPERBOLE
Iperbole = consiste nel portare all'eccesso il significato di un'espressione, amplificando o riducendo il suo riferimento alla realtà per rafforzarne il senso. Catullo usa l'iperbole nel dire che la ragazza è "più colta di Saffo", per enfatizzare quanto sia eccezionale e talentuosa.
RIFERIMENTO A SAFFO
una delle più grandi poetesse dei tempi
Catullo usa l'iperbole nel dire che la ragazza è "più colta di Saffo", per enfatizzare quanto sia eccezionale e talentuosa. Catullo potrebbe anche usare questa affermazione in modo leggermente ironico, come un'esagerazione affettuosa per elevare l'ammirazione che la ragazza ha per Cecilio e la sua poesia. È un modo di dire che la ragazza è estremamente intelligente e colta, e forse anche un po' ossessionata dal poeta. Comparare la ragazza a Saffo inoltre potrebbe servire a evidenziare il contrasto tra la giovane donna contemporanea e la figura storica, celebrando così la cultura e l'intelligenza delle donne del suo tempo.
L'AMORE COME MALATTIA
Il sentimento che lega la puella a Cecilio è rappresentato nei termini dell’amore-passione . L’amor inpotens fa perdere il controllo su di sè e sulle proprie azioni. Affetta dalla malattia d’amore, la puella è definita tecnicamente misella, diminutivo di miser, l’epiteto che indica la condizione dell’innamorato, tormentosa e infelice. Alla patologia amorosa rimanda anche la metafora tradizionale della fiamma che consuma nell’intimo. La metafora iperbolica dei Cecilio che divorerà la strada accentua il contrasto con gli abbraccu e le preghiere della ragazza.
ANACOLUTO
Anacoluto = rottura del nesso sintattico all'interno di un periodo => nei versi 9-12 Catullo interrompe la sintassi normale per sottolineare l’insistenza della puella
VOCATIVO(apostrofe)
Vocativo (apostrofe) = chi parla interrompe d'un tratto la forma espositiva del suo discorso per rivolgere direttamente la parola a persona, anche assente, a cui non era prima diretta => l’uso di papyre indica il passaggio a un discorso diretto => termine quasi personificato
LL’ultima parte si suddivide in due sottosezioni di tre versi ciascuna. La prima, dominata dal lessico della poesia erotica, collega la passione della ragazza al talento poetico di Cecilio; la seconda, più mirata sulle doti intellettuali della ragazza e sul talento letterario di Cecilio, rivolge un’apostrofe alla puella, mostrando di comprenderne la passione.
LA MAGNA MATER
Cibele
Il Dindimo è un monte della Frigia, legato al culto di Cibele, detta anche Magna Mater, che da questa località derivava l'epiteto di Dindimene. Questa dea era considerata, nel mondo antico, la dea per eccellenza, una specie di essere supremo femminile, una dea sovrana, identificata con la Terra-Madre e simbolo della fecondità e della maternità universali.
METAFORA
Metafora = “viam vorabit” è una metafora per indicare la velocità dell'azione di Cecilio nel raggiungere Catullo a Verona
IPERBATO
Iperbato = alterazione dell'ordine sintattico “naturale” della frase => l’ordine delle parole è spesso alterato per creare enfasi, come in “ignes interiorem edunt medullam”
ANALISI CARME 35
lucrezia cacace
Created on May 29, 2024
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Analisi (grammaticale+figure retoriche)
Ambas iniciens roget morari; Quae nunc, si mihi uera nuntiantur, Illum deperit inpotente amore. Nam quo tempore legit incohatam Dindymi dominam, ex eo misellae Ignes interiorem edunt medullam. Ignosco tibi, Sapphica puella Musa doctior; est enim uenuste Magno Caecilio incohata Mater.
Poetae tenero, meo sodali
Ambas iniciens
Poetae tenero, meo sodali Velim Caecilio, papyre, dicas Veronam ueniat, Noui relinquens Comi moenia Lariumque litus, Nam quasdam uolo cogitationes Amici accipiat sui meique. Quare, si sapiet, uiam uorabit, Quamuis candida millies puella Euntem reuocet manusque collo
Info
papyre
Veronam
Comi moenia Lariumque litus
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Nam quasdam uolo cogitationes Amici accipiat sui meique
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2020
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Analisi
Ambas iniciens roget morari; Quae nunc, si mihi uera nuntiantur, Illum deperit inpotente amore. Nam quo tempore legit incohatam Dindymi dominam, ex eo misellae 15 Ignes interiorem edunt medullam. Ignosco tibi, Sapphica puella Musa doctior; est enim uenuste Magno Caecilio incohata Mater.
Poetae tenero, meo sodali Velim Caecilio, papyre, dicas Veronam ueniat, Noui relinquens Comi moenia Lariumque litus, 5 Nam quasdam uolo cogitationes Amici accipiat sui meique. Quare, si sapiet, uiam uorabit, Quamuis candida millies puella Euntem reuocet manusque collo
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Caecilio
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2020
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Mater
Opera d'arte e sfondo musicale
2020
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Saffo e Faone di Jacques-Louis David, 1809
La prima sezione si articola su tre coppie di versi : la prima indica il destinatario, la seconda formula l’invito vero e proprio, la terza precisa il motivo dell’invito stesso. L’intera sezione ha il tono di un veloce biglietto, segno dell’urgenza del messaggio e insieme del rapporto amichevole tra i due poeti.
LA FIGURA DI CECILIO
Cecilio, poeta neoterico
Catullo lo definisce come “poeta d’amore”, dedito ad una raffinata ricerca stilistica. All’ambito neoterico ci riporta la notizia sulla composizione di un poemetto sulla dea Cìbele e l’esaltazione dell’opera come VENUSTE INCOHATA, dove l’avverbio VENUSTE rimanda a uno dei canoni dell’estetica del LEPOS e il participio può indicare sia che Cecilio ha scritto solo l’inizio del poemetto, sia che l’intero testo è stato abbozzato.
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IPERBOLE
Iperbole = consiste nel portare all'eccesso il significato di un'espressione, amplificando o riducendo il suo riferimento alla realtà per rafforzarne il senso. Catullo usa l'iperbole nel dire che la ragazza è "più colta di Saffo", per enfatizzare quanto sia eccezionale e talentuosa.
RIFERIMENTO A SAFFO
una delle più grandi poetesse dei tempi
Catullo usa l'iperbole nel dire che la ragazza è "più colta di Saffo", per enfatizzare quanto sia eccezionale e talentuosa. Catullo potrebbe anche usare questa affermazione in modo leggermente ironico, come un'esagerazione affettuosa per elevare l'ammirazione che la ragazza ha per Cecilio e la sua poesia. È un modo di dire che la ragazza è estremamente intelligente e colta, e forse anche un po' ossessionata dal poeta. Comparare la ragazza a Saffo inoltre potrebbe servire a evidenziare il contrasto tra la giovane donna contemporanea e la figura storica, celebrando così la cultura e l'intelligenza delle donne del suo tempo.
L'AMORE COME MALATTIA
Il sentimento che lega la puella a Cecilio è rappresentato nei termini dell’amore-passione . L’amor inpotens fa perdere il controllo su di sè e sulle proprie azioni. Affetta dalla malattia d’amore, la puella è definita tecnicamente misella, diminutivo di miser, l’epiteto che indica la condizione dell’innamorato, tormentosa e infelice. Alla patologia amorosa rimanda anche la metafora tradizionale della fiamma che consuma nell’intimo. La metafora iperbolica dei Cecilio che divorerà la strada accentua il contrasto con gli abbraccu e le preghiere della ragazza.
ANACOLUTO
Anacoluto = rottura del nesso sintattico all'interno di un periodo => nei versi 9-12 Catullo interrompe la sintassi normale per sottolineare l’insistenza della puella
VOCATIVO(apostrofe)
Vocativo (apostrofe) = chi parla interrompe d'un tratto la forma espositiva del suo discorso per rivolgere direttamente la parola a persona, anche assente, a cui non era prima diretta => l’uso di papyre indica il passaggio a un discorso diretto => termine quasi personificato
LL’ultima parte si suddivide in due sottosezioni di tre versi ciascuna. La prima, dominata dal lessico della poesia erotica, collega la passione della ragazza al talento poetico di Cecilio; la seconda, più mirata sulle doti intellettuali della ragazza e sul talento letterario di Cecilio, rivolge un’apostrofe alla puella, mostrando di comprenderne la passione.
LA MAGNA MATER
Cibele
Il Dindimo è un monte della Frigia, legato al culto di Cibele, detta anche Magna Mater, che da questa località derivava l'epiteto di Dindimene. Questa dea era considerata, nel mondo antico, la dea per eccellenza, una specie di essere supremo femminile, una dea sovrana, identificata con la Terra-Madre e simbolo della fecondità e della maternità universali.
METAFORA
Metafora = “viam vorabit” è una metafora per indicare la velocità dell'azione di Cecilio nel raggiungere Catullo a Verona
IPERBATO
Iperbato = alterazione dell'ordine sintattico “naturale” della frase => l’ordine delle parole è spesso alterato per creare enfasi, come in “ignes interiorem edunt medullam”