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Carme 30

beatrice chiaradonna

Created on May 29, 2024

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RIASSUNTO DEL CARME

Il carme è uno sfogo amaro di Catullo contro Alfeno, un suo amico che ha infranto il foedus amicitiae cioè il patto di amicizia che avevano stipulato. Su di lui si scatenerà la vendetta della dea Fides, che tutela coloro che si mantengono fedeli e punisce i fedifraghi. Il poeta non racconta in cosa consista il tradimento di Alfeno, infatti è evidente che a Catullo non interessa tanto la colpa dell’amico ma il tradimento subito.

il foedus amicitiae

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ANALISI GRAMMATICALE

Alfene immemor atque unanimis false sodalibus, Iam te nil miseret, dure, tui dulcis amiculi? Iam me prodere, iam non dubitas fallere, perfide? Nec facta impia fallacum hominum caelicolis placent; Quae tu neglegis ac me miserum deseris in malis. Eheu quid faciant, dic, homines cuiue habeant fidem? Certe tute iubebas animam tradere, inique, me Inducens in amorem, quasi tuta omnia mi forent. Idem nunc retrahis te ac tua dicta omnia factaque Ventos irrita ferre ac nebulas aerias sinis. Si tu oblitus es, at di meminerunt, meminit Fides, Quae te ut paeniteat postmodo facti faciet tui.

Alfeno, tu che scordi e tradisci i compagni fedeli, non hai nessuna pietà del tuo povero amico? Non esiti, perfido, ad abbandonarmi e tradirmi? Agli dèi non piacciono gli empi inganni degli uomini. Ma tu te ne freghi e mi lasci in mezzo ai guai. Dimmi, che devono fare gli uomini? Di chi fidarsi? Eppure tu volevi che ti affidassi il mio cuore, attirandomi nel tuo affetto come in un porto sicuro. Ora ti tiri indietro e lasci che il vento e le nubi del cielo si portino via le tue parole ed azioni. Ma se tu hai scordato, gli dèi ricordano e ricorda la Fede, e te ne faranno pentire.

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= soggetto

= verbo

ANALISI CONTENUTISTICA

Temi trattati:
Insensibilità
Tradimento e delusione
Amicizia come valore sacro

Alfeno è descritto come duro e insensibile (“dure”), capace di tradire senza alcun rimorso ("neglegis": « non curi ».)

Il carme è un’accusa diretta contro Alfeno perchè immemore e falso verso i suoi amici più cari. Inoltre il poeta si sente oggetto di compassione perché tradito (prodere) e ingannato (fallere) da colui che credeva amico e invece è un perfidus.

Per Catullo, l’atto di tradimento di Alfeno non è solo una delusione personale ma una violazione di un vincolo sacro. La parola “unanimis” « intimamente uniti», « concordi ». suggerisce l’intensità e la profondità del legame che Catullo pensava di avere con Alfeno.

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Dissonanza tra parole e azioni
Giustizia divina e morale

Catullo critica Alfeno non solo per le sue azioni, ma anche per l’ipocrisia tra le sue parole e i suoi comportamenti (“tua dicta omnia factaque ventos irrita ferre ac nebulas aereas sinis”)

La conclusione del carme fa appello alla memoria e alla giustizia divina (“Si tu oblitus es, at di meminerunt, meminit Fides”). Catullo è convinto che, se Alfeno può dimenticare la lealtà dovuta, gli dei (in particolare la dea Fides) non lo faranno. Questo serve come una sorta di consolazione e speranza che la giustizia sarà fatta.

MUSICA E OPERA D'ARTE

""Dies irae" di Mozart

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"Il bacio di Giuda" di Giotto: simbolo del tradimento

Grammatica del testo

  • Quae (v. 4): nesso relativo che si riferisce a facta impia
  • faciant, habeant (v. 6): congiuntivi independenti dubitativi
  • forent (v. 8): 3^ persona plurale imperfetto congiuntivo attivo (forma arcaica di essent)
  • Dicta, facta (v. 9): particpi perfetti sostantivati
  • di: nominativo pluarale = dèi
  • meminit: verbo difettivo, ha solo perfetto e supino + è un perfetto logico, cioè ha la forma del perfetto ma si traduce con il tempo presente poiché le conseguenze dell’azione si riflettono nel futuro
  • facti tui: genitivo dipendente dal verbo impersonale paeniteat
  • Unanimis sodalibus (v. 1) : dativo di svantaggio
  • Miseret (v. 2): "avere compassione/pietà di". Paradigma : miseret, miseruit (o miseritum est), miserere => è un verbo assolutamente impersonale quindi la persona che prova il sentimento è in accusativo mentre la cosa (motivo) del sentimento è in genitivo e non hanno la 1^ persona quindi il paradigma è espresso in 3^
  • dubitas (v. 3): presente indicativo attivo costruito con l'infinito (regge sia prodere sia fallere) = "esitare a fare qualcosa"
La dea Fides

Fides era la Dea romana della lealtà e della fedeltà. I giuramenti presi nel nome di questa Dea erano considerati i più inviolabili tra tutti.

dea fides su una moneta

Il foedus amicitiae

Letteralmente significa "patto d'amicizia". Nella cultura romana, questo termine indicava un accordo o un legame formale e sacro tra amici, basato sulla fiducia, la lealtà e il reciproco sostegno. La violazione di tale patto era considerata un grave tradimento e una mancanza di integrità morale.

Particolarità nel testo

  • immemor (v. 1): può essere inteso in senso assoluto « che dimentica le promesse» o meglio «che si dimentica degli amici» e quindi offende il sacro vincolo dell'amicizia;
  • Amiculi (v. 2): vezzeggiativo con sfumatura affettiva del sostantivo "amicus". Si riferisce a Catullo (povero amico)
  • Perfide (v. 3): composto da per- con valore negativo e fides, il giuramento.
  • Caelicolis (v. 4): "abitanti del cielo", composto di stile epico
  • tute (v. 7): pronome personale raddoppiato sottolinea la responsabilità di Alfeno nel trarre in inganno l'amico.
  • amorem (v. 8): nel senso di amicizia affettuosa, basata su un sentimento di reciproca ammirazione e rispetto e non sull'interesse materiale