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ARTE
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STORIA
Esame 3° media
L' IDENTITA'
RELIGIONE
MUSICA
SCIENZE
ED. CIVICA
ED. MOTORIA
INGLESE
TECNOLOGIA
Romanzo Psicologico
uno, nessuno e centomila
Il Decadentismo e Luigi Pirandello
Il protagonista di qesto romanzo è il più lucido tra i personaggi pirandelliani. Egli, infatti, è l’unico
che alla fine del suo percorso interiore capisce che l’unico modo per condurre una vita autentica è
quello di lasciarsi trasportare dalla vita stessa; di darsi tutte le possibilità di “essere” che essa ti
offre.
Il romanzo è del 1926.
Il protagonista del romanzo, Vitangelo Moscarda, che la moglie chiama con il nomignolo di Gengè,
un giorno, per caso, scopre che il suo naso è leggermente pendente verso destra. Lui era sempre
stato convinto di avere un naso regolare e diritto.
Ma non basta! ha le sopracciglia ad accento circonflesso, le orecchie attaccate male e delle
imperfezioni al dito mignolo e alla gamba destra.
Non se n'era mai accorto. Si rende conto, dunque, con meraviglia e stizza, che sua moglie lo vede
in modo diverso da come lui è abituato a vedersi. Anche il soprannome gli suona ora
dichiaratamente beffardo.
La vicenda potrebbe finire qui, con un momento di irritazioni e una piccola ferita nell'amor proprio
da dimenticare in fretta. Invece inizia una serie di scoperte che lo porteranno lontano. Moscarda si
accorge infatti che anche gli altri suoi concittadini lo vedono ciascuno a suo modo: per ognuno di
quelli che lo conoscono egli è una persona diversa.
Entra in crisi per una banalità: guardandosi allo specchio, si rende conto che l'immagine che lui ha
di sé e l'immagine che gli altri hanno di lui non corrispondono.
Questo evento mette in crisi la sua identità e durante un processo che si svolgerà lungo tutto il
romanzo, Vitangelo si renderà conto che fino a quel momento era stato "uno" (ovvero quello che lui
credeva di essere), "centomila" (per via delle numerose diverse prospettive con cui gli altri lo
guardavano) e "nessuno" (poiché non riusciva a identificarsi in una personalità fissa).
Vitangelo Moscarda si incammina così sulla strada della follia. Vuole distruggere l'idea che gli altri
hanno di lui, sconvolgendo la propria vita: spende tutti i suoi soldi per liberarsi della fama di
usurario; si fa abbandonare dalla moglie; viene considerato pazzo ed è gravemente ferito da una
donna con un colpo di rivoltella. Infine va a vivere lontano dalla città, nell'ospizio per poveri da lui
stesso fondato in penitenza dei suoi peccati. Almeno è riuscito a tranquillizzarsi: non è proprio più
"nessuno", con la presa di coscienza che la vita e l'identità non sono altro che il frutto di un
continuo cambiamento.
le Leggi razziali
i Lager
il Fascismo
75190
la deumanizzazione
L'ascesa del fascismo
Quando Pirandello scrive il romanzo “Uno, nessuno e centomila” (1926) siamo nel pieno del
dominio fascista dell’Italia. Nel 1919 Mussolini aveva fondato i “fasci di combattimento”, un
movimento politico che raccoglieva simpatie e adesioni soprattutto tra la piccola e media
borghesia, i quali guardavano con apprensione al clima creatosi in Italia all’indomani della
prima guerra mondiale.Alla fine della prima guerra mondiale il Paese era afflitto da gravi difficoltà economiche e da un profondo
malessere sociale: la produzione agricola era diminuita dovunque e l’industria, che durante la
guerra aveva, invece, realizzato grandi profitti grazie alla fabbricazione di armi e beni
destinati all’esercito, ora non riusciva a trovare i fondi per riconvertire gli impianti. Disoccupazione, crolli dei consumi e la chiusura di molte fabbriche, avevano reso difficili le
condizioni di vita dei cittadini. In breve tempo nel Paese si diffusero il malcontento e la
sfiducia verso il governo. Cavalcando l’onda di questo malcontento, Mussolini nelle elezioni del maggio 1921 riesce a farsi
eleggere al Parlamento. Una volta entrati in Parlamento si moltiplicarono le azioni squadriste
e violente dei fascisti fino ad arrivare alla famosa “marcia su Roma” del 1922. Questo episodio
permise a Mussolini di prendere il potere e, grazie alle simpatie del Re, ebbe l’incarico di
formare il suo primo governo. Dal 1925 in poi il fascismo divenne un regime totalitario, a partito unico, che portò il Paese ad allearsi a Hitler nel 1936; alla promulgazione delle leggi
razziali del 1938 e ad entrare in guerra affianco della Germania nazista nel 1940.
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Le leggi razziali
Con le leggi razziali contro la popolazione ebraica del 1938, Mussolini importa un modello di pesanti discriminazioni che, partendo da una massiccia propaganda volta alla modifica dell’immagine che avevano gli italiano degli ebrei (allontanamento dagli uffici pubblici, divieto di esercitare libere professioni, vennero espulsi dalle scuole pubbliche, non poteva contrarre matrimoni “misti”), finì con lo sterminio per deportazione nei lager. Gli ebrei, che negli anni del Risorgimento si erano «fatti italiani», negli anni del fascismo videro le loro identità e le loro vite progressivamente limitate, sopraffatte, annientate. Erano
docenti universitari e ambulanti, osservanti e laici, fascisti e comunisti, eppure la
persecuzione antisemita a impostazione razzista li colpí indiscriminatamente. La pratica di propaganda serviva a cambiare l’immagine che la popolazione aveva degli ebrei (fortemente radicati e ben voluti nella società), ridicolizzandoli e umiliandoli nella osservanza
delle leggi, per rendere accettabile l’azione di rastrellamento e deportazione nei lager.
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i Lager
In questi luoghi gli ebrei (ma anche gli atri deportati) erano annientati nella loro identità. Un
processo di disumanizzazione, sistematico e studiato a tavolino, veniva attuato con, ad
esempio, la pratica del tatuaggio di un numero di identificazione sull’avambraccio sinistro di
ogni prigioniero. Ai detenuti veniva tolto qualsiasi cosa che potesse distinguerli gli uni dagli altri, che potesse
ricordare la loro vita passata. Entrando nei campi essi venivano privati di ogni loro avere, dai
bagagli agli oggetti che portavano addosso, dai vestiti al loro nome. Il prigioniero era semplicemente un "numero di registrazione": doveva impararlo a memoria ed
essere in grado di poterlo recitare, in tedesco, ad ogni chiamata o convocazione. Per i nazisti erano semplicemente stücke, pezzi. Nei campi di sterminio non c’era distinzione fra
uomini, donne, bambini, anziani. Solo, brutalmente stücke. Per le donne, forse, la vita nei lager era ancora più misera, se distinzioni si possono fare nell’inferno. Il freddo, la privazione dell’identità. Le parole di Liliana Segre, senatrice a vita e reduce dal campo di Auschwitz, sono
una foto di dolore: «Avevo una consapevolezza nuova della mia nudità e del mio cranio rasato. La rasatura era stata crudele, la macchinetta passava duramente sulla povera testa quasi
ormai pelata. I miei capelli neri lunghi, ricci, ribelli erano per terra e non avevo potuto tenere
per me neanche il nastrino verde che li legava nella mia vita precedente. Non ero mai stata così
sola e così infelice».
Nonostante ciò, alcuni riuscirono a conservare la loro identità all’interno di questi numeri. Per i più anziani del campo, il numero diceva tutto: la data di arrivo al campo, il convoglio di cui facevi parte, la nazionalità. Esso (il numero) rappresentava la storia a cui legarsi per restare
vivi.
L'Organizzazione delle Nazioni Unite, conosciuta con la sigla ONU o anche Nazioni Unite, è
un'organizzazione intergovernativa internazionale, istituita dopo la seconda guerra
mondiale con l'obiettivo di prevenire futuri conflitti, attraverso il mantenimento della pace e
della sicurezza internazionale, della protezione dei diritti umani, della fornitura di aiuti
umanitari, della promozione dello sviluppo sostenibile e del rispetto del diritto internazionale. Uno degli scopi principali delle Nazioni Unite è stato quello di
"promuovere e incoraggiare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti,
senza distinzioni di razza, sesso,
lingua o religione". Il 10 dicembre 1945, infatti, l'Assemblea generale adottò la Dichiarazione universale dei diritti
umani: conclusosi il secondo conflitto mondiale, che come ogni guerra non ha mai veri e
propri vincitori e vinti, l'essere umano nella sua globalità aveva il desiderio, o meglio, il bisogno, di ritrovare le fondamenta del proprio essere civile. Le Nazioni Unite vollero dunque redigere
ed adottare questa Dichiarazione, ancora oggi punto di riferimento dei diritti di fratellanza,
uguaglianza e libertà, sanciti come fondamentali della persona umana, a livello individuale,
civile, politico, economico, sociale e culturale. La Dichiarazione è, quindi, un documento sui diritti della persona e i diritti della propria
identità, e prevede dei rimedi nei casi in cui una persona subisca dei danni in ragione della sua
identità. Questo perché l'oppressione in genere è facilitata dalle differenze fondate sull'identità,
come nel caso della supremazia dei bianchi o la schiavitù nelle Americhe, l'apartheid in
Sudafrica, i campi di concentramento e di sterminio.
Nella Dichiarazione, l'identità non conta, nel senso che ciascuno, qualsiasi sia la sua identità,
ha diritto a eguali diritti ed eguale dignità e contemporaneamente l'identità conta, nel senso
che ciascuno ha diritto all'auto-definizione e all'autodeterminazione,
cioè alla propria identità.
dichiarazione universale dei diritti umani
CharlotteSchapira
Il y a de moins en moins de témoins de la Shoah. Charlotte Schapira en fait partie. Elle est née
en 1926 à Paris de parents juifs. Au début de la guerre, elle commença également à aller à
l’école, mais fut ensuite expulsée parce qu’elle était juive. Elle était très en colère mais en
même temps honteuse d'elle-même; au point que Schapira a sombré dans une crise d'identité
parce qu'elle se sentait mal et voulait changer de nationalité pour être "normale". Schapira revit chaque jour ces mauvais événements même si après quarante ans il a retrouvé
son identité et la force de le dire.
l'esPressione dell'identità nell'arte
Gli espressionisti "hanno riaperto la bocca dell'uomo che urla la sua angoscia"
L’identità è una tematica che viene utilizzata molto nell’arte soprattutto nel movimento dell’espressionismo. L'Espressionismo è una corrente artistica e letteraria che si inizia a sviluppare i in Germania attorno al 1905. Gli espressionisti rifiutano l'eleganza dell'art noveau e rappresentano la sofferta condizione esistenziale dell'uomo moderno, con figure sconvote e straziate. Gli artisti di questo movimento usano colori e forme per esprimere paure, angosce, sensazioni dolorose, rappresentando contenuti sociali e drammatici. Le immagini deformate esprimono la tensione dell'artista. L’espressionismo (nato in contrapposizione all'impressionismo, rimasto legato alla realtà esteriore) sottolinea, con la forza espressiva delle sue opera, l'elemento interiore, emozionale, sentimentale e psicologico. In quest'arte è
evidente il riflesso della crisi dell'identità e della coscienza dell'uomo occidentale.
L'autore dell'espressionismo che meglio esprime e rappresenta il concetto di un idea di identità
persa e poi ritrovata è EDVARD MUNCH. Nato in Norvegia nel 1863, Munch è stato un pittore influenzato dalla letteratura e dalla filosofia scandinava, con una
concezione della vita profondamente problematica e dolorosa, a cui avevano contribuito personali e
sofferte vicende familiari, che lo portano durante l'infanzia a perdere la sorellina Sophie, la
madre e infine anche il padre. L'individuo, per Munch, vive una condizione nella quale è estraneo perfino a se stesso, non
conoscendo realmente chi è e cosa vuole. In questo brutto periodo,
Munch non sapeva più chi fosse e nemmeno se volesse continuare la sua carriera da pittore. Successivamente per non vivere più nell'angoscia, nella tristezza per aver perso alcuni dei suoi
cari e per trovare se stesso e la propria identita Munch nel 1910 dipinge "L'urlo" (o il grido). Esso
rappresenta un volto rinsecchito: da qui esce un grido di angoscia, paura e tristezza provata
dal pittore in precedenza. Il grido vorrebbe essere potente ma non riesce ad uscire dalla gola. Questo lo possiamo capire dai due uomini sullo sfondo che continuano a camminare come se
nulla fosse. A differenza delle altre opere espressionistiche in questo quadro non troviamo
linee spigolose, ma linee curve e fluide. I colori che vengono utilizzati servono per rendere il
paesaggio partecipe al sentimento umano tanto che il cielo è colorato di rosso e sembra
grondare di sangue.
DNA STEPS
La scoperta
Il DNA è presente in tutti gli organismi viventi, dagli animali alle piante fino ai batteri.
DNA
il Gene
la divisione del DNA
LA MUSICA COME RIECRCA DELLA PROPRIA IDENTITA'
La musica è un'esperianze umana fondamentale, collegata alla sfera emotiva e ai valori di una persona. In ogni epoca, fare musica può esser cosiderato come un collante di gruppo. Nei campi di cotone, durante le marce degli alpini, al concerto dei Beatles o ad un Rave, la musica diventa l'affermazione della propria identità e ci permette di sentirci parte di una collettività. Fare musica, i nostri gusti nell'ascoltarla, le nostre scelte costituiscono un modo di chiarire a noi stessi e agli altri con chi ci identifichiamo e con chi, invece, non desideriamo confonderci.
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la musica
come affermazione della propria identità
Nel corso della nostra esistenza sviluppiamo un senso di appartenenza ad un luogo,paese o classe sciale...Sono forme d'identità che la musica aiuta a determinare e alle volte anche ostentare, caricandole di un valore simbolio profondo ed efficace; come accadeva durante uno degli episodi più brutti dell storia. La deportazione degli schiavi in America, che furono catturati con violenza in Africa e venduti nelle piazze dei mercati Gli schiavi neri trovarono nella musica un aiuto per sopportare le fatiche, un modo per ribadire ai loro padroni che loro erano uomini come gli altri e anche per ritrovare sé stessi e la propria identità. Questa musica fu chiamata jazz e nacque nel ‘900 dalla fusione degli elementi musicali africani con quelli del nuovo ambiente in cui i "neri" si trovarono a vivere.
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I generi del JAZZ
La musica come affermazione della propria identità
Una delle prime forme di jazz furono i canti di lavoro detti work-songs, i canti religiosi detti spirituals e i gospel-songs d’ispirazione cristiana. Altre due forme del jazz furono il blues, un canto di genere profano e di carattere nostalgico e triste, e lo swing, un genere nato negli anni venti, definito così per il tipo di esecuzione delle note con un ritmo "saltellante".
Inoltre nascerà più in là il bebop o semplicemente bop. Questo genere lascerà spazio a un ritorno dell’improvvisazione totale, caratteristica del primigenio blues, al quale si riallaccerà anche ideologicamente. Gli elementi caratteristici del jazz sono: improvvisazione, forza trascinatrice del ritmo, particolari inflessioni sonore ottenute dagli strumenti a fiato, virtuosismo solistico.
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I cantanti del JAZZ
La musica come affermazione della propria identità
Uno dei maggiori esponenti di questo genere è ovviamente Luis Armstrong.
Louis Armstrong fu uno straordinario musicista e cantante ed è considerato uno dei padri del jazz. Divenne una figura chiave nello sviluppo del genere, contribuendo a trasformarlo da fenomeno di nicchia a culto popolare. Infatti, il suo carisma, la sua voce profonda e potente e il suo stile da solista nella tromba, hanno avuto un impatto fondamentale nella tradizione popolare americana. La sua musica ha contribuito a diffondere la cultura afroamericana in tutto il mondo e influenzato leggende come Billie Holiday, Miles Davis, Frank Sinatra e molti altri, che a loro volta hanno lasciato il segno su diverse generazioni di musicisti a seguire, fino ai giorni nostri.
Louis Armstrong nacque il 4 agosto 1900, crebbe nei livelli più bassi della scala sociale, in una città caratterizzata da una forte discriminazione razziale. E' da qui che inzia il suo percorso di lotta contro le discriminazioni, basando l'idetità di migliaglia di perosone su un semplice genere musicale, il JAZZ.
una storia contro le disuguaglianze
I have a dream
Martin Luther King was born in Atlanta, Georgia, USA in 1929. On August 28, 1963, Martin Luther King Jr. led a large peaceful civil rights march to Washington DC: approximately 250,000 people were present. It was the most famous "March for Freedom". There was no violent action, everyone was praying, singing and listening to their leader.
While a student in Philadelphia, he marveled at the writings of Mahatma Gandhi. In 1954 he became minister of a small black Montgomery church.
Here he carried out the first non-violent protest against racial discrimination: The protest originated from a serious episode of intolerance: on 1 December 1955 a black woman, Rosa Parks, was arrested because she had occupied a seat reserved for whites on a bus. King supported the resistance: he wanted to affirm the rights of blacks but through peaceful means.
Kings was arrested several times and his house was destroyed by a bomb.
Thanks to one of the most famous speeches "I have a dream" in which he talks about his dream, a dream of equality, brotherhood and freedom for all, the fight against racism and racial segregation has never been the same again. It has found new strength, roots and above all a symbol.
L'identità non è propria soltanto del singolo individuo che sperimenta la vita in modo unico e irripetibile e che si costruisce un proprio modo di vedere il mondo. Lindentità personale si basa anche sull'appartenenza ad un gruppo e, quindi, su un modo comune di vedere il modno (identità di gruppo). Quando ci sono pregiudizi e disuguaglianze l'identità sociale è in cisi.
identità digitale
Riconoscimento facciale
Biometria
E' una disciplina che studia e misura le caratteristiche fisiche degli esseri viventi. I dispositivi biometrici son basati sul riconoscimento delle impronte digitali, della voce e addirittura del viso di una persona.
La tecnologia è "entrata" negli esseri umani e sembra quasi volerli trasformare in dispositivi. Esistono infatti chip da inserire sotto-pelle e tecnologie basate sulla biometria.
+ info
La percezione di se stessi è molto complicata da definire.C'è una netta differenza tra ciò che vediamo di noi stessi e ciò che gli altri percepiscno. Questo fenomino è particolarmente evidente nell'esperienza digitale di ciascuno di noi. L'identità può avere diverse sfaccettature e questo permette di creare diverse versioni di "noi" davanti agli altri. Infatti, proprio sui social è possibile verificare come ogni individuo finisce per sdoppiarsi tra "vita vera" e "realtà virtuale". Ogni internauta può creare diverse versioni di se stesso in base al contesto in cui è inserito e a cosa vuole ottenere. Questo processo può far credere ai ragazzi che non ci sia alcuna differenza tra "reale" e "virtuale", finendo col confondere i due mondi.
Identità tra reale e digitale
Le diverse versioni di noi stessi
LO SPORT E L'IDENTITA'
Basketball
soccer
Volleyball
Tennis
Athletics
cycling
Archery
swimming
La libertà è "conosci te stesso"
La libertà, dice il poeta italiano Dante Alighieri, è il più grande dono che Dio ha fatto agli uomini dopo quello della vita. La libertà è un dono così alto che viene prima dell'amore: l'uomo può scegliere di amare oppure no; di credre oppure no; liberi di obbedirlo o no. La libertà è la cosa più preziosa che abbiamo, eppure spesso temiamo di concederla agli altri (come abbiamo visto fare dai nazifascisti agli ebrei o come spesso accade nelle relazioni sentimentali) e anche di viverla noi stessi. La libertà è vivere appieno la propria identità, di imparare a realizzare ciò che si è veramente, senza avere paura delle proprie debolezze, nè di scoprire ogni proprio valore. La libertà si esprime appieno nella buona riuscita di se stessi, che ci permette cosi di saper amare gli altri e Dio.
La struttura di questo “libro biologico” è molto speciale e fu scoperta in Gran Bretagna il 28 febbraio del 1953 grazie alle ricerche degli scienziati James Watson (americano), Francis Crick, Rosalind Franklin (britannici) e Maurice Wilkins (neozelandese).
Chi scoprì il DNA?
Luigi Pirandello nasce il 28 giugno del 1867 a Girgenti, l’odierna Agrigento: anche se il padre, di tradizione risorgimentale e di media estrazione sociale, lo avvia agli studi tecnici, il giovane Luigi si iscriverà alla Facoltà di Lettere, prima a Palermo, poi, dal 1887, a Roma, prima di essere completata a Bonn. Il ritorno a Roma, dove conosce Luigi Capuana, coincide per lo scrittore con l’inizio della vita borghese (nel 1893 sposa Maria Antonietta Portulano e nel 1897 diventa insegnante di lettere) e della professione letteraria: dopo le prime raccolte in versi, l’autore lavora ai primi romanzi (Marta Ayala, poi edito nel 1901 con il titolo de L’esclusa, e Il turno del 1902) e alle prime raccolte di novelle, e collabora con diversi giornali e riviste. L’evento cruciale dell’esistenza dello scrittore cade nel 1903: una frana allaga la zolfara di famiglia presso Aragona ed incide assai pesantemente sulla finanze dei Pirandello ma soprattutto sulla psiche di Maria Antonietta, che non si riprenderà mai dallo shock e che cadrà da qui in poi in una grave forma di malattia mentale. È proprio in questo periodo che lo scrittore lavora al primo capolavoro: Il fu Mattia Pascal viene infatti pubblicato a puntate sulla «Nuova Antologia» l’anno successivo. Gli anni della Guerra Mondiale sono invece quelli che aprono la grande carriera teatrale. Se il primo successo di pubblico e di critica è Come prima, meglio di prima, nel 1921 escono i due “capolavori” pirandelliani: Sei personaggi in cerca di autore e l'Enrico IV. I testi successivi confermano il successo delle prove precedenti e precedono la pubblicazione, nel 1926, dell’altro celebre romanzo dello scrittore agrigentino, Uno, nessuno e centomila, in lavorazione sin dal 1909. In mezzo, la discussa adesione di Pirandello al Partito Nazionale Fascista. Gli ultimi anni vedono Pirandello celebrato dalle istituzioni (nel 1929 entra nell’Accademia d'Italia, occasione in cui tiene un discorso polemico contro gli “scrittori di parole”, e nel 1934 riceve il premio Nobel per la letteratura) ma anche progressivamente isolato nel mondo culturale del tempo. Questa sera si recita a soggetto è un insuccesso, mentre La favola del figlio è censurata dalle autorità naziste in Germania per motivi politici. Appassionatosi di cinema negli ultimi anni, collaborando pure alla riduzione filmica di alcune sue opere, Pirandello si ammala di polmonite sul set de Il fu Mattia Pascal, e muore il 10 dicembre 1936 a Roma.
identità digitale
L'identità digitale è l'insieme delle informazioni e dei dati, definiti anche attributi, associati in modo univoco ad una persona fisica, che la identificano, in veste privata o professionale, durante l'esercizio delle sue attività digitali.
I cambiamenti economici e sociali della fine dell’Ottocento furono accolti, dagli
intellettuali e dagli artisti in generale, da un forte disagio causato da una società
impegnata solo a produrre e guadagnare e nella quale l’arte e l’artista era visto solo
come merce. I poeti e gli artisti si sentivano, così, estranei ad una società che credevano fosse
falsamente ottimista e prossima alla crisi. Inizia un periodo creativo che affronta temi legati all’interiorità e alla realizzazione
individuale più che al successo sociale; rinuncia all’osservazione concreta della realtà
e preferisce una cultura idealistica e spirituale. Il movimento che si fa portavoce di questa cultura viene chiamato “Decadentismo” che
si sviluppa in Francia a partire dal 1870 e, attento agli aspetti più segreti dell’esistenza
umana, vuole solo svelare la verità che si cela dietro l’apparenza delle cose. Una delle forme più utilizzate è quella del “Romanzo psicologico”. Quando parliamo di
romanzo psicologico ci riferiamo ad un genere letterario che si interessa sopratutto del
mondo interiore dei suoi personaggi, e nel quale ampio spazio trovano dunque gli stati
d’animo, le emozioni, le paure e i ragionamenti dei protagonisti. Uno dei grandi esponenti del romanzo psicologico è Luigi Pirandello.
IL CALCIO
Appartenere ad un gruppo nel quale ci riconosciamo, con i quali membri condividiamo idee, obiettivi, aspettative, infatti, ci aiuta a definire meglio chi siamo. Oggi lo sport è una presenza costante della nostra vita, sia per chi lo pratica sia per chi è spettatore. Attraverso la TV, la radio e i giornali entra nella nostra quotidianità come parte integrante del tessuto sociale. Proprio nel calcio possiamo assistere in maniera precisa al connubio tra sport e identità, con i tifosi e gli appassionati, che, a volte anche in maniera morbosa, seguono le vicende delle loro squadre. Lo sport è identità. Identità nello stare insieme, nel rispetto delle regole e dell’avversario. Per superare le tante barriere di religione, di razza e di cultura che il mondo conosce, sicuramente lo sport rappresenta una chiave vincente.
E’ un gioco complesso e ricco di sfaccettature, molti degli aspetti e dei fattori di questo gioco sono simili a quelli che si trovano nella vita di tutti i giorni. Possiamo considerare il calcio come una metafora della nostra vita: infatti esistono delle similitudini tra ciò che fa parte del calcio( regole, ruoli ecc…) con la nostra vita cioè con la società in cui viviamo, col mondo del lavoro e anche con la nostra famiglia.
L'identità
Introduzione
Se dovessi spiegare l’identità, non sono certo riuscirei a farlo. È un concetto molto complesso che si collega a tanti altri come la personalità, il carattere, l’attitudine. Posso, però, iniziare a chiedermi “Chi sono io”? Io sono tante parti diverse tenute insieme in modo coerente, come un puzzle che sembra un’immagine unica ed invece è composto da tanti pezzi diversi. Sono nato con un’identità?
Chi ha studiato questo concetto è convinto di no.
L’identità ce la danno gli altri.
L’identità è il frutto del riconoscimento degli altri: se una mamma dice al suo bambino “sei bravo” e la maestra gli dice “sei intelligente”, il bambino costruirà un’identità positiva. Proprio perchè dipende dagli altri, dal riconoscimento degli altri, l’identità muta col tempo.
Biometria
Il ruolo della biometria nella verifica dell'identità - identificazione
Poichè la tecnologia continua a trasformare il nostro modo di viviere e lavorare, è diventato fondamentale un proceso di verifica dell'identità sicuro e efficace. La biometria offre un metrodo di verifica dell'identità estremamente accurato e sicuro. I dispositivi biometrici sono basati sul riconoscimento delle impronte digitali, della voce e addirittura del viso di una persona e possono essere utilizzati, ad esempio, per proteggere l'accesso alle piattaforme bancarie online, ai servizi sanitari o agli aeroporti. Questo sistema di sicurezza è un fenomeno che è cresciuto molto negli ultimi anni. Difatti sbloccare lo smartphone, il computer o gli altri dispositivi è un'azione che fa aprte ormai della nostra quotidiantà digitale.
La duplicazione del DNA
Il DNA è fondamentalmente una doppia elica, cioè una molecola simile ad una scala a pioli avvolta a spirale.
Non sappiamo cosa esattamente dia avvio alla sintesi del DNA ma, una volta iniziata, quaesta continua fino a quando tutto il DNA è duplicato. Il processo di duplicazione comincia con lo svolgimento dell'elica del DNA. Per farlo il DNA deve abbandonare la sua froma. Interviene quindi un enzima che fa separare i filamenti ed è a questo punto che le basi azotate ossono agganciarsi a nuovi filamenti. Il risultato finale è la formazione di due molecole di DNA, ciascuna costituita da un filamento vecchio e uno nuovo...la nostra IDENTITA' ci fa capire che siamo il frutto di vecchie informazioni che si legano a quelle nuove.
DNA e IDENTITA'
Il rapporto tra DNA e identità ha inaugurato un nuovo modo di vedere il mondo. Questo rapporto è un mistero, come lo era il rapporto tra anima e corpo.Il DNA è il codice della vita che determina ogni nostra caratteristica, la nostra carta di identità “non falsificabile” nascosta da centinaia di migliaia di anni nel nucleo delle cellule e scoperta solo nel 1953 da Watson e Crick.
Social Network
Vantaggi
Uno dei più grandi vantaggi dei soca network è sicuramente quello di aver facilzzatola comunicaione in tutto il mondo.Basta possedere una connessione internet per poter diaogare con qualsiasi utente sul globo. Quel che un tempo era solo un privilgio di pochi adesso è alla portata di un click, inoltre, in qualsiasi parte del modo è possibile accedere all notizie n tempo reale rimanendo sempreaggiornati sull'attualità,l politica o lo sport
il DNA
Esso è un acido nucleico che contiene tutte le in formazioni genetiche necessarie per lo sviluppo ed il corretto funzionamento della maggior parte degli organismi viventi. Tutte le cellule, all'interno del loro nucleo contengono i cromosomi costituiti da una molecola di DNA. Il DNA è formato da 2 eliche e da gradini. Quest'ultimi sono formati da Timina+Adeina e Citosina+Guanina. Queste coppie si chiamano BASI COMPLEMENTARI. Le sequenza con cui si susseguono queste basi sono infinite, per questo il DNA varia di persona in persona.
Il Gene
Più in particolare, un gene è la porzione di DNA che contiene specifiche sequenze di A-C-G-T che forniscono le indicazioni per creare un preciso prodotto cellulare, come ad esempio una proteina (ossia una sostanza organiche a struttura complessa).
Se il DNA è il libro, insomma, il gene è il paragrafo che contiene tutte le indicazioni per far svolgere un particolare processo in un essere vivente, animale o vegetale. L’informazione contenuta nei geni verrà poi trasformata in azioni concrete da veri e propri “operai specializzati” che, a partire dalle istruzioni impartite, realizzeranno un prodotto finito e funzionante (per esempio le proteine di cui abbiamo parlato sopra), come in una efficacissima catena di montaggio.
IDENTITA'_tesina terza media_Italo
Fedele Del Vecchio
Created on May 28, 2024
Tesina sull'identità per l'esame di terza media
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uno, nessuno e centomila
Il Decadentismo e Luigi Pirandello
Il protagonista di qesto romanzo è il più lucido tra i personaggi pirandelliani. Egli, infatti, è l’unico che alla fine del suo percorso interiore capisce che l’unico modo per condurre una vita autentica è quello di lasciarsi trasportare dalla vita stessa; di darsi tutte le possibilità di “essere” che essa ti offre. Il romanzo è del 1926. Il protagonista del romanzo, Vitangelo Moscarda, che la moglie chiama con il nomignolo di Gengè, un giorno, per caso, scopre che il suo naso è leggermente pendente verso destra. Lui era sempre stato convinto di avere un naso regolare e diritto. Ma non basta! ha le sopracciglia ad accento circonflesso, le orecchie attaccate male e delle imperfezioni al dito mignolo e alla gamba destra. Non se n'era mai accorto. Si rende conto, dunque, con meraviglia e stizza, che sua moglie lo vede in modo diverso da come lui è abituato a vedersi. Anche il soprannome gli suona ora dichiaratamente beffardo. La vicenda potrebbe finire qui, con un momento di irritazioni e una piccola ferita nell'amor proprio da dimenticare in fretta. Invece inizia una serie di scoperte che lo porteranno lontano. Moscarda si accorge infatti che anche gli altri suoi concittadini lo vedono ciascuno a suo modo: per ognuno di quelli che lo conoscono egli è una persona diversa. Entra in crisi per una banalità: guardandosi allo specchio, si rende conto che l'immagine che lui ha di sé e l'immagine che gli altri hanno di lui non corrispondono. Questo evento mette in crisi la sua identità e durante un processo che si svolgerà lungo tutto il romanzo, Vitangelo si renderà conto che fino a quel momento era stato "uno" (ovvero quello che lui credeva di essere), "centomila" (per via delle numerose diverse prospettive con cui gli altri lo guardavano) e "nessuno" (poiché non riusciva a identificarsi in una personalità fissa). Vitangelo Moscarda si incammina così sulla strada della follia. Vuole distruggere l'idea che gli altri hanno di lui, sconvolgendo la propria vita: spende tutti i suoi soldi per liberarsi della fama di usurario; si fa abbandonare dalla moglie; viene considerato pazzo ed è gravemente ferito da una donna con un colpo di rivoltella. Infine va a vivere lontano dalla città, nell'ospizio per poveri da lui stesso fondato in penitenza dei suoi peccati. Almeno è riuscito a tranquillizzarsi: non è proprio più "nessuno", con la presa di coscienza che la vita e l'identità non sono altro che il frutto di un continuo cambiamento.
le Leggi razziali
i Lager
il Fascismo
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la deumanizzazione
L'ascesa del fascismo
Quando Pirandello scrive il romanzo “Uno, nessuno e centomila” (1926) siamo nel pieno del dominio fascista dell’Italia. Nel 1919 Mussolini aveva fondato i “fasci di combattimento”, un movimento politico che raccoglieva simpatie e adesioni soprattutto tra la piccola e media borghesia, i quali guardavano con apprensione al clima creatosi in Italia all’indomani della prima guerra mondiale.Alla fine della prima guerra mondiale il Paese era afflitto da gravi difficoltà economiche e da un profondo malessere sociale: la produzione agricola era diminuita dovunque e l’industria, che durante la guerra aveva, invece, realizzato grandi profitti grazie alla fabbricazione di armi e beni destinati all’esercito, ora non riusciva a trovare i fondi per riconvertire gli impianti. Disoccupazione, crolli dei consumi e la chiusura di molte fabbriche, avevano reso difficili le condizioni di vita dei cittadini. In breve tempo nel Paese si diffusero il malcontento e la sfiducia verso il governo. Cavalcando l’onda di questo malcontento, Mussolini nelle elezioni del maggio 1921 riesce a farsi eleggere al Parlamento. Una volta entrati in Parlamento si moltiplicarono le azioni squadriste e violente dei fascisti fino ad arrivare alla famosa “marcia su Roma” del 1922. Questo episodio permise a Mussolini di prendere il potere e, grazie alle simpatie del Re, ebbe l’incarico di formare il suo primo governo. Dal 1925 in poi il fascismo divenne un regime totalitario, a partito unico, che portò il Paese ad allearsi a Hitler nel 1936; alla promulgazione delle leggi razziali del 1938 e ad entrare in guerra affianco della Germania nazista nel 1940.
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Le leggi razziali
Con le leggi razziali contro la popolazione ebraica del 1938, Mussolini importa un modello di pesanti discriminazioni che, partendo da una massiccia propaganda volta alla modifica dell’immagine che avevano gli italiano degli ebrei (allontanamento dagli uffici pubblici, divieto di esercitare libere professioni, vennero espulsi dalle scuole pubbliche, non poteva contrarre matrimoni “misti”), finì con lo sterminio per deportazione nei lager. Gli ebrei, che negli anni del Risorgimento si erano «fatti italiani», negli anni del fascismo videro le loro identità e le loro vite progressivamente limitate, sopraffatte, annientate. Erano docenti universitari e ambulanti, osservanti e laici, fascisti e comunisti, eppure la persecuzione antisemita a impostazione razzista li colpí indiscriminatamente. La pratica di propaganda serviva a cambiare l’immagine che la popolazione aveva degli ebrei (fortemente radicati e ben voluti nella società), ridicolizzandoli e umiliandoli nella osservanza delle leggi, per rendere accettabile l’azione di rastrellamento e deportazione nei lager.
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i Lager
In questi luoghi gli ebrei (ma anche gli atri deportati) erano annientati nella loro identità. Un processo di disumanizzazione, sistematico e studiato a tavolino, veniva attuato con, ad esempio, la pratica del tatuaggio di un numero di identificazione sull’avambraccio sinistro di ogni prigioniero. Ai detenuti veniva tolto qualsiasi cosa che potesse distinguerli gli uni dagli altri, che potesse ricordare la loro vita passata. Entrando nei campi essi venivano privati di ogni loro avere, dai bagagli agli oggetti che portavano addosso, dai vestiti al loro nome. Il prigioniero era semplicemente un "numero di registrazione": doveva impararlo a memoria ed essere in grado di poterlo recitare, in tedesco, ad ogni chiamata o convocazione. Per i nazisti erano semplicemente stücke, pezzi. Nei campi di sterminio non c’era distinzione fra uomini, donne, bambini, anziani. Solo, brutalmente stücke. Per le donne, forse, la vita nei lager era ancora più misera, se distinzioni si possono fare nell’inferno. Il freddo, la privazione dell’identità. Le parole di Liliana Segre, senatrice a vita e reduce dal campo di Auschwitz, sono una foto di dolore: «Avevo una consapevolezza nuova della mia nudità e del mio cranio rasato. La rasatura era stata crudele, la macchinetta passava duramente sulla povera testa quasi ormai pelata. I miei capelli neri lunghi, ricci, ribelli erano per terra e non avevo potuto tenere per me neanche il nastrino verde che li legava nella mia vita precedente. Non ero mai stata così sola e così infelice». Nonostante ciò, alcuni riuscirono a conservare la loro identità all’interno di questi numeri. Per i più anziani del campo, il numero diceva tutto: la data di arrivo al campo, il convoglio di cui facevi parte, la nazionalità. Esso (il numero) rappresentava la storia a cui legarsi per restare vivi.
L'Organizzazione delle Nazioni Unite, conosciuta con la sigla ONU o anche Nazioni Unite, è un'organizzazione intergovernativa internazionale, istituita dopo la seconda guerra mondiale con l'obiettivo di prevenire futuri conflitti, attraverso il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, della protezione dei diritti umani, della fornitura di aiuti umanitari, della promozione dello sviluppo sostenibile e del rispetto del diritto internazionale. Uno degli scopi principali delle Nazioni Unite è stato quello di "promuovere e incoraggiare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, senza distinzioni di razza, sesso, lingua o religione". Il 10 dicembre 1945, infatti, l'Assemblea generale adottò la Dichiarazione universale dei diritti umani: conclusosi il secondo conflitto mondiale, che come ogni guerra non ha mai veri e propri vincitori e vinti, l'essere umano nella sua globalità aveva il desiderio, o meglio, il bisogno, di ritrovare le fondamenta del proprio essere civile. Le Nazioni Unite vollero dunque redigere ed adottare questa Dichiarazione, ancora oggi punto di riferimento dei diritti di fratellanza, uguaglianza e libertà, sanciti come fondamentali della persona umana, a livello individuale, civile, politico, economico, sociale e culturale. La Dichiarazione è, quindi, un documento sui diritti della persona e i diritti della propria identità, e prevede dei rimedi nei casi in cui una persona subisca dei danni in ragione della sua identità. Questo perché l'oppressione in genere è facilitata dalle differenze fondate sull'identità, come nel caso della supremazia dei bianchi o la schiavitù nelle Americhe, l'apartheid in Sudafrica, i campi di concentramento e di sterminio.
Nella Dichiarazione, l'identità non conta, nel senso che ciascuno, qualsiasi sia la sua identità, ha diritto a eguali diritti ed eguale dignità e contemporaneamente l'identità conta, nel senso che ciascuno ha diritto all'auto-definizione e all'autodeterminazione, cioè alla propria identità.
dichiarazione universale dei diritti umani
CharlotteSchapira
Il y a de moins en moins de témoins de la Shoah. Charlotte Schapira en fait partie. Elle est née en 1926 à Paris de parents juifs. Au début de la guerre, elle commença également à aller à l’école, mais fut ensuite expulsée parce qu’elle était juive. Elle était très en colère mais en même temps honteuse d'elle-même; au point que Schapira a sombré dans une crise d'identité parce qu'elle se sentait mal et voulait changer de nationalité pour être "normale". Schapira revit chaque jour ces mauvais événements même si après quarante ans il a retrouvé son identité et la force de le dire.
l'esPressione dell'identità nell'arte
Gli espressionisti "hanno riaperto la bocca dell'uomo che urla la sua angoscia"
L’identità è una tematica che viene utilizzata molto nell’arte soprattutto nel movimento dell’espressionismo. L'Espressionismo è una corrente artistica e letteraria che si inizia a sviluppare i in Germania attorno al 1905. Gli espressionisti rifiutano l'eleganza dell'art noveau e rappresentano la sofferta condizione esistenziale dell'uomo moderno, con figure sconvote e straziate. Gli artisti di questo movimento usano colori e forme per esprimere paure, angosce, sensazioni dolorose, rappresentando contenuti sociali e drammatici. Le immagini deformate esprimono la tensione dell'artista. L’espressionismo (nato in contrapposizione all'impressionismo, rimasto legato alla realtà esteriore) sottolinea, con la forza espressiva delle sue opera, l'elemento interiore, emozionale, sentimentale e psicologico. In quest'arte è evidente il riflesso della crisi dell'identità e della coscienza dell'uomo occidentale.
L'autore dell'espressionismo che meglio esprime e rappresenta il concetto di un idea di identità persa e poi ritrovata è EDVARD MUNCH. Nato in Norvegia nel 1863, Munch è stato un pittore influenzato dalla letteratura e dalla filosofia scandinava, con una concezione della vita profondamente problematica e dolorosa, a cui avevano contribuito personali e sofferte vicende familiari, che lo portano durante l'infanzia a perdere la sorellina Sophie, la madre e infine anche il padre. L'individuo, per Munch, vive una condizione nella quale è estraneo perfino a se stesso, non conoscendo realmente chi è e cosa vuole. In questo brutto periodo, Munch non sapeva più chi fosse e nemmeno se volesse continuare la sua carriera da pittore. Successivamente per non vivere più nell'angoscia, nella tristezza per aver perso alcuni dei suoi cari e per trovare se stesso e la propria identita Munch nel 1910 dipinge "L'urlo" (o il grido). Esso rappresenta un volto rinsecchito: da qui esce un grido di angoscia, paura e tristezza provata dal pittore in precedenza. Il grido vorrebbe essere potente ma non riesce ad uscire dalla gola. Questo lo possiamo capire dai due uomini sullo sfondo che continuano a camminare come se nulla fosse. A differenza delle altre opere espressionistiche in questo quadro non troviamo linee spigolose, ma linee curve e fluide. I colori che vengono utilizzati servono per rendere il paesaggio partecipe al sentimento umano tanto che il cielo è colorato di rosso e sembra grondare di sangue.
DNA STEPS
La scoperta
Il DNA è presente in tutti gli organismi viventi, dagli animali alle piante fino ai batteri.
DNA
il Gene
la divisione del DNA
LA MUSICA COME RIECRCA DELLA PROPRIA IDENTITA'
La musica è un'esperianze umana fondamentale, collegata alla sfera emotiva e ai valori di una persona. In ogni epoca, fare musica può esser cosiderato come un collante di gruppo. Nei campi di cotone, durante le marce degli alpini, al concerto dei Beatles o ad un Rave, la musica diventa l'affermazione della propria identità e ci permette di sentirci parte di una collettività. Fare musica, i nostri gusti nell'ascoltarla, le nostre scelte costituiscono un modo di chiarire a noi stessi e agli altri con chi ci identifichiamo e con chi, invece, non desideriamo confonderci.
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la musica
come affermazione della propria identità
Nel corso della nostra esistenza sviluppiamo un senso di appartenenza ad un luogo,paese o classe sciale...Sono forme d'identità che la musica aiuta a determinare e alle volte anche ostentare, caricandole di un valore simbolio profondo ed efficace; come accadeva durante uno degli episodi più brutti dell storia. La deportazione degli schiavi in America, che furono catturati con violenza in Africa e venduti nelle piazze dei mercati Gli schiavi neri trovarono nella musica un aiuto per sopportare le fatiche, un modo per ribadire ai loro padroni che loro erano uomini come gli altri e anche per ritrovare sé stessi e la propria identità. Questa musica fu chiamata jazz e nacque nel ‘900 dalla fusione degli elementi musicali africani con quelli del nuovo ambiente in cui i "neri" si trovarono a vivere.
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I generi del JAZZ
La musica come affermazione della propria identità
Una delle prime forme di jazz furono i canti di lavoro detti work-songs, i canti religiosi detti spirituals e i gospel-songs d’ispirazione cristiana. Altre due forme del jazz furono il blues, un canto di genere profano e di carattere nostalgico e triste, e lo swing, un genere nato negli anni venti, definito così per il tipo di esecuzione delle note con un ritmo "saltellante". Inoltre nascerà più in là il bebop o semplicemente bop. Questo genere lascerà spazio a un ritorno dell’improvvisazione totale, caratteristica del primigenio blues, al quale si riallaccerà anche ideologicamente. Gli elementi caratteristici del jazz sono: improvvisazione, forza trascinatrice del ritmo, particolari inflessioni sonore ottenute dagli strumenti a fiato, virtuosismo solistico.
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I cantanti del JAZZ
La musica come affermazione della propria identità
Uno dei maggiori esponenti di questo genere è ovviamente Luis Armstrong. Louis Armstrong fu uno straordinario musicista e cantante ed è considerato uno dei padri del jazz. Divenne una figura chiave nello sviluppo del genere, contribuendo a trasformarlo da fenomeno di nicchia a culto popolare. Infatti, il suo carisma, la sua voce profonda e potente e il suo stile da solista nella tromba, hanno avuto un impatto fondamentale nella tradizione popolare americana. La sua musica ha contribuito a diffondere la cultura afroamericana in tutto il mondo e influenzato leggende come Billie Holiday, Miles Davis, Frank Sinatra e molti altri, che a loro volta hanno lasciato il segno su diverse generazioni di musicisti a seguire, fino ai giorni nostri. Louis Armstrong nacque il 4 agosto 1900, crebbe nei livelli più bassi della scala sociale, in una città caratterizzata da una forte discriminazione razziale. E' da qui che inzia il suo percorso di lotta contro le discriminazioni, basando l'idetità di migliaglia di perosone su un semplice genere musicale, il JAZZ.
una storia contro le disuguaglianze
I have a dream
Martin Luther King was born in Atlanta, Georgia, USA in 1929. On August 28, 1963, Martin Luther King Jr. led a large peaceful civil rights march to Washington DC: approximately 250,000 people were present. It was the most famous "March for Freedom". There was no violent action, everyone was praying, singing and listening to their leader. While a student in Philadelphia, he marveled at the writings of Mahatma Gandhi. In 1954 he became minister of a small black Montgomery church. Here he carried out the first non-violent protest against racial discrimination: The protest originated from a serious episode of intolerance: on 1 December 1955 a black woman, Rosa Parks, was arrested because she had occupied a seat reserved for whites on a bus. King supported the resistance: he wanted to affirm the rights of blacks but through peaceful means. Kings was arrested several times and his house was destroyed by a bomb. Thanks to one of the most famous speeches "I have a dream" in which he talks about his dream, a dream of equality, brotherhood and freedom for all, the fight against racism and racial segregation has never been the same again. It has found new strength, roots and above all a symbol.
L'identità non è propria soltanto del singolo individuo che sperimenta la vita in modo unico e irripetibile e che si costruisce un proprio modo di vedere il mondo. Lindentità personale si basa anche sull'appartenenza ad un gruppo e, quindi, su un modo comune di vedere il modno (identità di gruppo). Quando ci sono pregiudizi e disuguaglianze l'identità sociale è in cisi.
identità digitale
Riconoscimento facciale
Biometria
E' una disciplina che studia e misura le caratteristiche fisiche degli esseri viventi. I dispositivi biometrici son basati sul riconoscimento delle impronte digitali, della voce e addirittura del viso di una persona.
La tecnologia è "entrata" negli esseri umani e sembra quasi volerli trasformare in dispositivi. Esistono infatti chip da inserire sotto-pelle e tecnologie basate sulla biometria.
+ info
La percezione di se stessi è molto complicata da definire.C'è una netta differenza tra ciò che vediamo di noi stessi e ciò che gli altri percepiscno. Questo fenomino è particolarmente evidente nell'esperienza digitale di ciascuno di noi. L'identità può avere diverse sfaccettature e questo permette di creare diverse versioni di "noi" davanti agli altri. Infatti, proprio sui social è possibile verificare come ogni individuo finisce per sdoppiarsi tra "vita vera" e "realtà virtuale". Ogni internauta può creare diverse versioni di se stesso in base al contesto in cui è inserito e a cosa vuole ottenere. Questo processo può far credere ai ragazzi che non ci sia alcuna differenza tra "reale" e "virtuale", finendo col confondere i due mondi.
Identità tra reale e digitale
Le diverse versioni di noi stessi
LO SPORT E L'IDENTITA'
Basketball
soccer
Volleyball
Tennis
Athletics
cycling
Archery
swimming
La libertà è "conosci te stesso"
La libertà, dice il poeta italiano Dante Alighieri, è il più grande dono che Dio ha fatto agli uomini dopo quello della vita. La libertà è un dono così alto che viene prima dell'amore: l'uomo può scegliere di amare oppure no; di credre oppure no; liberi di obbedirlo o no. La libertà è la cosa più preziosa che abbiamo, eppure spesso temiamo di concederla agli altri (come abbiamo visto fare dai nazifascisti agli ebrei o come spesso accade nelle relazioni sentimentali) e anche di viverla noi stessi. La libertà è vivere appieno la propria identità, di imparare a realizzare ciò che si è veramente, senza avere paura delle proprie debolezze, nè di scoprire ogni proprio valore. La libertà si esprime appieno nella buona riuscita di se stessi, che ci permette cosi di saper amare gli altri e Dio.
La struttura di questo “libro biologico” è molto speciale e fu scoperta in Gran Bretagna il 28 febbraio del 1953 grazie alle ricerche degli scienziati James Watson (americano), Francis Crick, Rosalind Franklin (britannici) e Maurice Wilkins (neozelandese).
Chi scoprì il DNA?
Luigi Pirandello nasce il 28 giugno del 1867 a Girgenti, l’odierna Agrigento: anche se il padre, di tradizione risorgimentale e di media estrazione sociale, lo avvia agli studi tecnici, il giovane Luigi si iscriverà alla Facoltà di Lettere, prima a Palermo, poi, dal 1887, a Roma, prima di essere completata a Bonn. Il ritorno a Roma, dove conosce Luigi Capuana, coincide per lo scrittore con l’inizio della vita borghese (nel 1893 sposa Maria Antonietta Portulano e nel 1897 diventa insegnante di lettere) e della professione letteraria: dopo le prime raccolte in versi, l’autore lavora ai primi romanzi (Marta Ayala, poi edito nel 1901 con il titolo de L’esclusa, e Il turno del 1902) e alle prime raccolte di novelle, e collabora con diversi giornali e riviste. L’evento cruciale dell’esistenza dello scrittore cade nel 1903: una frana allaga la zolfara di famiglia presso Aragona ed incide assai pesantemente sulla finanze dei Pirandello ma soprattutto sulla psiche di Maria Antonietta, che non si riprenderà mai dallo shock e che cadrà da qui in poi in una grave forma di malattia mentale. È proprio in questo periodo che lo scrittore lavora al primo capolavoro: Il fu Mattia Pascal viene infatti pubblicato a puntate sulla «Nuova Antologia» l’anno successivo. Gli anni della Guerra Mondiale sono invece quelli che aprono la grande carriera teatrale. Se il primo successo di pubblico e di critica è Come prima, meglio di prima, nel 1921 escono i due “capolavori” pirandelliani: Sei personaggi in cerca di autore e l'Enrico IV. I testi successivi confermano il successo delle prove precedenti e precedono la pubblicazione, nel 1926, dell’altro celebre romanzo dello scrittore agrigentino, Uno, nessuno e centomila, in lavorazione sin dal 1909. In mezzo, la discussa adesione di Pirandello al Partito Nazionale Fascista. Gli ultimi anni vedono Pirandello celebrato dalle istituzioni (nel 1929 entra nell’Accademia d'Italia, occasione in cui tiene un discorso polemico contro gli “scrittori di parole”, e nel 1934 riceve il premio Nobel per la letteratura) ma anche progressivamente isolato nel mondo culturale del tempo. Questa sera si recita a soggetto è un insuccesso, mentre La favola del figlio è censurata dalle autorità naziste in Germania per motivi politici. Appassionatosi di cinema negli ultimi anni, collaborando pure alla riduzione filmica di alcune sue opere, Pirandello si ammala di polmonite sul set de Il fu Mattia Pascal, e muore il 10 dicembre 1936 a Roma.
identità digitale
L'identità digitale è l'insieme delle informazioni e dei dati, definiti anche attributi, associati in modo univoco ad una persona fisica, che la identificano, in veste privata o professionale, durante l'esercizio delle sue attività digitali.
I cambiamenti economici e sociali della fine dell’Ottocento furono accolti, dagli intellettuali e dagli artisti in generale, da un forte disagio causato da una società impegnata solo a produrre e guadagnare e nella quale l’arte e l’artista era visto solo come merce. I poeti e gli artisti si sentivano, così, estranei ad una società che credevano fosse falsamente ottimista e prossima alla crisi. Inizia un periodo creativo che affronta temi legati all’interiorità e alla realizzazione individuale più che al successo sociale; rinuncia all’osservazione concreta della realtà e preferisce una cultura idealistica e spirituale. Il movimento che si fa portavoce di questa cultura viene chiamato “Decadentismo” che si sviluppa in Francia a partire dal 1870 e, attento agli aspetti più segreti dell’esistenza umana, vuole solo svelare la verità che si cela dietro l’apparenza delle cose. Una delle forme più utilizzate è quella del “Romanzo psicologico”. Quando parliamo di romanzo psicologico ci riferiamo ad un genere letterario che si interessa sopratutto del mondo interiore dei suoi personaggi, e nel quale ampio spazio trovano dunque gli stati d’animo, le emozioni, le paure e i ragionamenti dei protagonisti. Uno dei grandi esponenti del romanzo psicologico è Luigi Pirandello.
IL CALCIO
Appartenere ad un gruppo nel quale ci riconosciamo, con i quali membri condividiamo idee, obiettivi, aspettative, infatti, ci aiuta a definire meglio chi siamo. Oggi lo sport è una presenza costante della nostra vita, sia per chi lo pratica sia per chi è spettatore. Attraverso la TV, la radio e i giornali entra nella nostra quotidianità come parte integrante del tessuto sociale. Proprio nel calcio possiamo assistere in maniera precisa al connubio tra sport e identità, con i tifosi e gli appassionati, che, a volte anche in maniera morbosa, seguono le vicende delle loro squadre. Lo sport è identità. Identità nello stare insieme, nel rispetto delle regole e dell’avversario. Per superare le tante barriere di religione, di razza e di cultura che il mondo conosce, sicuramente lo sport rappresenta una chiave vincente.
E’ un gioco complesso e ricco di sfaccettature, molti degli aspetti e dei fattori di questo gioco sono simili a quelli che si trovano nella vita di tutti i giorni. Possiamo considerare il calcio come una metafora della nostra vita: infatti esistono delle similitudini tra ciò che fa parte del calcio( regole, ruoli ecc…) con la nostra vita cioè con la società in cui viviamo, col mondo del lavoro e anche con la nostra famiglia.
L'identità
Introduzione
Se dovessi spiegare l’identità, non sono certo riuscirei a farlo. È un concetto molto complesso che si collega a tanti altri come la personalità, il carattere, l’attitudine. Posso, però, iniziare a chiedermi “Chi sono io”? Io sono tante parti diverse tenute insieme in modo coerente, come un puzzle che sembra un’immagine unica ed invece è composto da tanti pezzi diversi. Sono nato con un’identità? Chi ha studiato questo concetto è convinto di no. L’identità ce la danno gli altri. L’identità è il frutto del riconoscimento degli altri: se una mamma dice al suo bambino “sei bravo” e la maestra gli dice “sei intelligente”, il bambino costruirà un’identità positiva. Proprio perchè dipende dagli altri, dal riconoscimento degli altri, l’identità muta col tempo.
Biometria
Il ruolo della biometria nella verifica dell'identità - identificazione
Poichè la tecnologia continua a trasformare il nostro modo di viviere e lavorare, è diventato fondamentale un proceso di verifica dell'identità sicuro e efficace. La biometria offre un metrodo di verifica dell'identità estremamente accurato e sicuro. I dispositivi biometrici sono basati sul riconoscimento delle impronte digitali, della voce e addirittura del viso di una persona e possono essere utilizzati, ad esempio, per proteggere l'accesso alle piattaforme bancarie online, ai servizi sanitari o agli aeroporti. Questo sistema di sicurezza è un fenomeno che è cresciuto molto negli ultimi anni. Difatti sbloccare lo smartphone, il computer o gli altri dispositivi è un'azione che fa aprte ormai della nostra quotidiantà digitale.
La duplicazione del DNA
Il DNA è fondamentalmente una doppia elica, cioè una molecola simile ad una scala a pioli avvolta a spirale.
Non sappiamo cosa esattamente dia avvio alla sintesi del DNA ma, una volta iniziata, quaesta continua fino a quando tutto il DNA è duplicato. Il processo di duplicazione comincia con lo svolgimento dell'elica del DNA. Per farlo il DNA deve abbandonare la sua froma. Interviene quindi un enzima che fa separare i filamenti ed è a questo punto che le basi azotate ossono agganciarsi a nuovi filamenti. Il risultato finale è la formazione di due molecole di DNA, ciascuna costituita da un filamento vecchio e uno nuovo...la nostra IDENTITA' ci fa capire che siamo il frutto di vecchie informazioni che si legano a quelle nuove.
DNA e IDENTITA'
Il rapporto tra DNA e identità ha inaugurato un nuovo modo di vedere il mondo. Questo rapporto è un mistero, come lo era il rapporto tra anima e corpo.Il DNA è il codice della vita che determina ogni nostra caratteristica, la nostra carta di identità “non falsificabile” nascosta da centinaia di migliaia di anni nel nucleo delle cellule e scoperta solo nel 1953 da Watson e Crick.
Social Network
Vantaggi
Uno dei più grandi vantaggi dei soca network è sicuramente quello di aver facilzzatola comunicaione in tutto il mondo.Basta possedere una connessione internet per poter diaogare con qualsiasi utente sul globo. Quel che un tempo era solo un privilgio di pochi adesso è alla portata di un click, inoltre, in qualsiasi parte del modo è possibile accedere all notizie n tempo reale rimanendo sempreaggiornati sull'attualità,l politica o lo sport
il DNA
Esso è un acido nucleico che contiene tutte le in formazioni genetiche necessarie per lo sviluppo ed il corretto funzionamento della maggior parte degli organismi viventi. Tutte le cellule, all'interno del loro nucleo contengono i cromosomi costituiti da una molecola di DNA. Il DNA è formato da 2 eliche e da gradini. Quest'ultimi sono formati da Timina+Adeina e Citosina+Guanina. Queste coppie si chiamano BASI COMPLEMENTARI. Le sequenza con cui si susseguono queste basi sono infinite, per questo il DNA varia di persona in persona.
Il Gene
Più in particolare, un gene è la porzione di DNA che contiene specifiche sequenze di A-C-G-T che forniscono le indicazioni per creare un preciso prodotto cellulare, come ad esempio una proteina (ossia una sostanza organiche a struttura complessa). Se il DNA è il libro, insomma, il gene è il paragrafo che contiene tutte le indicazioni per far svolgere un particolare processo in un essere vivente, animale o vegetale. L’informazione contenuta nei geni verrà poi trasformata in azioni concrete da veri e propri “operai specializzati” che, a partire dalle istruzioni impartite, realizzeranno un prodotto finito e funzionante (per esempio le proteine di cui abbiamo parlato sopra), come in una efficacissima catena di montaggio.