PRESENTATION
AUTORITRATTO CON MASCHERE
JAMES ENSOR
START
James Ensor
(Ostenda, 1860-1949)
Trascorse gran parte della sua vita nella sua città natale, dedicandosi ad una pittura che fu una delle manifestazioni più significative del periodo e che si pose al centro della cultura del tempo. Si iscrisse all'Accademia di belle arti di Bruxelles, entrando in contatto con gli ambienti anarchici e intellettuali della città tenne la prima mostra personale.
+ INFO
Simbolismo
Successivamente Ensor si rivolse verso i temi e gli stili dell'avanguardia. Si accostò così a suo modo al Simbolismo e al Decadentismo, svolgendo un ruolo determinante nel rinnovamento dell'arte belga e anticipando le correnti dei fauves e dell'Espressionismo. Il distacco dalla visione naturalistica rivela nel pittore quella crisi del rapporto tra l'uomo e la natura, e quella tendenza all'allusione simbolica tipica di tutta l'arte postimpressionista.
Autoritratto con Maschere
Ensor si ritrae in mezzo a una folla triviale e chiassosa di personaggi mostruosi, bardati di piume e di stracci colorati
Nessuno mostra il proprio volto, o comunque un volto umano: alcuni sono mascherati, altri sono truccati da clown, altri ancora si presentano come orridi scheletri. I mostri, mascherati e truccati perché falsi, ipocriti e bugiardi, e in quanto scheletri già morti, dentro, senza nemmeno saperlo, si reputano normali, perché si riconoscono l’un l’altro.
Quello “strano” è l’artista, che ha l’ardire di rivendicare la propria individualità, perfino la libertà di mettersi un cappello da donna in testa, contravvenendo a tutte le convenzioni sociali che lo vogliono uomo vestito rigorosamente da uomo.
Le maschere di Ensor simboleggiano la condizione alienante e repressiva cui ci obbliga una società superficiale, materialista e conformista. D’altro canto, tutta la vita, secondo lui, è solo una grottesca finzione. La pensava così anche lo scrittore e drammaturgo Luigi Pirandello (1867-1936), il quale scrisse, in uno dei suoi capolavori, Uno, nessuno e centomila, pubblicato nel 1925: «Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti».
PIRANDELLO
Lo aveva affermato anche il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche (1844-1900), in uno dei suoi aforismi più celebri, il n. 125 tratto dalla Gaia Scienza e noto come Aforisma dell’Uomo Folle. Il folle uomo accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e annunciò la morte di Dio, suscitando la generale ilarità. L’uomo folle, di cui tutti ridono, è invece il profeta del mondo contemporaneo, che annuncia (attraverso la metafora della morte di Dio, da intendersi come morte della morale, della logica, della verità) la crisi etica del mondo contemporaneo, il suo radicale e trionfante nichilismo, divenuto condizione dell’uomo moderno.
NIETZSCHE
Il nazismo, controverso movimento politico tedesco, è per sempre associato alla follia omicida e alla mostruosità distruttiva di un'ideologia razzista e antisemita. è un'ideologia di estrema destra, razzista, violenta ed antisemita, che si sviluppa nella Germania del primo dopoguerra e dà origine ad un movimento politico. L'ideologo del Nazismo, conosciuto anche come nazionalsocialismo, è Adolf Hitler, che sale al potere nel 1933 e trasforma la Repubblica tedesca in uno Stato totalitario e dittatoriale. Il movimento nazista giunge a teorizzare e a mettere in pratica lo sterminio sistematico della popolazione ebraica mondiale, costruendo i campi della morte e deportandovi ebrei, dissidenti politici, gay, malati mentali e fisici e zingari.
NAZISMO
Virginia si serve del tema del doppio. Senza indugio radica la sua doppia personalità nei due protagonisti. Clarissa, la parte luminosa, razionale, amante del presente ma che non rifiuta il passato, e Septimus, la parte pregna di follia, sovrastata dalla malattia e in cui il ricordo lacera il presente. La ricostruzione dei salti temporali fa riaffiorare le memorie di entrambi, se la prima si immerge nelle immagini di un giardino rivelatore di passioni, l’altro, al contrario, affonda nell’oscurità della guerra, che gli ha causato l’instabilità mentale. L’obiettivo della Woolf, con Mrs. Dalloway, è proprio questo. Il continuo raffronto tra il diniego del mondo esterno ed il comportamento sereno ed ordinario, la diversità della realtà vista dalla mente del pazzo e da quella del sano
VIRGINIA WOOLF
Il chisciottismo di Unamuno nasce dalla meditazione della morte, come reazione alla morte. Il chisciottismo è ansia di non morire, è medicina contro la morte. Alonso Chisciano solo e sconosciuto, senza una persona amica, in una casa fredda e vuota, in un paesucolo senza vita, sente che la vecchiaia si avvicina, che la morte bussa alla sua porta, e si ribella. E' l'ossessione della morte che lo fa impazzire, che lo trasforma in Don Chisciotte. Il vero nemico di Don Chisciotte, il nemico-fantasma presente in ogni sua avventura, è la morte; Don Chisciotte non sente più il problema della morte, perché è pazzo e il pazzo si crede eterno. La follia chisciottesca è fede di eternità. Per Unamuno, chi muore alla fine del romanzo non è Don Chisciotte, ma Alonso Chisciano, perché solo la ragione ci conduce alla morte. La follia, che è ideale, rappresenta garanzia di vita. Per questo Don Chisciotte non può morire.
UNAMUNO
La psicosi può essere scatenata da diversi tipi di fattori: cause psicologiche, malattie fisiche, abuso di sostanze, farmaci, dopamina, cambiamenti nel cervello. Un esempio può essere l’abuso di cocaina chimicamente chiamata Metil-benzoil-ecgonina: C17H21O4N. Il nome della molecola viene assegnato in base al gruppo funzionale che la caratterizza: la benzoilecgonina o benzoato diecgonina appartiene alla classe degli esteri ed è dunque caratterizzata da un gruppo funzionale estere dal quale deriva il suffisso -oato. in base al numero di atomi di carbonio presenti nella catena carboniosa più lunga si assegna un prefisso al nome, che in questo caso è met-: Il metile è un gruppo funzionale costituito da un atomo di carbonio legato a tre atomi di idrogeno
COCAINA
GRAZIE PERL'ATTENZIONE
Periodo Scuro
Le opere di questo periodo sono caratterizzate da colori profondi e cupi, con una luce attenuata ma vibrante; in questo si vede l'influenza del naturalismo tipico della tradizione fiamminga e dei realisti francesi. I temi preferiti si rifanno alla tradizione fiamminga: nature morte, ritratti, interni borghesi intimi e malinconici, paesaggi dall'orizzonte piatto e basso, con una luce suggestiva che ricorda William Turner.
AUTORITRATTOCON MASCHERE
Sabrina Maliardo
Created on May 27, 2024
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PRESENTATION
AUTORITRATTO CON MASCHERE
JAMES ENSOR
START
James Ensor
(Ostenda, 1860-1949)
Trascorse gran parte della sua vita nella sua città natale, dedicandosi ad una pittura che fu una delle manifestazioni più significative del periodo e che si pose al centro della cultura del tempo. Si iscrisse all'Accademia di belle arti di Bruxelles, entrando in contatto con gli ambienti anarchici e intellettuali della città tenne la prima mostra personale.
+ INFO
Simbolismo
Successivamente Ensor si rivolse verso i temi e gli stili dell'avanguardia. Si accostò così a suo modo al Simbolismo e al Decadentismo, svolgendo un ruolo determinante nel rinnovamento dell'arte belga e anticipando le correnti dei fauves e dell'Espressionismo. Il distacco dalla visione naturalistica rivela nel pittore quella crisi del rapporto tra l'uomo e la natura, e quella tendenza all'allusione simbolica tipica di tutta l'arte postimpressionista.
Autoritratto con Maschere
Ensor si ritrae in mezzo a una folla triviale e chiassosa di personaggi mostruosi, bardati di piume e di stracci colorati
Nessuno mostra il proprio volto, o comunque un volto umano: alcuni sono mascherati, altri sono truccati da clown, altri ancora si presentano come orridi scheletri. I mostri, mascherati e truccati perché falsi, ipocriti e bugiardi, e in quanto scheletri già morti, dentro, senza nemmeno saperlo, si reputano normali, perché si riconoscono l’un l’altro.
Quello “strano” è l’artista, che ha l’ardire di rivendicare la propria individualità, perfino la libertà di mettersi un cappello da donna in testa, contravvenendo a tutte le convenzioni sociali che lo vogliono uomo vestito rigorosamente da uomo.
Le maschere di Ensor simboleggiano la condizione alienante e repressiva cui ci obbliga una società superficiale, materialista e conformista. D’altro canto, tutta la vita, secondo lui, è solo una grottesca finzione. La pensava così anche lo scrittore e drammaturgo Luigi Pirandello (1867-1936), il quale scrisse, in uno dei suoi capolavori, Uno, nessuno e centomila, pubblicato nel 1925: «Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti».
PIRANDELLO
Lo aveva affermato anche il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche (1844-1900), in uno dei suoi aforismi più celebri, il n. 125 tratto dalla Gaia Scienza e noto come Aforisma dell’Uomo Folle. Il folle uomo accese una lanterna alla chiara luce del mattino, corse al mercato e annunciò la morte di Dio, suscitando la generale ilarità. L’uomo folle, di cui tutti ridono, è invece il profeta del mondo contemporaneo, che annuncia (attraverso la metafora della morte di Dio, da intendersi come morte della morale, della logica, della verità) la crisi etica del mondo contemporaneo, il suo radicale e trionfante nichilismo, divenuto condizione dell’uomo moderno.
NIETZSCHE
Il nazismo, controverso movimento politico tedesco, è per sempre associato alla follia omicida e alla mostruosità distruttiva di un'ideologia razzista e antisemita. è un'ideologia di estrema destra, razzista, violenta ed antisemita, che si sviluppa nella Germania del primo dopoguerra e dà origine ad un movimento politico. L'ideologo del Nazismo, conosciuto anche come nazionalsocialismo, è Adolf Hitler, che sale al potere nel 1933 e trasforma la Repubblica tedesca in uno Stato totalitario e dittatoriale. Il movimento nazista giunge a teorizzare e a mettere in pratica lo sterminio sistematico della popolazione ebraica mondiale, costruendo i campi della morte e deportandovi ebrei, dissidenti politici, gay, malati mentali e fisici e zingari.
NAZISMO
Virginia si serve del tema del doppio. Senza indugio radica la sua doppia personalità nei due protagonisti. Clarissa, la parte luminosa, razionale, amante del presente ma che non rifiuta il passato, e Septimus, la parte pregna di follia, sovrastata dalla malattia e in cui il ricordo lacera il presente. La ricostruzione dei salti temporali fa riaffiorare le memorie di entrambi, se la prima si immerge nelle immagini di un giardino rivelatore di passioni, l’altro, al contrario, affonda nell’oscurità della guerra, che gli ha causato l’instabilità mentale. L’obiettivo della Woolf, con Mrs. Dalloway, è proprio questo. Il continuo raffronto tra il diniego del mondo esterno ed il comportamento sereno ed ordinario, la diversità della realtà vista dalla mente del pazzo e da quella del sano
VIRGINIA WOOLF
Il chisciottismo di Unamuno nasce dalla meditazione della morte, come reazione alla morte. Il chisciottismo è ansia di non morire, è medicina contro la morte. Alonso Chisciano solo e sconosciuto, senza una persona amica, in una casa fredda e vuota, in un paesucolo senza vita, sente che la vecchiaia si avvicina, che la morte bussa alla sua porta, e si ribella. E' l'ossessione della morte che lo fa impazzire, che lo trasforma in Don Chisciotte. Il vero nemico di Don Chisciotte, il nemico-fantasma presente in ogni sua avventura, è la morte; Don Chisciotte non sente più il problema della morte, perché è pazzo e il pazzo si crede eterno. La follia chisciottesca è fede di eternità. Per Unamuno, chi muore alla fine del romanzo non è Don Chisciotte, ma Alonso Chisciano, perché solo la ragione ci conduce alla morte. La follia, che è ideale, rappresenta garanzia di vita. Per questo Don Chisciotte non può morire.
UNAMUNO
La psicosi può essere scatenata da diversi tipi di fattori: cause psicologiche, malattie fisiche, abuso di sostanze, farmaci, dopamina, cambiamenti nel cervello. Un esempio può essere l’abuso di cocaina chimicamente chiamata Metil-benzoil-ecgonina: C17H21O4N. Il nome della molecola viene assegnato in base al gruppo funzionale che la caratterizza: la benzoilecgonina o benzoato diecgonina appartiene alla classe degli esteri ed è dunque caratterizzata da un gruppo funzionale estere dal quale deriva il suffisso -oato. in base al numero di atomi di carbonio presenti nella catena carboniosa più lunga si assegna un prefisso al nome, che in questo caso è met-: Il metile è un gruppo funzionale costituito da un atomo di carbonio legato a tre atomi di idrogeno
COCAINA
GRAZIE PERL'ATTENZIONE
Periodo Scuro
Le opere di questo periodo sono caratterizzate da colori profondi e cupi, con una luce attenuata ma vibrante; in questo si vede l'influenza del naturalismo tipico della tradizione fiamminga e dei realisti francesi. I temi preferiti si rifanno alla tradizione fiamminga: nature morte, ritratti, interni borghesi intimi e malinconici, paesaggi dall'orizzonte piatto e basso, con una luce suggestiva che ricorda William Turner.