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LO SVILUPPO COGNITIVO DEL BAMBINO

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INDICE:

1) FASE PRENALE DELLO SVILUPPO 2) FASE NEONATALE DELLO SVILUPPO

DAL CONCEPIMENTO ALLA NASCITA

PIAGET LA MENTE DEL BAMBINO

DAL CONCEPIMENTO ALLA NASCITA

LA FASE PRENATALE DELLO SVILUPPO

CONCEPIMENTO

GRAVIDANZA

MATURAZIONE DEL SISTEMA NERVOSO

FASE NEONATALE DELLO SVILUPPO

La mente del neonato non è una tabula rasa (pagina vuota), il bambino in fatti nel ventre materno, ha già fatto numerose esperiense di tipo percetyivo, nell'ambiente uterino ha già sviluppato il gusto, l'olfatto e soprattutto l'udito e il tatto. Al momento della nascita egli posside un corredo di comportamenti spontanei, non appresi, chiamati riflessi.

LE CAPACITA' PERCETTIVE

Nei neonati sono notevoli le capacità percettive, già esercitate nel periodo prenatale.

LE CAPACITà MOTORIE

Info

LA MENTE DEL BAMBINO: PIAGET

Jen Piaget è l'autore che più di ogni altro si è soffermato sullo studio della mente infatile, elaborando una complessa teoria dello sviluppo cognitivo. Tale teoria prende il norme di EPISTEMOLOGIA GENETICA (il terimne epistemologia indica l'individualizzazione delle strutture che guidano la conoscenza). Essa si propone di descrivere lo sviluppo delle strutture cognitive, ossia la capiacità e funzioni mentali che presiedaono ai processi della conoscenza.

MODALITà DI CONOSCENZA E RAGIONAMENTO

Piget è convinto che la nostra modalità di conoscenza sia nel DNA. mentre l'intelligenza è da lui ritenuta uno strumento di adattamento biologico all'ambiente, infatti per Piaget lo sviluppo cognitivo è il risultato di un'interazione tra fattori: INTERNI

Accrescimento e maturazione del sistema nervoso

ESTERNI

Sollecitazioni Ambientali

I CONCETTI PORTANTI DELLA TEROIA PIAGETTANA:

ACCOMODAMENTO

ASSIMILAZIONE

È una modalità di conoscenza non diretta, consiste nel comprendere che alcune informazioni non sono assimilabili alle nozioni, già possedute ma richiedono strutture concettuali nuove.

E’ una modalità di conoscenza diretta, in cui si acquisiscono nuove informazioni grazie alla loro adattabilità a nozioni già possedute.

OPERAZIONE MENTALE O INTELLETTUALE

LO SCHEMA

Piaget la definisce come se fosse un'azione interiorizzata che coincide con il ragionamento e compare a partire dai 6-7 anni, quando ormai bambini padroneggiano il linguaggio.

È una particolare struttura mentale che raggruppa e spiega un certo numero di esperienze, ad esempio: sono schemi motori l’afferrare, è uno schema intellettuale la permanenza dell'oggetto ossia che un bambino di 2 anni capisce che un oggetto non più presente alla sua vista esiste comunque in un altro posto.

LO SVILUPPO DELL'INTELLIGENZA SECONDO PIAGET

L'idea più caratteristica di Piaget sull'intelligenza infantile è che essa è differente da quella dell'adulto,il bambino non è un adulto in miniatura. Nel primo anno di vita egli fa esperienza del mondo unicamente sul piano sensoriale; in seguito, con il progredire dello sviluppo, le sue azioni si traducono in pensieri e parole.

Piaget ha una concezione stadiale dell'intelligenza, c'è, che essa si sviluppi attraverso: Il periodo senso motorio= dalla nascita ai due anni Il periodo preparatorio= dai due ai sei anni Il periodo operatorio= dai 6 ai 14 anni

DISTINTO IN 2 FASI:
Delle operazioni concrete ( 2-6 anni)
Operazioni Astratte o Formali (11-14 anni)

IL PERIODO SENSO MOTORIO

Secondo Piaget, l'intelligenza precede il linguaggio: dalla nascita fino al compimento del secondo anno circa il bambino esercita una forma di intelligenza pre verbale, detta anche senso motoria. Individua in questo primo periodo sei fasi successive di approccio conoscitivo alla realtà:

IL PERIODO PREOPERATORIO

La comparsa delle rappresentazioni mentali consente un vero e proprio salto di qualità nello sviluppo cognitivo infantile, in quanto permette al bambino l'apprendimento del linguaggio. L'uso consapevole dei concetti linguistici è il frutto dello svolgimento di una capacità rappresentativa più ampia, che Piaget chiama "funzione simbolica".

In questo secondo periodo il modo di rappresentarsi il mondo ha caratteristiche particolari, molto diverso rispetto al pensiero dell’ adulto. Piaget vi dedicò un’ opera nel 1926 (LA RAPPRESENTAZIONE DEL MONDO NEL FANCIULLO), in cui riporta alcune sue conversazioni intrattenute con i bambini. I tratti ricorrenti che emersero sono: L’ANIMISMO= attribuire un’ anima all’oggetto L’ARTIFICIALISMO= tutti gli oggetti e anche la natura sia stata creata dall’uomo IL FINALISMO= tutto ciò che avviene abbia un fine ben preciso

I tratti cognitivi più importanti della fase PREOPERATORIA, sono l’egocentrismo e l'irreversibilità:

EGOCENTRISMO

IRREVERSIBILTà

consente alla mente infantile di percorrere una sola direzione alla volta

è l’incapacità di assumere un punto di vista esterno

PERIODO OPERATORIO

Nel periodo operatorio il bambino sviluppa la capacità di ragionare senza lasciarsi fuorviare dalle apparenze. Ciò è dimostrato anche dall’acquisizione del concetto di conservazione. Piaget elenca le principali fasi cognitive del periodo operatorio: LA CAPACITà SERIARE (7-8 anni) = Il bambino è capace di mettere in ordine dal più piccolo al più grande LA CAPACITà A NUMERARE= il bambino ha la capacità di copiera l’operazione di aggiungere un’unità al numero precedente. LA CAPACITà DI TRATTARE I RAPPORTI TRA CLASSI DI OGGETTI= ossia la capacità di creare un insieme

Nel periodo operatorio inzia il processo di superamento dell’egocentrismo: il bambino riesce a coordinare più punti di vista e partecipa consapevolmente ai giochi con regole. -Il primo stadio del periodo operatorio (6-11 anni) è detto “concreto” perché i bambini di quest'età non sono in grado di ragionare su concetti astratti,ovvero su concetti non concretizzati in figure, oggetti o situazioni reali. -Il secondo secondo stadio del periodo operatorio (11-14 anni), è detto formale poiché in questa fase si sviluppa la capacità di ragionare senza preoccuparsi del “ contenuto” concreto degli elementi.

PIAGET E LA SUA DIDATTICA ATTIVA

Piaget riteneva che la prima e insostituibile educatrice fosse la natura, il bambino è per natura dotato di interessi che è compito dell’educatore valorizzare, nel rispetto delle naturali tappe di sviluppo, senza forzare o anticipare la somministrazioni di compiti troppo difficili.

Piget offre dei consigli su come deve essere l’educazione: -insegnare con gradualità - partire sempre dall’esperienza diretta a contatto con la natura e le persone -dare spazio all’apprendimento autonomo per scoperta e non puntare solo sulla trasmissione dei contenuti dall’adulto al bambino -organizzare attività didattiche di gruppo -inserire il gioco nelle attività didattiche

FINE

Paglialunga Aurora 4B Scienze Umane

Meno sviluppate sono le capacitàmotorie del neonato; egli non è in gado di tenere su la testa, non sa ancora coordinare lo sguardo focalizzandolo su un determinato oggetto, non riesce a voltarsi dal letto, nè stare seduto.

In poche settimane, le capacità motorie del bambino migliorano notevolmente: -Ad appena 1 mese dalla nascita, il bambino da una posizione prona riesce a sollevare il mento dal suolo. - A 2 mesi cominciano a colpire con le mani gli oggetti vicini. Tuttavia, le capacità motorie sono ancora rudimentali e necessitano di un lungo periodo di sviluppo

REAZIONI PRIMARIE CIRCOLARI (2-4 MESI)

Il bambino ripete per puro piacere un'azione che ha inizio e fine nel suo corpo ( succhiarsi il pollice).

DEGLUTIZIONE

La capacità di deglutire nei bambini è presente fin dalla nascita, ma non è ancora ben coordinata con la respirazione.

AFFERRAMENTO

L'afferramento del neonato è una risposta comportamentale naturale dei neonati alla stimolazione tattile. Si tratta di un riflesso automatico che si verifica quando si tocca la palma della mano del neonato o si applica una leggera pressione sulle dita. Questo riflesso è noto come "riflesso di afferramento" o "riflesso palmaris".

Quando si tocca la mano del neonato, i suoi piccoli muscoli della mano si contraggono involontariamente, facendo sì che il bambino afferrasse l'oggetto o il dito che gli è stato offerto. Questo riflesso è presente sin dalla nascita ed è uno dei molti riflessi primitivi che aiutano il neonato a interagire con l'ambiente circostante.

STADIO DI RIFLESSI (0-2 MESI)

Il bambino applica diffusamente alcuni schemi innati (la suzione)

Il tatto è uno dei primi sensi che si sviluppa nei neonati e gioca un ruolo fondamentale nella loro interazione con l'ambiente circostante. Fin dai primi momenti di vita, i neonati mostrano una risposta al tatto attraverso riflessi come il riflesso di Moro e il riflesso di prensione palmaria. Questi riflessi sono importanti per la sopravvivenza e l'adattamento del neonato all'ambiente.

Un esempio di come il tatto è importante nei neonati è la pratica del "pelle a pelle" o "contatto pelle a pelle" tra il neonato e i genitori. Questa pratica coinvolge il posizionamento del neonato nudo sul petto della madre o del padre poco dopo la nascita. Questo contatto fisico favorisce la regolazione termica, il legame affettivo e può avere benefici sulla salute generale del neonato.

Il sistema nervoso è l'apparato che si forma più lentamente, appartire dal 16° giorno dal concepimento, quando percorre la placca neutrale ( primo stadio del tubo neurale). Al momento della nascita il bambino, ha già il corredo delle sue cellule nervose fonamentali, i neuroni, ma il sistema deve ancora portare a termine la sua maturazione. Questo avverrà attraverso una rete di connessioni neurali, processo che durerà alcuni anni dopo la nascita. Gli aspetti principali della maturazione del sistema nervoso sono:

L'ARBORIZZAZIONE= si riferisce alla formazione di una struttura ramificata. Questo termine viene spesso utilizzato per descrivere la complessa rete di dendriti e assoni che costituiscono le cellule nervose o neuroni.

LA MIELINIZZAZIONE= è il processo biologico mediante il quale si forma la mielina, uno strato lipidico che avvolge elettricamente gli assoni di molte cellule nervose. La mielina funge da isolante elettrofisiologico, migliorando la velocità di conduzione degli impulsi nervosi lungo gli assoni. Questo processo è essenziale per il corretto funzionamento del sistema nervoso.

RIFLESSO DI MORO O DI TRASALIMENTO

Il "riflesso di Moro" è un riflesso normale nei neonati ed è anche conosciuto come "riflesso di trasalimento". Esso consiste in una risposta involontaria a uno stimolo, in genere un suono improvviso o un cambiamento di posizione della testa del neonato. Il riflesso di Moro si manifesta con una serie di movimenti come l'apertura improvvisa delle braccia, il sollevamento delle gambe e una espressione di sorpresa sul volto del bambino. Questo riflesso è presente nei neonati ed è un segno di sviluppo neurologico sano.

Quando il bambino cresce, il riflesso di Moro tende a diminuire e scomparire. Il suo sviluppo è una parte normale del processo di crescita infantile.

DEAMBULAZIONE

Nel corso dei primi mesi di vita, i neonati passano attraverso diverse fasi di sviluppo motorio che li preparano per la deambulazione. È importante notare che nei primi mesi, i neonati non sono in grado di camminare o gattonare in modo autonomo.

Se si regge il bambino in modo che i suoi piedi sfiorino una sua superficie, il piccolo fa subito movimenti simili a quelli della deambulazione, appoggiando i piedi alternativamente

UDITO

Il sistema uditivo nei neonati è presente fin dalla nascita, e i neonati sono in grado di percepire i suoni già nel grembo materno. Il loro udito è vitale per lo sviluppo del linguaggio e per la comunicazione generale con l'ambiente circostante.

STADIO DELLE RAPPRESENTAZIONI MENTALI ( DOPO I 18 MESI)

egli sperimenta: il gioco simbolico ovvero attribuisce a un oggetto presente le caratteristiche di un oggetto assente. l'imitazione differita ovvero l'imitazione di un'azione in assenza del modello, la soluzione di problemi abbastanza complessi, come aprire un pacchetto di caramelle

SUZIONE

Per un neonato succhiare è un atto istintivo, in grado di produrre un effetto calmante e rilassante e di placare le crisi di pianto. La suzione stimola nel bambino la produzione di serotonina, una sostanza molto importante nella regolazione dell’umore e del sonno e in grado di favorire uno stato di calma e serenità. Per questo succhiare dona conforto al bambino e lo aiuta a rilassarsi, soprattutto prima della nanna.

STADIO DELLE REAZIONI CIRCOLARI TERZIARIE (12-18)

Il bambino effettua le sue prime sperimentazioni attive nell'ambiente

VISTA

Il bambino segue con gli occhi un oggetto in movimento; inoltre riesce a distinguere alcuni colori a partire dalla 2 settimana

OLFATTO

L'olfatto nei neonati è presente fin dalla nascita e gioca un ruolo importante nella loro esperienza sensoriale e nell'interazione con l'ambiente circostante. Ecco alcune informazioni chiave sull'olfatto nei neonati:

Riconoscimento della madre: I neonati sono capaci di riconoscere l'odore della madre sin dai primi momenti dopo la nascita. Questo contribuisce alla formazione del legame madre-bambino e può influenzare il comportamento del neonato. Risposta agli odori: I neonati possono reagire ai diversi odori mostrando segni di gradimento o di rifiuto. Possono dimostrare preferenze o avversioni per determinati odori, il che può influenzare il loro comportamento e il loro benessere. Ruolo nell'allattamento: L'olfatto è coinvolto anche nell'allattamento. I neonati sono in grado di riconoscere l'odore del latte materno e rispondono a esso con un aumento dell'attività di suzione.

IL RIFLESSO DI BABINKY

Il riflesso di Babinski è una risposta neurologica che può essere osservata durante l'esame neurologico. Esso coinvolge la risposta del sistema nervoso a uno stimolo sulla parte inferiore del piede. Normalmente, quando la pianta del piede viene stimolata, la risposta normale è la flessione dei dita dei piedi.

Tuttavia, nel riflesso di Babinski, si verifica l'estensione delle dita dei piedi anziché la flessione. Il riflesso di Babinski è spesso associato a segni di disfunzione del sistema nervoso centrale, in particolare a lesioni al tratto corticospinale. Questo riflesso è considerato normale nei neonati, ma dovrebbe scomparire con lo sviluppo. Se il riflesso di Babinski è presente in un adulto, può essere un segno di problemi neurologici, come danni al cervello o al midollo spinale.

GUSTO

Il senso del gusto nei neonati è anch'esso sviluppato fin dalla nascita e svolge un ruolo fondamentale nel loro benessere e nella loro alimentazione.

Sviluppo delle papille gustative: Le papille gustative, che sono piccole strutture sulla lingua e in altre parti della bocca, sono presenti e funzionali fin dalla nascita. I neonati hanno già la capacità di percepire i diversi sapori.

Reazioni ai sapori: I neonati sono in grado di reagire ai diversi sapori mostrando gradimento o disgusto. Queste reazioni possono influenzare la loro disposizione nei confronti degli alimenti e contribuire alla formazione delle loro preferenze alimentari.

COORDINAZIONE DI MEZZI-FINI (8-12 MESI)

Il bambino coordina due azioni successive ( ad esempio sposta il cuscino per prendere il pupazzo che sta sotto)

REAZIONI CIRCOLARI SECONDARIE (4-8 MESI)

Il bambino ripete un'azione che lo mette in contatto con l'ambiente esterno al suo corpo ( Prende in mano i suoi giochi)