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II canto DIVINA COMMEDIA
Giusy Romano
Created on May 26, 2024
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Transcript
Divina Commedia
Analisi II canto
dante alighieri
DIVINA COMMEDIA
II canto
II canto
Divina commedia
Dante Alighieri
Divina Commedia
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DANTE ALIGHIERI il più grande poeta italiano
LA VITA
Dante Alighieri, nato a Firenze nel 1265 e morto a Ravenna nel 1321, è considerato il più importante autore della letteratura italiana, noto anche come "Sommo poeta" e uno dei padri della lingua italiana. Scrisse opere in latino e in volgare, ed ebbe una vita politica che lo portò a vivere in esilio per oltre venti anni. Fu un poeta del Dolce stil novo, esprimendo nei suoi versi un amore spirituale per Beatrice, e intuì le potenzialità della lingua volgare. È famoso soprattutto per la "Divina Commedia", un poema in cento canti che narra un viaggio attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso.
Le sue opere
1265, Firenze
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DANTE ALIGHIERI- Le sue opere
LE sue opere
Dante scrisse opere sia in latino, lingua dei dotti, sia in volgare, lingua del popolo dalla quale deriva l'italiano moderno. Tra le opere in volgare, "La Vita Nuova" è un prosimetro che raccoglie liriche dedicate all'amore e a Beatrice, mentre altre poesie sono raccolte nelle "Rime". Importante è anche il "Convivio", un'opera filosofica composta da quattro trattati, uno introduttivo e tre dedicati all'amore per la filosofia, alla felicità che essa dona e alla natura della nobiltà. Tra le opere in latino, il trattato politico "De Monarchia" è particolarmente rilevante, in cui Dante afferma che il potere temporale dovrebbe essere amministrato dall'imperatore e non dalla Chiesa.
DANTE ALIGHIERI
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COMMEDIA
DIVINA COMMEDIA
Il poema è il racconto fantastico del viaggio compiuto da Dante tra l'8 e il 14 apr. 1300, attraverso i tre regni dell'oltretomba; il viaggio nell'aldilà è tema assai diffuso nel Medioevo occidentale e islamico, ma Dante si rifece piuttosto all'Eneide di Virgilio. Scopo dichiarato del poema è di riportare gli uomini sulla via del bene e della verità, mediante la rappresentazione delle pene e i premi che attendono rispettivamente i peccatori e i buoni nella vita eterna.
Più della Commedia
DIVINA
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DIVINA COMMEDIA- Più della commedia
DIVINA COMMEDIA
L'anima purificata comprende le verità della fede sotto la guida della Teologia (Beatrice) e raggiunge la beatitudine celeste e l'unione con Dio, fine ultimo per cui è stata creata e a cui naturalmente tende.
Il racconto ha un significato allegorico: Dante, smarritosi in una selva, è guidato da Virgilio attraverso Inferno e Purgatorio e da Beatrice alla visione di Dio nel Paradiso, rappresentando l'anima umana che riconosce i propri errori e si pente sotto la guida della Ragione.
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II CANTO
II CANTO
Il secondo Canto dell’Inferno ha un'importante funzione, quella proemiale - ovvero introduttiva - nei confronti però solo della prima cantica, così come il primo Canto costituiva l’introduzione dell’intero poema della Commedia. La tematica infernale qui viene sottolineata dall’invocazione delle Muse e dall’enunciazione del tema.
I personaggi
Elementi tematici e narrativi
DIVINA COMMEDIA
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II CANTO- I personaggi
Vengono inoltre nominati, Enea e San Paolo.Dante è preoccupato dal confronto con questi due personaggi straordinari, entrambi protagonisti di un viaggio nell’oltretomba.
Oltre a Dante e Virgilio, fanno qui la loro comparsa all’interno della Commedia «tre donne benedette»: Beatrice, Santa Lucia e la Vergine Maria.
I personaggi
II CANTO- Elementi tematici e narrativi
L'invocazione alle muse
Enea e San Paolo
II CANTO
II CANTO
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CARAVAGGIO - Prado Museum
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Invocazione alle muse
9 MUSE
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II CANTO- Enea e San Paolo
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enea e san paolo
entrambi protagonisti di un viaggio nell’oltretomba.
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Se nel Canto proemiale della Commedia Dante aveva trovato, come ostacoli al proprio cammino, tre belve secondo Canto dell’Inferno l’impedimento è interiore: il pensiero di non essere all’altezza.
È il confronto con due nomi straordinari, stavolta non più allegorizzati ma figure concrete e storicizzate, a spaventarlo: Enea e San Paolo.
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9 MUSE
ruolo di prologo dell’intera Commedia, il successivo può essere considerato il vero proemio della cantica dell’Inferno. Per questo motivo, in linea con la tradizione classica, Dante apre con un’invocazione alle Muse.
Il II Canto dell’Inferno si apre con un’invocazione alle Muse che – insieme all’enunciazione dell’argomento, ovvero il cammino tra le anime dannate – dona al Canto un carattere proemiale. Infatti, se il I Canto dell’Inferno aveva assunto il
Preoccupato di non essere all’altezza del cammino che sta per intraprendere, anzi quasi considerandolo empio, Dante viene confortato dalle parole di Virgilio: a desiderare che egli si avvii sulla via della redenzione che, attraversando i tre regni dell’Oltretomba, conduce alla visione di Dio, sono nientemeno che Beatrice, Santa Lucia e la Vergine Maria.
Le «tre donne benedette», nella struttura allegorica della Commedia dantesca, rappresentano le tre forme della Grazia divina: - Maria è la Grazia preveniente, dono gratuito di Dio a tutti gli uomini, indipendentemente dai loro meriti; - Santa Lucia è la Grazia illuminante, concessa da Dio agli uomini per aiutarli a discernere il bene dal male; - Beatrice è la Grazia cooperante o santificante, ovvero quella che – con la cooperazione dell’uomo – lo aiuta ad operare il bene.
Così, nello stesso modo in cui – nell’ascesa iniziale – il cammino di Dante era stato ostacolato da tre fiere, allegoria dei tre vizi che ostacolano la redenzione dell’uomo (lussuria, superbia, cupidigia), così esso è supportato e quindi reso possibile dalle tre donne benedette, allegoria di tre diverse declinazioni della Grazia.
ENEA
La discesa di Enea agli inferi è legata alla successiva fondazione di Roma, futuro centro dell’Impero romano e futura sede del Papato.
SAN PAOLO
Il viaggio di San Paolo nell’aldilà è invece volto alla diffusione del Cristianesimo e della Parola di Dio.
LA SUA MISSIONE
Dante, però, il cui viaggio è permesso dalla grazia divina, diventa il terzo nella triade dei personaggi illustri che hanno potuto visitare l’aldilà e, come i due precedenti, anch’egli ha un importantissimo compito che porterà beneficio all’umanità intera: riferire agli uomini quel che ha visto e sentito in modo che anch’essi possano ritrovare la «diritta via» smarrita, in un percorso di redenzione universale.