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CATTEDRALE DISAN SABINOBARI

Lavoro a cura di:Marianunzia Dibari Sofia DimatteoMaria MelaccioAlexia Sciusco

STORIA

La cattedrale fu costruita tra il XII e il XIII secolo per volontà dell'arcivescovo Rainaldo, sulle rovine del duomo bizantino distrutto da Guglielmo I detto il Malo (1156), del quale è possibile ancora oggi osservare a destra del transetto parte del pavimento originario che si estende sotto la navata centrale. Ma prima ancora del duomo bizantino, esisteva un'antica chiesa risalente al VI secolo, i cui resti si trovano sotto la navata centrale. La chiesa che oggi ammiriamo fu edificata sopra la preesistente chiesa di Santa Maria della Scala, che venne integralmente inglobata nella nuova costruzione invece di essere demolita.Per l'opera dell'edificio attuale, furono usati materiali provenienti dalla chiesa precedente e da altri edifici distrutti. Consacrata il 4 ottobre 1292, la chiesa si rifà allo stile della Basilica di San Nicola.

L'ESTERNO

La facciata a salienti, realizzata in pietra calcarea locale, è caratterizzata da una superficie compatta interrotta da poche monofore, una bifora e un rosone.La facciata è tripartita da due lesene: al centro di ogni porzione si apre un portale.Dall'esterno l'osservatore può capire la divisione interna in tre navate.Gli spioventi della copertura sono enfatizzati da archetti pensili.

Nella cattedrale si verifica un particolare fenomeno: durante il solstizio d'estate, la forma del rosone della facciata disegnata dai raggi solari lambisce il mosaico del pavimento che ha le stesse forme e dimensioni del rosone posto in alto, fino a combaciarvi

Il rosone è composto da una cornice a grani di rosario ed è ricco di decorazioni vegetali e animali.

Il portale è di epoca barocca: è caratterizzato da colonne corinzie che sorreggono un cornicione aggettante decorato con una dentellatura e statue raffiguranti la Madonna e due uomini barbuti

L'INTERNO

La pianta è a croce latina a tre navate.La navata centrale, più larga e più alta, è coperta da un tetto a capriate in legno.Le navate laterali sono composte ciascuna da 8 campate coperte da volte a crociera.Il transetto, leggermente più largo delle navate, presenta tre absidi, una in corrispondenza di ogni navata.

L’interno, spogliato dagli stucchi barocchi all’inizio del novecento, appare solenne e armonioso, sobriamente decorato da elementi scolpiti nel calcare a vista.

Le navate laterali sono anch'esse coperte da capriate in legno. Tra navate laterali e centrali si aprono finti matronei, caratterizzati da ampie trifore.

Sotto il transetto si trova la cripta, con l’icona della vergine Odegitria. Nella cripta oltre all’icona della Madonna sono conservate le spoglie di San Sabino, il vescovo di Canosa a cui è dedicata la Cattedrale. Anche se in realtà sarebbe ufficialmente dedicata a Santa Maria Assunta ma viene chiamata “di San Sabino” proprio perché la cripta custodisce da più di mille anni le reliquie del santo. Accanto alla cripta si trova il Museo del Succorpo, un ambiente segreto ricco di mosaici e resti di affreschi e dove i resti dell’antica chiesa bizantina coesistono con le rovine romane.