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Dipendenze
Leda
Created on May 23, 2024
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Diverse facce delle
Dipendenze
giuffrida leda
dipendenza
Nella medicina e nelle scienze sociali: condizione in cui un individuo si trova di incoercibile bisogno di un prodotto o di una sostanza, soprattutto farmaci, alcol, stupefacenti, a cui si sia assuefatto, e la cui astinenza può provocare in lui uno stato depressivo, di malessere e di angoscia (d. psichica), e talora turbe fisiche più o meno violente, cioè nausea, dolori diffusi, contrazioni, ecc. (d. fisica): d. da medicinali, da sostanze psicotrope, dalla droga.
a livello neurologico
Il sistema mesocorticolimbico, il circuito cerebrale del piacere, è composto da un gruppo di regioni cerebrali nelle quali si registrano i livelli più alti di dopamina. E' formato da varie zone cerebrali specifiche:
- Area tegmentale ventrale (VTA): con il compito di proiettare le connessioni neuronali verso altre aree implicate in questo processo;
- Nucleo accumbens: rilascia dopamina, neurotrasmettitore che genera euforia e benessere;
- Corpo striato= nascita delle abitudini;
- Corteccia cingolata anteriore e l’amigdala: emozioni;
- Ippocampo= memoria;
- Corteccia prefrontale= ragionamento e pianificazione.
Sistema delle ricompense
dipendenza
Questo circuito può anche essere attivato da sostanze nocive, le droghe. 1. Fase del desiderio di qualcosa che nel passato ha provocato piacere si passa all’azione, dunque si attiva l’adrenalina e la noradrenalina che mettono in moto l’organismo. 2. L’azione viene ricompensata con una sensazione di piacere una volta conclusa l’azione stessa o nel contempo. 3. Si conclude con una sensazione di soddisfazione. Interviene dunque la serotonina, collegata al nostro stato d’animo e al desiderio di voler provare ancora quelle sensazioni. Vengono classificate e ricordate come piacevoli in quanto associate ad eventi positivi, il che favorirà la ripetizione in futuro. Quando si assumo droghe il corpo libera una quantità di dopamina da 2 a 10 volte maggiore rispetto alla quantità che si ottiene tramite una ricompensa naturale, gli effetti sono immediati e durano più a lungo. Le associazioni che stabiliamo tra certi stimoli, come uscire con gli amici e consumare bevande alcoliche o sostanze nocive, possono rafforzare queste azioni al punto da trasformarle in dipendenze.
meccanismo
dipendenza
La comparsa di una dipendenza in un individuo è legata all'interazione di tre fattori:
- Fattori neurobiologici (genetici e alterazioni neurotrasmettitori)
- Fattori individuali (caratteristiche personali e esperienze di vita)
- Fattori socio-ambientali (contesto familiare, sociale, culturale ed economica)
nomofobia
Dipendenza dal telefono
s. f.) Il terrore di rimanere privi del telefonino. È questo il nome – dove «nomo» è l’abbreviazione di «no mobile» – che ricercatori britannici hanno dato al terrore di non essere raggiungibile al cellulare.
Dipendenza dal telefono
sintomi
- ansia
- irritabilità
- agitazione
- panico
- difficoltà di concentrazione.
- eccessivo controllo sul proprio dispositivo
- Difficoltà a controllare l’uso dei social media
- Ignorare gli impegni personali o professionali
- Dipendenza emotiva dai “mi piace” o commenti che fanno sentirsi validati verso la società.
Dipendenza dal telefono
terapie
È possibile rivolgersi a uno psicologo, uno psicoterapeuta o un professionista della salute mentale specializzato in disturbi correlati alla dipendenza da tecnologia per ricevere supporto e terapia. La terapia cognitivo-comportamentale (CBT), l’educazione sulla gestione dello stress, la terapia di esposizione graduale e la terapia di gruppo sono le terapie seguite più comunemente dai soggetti affetti. È importante anche adottare strategie di autogestione, come impostare limiti di tempo per l’uso dei social media, creare attività alternative e impegnarsi in attività offline che favoriscano il benessere.
Dipendenza dal telefono
origini termine nomofobia
Dal greco antico "legge" o "norma"
"Paura irrazionale"
Il termine nomofobia, coniato per la prima volta nel 2008 da un sondaggio condotto nel Regno Unito, è stato utilizzato per descrivere l’ansia e la dipendenza dai dispositivi mobili, in particolare dai cellulari. Il concetto di nomofobia indica come la nostra crescente dipendenza dai dispositivi mobili e dalle tecnologie abbia generato un'ansia e una paura associata alla loro assenza o inaccessibilità. In altre parole, la nomofobia è il sintomo di un'eccessiva influenza della tecnologia nella nostra vita quotidiana, che ci fa sentire nervosi e agitati quando non possiamo accedere a questi strumenti.
Alcune statistiche interessanti sulla dipendenza dagli smartphone: Il 75% degli adolescenti e il 50% degli adulti controllano il loro telefono appena si svegliano e subito prima di andare a letto. Il 45% dei genitori che utilizzano i social media quotidianamente sentono di essere troppo dipendenti dal loro telefono. Il 60% delle persone che hanno una dipendenza dagli smartphone soffrono di ansia e stress. L'oratore Andrea Muzii, discute sulla perdita dell'arte della concentrazione nella società moderna. Muzii presenta alcuni esperimenti che dimostrano come la nostra attenzione sia diventata sempre più breve e facile distraimento e afferma che la concentrazione è importante per la creatività, l'apprendimento e la felicità Alcune strategie per riprendere l'arte della concentrazione: imporre regole per l'utilizzo del telefono, come ad esempio non utilizzare il telefono durante i pasti o le conversazioni, utilizzare strumenti di aiuto per ridurre la dipendenza, app che monitorano l'utilizzo del telefono o che aiutano a ridurre la dipendenza, trovare alternative alla dipendenza dagli smartphone, lo sport o altre attività creative, utilizzare tecniche di meditazione per allenare la propria mente Creare un ambiente lavorativo o di studio sereno e privo di distrazioni.
L'arte della concentrazione
gioco d'azzardo
s. f. – Disturbo del comportamento caratterizzato dal desiderio compulsivo di tentare la fortuna al gioco; è detto anche gioco d’azzardo patologico o malattia da gioco d’azzardo.
Dipendenza dal gioco
sintomi
- Sentire la necessità di giocare quantità di denaro sempre crescenti e di dedicare al gioco un tempo sempre maggiore;
- Sentirsi irrequieti o irritabili quando si tenta di ridurre o di interrompere il gioco d’azzardo;
- Non riuscire ad interrompere l'attività di gioco;
- Essere eccessivamente assorbiti dal gioco, togliendo tempo alle attività lavorative o di studio;
- Sentire il bisogno di giocare se si è giù di morale, arrabbiati o preoccupati;
- Sentire la necessità di tornare a giocare dopo una perdita con lo scopo di recuperare il denaro perso e rimediare i fallimenti finanziari;
- Mentire ai propri familiari e agli amici per nascondere il proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo;
- Rovinare una relazione o un’opportunità lavorativa a causa del gioco d’azzardo;
- Chiedere disperatamente denaro in prestito per recuperare le somme perse.
Dipendenza dal gioco
origini Azzardo
Francese: "Hazard" Arabo: "az-zahr"= dadi
La storia del gioco d’azzardo è strettamente legata alla storia dell’uomo, i primi cenni a questa attività si riscontrano nel 3000-4000 a.C. Nella civiltà egiziana era già praticato il gioco dei dadi, in India, Giappone e Cina, si hanno testimonianze di forti scommesse, sia al gioco dei dadi che alle corse dei carri. Ai tempi dell'Impero Romano, personaggi come Nerone, Caligola e Claudio erano notoriamente ossessionati dal gioco, un comportamento che oggi potremmo definire "giocatore patologico" o "compulsivo". Connaturata con il gioco d’azzardo, inoltre, pare essere la propensione per il barare, confermata dal ritrovamento di dadi appesantiti da un lato. Nelle epoche più recenti, la gamma di giochi e di divertimenti ha conosciuto un ampliamento significativo, dal gioco d'azzardo sui cavalli, conosciuto come "lo sport dei re", alle lotterie, che risalgono ai secoli XVI e XVII, come testimoniano le cronache storiche. La roulette fu inventata nel XVI secolo dal filosofo Blaise Pascal, mentre le slot-machine nel 1895 dall’americano Charles Fay. Pascal, ispirato dalle tante ore passate al tavolo verde e dalla passione per la matematica, è il primo ad applicare il calcolo delle probabilità anche alle grandi questioni della filosofia. Anche se può sembrare incredibile, molti di quei programmi, chiamati “algoritmi”, che oggi regolano la nostra vita dentro e fuori da Internet trovano la loro origine proprio nella logica della decisione che soggiace alla famosa “scommessa”.
Dipendenza dal gioco
Il fu mattia pascal; pirandello
Dopo la morte del padre, Mattia Pascal viene costretto a sposare la nipote di Batta Malagna, il gestore dell'eredità paterna. L'uomo, impoverito dalla gestione dell'eredità, si trasferisce a Nizza e scopre un libro che spiega il segreto della roulette. Condizionato da questo evento, decide di andare a Montecarlo per tentare di arricchirsi con il gioco. La sua speranza viene esaudita quando vince una considerevole somma alla roulette. Tuttavia, è nel sesto capitolo che Pirandello analizza in modo approfondito gli ambienti e i personaggi del casinò, mettendo in luce le logiche paradossali dei giocatori d'azzardo. Il protagonista, soggetto a cambiamenti repentini e mancanze di certezze nella sua vita, non è in grado di gestire il cambiamento e si illude di poter cambiare la sua vita. Tuttavia, alla fine, la sorte lo costringe a ritornare a essere Mattia Pascal e la sua vita non è più quella di prima. Secondo Pirandello, il gioco d'azzardo crea una false sensazione di felicità e di potenziale cambiamento, ma in realtà è una trappola che genera danni e dipendenze dalle quali è difficile uscire.
Dipendenza dal gioco
Il Giocatore; Fedor Dostoevskij
Anche Fedor Dostoevskij, uno dei più grandi scrittori russi, ha esplorato la tema del gioco d'azzardo in una delle sue opere più note, "Il giocatore". La storia è ambientata in una città tedesca nota per il casinò, dove il narratore, Alekseij Ivànovic, è un precettore che si innamora di Polina, la donna della famiglia che lavora. Per salvare la famiglia e l'amore, Alekseij si trova a giocare e vincere somme ingenti. Tuttavia, la sua smania per il gioco lo porta alla perdita di Polina, che decide di lasciarlo e fuggire in Francia. Deluso, Alekseij si rifugia in una relazione con una donna che spreme tutti i soldi guadagnati. Il romanzo di Dostoevskij non è né una condanna né un elogio del gioco d'azzardo, ma piuttosto un'ironica riflessione sulla natura dell'amore e del denaro: mentre il denaro può essere ripristinato, l'amore perduto potrebbe essere perso per sempre.
alcolismo
Uso patologico di bevande alcoliche con conseguenze mediche e sociali. Dal punto di vista medico si distinguono: a. acuto e a. cronico.
Dipendenza dall'alcol
sintomi
I sintomi di astinenza da alcol possono includere:
- Un aumento della sudorazione e della frequenza cardiaca
- Tremore alle mani e in generale
- Problemi nel dormire (insonnia)
- Nausea e vomito
- Allucinazioni che possono causare ansia, inquietudine e paura
- Agitazione psicomotoria
- Ansia generalizzata
- Crisi convulsive
Dipendenza da alcol
Danni neurologici
L'assunzione di alcol in modo sregolato può causare danni al cervello e al sistema nervoso centrale. L'alcol influisce sul cervello in modo negativo, alterando funzioni come la respirazione, l'equilibrio e i movimenti, la capacità di linguaggio e la capacità di acquisire nuove informazioni. L'assunzione cronica di alcol può causare confusione, rallentamento dei tempi di reazione e difficoltà di orientamento nello spazio. I danni possono protrarsi anche dopo la disintossicazione, con perdite di memoria temporanee o permanenti e lesioni irreversibili alle cellule cerebrali. Gli adolescenti e gli anziani sono particolarmente vulnerabili ai danni dell'alcolismo sul cervello.
Dipendenza da alcol
origin Alcol
Arabo: “il meglio di una cosa”
Linea del tempo
1871 “guerra all’alcol nello stato del Maine (USA) dove era nato il movimento del proibizionismo con divieti alla produzione e allo spaccio di liquori. Anche nello Jowa e Kansas furono adottate rigide leggi proibizioniste 1919 Stati Uniti: emanato il 18 emendamento alla Costituzione che estendeva a tutto il territorio il divieto di fabbricazione, vendita e consumo di alcol “Volsteat Act”= mercato nero, guerre tra contrabbandieri, aumentò. Fu abrogata.
XVII un monaco, Agapios, documentò per primo che l’abuso cronico di alcol è associato a tossicità a livello del sistema nervoso e ad una vasta gamma di altri disturbi medici, come convulsioni, paralisi ed emorragie interne.
XVIII aumentò consumo del caffè e del tè e il metodo di di far bollire l’acqua con l'effetto di distruggerne i “componenti “velenosi. La diffusione di bevande alternative e una migliore alimentazione fecero diminuire il consumo di alcol. XIX aumento abitanti: introdotti sistemi di depurazione dell’acqua corrente che portò ad eliminare le bevande alcoliche dall’uso quotidiano relegandole a momenti particolari.NordEuropa: primi movimenti proibizionisti con leggi che ne regolano la vendita e proibiscono la produzione domestica.
IV millenio a.C. Sumeri e Egiziani fabbricavano vino e birra (schiavi bevevano durante costruzione piramidi). Codice di Hammurabi: riportate alcune leggi che servivano a regolare il commercio del vino. Cina: fermentazione del riso “pulque”, ottenuta dalla fermentazione dell’agave (pianta).
XV Consumo aumenta sebbene le restrizioni. XVI Lutero e Calvino: vino come dono di Dio. In ambienti religiosi fondamentalisti: i fondamenti dei proibizionismi dell’alcol. Inghilterra: varata legge che vieta l’ubriachezza per ragioni di ordine pubblico considerandola crimine.
dipendenza da sostanze stupefacenti
La Dipendenza da Sostanze stupefacenti è modalità patologica di abuso di sostanze: marijuana, cocaina, eroina, crack, anfetamine, ecstasy, ketamina, speed; che conduce a menomazione sociale e lavorativa e ha gravi ripercussioni sulla salute fisica e mentale del soggetto.
sintomi
- Ossessività: la persona è assorbita da pensieri e immagini intrusive continue riguardanti la dipendenza o le ideazioni relative alla dipendenza, provocano tensione ed eccitazione inappropriate e causano ansia o disagio, interferendo significativamente con le sue normali abitudini, con il funzionamento lavorativo (o scolastico) e nelle relazioni sociali.
- Impulsività: il soggetto prova irrequietezza, ansia, aggressività, irritabilità o sensazione di agitazione e inquietudine quando non è possibile accedere alla sostanza; incapacità di resistere ai desideri.
- Compulsività: comportamenti di consumo ripetitivi che la persona si sente obbligata a mettere in atto, anche contro la sua stessa volontà, nonostante le possibili conseguenze negative.
Linea del tempo
Roma classica: Cesare fumava fiori di canapa per procurarsi ilarità e godimento. Il medico Galeno prescriveva all’imperatore una porzione di oppio come antidolorifico. Ciò che stupisce è che sebbene vi fossero consumatori regolari non sono documentate problematiche di ordine pubblico o privato.
XIX: Il Laudano, un composto a base di oppio e alcool avente proprietà narcotiche, antidolorifiche simili a quelle degli oppiacei, veniva utilizzato dalle lavoratrici operaie inglesi per calmare ii bambini. In particolare una delle più grandi scoperte nel 1800 è stata la morfina e l'eroina, così chiamata per e sue energiche virtù. Nel 1886 un farmacista di Atlanta, negli Stati Uniti, brevettò la formula di un tonico in cui erano presenti anche le noci di cola, una miscela che, privata della cocaina, diventerà ben presto una delle bevande più note e consumate al mondo: la Coca Cola.
antichità:Papaver somniferum: (Sumeri, babilonesi ed egizi: anestetico e calmante per non far piangere i bambini. Egitto la birra ritenuta un tonificante per le donne incinte). Grecia antica: “sostanze che agiscono rilassando, o addormentando” .
Medioevo: Droga, lussuria e stregoneria si intrecciano. L’uso religioso di sostanze viene punito con la tortura o la morte. Oppio e canapa sono impiegati nelle pozioni curative di re, nobili e dagli stessi prelati; i medici traggono un grande e nuovo prestigio sociale usando l’oppio e la canapa a scopo terapeutico. La rinascita della farmacologia porta alla nascita dei primi “ordini” di medici e speziali.
XX: diffusione anfetamine per curare la depressione. Beat Generation: movimento giovanile che trovò una sua espressione anche in campo artistico, poeticoe letterario, sviluppandosinel secondo dopo guerra principalmente negli Stati Uniti.
bibliografia
https://youtu.be/tsBIqb-D0us https://youtu.be/8OkioNmcN8c https://lamenteemeravigliosa.it/circuito-cerebrale-piacere/ https://www.guidodacutipsicologo.it/la-storia-delle-dipendenze-nel-corso-della-storia/ https://brandonbejkogioco.wordpress.com/il-gioco-dazzardo-nella-letteratura/
https://www.treccani.it/vocabolario/nomofobia_(Neologismi)/ https://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/gioco%20d'azzardo/?search=gioco%20d%27azzardo https://www.treccani.it/enciclopedia/ricerca/alcolismo/?search=alcolismo https://www.ctstorino.com/blog/alcolismo-danni-al-cervello/ https://www.humanitas.it/malattie/disturbo-da-gioco-dazzardo/ https://youtu.be/TJdEuQndU_g