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presentazione Dostoevskij

Eleonora Danesi

Created on May 22, 2024

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Transcript

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

l'artista del caos

start

vita e contesto storico

nasce a Mosca l'11 novembre 1821, secondo di 7 fratelli

Il padre, è medico presso l’ospedale dei poveri ed è un uomo autoritario, dedito all’alcolismo. studia Ingegneria a Pietroburgo e vi si trasferisce nel 1838. L’anno successivo il padre viene assassinato dai propri servi, esasperati dai suoi comportamenti: ricevuta la notizia, Fëdor ha il primo degli attacchi epilettici che segneranno la sua vita.

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la condanna a morte e l'esilio in siberia

nel 1849, Dostoevskij, in una San Pietroburgo piena di furori culturali e fermenti politici, si avvicina al circolo di Petrasevskij (gruppo, che si trova a discutere di politica e socialismo ogni venerdì) e viene arrestato. Tra le accuse spicca quella di una stamperia clandestina e di aver letto una famosa lettera scritta da Belinskij a Gogol, in cui compare una dura accusa all’autocrazia e la cui riproduzione è vietata.

All’arresto seguirà il più grande trauma della sua vita. Dopo mesi di processo Dostoevskij e gli altri membri del circolo sono condannati alla fucilazione, vengono portati davanti al plotone d’esecuzione ma non morirà nessuno. in quel momento entra un messaggero e la pena di morte è commutata nell’esilio in Siberia.

viene imprigionato nella fortezza di Omsk, dove resta per quattro anni, vive a stretto contatto con i più spietati criminali di Russia, viene conoscenza delle peggiori storie di violenza, disperazione e morte che un essere umano possa sopportare. lo inviano, per buona condotta, a Semipalatinsk in arruolamento coatto, dove è un’altra persona: torvo, emaciato, reticente; uno dei più brillanti giovani intellettuali di San Pietroburgo non riesce quasi più a parlare.

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la vita dopo l'esilio

-Negli anni '60, Dostoevskij viaggiò molto in Europa occidentale. Durante questi viaggi, sviluppò una dipendenza dal gioco d'azzardo, che aggravò ulteriormente le sue difficoltà finanziarie. Questo periodo è immortalato nel romanzo "Il giocatore", scritto in un breve periodo di tempo per rispettare una scadenza contrattuale e pagare i suoi debiti. Negli ultimi anni della sua vita, godette di un crescente riconoscimento e rispetto. Fu invitato a tenere un discorso pubblico per il monumento a Aleksandr Puškin nel 1880, un evento che segnò il culmine della sua carriera pubblica. Tuttavia, la sua salute rimase precaria, in parte a causa dell'epilessia e di altri problemi cronici. Fëdor Dostoevskij morì il 9 febbraio 1881 a San Pietroburgo, lasciando un'impronta indelebile nella letteratura mondiale.

la filosofia di dostoevskij

5. esplorazione dell'inconscio

3. fede e dubbio

1. la natura umana e la sofferenza

6. moralità e peccato

4. amore e redenzione

2. libertà e responsabilità

La filosofia di Dostoevskij è un'indagine profonda e sfaccettata dell'animo umanO, sfidando i lettori a confrontarsi con le proprie credenze e valori. La sua visione del mondo è intrisa di una tensione tra il desiderio di trascendenza spirituale e la realtà della sofferenza e del peccato, rendendo le sue opere eternamente rilevanti e stimolanti.

le opere

il sogno di un uomo ridicolo

il giocatore

le notti bianche

memorie dal sottosuolo

delitto e cASTIGO

la mite

LE NOTTI BIANCHE 1848

Ambientato a San Pietroburgo, narra la storia di un sognatore solitario e la sua breve ma intensa interazione con una giovane donna:

"io sono un sognatore; ho vissuto così poco la vita reale che attimi come questi non posso non ripeterli nei sogni"

significato

temi

trama

il giocatore 1866

"il giocatore appassionato è una creatura che è sempre in attesa di un miracolo: oggi perderà tutto, domani farà saltare la banca"

significato

curiosità

trama

memorie dal sottosuolo 1866

"l'uomo è una creatura che si abitua a tutto, e io credo che questa sia la sua migliore definizione"

trama

spiegazione

curiosità

La mite 1876

"Perché una creatura così mite, così delicata, così fragile, ha dovuto soccombere alla mia crudele indifferenza?"

trama

curiosità

temi

il sogno di un uomo ridicolo 1877

""Mi accorsi che l'amore è l'essenza di ogni cosa." "

Dostoevskij immagina e racconta una vicenda paradossale in cui il protagonista - un uomo di mezza età, disperato e ormai indifferente a tutto e tutti - decide di suicidarsi, ma, addormentandosi innanzi alla rivoltella, sprofonda in un sogno che lo conduce in una nuova, primordiale Terra.

delitto e castigo 1866

"Li aveva risuscitati l'amore, il cuore dell'uno racchiudeva infinite fonti di vita per l'altro." " "

"Delitto e castigo" narra la storia di Rodion Raskol'nikov, un giovane studente impoverito a San Pietroburgo, che concepisce e realizza un piano per uccidere una vecchia usuraia. Dopo il delitto, è perseguitato dal senso di colpa e dalla paranoia, mentre interagisce con vari personaggi che influenzano il suo destino. La vicenda esplora le sue tormentate riflessioni morali e psicologiche.

grazie per l'attenzione

Lo salverà, l’amicizia con un giovane procuratore, il barone Alexander von Wrangel che è un ragazzo sensibile e maturo che si fa carico della rinascita di uno scrittore: grazie a lui, Dostoevskij ritrova la forza vitale che sembrava perduta, ma anche la voglia di scrivere. Dostoevskij, tuttavia, ha il divieto di pubblicare e le opere che nasceranno in Siberia vedranno la luce solo molto più tardi: quel duro racconto degli anni a Omsk che prenderà forma nelle "Memorie dalla casa dei morti."Un’altra conseguenza della prigionia è l’interesse per i delitti, i processi e il sistema giudiziario. comincia a farsi raccontare minuziosamente da von Wrangel tutti i casi che si trova a sbrogliare: le riflessioni che gli deriveranno da questi racconti confluiranno più tardi in uno dei suoi capolavori, Delitto e castigo, del 1866.

Dostoevskij riteneva che la sofferenza fosse una componente essenziale dell'esperienza umana. Credeva che attraverso il dolore e la sofferenza, gli individui potessero raggiungere una comprensione più profonda di sé stessi e del mondo. Questa idea è centrale in opere come "Delitto e castigo", dove il protagonista Raskol'nikov, dopo aver commesso un omicidio, attraversa un tormento interiore che lo porta infine a una sorta di redenzione. La sofferenza non è vista solo come una punizione, ma come un mezzo per la purificazione e la crescita spirituale.

La libertà è un tema cruciale nella filosofia di Dostoevskij. Egli credeva che la vera libertà comportasse una grande responsabilità. Nei suoi romanzi, esplora come i personaggi utilizzano la loro libertà e le conseguenze delle loro scelte. Ad esempio, in "I demoni", Dostoevskij critica il nichilismo e l'ideologia rivoluzionaria, mostrando come la mancanza di responsabilità morale possa portare al caos e alla distruzione. L'idea è che la libertà senza una bussola morale conduca inevitabilmente al disastro personale e sociale.

dostoevskij era profondamente cristiano, ma la sua fede era intrisa di dubbi e conflitti. La tensione tra fede e dubbio è particolarmente evidente ne "I fratelli Karamazov". Attraverso i personaggi di Ivan e Alëša Karamazov, Dostoevskij esplora diverse prospettive sulla fede. Ivan rappresenta il dubbio e la ragione, mentre Alëša incarna la fede e la spiritualità. La famosa "Leggenda del Grande Inquisitore" contenuta nel romanzo è una potente allegoria del conflitto tra autorità religiosa e libertà individuale, e mette in discussione il ruolo della Chiesa e la natura della libertà umana.

Dostoevskij credeva che l'amore cristiano e la compassione potessero trasformare e redimere l'anima umana. In "L'idiota", il principe Myškin è ritratto come un Cristo moderno, la cui purezza e bontà lo rendono vulnerabile in un mondo corrotto e cinico. Tuttavia, attraverso il suo esempio, Dostoevskij mostra come l'amore e la gentilezza possano avere un impatto salvifico sugli altri, anche se spesso non sono compresi o apprezzati dalla società.

Dostoevskij è stato un pioniere nell'esplorazione dell'inconscio umano, anticipando in molti modi le teorie psicologiche di Sigmund Freud. Nei suoi romanzi, i personaggi spesso affrontano conflitti interni profondi, tra cui paure, desideri nascosti e impulsi distruttivi. Questa esplorazione dell'inconscio è evidente in "Memorie dal sottosuolo", dove il narratore anonimo espone le sue riflessioni più oscure e contorte, rivelando una psiche tormentata e frammentata.

Dostoevskij era profondamente preoccupato con le questioni morali e la natura del peccato. Nei suoi romanzi, i personaggi sono spesso posti di fronte a dilemmi morali complessi che rivelano le loro vere nature. La lotta tra bene e male è un tema ricorrente, e Dostoevskij esplora come le persone affrontano il peccato, la colpa e la possibilità di redenzione. In "Delitto e castigo", Raskol'nikov cerca di giustificare il suo omicidio con una teoria utilitaristica, ma alla fine scopre che non può sfuggire alla sua coscienza e alla necessità di espiazione.

Il protagonista, un giovane sognatore senza nome, vive una vita isolata e introspettiva, trascorrendo le sue giornate immerso nei suoi pensieri e nelle sue fantasie. Una notte, durante una delle sue passeggiate solitarie, il sognatore incontra una giovane donna di nome Nasten'ka che sta piangendo su un ponte. Si avvicina a lei, e dopo un iniziale momento di diffidenza, Nasten'ka accetta la sua compagnia. Nasten'ka vive con la sua nonna cieca, che la tiene quasi prigioniera. La ragazza racconta al sognatore che un anno prima aveva conosciuto un giovane inquilino della loro casa con il quale si era innamorata. egli le aveva promesso che sarebbe tornato dopo un anno per sposarla, ma ora il tempo è passato e Nasten'ka non ha ricevuto alcuna notizia da lui. Il sognatore, le promette di aiutarla a ritrovare il suo amore. Nei giorni seguenti, i due si incontrano ogni notte, e il sognatore ascolta attentamente le speranze e le paure di Nasten'ka, nutrendo segretamente una crescente affezione per lei. Tuttavia, una notte, mentre stanno passeggiando, Nasten'ka riceve una lettera dall'amato, che annuncia il suo ritorno. Nonostante il cuore spezzato, il sognatore incoraggia Nasten'ka a correre incontro al suo amato. lasciandolo solo con i suoi sogni infranti. La storia si conclude con il sognatore che, nonostante il dolore, è grato per l'esperienza vissuta e continua a vivere nella sua solitudine, nutrendosi dei ricordi di quelle notti bianche.

Esplora temi come la solitudine, l'amore non corrisposto e il contrasto tra la realtà e il sogno. La narrazione mette in luce la natura profondamente romantica e idealista del sognatore, che vive più nel suo mondo interiore che in quello reale. La breve interazione con Nasten'ka rappresenta per lui una fuga dalla sua solitudine e un assaggio di un amore che, tuttavia, rimane irrealizzato.

È un libro sulla solitudine, sulla necessità di comunicare, sulla voglia e il bisogno di amare, ma anche sulle proprie paure, sul timore di lasciare le proprie abitudini per quanto banali e odiose possano essere. È un libro sull'amore soffocato, ma anche sulla felicità impareggiabile donata da un incontro

Il romanzo si svolge principalmente a Roulettenburg, una città termale immaginaria. Il narratore e protagonista, Aleksandr Ivanovič, è un giovane insegnante russo che si trova lì con una famiglia di aristocratici russi, tra cui la giovane e affascinante Polina. Polina è oggetto dell'ossessione amorosa del narratore, che spera di conquistarla con la sua fortuna al casinò. Polina, tuttavia, sembra essere interessata a un ricco e ambiguo generale francese, il barone de Grieux, che è uno dei principali protagonisti della storia. Il barone è un giocatore incallito e spregevole, noto per le sue scommesse temerarie e la sua instabilità emotiva. Nel frattempo, il narratore è coinvolto in una serie di intrighi e giochi psicologici con altri personaggi del casinò, tra cui il suo tutore, il signor Astley, e il ricco imprenditore tedesco, Mr. Blanche. Mentre la sua ossessione per Polina cresce, il narratore si ritrova sempre più coinvolto nel vortice del gioco d'azzardo, sperando di ottenere il denaro e il prestigio necessari per conquistare il cuore di Polina.

"Il giocatore" è molto più di una semplice storia sul gioco d'azzardo. È un romanzo complesso che esplora temi come l'ossessione, la disperazione, l'avidità e la follia. Dostoevskij offre una critica acuta della società russa dell'epoca, evidenziando la corruzione morale e la decadenza dei suoi personaggi aristocratici. Il romanzo è anche un'analisi profonda della natura umana e dei suoi desideri più oscuri. Il narratore rappresenta la lotta interiore tra la ragione e l'impulso, mentre il barone de Grieux incarna l'autodistruzione e la mancanza di controllo. La presenza costante del casinò come sfondo per le vicende dei personaggi sottolinea la natura volubile e insensata del destino umano.

1.Scrittura sotto pressione: Dostoevskij scrisse "Il giocatore" in un periodo di tempo estremamente breve, circa 26 giorni, per rispettare una scadenza imposta dal suo editore. Il contratto prevedeva che, se non avesse consegnato il manoscritto in tempo, avrebbe perso i diritti su tutte le sue opere precedenti. Questa pressione lo portò a utilizzare l'aiuto della sua futura moglie, Anna Grigor'evna Snitkina, come stenografa. 2.Autobiografico: Il romanzo riflette le esperienze personali di Dostoevskij con il gioco d'azzardo. Lui stesso era un accanito giocatore e conobbe in prima persona la dipendenza, le perdite finanziarie e la disperazione che descrive nel libro. Molti dei sentimenti e delle situazioni vissute dal protagonista, Aleksej Ivànovic, rispecchiano le sue esperienze personali. 3.Personaggi basati su persone reali: Alcuni personaggi del romanzo sono ispirati a persone reali che Dostoevskij incontrò durante i suoi viaggi in Europa. Ad esempio, la figura del Generale è ispirata a un uomo d'affari russo che Dostoevskij conobbe a Wiesbaden, noto per le sue perdite ingenti al casinò. 4.Tematiche psicologiche: "Il giocatore" è un'analisi acuta della psicologia della dipendenza. Dostoevskij esplora come il gioco d'azzardo possa diventare un'ossessione, distruggendo le vite dei giocatori e delle persone intorno a loro. La descrizione dei sentimenti di euforia e disperazione del protagonista fornisce una profonda comprensione dei meccanismi mentali della dipendenza.

1. Isolamento e Solitudine: Il personaggio principale, Varvara Dobroselova, vive una vita solitaria e oppressa, simboleggiando il senso di isolamento che molti individui possono provare nella società 2. Passione e Desiderio Represso: La relazione tra Varvara e il signor Smirnov mette in luce il conflitto interiore di Varvara tra il desiderio di libertà e la paura di abbandonarsi alla passione. 3. L'Ossessione e la Tragedia: L'ossessione del signor Smirnov per Varvara porta alla tragedia, evidenziando il potere distruttivo dell'ossessione e delle emozioni non controllate. 4. La Natura Umana: Il racconto esplora la complessità della natura umana, mostrando come gli individui possano essere influenzati dalle loro emozioni e desideri, portando a conseguenze impreviste e spesso tragiche. "La mite" può essere considerato un'esplorazione della condizione umana e delle sfumature delle relazioni interpersonali, mettendo in luce i conflitti interiori e le emozioni universali che guidano le azioni umane.

1. Ispirazione autobiografica: Si dice che Dostoevskij abbia tratto ispirazione per il personaggio di Varvara Dobroselova dalla sua stessa esperienza di vita. Come Varvara, Dostoevskij si sentiva spesso isolato e oppresso dalla società. 2. L'opera incompiuta: "La mite" è uno dei pochi racconti di Dostoevskij che non è mai stato completato. Si dice che l'autore avesse intenzione di espandere ulteriormente la storia, ma per motivi sconosciuti non lo fece mai. 3.Traduzione del titolo: Il titolo originale del racconto in russo è "Кроткая" (Krotkaja), che può essere tradotto letteralmente come "Mite", "Mitezza" o "Dolcezza". La scelta del titolo in italiano, "La mite", cerca di catturare il senso di timidezza e dolcezza associato al personaggio principale, Varvara Dobroselova.

La storia inizia con la tragica scena del corpo della moglie che giace su un tavolo dopo essersi gettata dalla finestra con un'icona religiosa in mano. Il narratore racconta di come l'abbia incontrata per la prima volta: una ragazza giovane, povera e senza famiglia, che si presentò da lui per impegnare alcuni oggetti di scarso valore. Colpito dalla sua bellezza e dalla sua situazione disperata, il protagonista decise di proporle un matrimonio che lei accettò, sperando di sfuggire alla sua condizione misera. Tuttavia, il matrimonio si rivelò presto infelice. Il narratore era un uomo freddo, autoritario e ossessionato dal controllo, che trattava la giovane moglie con distacco e indifferenza. La ragazza, chiamata solo "la mite" nel racconto, iniziò a sentirsi sempre più oppressa e disperata. Ogni suo tentativo di avvicinarsi al marito o di trovare conforto veniva respinto o ignorato. La solitudine e la mancanza di affetto la portarono infine al suicidio, un atto che il marito cerca di spiegare e giustificare nel suo monologo, ma che rivela la sua completa incomprensione dei sentimenti della moglie.

Memorie del sottosuolo" è diviso in due parti. Nella prima parte, il narratore, un ex funzionario governativo, condivide i suoi pensieri e le sue riflessioni più profonde sulle sue esperienze passate e sul suo stato mentale attuale. Egli si considera un "uomo del sottosuolo", alienato dalla società e spinto da una volontà autodistruttiva. Nella seconda parte, il narratore racconta un episodio della sua vita passata in cui ha cercato di umiliare un ufficiale superiore durante un incontro pubblico. Questo episodio mette in luce il senso di impotenza e il desiderio di vendetta del narratore nei confronti della società e delle convenzioni sociali.

"Memorie del sottosuolo" è un romanzo di carattere psicologico che esplora le profondità dell'animo umano, concentrandosi sulle frustrazioni, le contraddizioni e le ossessioni del narratore. Dostoevskij usa il personaggio del narratore per analizzare la complessità della condizione umana e le tensioni tra il desiderio di libertà individuale e la necessità di appartenenza sociale. Il romanzo è anche una critica della razionalità e del determinismo dell'epoca, mostrando come il narratore sia spinto più dall'irrazionalità e dalla volontà di auto-sabotaggio che dalla ragione. .

1. Influenza filosofica: "Memorie del sottosuolo" è considerato uno dei primi esempi di esistenzialismo nella letteratura russa. Il romanzo anticipa molte delle idee esistenzialiste di filosofi come Friedrich Nietzsche e Jean-Paul Sartre. 2. Ricezione critica: è stato inizialmente accolto con freddezza dalla critica, ma è diventato uno dei lavori più influenti di Dostoevskij nel corso del tempo, apprezzato per la sua profondità psicologica e la sua rilevanza filosofica. 3. Struttura narrativa innovativa: Il romanzo è noto per la sua struttura narrativa non lineare e per il suo uso di monologhi interiori e di stream of consciousness, anticipando molte delle tecniche narrative utilizzate dalla letteratura modernista del XX secolo.