Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Presentazione Giacomo Leopardi

TAGLIAFERRI STEFANO

Created on May 22, 2024

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Animated Chalkboard Presentation

Genial Storytale Presentation

Blackboard Presentation

Psychedelic Presentation

Chalkboard Presentation

Witchcraft Presentation

Sketchbook Presentation

Transcript

"A silvia"

Giacomo Leopardi

Dati sul testo

A Silvia è una delle più famose liriche composte da Giacomo Leopardi. Redatta a Pisa tra il 19 e il 20 aprile 1828 e venne poi trascritta in forma definitiva il 29 settembre e comparve nell'edizione dei Canti del 1831.

Silvia, rimembri ancora Quel tempo della tua vita mortale, Quando beltà splendea Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi, E tu, lieta e pensosa, il limitare Di gioventù salivi? Sonavan le quiete Stanze, e le vie dintorno, Al tuo perpetuo canto, Allor che all’opre femminili intenta Sedevi, assai contenta Di quel vago avvenir che in mente avevi. Era il maggio odoroso: e tu solevi Così menare il giorno. Io gli studi leggiadri Talor lasciando e le sudate carte, Ove il tempo mio primo E di me si spendea la miglior parte, D’in su i veroni del paterno ostello Porgea gli orecchi al suon della tua voce, Ed alla man veloce Che percorrea la faticosa tela. Mirava il ciel sereno, Le vie dorate e gli orti, E quinci il mar da lungi, e quindi il monte. Lingua mortal non dice Quel ch’io sentiva in seno.

"A Silvia"

Che pensieri soavi, Che speranze, che cori, o Silvia mia! Quale allor ci apparia La vita umana e il fato! Quando sovviemmi di cotanta speme, Un affetto mi preme Acerbo e sconsolato, E tornami a doler di mia sventura. O natura, o natura, Perchè non rendi poi Quel che prometti allor? perchè di tanto Inganni i figli tuoi? Tu pria che l’erbe inaridisse il verno, Da chiuso morbo combattuta e vinta, Perivi, o tenerella. E non vedevi Il fior degli anni tuoi; Non ti molceva il core La dolce lode or delle negre chiome, Or degli sguardi innamorati e schivi; Nè teco le compagne ai dì festivi Ragionavan d’amore

Anche peria fra poco La speranza mia dolce: agli anni miei Anche negaro i fati La giovanezza. Ahi come, Come passata sei, Cara compagna dell’età mia nova, Mia lacrimata speme! Questo è quel mondo? questi I diletti, l’amor, l’opre, gli eventi Onde cotanto ragionammo insieme? Questa la sorte dell’umane genti? All’apparir del vero Tu, misera, cadesti: e con la mano La fredda morte ed una tomba ignuda Mostravi di lontano.

Giacomo Leopardi

Riassunto "A Silvia"

Primo paragrafo: L'introduzione e l'invocazione

La poesia inizia con un'invocazione a Silvia, una giovane donna amata e perduta. Il poeta ricorda con nostalgia i giorni passati, quando Silvia simboleggiava speranza e bellezza, stabilendo un tono malinconico e affettuoso.

Secondo paragrafo: Il ritratto di Silvia

Leopardi descrive Silvia nella sua giovinezza, immaginandola mentre cantava e lavorava. Associata alla primavera e alla natura rigogliosa, Silvia rappresenta vitalità e speranza, contrastando con la sua morte precoce.

Terzo paragrafo: Le speranze giovanili

Il poeta riflette sulle speranze e i sogni giovanili condivisi con Silvia, che sono stati infranti dal destino crudele. Entrambi immaginavano un futuro luminoso, stroncato dalla realtà, esprimendo disillusione e rimpianto.

Quarto paragrafo: La morte di Silvia

Leopardi racconta la prematura morte di Silvia, che interrompe brutalmente la sua giovinezza e le sue speranze. La morte di Silvia segna la fine dei sogni del poeta, evidenziando la fragilità della vita e la crudeltà del destino.

Quinto paragrafo: La riflessione sulla condizione umana

La poesia si conclude con una riflessione sulla condizione umana e sul destino di sofferenza e morte. Leopardi esprime il suo pessimismo verso la vita, vista come un susseguirsi di illusioni destinate a infrangersi contro la realtà. Silvia diventa simbolo della bellezza e delle speranze giovanili distrutte dal tempo e dal destino.

FIGURE RETORICHE PRINCIPALI

sTRuttura metrica

Leopardi gioca molto con le figure di posizione più che con le metafore: abbiamo chiasmi “io gli studi leggiadri… e le sudate carte”Gli iperbati: “ove il tempo mio primo / e di me si spendea la miglior parte” Ossimori: “lieta e pensosa”. Le metafore più importanti sono: “il fiore degli anni tuoi” Metonimie: “sudate carte” Numerose allitterazioni (con Silvia): “vita”, “mostravi”.

La poesia è una canzone libera di endecasillabi e settenari con prevalenza di quest'ultimi: 34 settenari e 29 endecasillabi. L'ultimo verso di ciascuna strofa rima con uno dei versi che lo precedono. Il componimento si divide in due parti quasi della stessa lunghezza: vv. 1-31 e vv. 32-63.

Analisi lessicale

Collegamenti esterni ed interni

Le parole-chiave includono:

  • Quiete: Ricorrente in molte opere di Leopardi (es. "La sera del dì di festa", "La quiete dopo la tempesta").
  • Vago: Considerato l'aggettivo centrale del canto, esprimendo la vaghezza.
  • Giovinezza: Fondamentale nella poetica leopardiana, rappresenta l'età negata al poeta dalla natura maligna.
  • Speranza: Tradita e morta nel poeta e in tutti coloro che sperimentano il dolore.
  • Beltà: Soggetta all'azione erosiva del tempo.
  • Morte e tomba: Temi ricorrenti nell'opera di Leopardi.
Queste parole contribuiscono a delineare i temi principali della poesia e facilitano la trasmissione del messaggio del poeta.

Le parole che Leopardi considera "poeticissime e piacevoli" sono quelle che trasmettono le sensazioni desiderate dal poeta, soprattutto la vaghezza. Termini come "fuggitivi", "quiete", "perpetuo". Accanto a questi aggettivi, Leopardi utilizza termini arcaici come "rimembri", insieme a parole di uso comune come "vita", "occhi", "gioventù", "tomba" e "canto". Questo mix di lessico conferisce al componimento un tono medio che facilita la trasmissione dei temi trattati.

Analisi stilistica

  • Invocazione: La poesia inizia con un'invocazione diretta a Silvia, creando un tono intimo e personale.
  • Immagini sensoriali: Leopardi evoca immagini visive e uditive per trasmettere le sensazioni legate ai ricordi di Silvia.
  • Le immagini di primavera e natura rigogliosa evocano vitalità e speranza.
  • Contrasti: Il contrasto tra la vivacità giovanile di Silvia e la sua morte precoce evidenzia la fragilità della vita e la crudeltà del destino.
  • Temi ricorrenti: Parole-chiave come "quiete", "vago", "giovinezza", "speranza", "beltà", "morte" e "tomba" richiamano temi centrali nella poetica leopardiana, come la bellezza, la speranza tradita e la riflessione sulla condizione umana.
  • Tono elegiaco: Il tono generale della poesia è elegiaco, caratterizzato da nostalgia e malinconia, esprimendo il rimpianto per un passato felice e la consapevolezza della sua perdita.

Thanks!

Collegamenti a Leopardi

La parola quiete ricorrente in molte opere di Leopardi (es. "La sera del dì di festa", "La quiete dopo la tempesta").

Collegamenti ad altri autori

Ad Alessandro Manzoni - "Il cinque maggio" Manzoni riflette sulla morte di Napoleone e la sua eredità, confrontando la grandezza terrena con l'eternità, in un'ode che parallela la meditazione sulla morte e sul significato della vita di Leopardi.