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IL CONFRONTO TRA LA DAMA E LA GIOCONDA
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Created on May 17, 2024
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Transcript
LEONARDO DA VINCI
confronto tra due sue opere
- La Gioconda
- La Dama con l'ermellino
INDICE
LA VITA DI DA VINCI
LA GIOCONDA
LA DAMA
IL CONFRONTO
LEONARDO DA VINCI: LA VITA
Leonardo nacque il 15 aprile 1452 a Vinci, un piccolo paese vicino a Firenze, in Italia. Era figlio illegittimo di Ser Piero da Vinci, un notaio, e di Caterina, una contadina. Leonardo fu cresciuto dal padre e dalla matrigna nella casa paterna. Nonostante le sue origini umili, Leonardo ricevette una buona educazione informale che stimolò il suo talento naturale. Nel 1469, Leonardo entrò come apprendista nella bottega di Andrea del Verrocchio a Firenze, uno dei più noti artisti e scultori del tempo. Qui, Leonardo apprese le tecniche artistiche e sviluppò le sue abilità nel disegno, nella pittura e nella scultura. Il suo talento era già evidente nei suoi primi lavori, e si dice che Verrocchio, impressionato dal talento del giovane Leonardo, gli abbia affidato parti importanti di alcune sue opere. Nel 1482, Leonardo si trasferì a Milano, dove lavorò per Ludovico Sforza, il duca della città.
Durante questo periodo, Leonardo dipinse alcuni dei suoi capolavori più celebri, tra cui "L'Ultima Cena" (1495-1498) nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie. A Milano, Leonardo fu anche coinvolto in vari progetti di ingegneria e architettura, e iniziò i suoi studi scientifici e anatomici.
LA GIOCONDA
Tornato a Firenze nel 1500, Leonardo continuò a lavorare su diverse commissioni. Qui dipinse "La Gioconda" (conosciuta anche come "Monna Lisa"), uno dei dipinti più celebri della storia dell'arte. Il dipinto ritrae una donna seduta con le mani incrociate su una balaustra. Indossa abiti semplici ma eleganti, tipici della moda del primo Cinquecento. Il volto della donna è caratterizzato da un leggero sorriso enigmatico, che ha suscitato molte interpretazioni nel corso dei secoli. Lo sfondo è un paesaggio montuoso, con un fiume tortuoso e un ponte. Questo paesaggio è sfumato, quasi onirico, e utilizza la tecnica dello sfumato, sviluppata da Leonardo, che permette di ottenere transizioni delicate tra luce e ombra, conferendo al dipinto una profondità e un realismo straordinari.
LA GIOCONDA
Leonardo utilizzò la tecnica dello sfumato per creare gradazioni tonali delicate, particolarmente evidenti nel volto della Gioconda. Questo metodo elimina i contorni netti, rendendo le transizioni tra le diverse aree del viso più morbide e naturali. La tecnica del chiaroscuro è utilizzata per dare volume e tridimensionalità al soggetto. Il sorriso enigmatico della Gioconda, ottenuto grazie alla tecnica dello sfumato, sembra cambiare a seconda dell'angolo di osservazione, contribuendo al fascino e al mistero del dipinto. Gli occhi della Gioconda, dipinti con una profonda conoscenza dell'ottica e della prospettiva, seguono l'osservatore da qualsiasi angolo. L'identità della Gioconda è oggetto di speculazione: la teoria più accreditata è che sia Lisa Gherardini, moglie del mercante Francesco del Giocondo, ma ci sono anche teorie che suggeriscono un ideale di bellezza femminile o un autoritratto mascherato di Leonardo.
LA DAMA CON L'ERMELLINO
"La Dama con l'Ermellino" è uno dei più celebri ritratti di Leonardo da Vinci, realizzato intorno al 1489-1490. Il dipinto raffigura Cecilia Gallerani, una giovane donna della corte milanese, amante di Ludovico Sforza, duca di Milano. L'opera è attualmente esposta al Museo Czartoryski di Cracovia, in Polonia.Il ritratto mostra una giovane donna girata di tre quarti verso la sua sinistra, con lo sguardo rivolto a destra. Indossa un abito elegante tipico del periodo rinascimentale, con un corsetto e una sopravveste riccamente decorata. La donna tiene in braccio un ermellino, un piccolo mammifero dal pelame bianco. Il dipinto ha uno sfondo scuro e uniforme, che mette in risalto la figura di Cecilia e l'ermellino, creando un forte contrasto e focalizzando l'attenzione sull'espressione del viso e i dettagli dell'abito.
LA DAMA CON L'ERMELLINO
Leonardo applica magistralmente lo sfumato per creare transizioni morbide tra luce e ombra, conferendo un effetto tridimensionale al volto di Cecilia e all'ermellino. La tecnica del chiaroscuro, con il gioco di luci e ombre, dà volume e profondità al soggetto. Leonardo dimostra la sua maestria nella prospettiva e nel realismo. L'ermellino è dipinto con grande accuratezza anatomica, e il modo in cui Cecilia lo tiene in braccio suggerisce un'interazione naturale e dinamica tra la donna e l'animale. L'espressione di Cecilia è serena e contemplativa, con uno sguardo che sembra osservare qualcosa al di fuori della cornice del dipinto. La postura elegante e la torsione del busto suggeriscono un senso di movimento e vitalità. L'ermellino può essere interpretato in diversi modi. Simbolo di purezza e castità, potrebbe rappresentare le qualità morali della dama. Inoltre, Ludovico Sforza era noto come "Ludovico il Moro" e aveva adottato l'ermellino come emblema personale, quindi l'animale potrebbe anche indicare la relazione tra Cecilia e il duca.
IL CONFRONTO