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Caso Zacconi

Alida Cucco

Created on May 17, 2024

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Transcript

Femminicidio Zacconi

errori giudiziari

Morta per mano del compagno Lucio Niero.

5) il nostropensiero

3) Errori del sistema giudiziario

le nostre riflessioni su un fenomeno così triste

1) Contesto

aspetti giuridici

relazione e fatti del femminicidio

4)Aspetti giuridici

elementi che identificano il caso come femminicidio

aspetti giutidici del caso

2)Femminicidio

A cura di Alida Cucco e Giorgia Pulvirenti

Motivazione legata al genere

Motivazione legata al controllo

l caso di Jennifer Zacconi potrebbe essere considerato un femminicidio perché il femminicidio si riferisce all'omicidio di una donna a causa del suo genere, spesso motivato da odio, controllo, violenza di genere o altre forme di discriminazione. Quindi è un elemento legato al genere. Nel caso di Jennifer Zacconi,la sua morte è stata causata da un atteggiamento misogino e da motivi legati al suo genere.

Un altro elemento è il controllo e possesso: l'omicidio è stato commesso con l'intento di controllare Jennifer Zacconi, obbligandola a non avere il bambino tanto desiderato per non far scoprire la sua doppia vita.

Contesto del caso

Jennifer Zacconi 20 anni, scomparve il 29 aprile 2006 e fu ritrovata morta il successivo 7 maggio a Maerne, frazione di Martellago in provincia di Venezia. È incinta ed è quasi giunta al termine della gravidanza. In casa ha già preparato tutto in attesa della nascita,ma la casa in cui vive è quella della mamma. Il compagno di Jennifer, Lucio Niero, di 36 anni ,non vuole saperne di avere un altro figlio, perché è già padre ed è ancora sposato. A Jennifer però ha detto di essere separato da tempo.Nessuno ha avuto dubbi in merito: racconterà la madre di Jennifer, Anna Maria Giannone, che Niero usciva con loro, aveva aiutato la famiglia e la frequentava regolarmente. Nulla faceva pensare ad una doppia vita.

Niero avrebbe voluto che la ragazza abortisse, ma lei non voleva.La situazione aveva portato a profondi contrasti e numerose liti. il 29 aprile 2006. Jennifer riceve l’ennesima telefonata da Niero, decidono di incontrarsi.Le ore passano e cominciano ad essere troppe. A mezzanotte e venti Anna Maria Giannone riceve una telefonata da Niero che, fingendo di aver sbagliato numero, già che c’è chiede alla donna se Jennifer sia lì con lei. È già chiaro che qualcosa non va, perché Jennifer dovrebbe trovarsi invece proprio con lui. La madre inizia a chiamare il mondo intero, preoccupatissima, ma nessuno ha notizie di Jennifer. Incominciano le ricerche che dureranno ben 9 giorni.Il 7 maggio Il corpo di jennifer viene ritrovato e Lucio Niero venne arrestato a Milano. Lucio ha massacrato a calci e pugni Jennifer, una ragazza di cinquanta chili con suo figlio nella pancia. Le ha fratturato tre costole. Quindi l’ha seppellita viva in una buca, saltandoci sopra.

Aspetti giuridici

Il processo venne celebrato con rito abbreviato,Niero risulta nullatenente. La sentenza fu: 30 anni,questo perché l’assassino viene condannato solo per la morte di Jennifer.Il bambino, che doveva nascere quattro giorni più tardi, è considerato “tecnicamente” un procurato aborto, reato che prevede pene meno grave. Niero afferma di averla solo strangolata, ma dal tavolo dell'obitorioemerge molto di più. È morta per asfissia inalando il fango di quella fosse dove era stata gettata dopo un pestaggio selvaggio, dopo il tentativo di strangolarla fellì. Niero, secondo l'autopsia, l'avrebbe picchiata forte, a calci sul pancione, le era saltato sulla schiena come a volerla spezzare e poi credendola morta, o credendola comunque incapace di rialzarsi, l'aveva sepolta viva. Oggi Niero sconta la sua pena in carcere da dove, nel 2017, è uscito per il suo primo permesso premio.

Errori giudiziari del caso
Lucio Niero era stato condannato a 30 anni di reclusione e a un risarcimento, alla famiglia della vittima di 85 mila euro. Ma Niero era nullatenente e quindi impossibilitato a liquidare la somma. Da qui la richiesta dei famigliari della vittima di condannare la presidenza del Consiglio e il Ministero della Giustizia per la mancata attuazione della direttiva Europea 80 del 2004 che conferisce "alle singole vittime di reati internazionali violenti, alle quali non sia stato possibile conseguire il risarcimento del danno del reo, il diritto a percepire dallo Stato l'indennizzo equo e adeguato":Il risarcimento è stato concesso soltanto alla madre di Jennifer, mentre la Presidenza del Consiglio è tenuta al risarcimento perchè gli spetta la responsabilità per l'attuazione degli impegni assunti nell'ambito dell'Unione Europea.

Le nostre riflessioni personali

Il femminicidio è una questione estremamente seria e preoccupante che richiede attenzione e azione da parte di tutti. È importante riconoscere che il femminicidio non è solo un problema individuale, ma un problema di tutta la società, la quale riflette disuguaglianze di potere, discriminazioni di genere e poca consapevolezza del problema. Ogni forma di violenza contro le donne, fra cui il femminicidio, non può essere giustificata in nessun modo. Per poter combattere un fenomeno così triste secondo noi bisognerebbe promuovere il rispetto, la parità di genere e la consapevolezza sulle questioni legate alla violenza di genere. È importante che ognuno di noi si impegni attivamente a sostenere le vittime, a educare gli altri e a promuovere consapevolezza di cio che succede cosiche tutti possano condannare qualsiasi forma di violenza contro le donne. Secondo noi l'educazione è necessaria da parte dei genitori e degli educatori di bambini sin da piccoli