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Origini di Roma

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Created on May 16, 2024

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La fondazione di Roma dal mito alla storia

Giulio Zanatta

Go!

La leggenda di Romolo e Remo

Ascanio, figlio di Enea, fondò la città d’Alba Longa sulla riva destra del Tevere. Qui regnarono i suoi discendenti, fino a quando raggiunsero il potere Numitore e suo fratello Amulio. Amulio si appropriò del trono e costrinse l’unica figlia del fratello, Rea Silvia, a diventare vestale e a far voto di castità.

Marte si invaghì della fanciulla e la rese madre di due gemelli, Romolo e Remo. Amulio ordinò ai suoi soldati di uccidere i due bambini, ma questi per pietà li risparmiarono e li abbandonarono in una cesta lungo il Tevere.

Una lupa, attirata dai vagiti dei due bambini, li raggiunse e li allattò nella sua tana del monte Palatino, fino a quando furono trovati da un pastore che insieme a sua moglie li adottò. Ormai adulti, i gemelli uccisero Amulio e riconsegnarono il potere d’Alba Longa al nonno Numitore.Romolo e Remo, non volendo abitare ad Alba Longa senza potervi regnare finché era in vita il nonno materno, ottengono il permesso di andare a fondare una nuova città, nel luogo dove erano cresciuti.

La fondazione di Roma

Vicino alla foce del fiume vi erano sette colli: Aventino, Celio, Capitolino, Esquilino, Palatino, Quirinale e Viminale. Romolo e Remo non giungevano a un accordo sulla scelta del luogo di fondazione della loro città e lasciarono decidere al fato, osservando, secondo il metodo etrusco, il volo degli uccelli. Romolo ne vide dodici sul Palatino, mentre Remo solo sei su un’altra collina. Per delimitare la nuova città, Romolo tracciò un perimetro con l’aratro nell'area del monte Palatino e giurò che avrebbe ucciso chiunque avesse cercato di superare il confine. Remo disubbidì all'ordine di Romolo e attraversò con disprezzo la linea tracciata dal fratello. Fu così che Romolo lo uccise, diventando il primo e unico re di Roma. Ciò avvenne nel 754 a.C., secondo quanto riferito dalla storiografia antica.

Il ratto delle Sabine: la leggenda

Dopo aver fondato Roma, Romolo aveva bisogno di aumentare la popolazione della sua città. Decise di cercare alleanze con le popolazioni vicine e di ottenere donne per il suo popolo. Romolo organizzò un grande spettacolo per attirare gli abitanti della regione dei Sabini. Durante lo spettacolo, i Romani rapirono con l'inganno le donne sabine. I Sabini furono indignati e chiesero la liberazione delle donne rapite. Romolo, invece di rilasciarle, propose loro di accettare i legami di parentela con i Romani. Le donne rapite intervennero e supplicarono gli uomini di porre fine alla guerra. Questo gesto portò alla pace tra i Romani e i Sabini. È interessante notare che il ratto delle Sabine può derivare da un rituale di matrimonio in cui si rapiva effettivamente la sposa. Questo mito ha influenzato la cultura e la politica romana, poiché le donne rapite entrarono a far parte della cittadinanza e il loro matrimonio divenne la premessa di un'importante alleanza.

Dalla leggenda alla storia

Grazie agli scavi condotti dal 1980 da Andrea Carandini, è ormai chiaro che i Romani hanno fissato nel mito la realtà politica della prima urbs. La scoperta che sicuramente ha suscitato maggior risonanza è stata l’individuazione di un tratto del muro, con bastione e porta (Mugonia), che secondo il mito Romolo avrebbe condotto attorno al Palatino per sancire la fondazione rituale della prima Roma. Gli scavi, passati e recenti, hanno però messo in luce anche le necropoli ed estesi lembi del grande centro proto-urbano che precede la città, formatosi nel IX sec. a.C per “sinecismo”, ossia l'unione di villaggi distinti, che il mito delle origini aveva omesso, avendo necessità di porsi come inizio primordiale.

POMERIUM

La delimitazione dei confini di una città per mezzo d'una linea sacra è uno dei riti più antichi delle popolazioni italiche, preso dagli Etruschi, e perseguito in Roma fino all'impero avanzato, anche quando esso non aveva più nessuna importanza.

Il fondatore d'una nuova città tracciava con l'aratro questa linea, alzando il vomere là dove le porte dovevano aprirsi; lo spazio entro il recinto, quadrato o circolare secondo la configurazione del terreno, costituiva la zona religiosa destinata all'abitato, mentre lo spazio esterno costituiva l'ager publicus.

Questa linea è quella che i Romani chiamavano pomerio.

Atto di fondazione di Roma: 21 aprile del 750 a.C
FESTA DEI PARILIA

festa tradizionale che celebra la nascita dei capretti, quindi la FERTILITA' e l'ABBONDANZA

Varrone, nel I sec a.C, ricorda: Ubi nunc est Roma, erat olim Septimontium nominatum ab tot montibus (De lingua latina, 5, 41) “dove ora si trova Roma, una volta c’era il Septimontium così chiamato dal numero dei colli”