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Cisti Fornaio
Ale
Created on May 14, 2024
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Transcript
novella di Boccaccio
Nel Decameron
- giornata: VI (sesta)
- numero novella: seconda
- regina: Elissa
- narratrice: Pampinea
- tema giornaliero: motti di spirito e l'abile uso della parola
- Titolo: Cisti fornaio
- Rubruca introduttiva: «Cisti fornaio con una sola parola fa raveder messer Geri Spina d'una sua trascutata domanda»
personaggi principali
Cisti fornaio
Cisti è un fornaio che lavora in una bottega di fronte alla chiesa di Santa Maria degli Ughi a Firenze, è un uomo semplice ma dall'animo nobile, con un intelligenza e ingegno Forse è esistito realmente, infatti "Cisti" è un cognome fiorentino diminutivo di Bencivenisti. Documenti della Firenze del 1300 attestano l’esistenza del fornaio.
Messer Geri Spina
Egli fu un guelfo nero proveniente dalla famiglia lombarda dei Gaetani, fu un uomo nobile, ma non supponente e non altezzoso. Non si fregia dei suoi titoli per mettere in difficoltà gli altri, ma cerca sempre di comportarsi da nobile, con cortesia
Analisi personaggi
antagonista
differenza di classe sociale
protagonista
Cisti Fornario
mezzo del desiderio
Offrire il vino (+amicizia)
aiutante
industria e capacità di persuasione
L’intelligenza non è legata alla condizione sociale
– Belle donne, io non so da me medesima vedere che più in questo si pecchi, o la natura apparecchiando a una nobile anima un vil corpo, o la fortuna apparecchiando a un corpo, dotato d’anima nobile vil mestiero, sì come in Cisti nostro cittadino e in molti ancora abbiamo potuto vedere avvenire; il qual Cisti, d’altissimo animo fornito, la fortuna fece fornaio. E certo io maladicerei e la natura parimente e la fortuna, se io non conoscessi la natura esser discretissima e la fortuna aver mille occhi, come che gli sciocchi lei cieca figurino. (...) E così le due ministre del mondo spesso le lor cose più care nascondono sotto l’ombra dell’arti reputate più vili, acciò che di quelle alle necessità traendole più chiaro appaia il loro splendore.
l'abilità e la padronanza nell'uso della parola, industria
Le virtù Cortesi: primo luogo la liberalità, la generosità disinteressata
Pampinea sottolinea che la Fortuna e la Natura possono essere superate dall'intelligenza
momenti decisivi
RIGHE 33-41
E avendo un farsetto bianchissimo indosso e un grembiule di bucato innanzi sempre, li quali più tosto mugnaio che fornaio il dimostravano, ogni mattina in su l’ora che egli avvisava che messer Geri con gli ambasciadori dover passare si faceva davanti all’uscio suo recare una secchia nuova e stagnata d’acqua fresca e un picciolo orcioletto bolognese nuovo del suo buon vin bianco e due bicchieri che parevano d’ariento, sì eran chiari: e a seder postosi, come essi passavano, e egli, poi che una volta o due spurgato s’era, cominciava a ber sì saporitamente questo suo vino, che egli n’avrebbe fatta venir voglia a’ morti. La qual cosa avendo messer Geri una e due mattine veduta, disse la terza: «Chente è, Cisti? è buono?».
momenti decisivi
RIGHE 63-73
Il quale come Cisti vide, disse: «Figliuolo, messer Geri non ti manda a me». Il che raffermando più volte il famigliare né potendo altra risposta avere, tornò a messer Geri e sì gliele disse; a cui messer Geri disse: «Tornavi e digli che sì fo: e se egli più così ti risponde, domandalo a cui io ti mando». Il famigliare tornato disse: «Cisti, per certo messer Geri mi manda pure a te». Al quale Cisti rispose: «Per certo, figliuol, non fa». «Adunque,» disse il famigliare «a cui mi manda?». Rispose Cisti: «A Arno». Il che rapportando il famigliare a messer Geri, subito gli occhi gli s’apersero dello ’ntelletto e disse al famigliare: «Lasciami vedere che fiasco tu vi porti»; e vedutol disse: «Cisti dice»; e dettagli villania gli fece torre un fiasco convenevole.
momenti decisivi
RIGHE 76-80
«Messere, io non vorrei che voi credeste che il gran fiasco stamane m’avesse spaventato; ma, parendomi che vi fosse uscito di mente ciò che io a questi dì co’ miei piccoli orcioletti v’ho dimostrato, cioè che questo non sia vin da famiglia, vel volli staman raccordare. Ora, per ciò che io non intendo d’esservene più guardiano, tutto ve l’ho fatto venire: fatene per innanzi come vi piace»
Somiglianze con novelle
Ser Ciappelletto: Abile uso della Parola per raggiungere l'oggetto del desiderio
Andreuccio da Perugia: La fortuna sconfitta dall'Industria
Federigo degli Alberighi: l'unione dei valori borghesi con i valori cortesi
Luoghi e tempo
La chiesa di Santa Maria degli Ughi: sorgeva nella piazza che oggi porta il nome di Strozzi, fu edificata dalla famiglia Ughi e divenne un importante punto di riferimento.
Boccaccio disegna un quadro realistico e vivace della vita quotidiana di Cisti descrivendone colori e profumi.
La storia è ambientata nel 1300, testimoniato dalla citazione a Papa Bonifacio VIII
GRAZIE PER L'ATTENZIONE
Lavoro svolto da: Ermes Mazzi, Niccolò Meschio, Alessia Onorato, Cecilia Palese