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Transcript

CORSO DI FORMAZIONE

l'importanza della scelta: eroe e antieroe
Dr. Luca De Rose

Filologo, esperto di lettere classiche.

Dr. ssa Laura Fermi

Docente di lettere moderne.

Dr. Mario Toledo

Critico d'arte.

Dr.ssa Angelica Bianchi

Linguista.

Dr. Giacomo Rizzo

Fisico e matematico, esperto in scienze fisico-chimiche.

Dr.ssa Emanuela Brumotti

Esperta in storia e filosofia, docente presso l'Università di Milano.

Dr. Guido Talenti

Teologo.

Dr. Leonardo Facchetti

Docente di scienze motorie.

Relatore De Rose espone:

In Grecia

Nell'antica Roma

Le Metamorfosi di Apuleio, note anche come L’asino d’oro, raccontano le peripezie del giovane Lucio, che viene trasformato in asino. Lucio vive così diverse avventure, al termine delle quali riesce a recuperare le proprie fattezze umane grazie ad un rito misterico collegato alla dea Iside. Lucio, spinto dalla sua curiositas, convince la serva Fotide a farlo assistere di nascosto durante la cerimonia di metamorfosi: dopo aver visto Panfila tramutarsi in gufo, Lucio si spalma il corpo con il medesimo unguento magico, ma, per un tragico errore di Fotide, diventa un asino. Egli compierà diverse scelte tese a evidenziare il ruolo che esse hanno sul nostro destino, e quindi ciò che ne consegue dalle proprie decisioni non è altro che uno svelamento della propria natura.

Nella sua opera "Satyricon", Petronio mostra come la realtà sia ben diversa dall'idealizzazione data dai poemi classici. Encolpio, il protagonista della sua opera, affronta un viaggio senza morale e agisce in maniera passiva, impersonificando quindi la figura dell'antieroe. Come se fosse protagonista di una storia non sua. Egli è proiettato come un naufrago in una realtà che non gli appartiene. Senza il sostegno dell'etica tradizionale, rinuncia a qualsiasi principio morale e osserva senza mai giudicare.

Relatore De Rose espone:

Nell'antica Grecia

Apollonio violò il "codice etico" tradizionale e nella sua opera "Le Argonautiche" diede vita alle figura eroica di Medea e a quella antieroica di Giasone. il quale si mostra inadeguato all’impresa, insicuro, debole, investito di un ruolo che non vuole e per il quale non si sente tagliato. Senza un antagonista contro cui combattere si rivela la sua fragile umanità. Per la prima volta nel mondo epico, dominato da figure di eroi forti, paradigmatici, che mostrano come l’uomo dovrebbe essere, emerge un personaggio nuovo, un eroe che mostra in prima persona come l’uomo sia in realtà. Nell’opera di Apollonio Rodio domina un forte pessimismo di fondo, dovuto all’impossibilità dell’uomo non solo di scegliere il proprio agire, ma persino di comprenderne le ragioni. Alla inutilità di un viaggio caotico, che spaventa e paralizza l’eroe, si aggiunge anche la τύχη, la sorte, oscura e inconoscibile, che domina sugli uomini e riduce gli dei a semplici spettatori.

Nelle "Vite parallele" di Plutarco personaggi come Alessandro Magno incarnano gli ideali e le virtù delle'eroe. Fattore principare sono le biografie che prevedono l'associazione di un personaggio greco ad uno romano. Plutarco sceglie in questo modo di rappresentare determinati principi morali che vanno visti universalmente e appresi come modello di umanità. Oltre ad avere uno scopo prettamente pedagogico, dunque, Plutarco si pone come intento quello di "ellenizzare" il mondo romano.

Relatrice Fermi tratta i primi del '900:

in Pirandello e Svevo

L'inetto sveviano è un uomo che ha perduto, come già in Pirandello, la sua identità. Svevo non si limita solo a ritrarre una condizione psicologica, sa anche individuare acutamente le radici sociali di quella debolezza e di quella impotenza dinanzi alla vita: Alfonso di “Una vita” è un piccolo borghese declassato da una condizione originariamente più elevata, ed è un intellettuale, ancora legato ad un tipo di cultura esclusivamente umanistica. Alfonso è dolorosamente afflitto, quasi paralizzato dalla sua diversità.

Enrico VI, così come altri personaggi di Pirandello, è un predestinato: un antieroe, vinto dalla vita, dall'impossibilità di condurre una vita autentica, sconfitto dall'incomunicabilità degli esseri umani, dalla mancanza di un'unica realtà. E' come se ognuno vivesse in diversi universi paralleli, con le proprie leggi, restando prigionieri della loro maschera.

Mattia Pascal

Alfonso

Enrico VI

Relatore Toledo ha individuato:

scene di eroismo nell'arte

David, il quale aderisce al neoclassicismo, ne "il giuramento degli Orazi" non si limita a recuperare le forme degli antichi ma anche i loro ideali etici, riportando la figura dell'uomo-eroe che combatte per la propria patria pur rischiando la vita stessa. Ciò non avviene in Goya, il quale sceglie di rappresentare ne "la fucilazione" uomini comuni, a cui però viene data importanza. Essi non accettano la morte, non sono eroi ed è la prima volta che un dipinto romantico celebra la figura dell'antieroe.

Joyce

Wilde

Dorian Grey, symbol of the hypocrisy inherent in the society of Victorian England, is a young aristocrat of great beauty, he inadvertently makes a pact with the devil by wishing that a painting of him would grow old and ugly for him. This gradually leads him down the path of corruption and wickedness, until, after many crimes committed, he develops an obsession with his painting, now disfigured by the curse, going so far as to destroy it but at the same time unintentionally causing his own death.

“Ulysses” by James Joyce has often been defined as a modern Odyssey or the epic of the human body. Stephen Dedalus reverses the figure of Telemachus in parallel and is the bearer of pure intelligence. Leopold Bloom maintains the reference to the Homeric epic in the figure of Ulysses. With his extreme sides he manages to understand the whole of humanity and in the overthrow of the Homeric hero he shows the inconclusiveness of his life.

vs

Relatore Rizzo argomenta sugli eroi della scienza:

eroi o antieroi?

L' opera rivoluzionaria di Isaac Newton, “Philosophiae Naturalis Principia Mathematica“, pubblicata per la prima volta nel 1687, presenta le celebri leggi sul moto e sulla gravità universale. La determinazione di Newton nel condurre esperimenti audaci sull’ottica raggiunse un punto estremo quando si rese quasi cieco fissando il sole. Quando non aveva a disposizione un punteruolo smussato, Newton si sottoponeva a un abuso visivo fissando direttamente il sole, utilizzando uno specchio posizionato in modo tale da riflettere la luce solare su di lui all’interno di una stanza buia, al fine di dilatare completamente le sue pupille.

Leonardo da Vinci è considerato il più grande genio della storia, un uomo brillante e poliedrico, d’ingegno e talento universale scienziato, inventore, artista, ingegnere, anatomista. E’ stato definito un Genio Universale avendo realizzato importanti scoperte ed innovazioni nel più disparati campi, dall’ingegneria meccanica, alla scienza, dall’anatomia alla pittura. In lui hanno trovato sintesi esemplare le tensioni spirituali ed intellettuali che animarono quell’età, quel Nuovo Inizio della storia europea, connotata da un recupero dell’Antico, ma esposta anche sul moderno.

Fu solo nel 1610 che Galileo Galilei assunse a fama e rinomanza internazionale, in seguito alla pubblicazione del "Sidereus Nuncius". Si trattava di un’opera rivoluzionaria che confermava empiricamente la teoria eliocentrica di Copernico e sanciva il decisivo superamento dell’antica visione aristotelico-tolemaica del cosmo. Possiamo solo immaginare l’enorme impressione suscitata in tutta Europa dal testo di Galileo, che con le sue osservazioni scardinava il modello geocentrico dell’universo, una concezione rimasta immutata per quasi venti secoli e, per di più, intimamente legata all’interpretazione delle Sacre scritture e a posizioni dottrinali della teologia cristiana. Per la quale fu costretto ad abiurare.

Nella storia

Relatrice Brumotti inizia collegandosi alla filosofia:

Nietzche e Sartre

Per Sartre “l’uomo esiste innanzi tutto, si trova, sorge nel mondo e si definisce dopo […], all’inizio non è niente. Sarà solo in seguito, e sarà quale si sarà fatto”. L’individuo, dunque, si trova in un primo momento soltanto a “esistere”: egli è “gettato nel mondo” tra gli altri esseri, non ha particolari attributi, né un piano, una morale a priori che possa suggerirgli cosa fare o come comportarsi.

Nella fase più tarda del pensiero nietzschiano emerge con prepotenza la figura dell'oltre-uomo, espressione ed incarnazione della volontà di potenza. Oltre-uomo è colui che vince in sé tutte le repressioni morali e sociali, colui che tenta di superare le angustie esistenziali, le contraddizioni e le lacerazioni in cui è costretto da tutta una tradizione di pensiero idealistico e cristiano.

gli eroi della resistenza e la figura di Matteotti

Nella Resistenza vanno individuate le origini stesse della Repubblica Italiana: l'Assemblea Costituente fu in massima parte composta da esponenti dei partiti che avevano dato vita al Comitato di Liberazione Nazionale e che, a guerra finita, scrissero la Costituzione fondandola sulla sintesi tra le rispettive tradizioni politiche e ispirandola ai princìpi della democrazia e dell'antifascismo. Il movimento della Resistenza fu caratterizzato in Italia dall'impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici, in maggioranza riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), i cui partiti componenti avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra. Alla lotta partigiana in Italia aderirono anche alcuni gruppi di disertori tedeschi, il cui numero è difficile da valutare in quanto, per evitare rappresaglie contro le loro famiglie residenti in Germania, usavano nomi fittizi e spesso venivano considerati dai loro reparti d'origine come "dispersi" e non "disertori" per una questione di propaganda.

Fra gli eroi dell'antifascismo vi è il caso Matteotti, il quale fu un eroe solitario, un martire laico della democrazia, un uomo che con il suo riformismo rimase l’ultimo ostacolo contro l’instaurazione del regime di Benito Mussolini. E come tale doveva essere eliminato a ogni costo. Giacomo Matteotti era stato la voce del partito socialista fino al 28 ottobre 1922, quando, in seguito alla marcia su Roma, Mussolini era stato chiamato dal re a costituire il governo. Da quel momento in poi era diventato la voce dell’opposizione e si era dedicato, da solo, esclusivamente alla lotta contro il fascismo, sfidando il duce a viso aperto e denunciando senza paura lo stato di prostrazione cui aveva ridotto il paese.

Gli eroi della Chiesa

L'unico vero eroe della Chiesa fu Gesù Cristo e il suo atto d'amore e sacrificio per l'umanità. Scelse di donare la sua vita salendo sulla croce, in cambio della redenzione all'umanità. I nostri “eroi” sono state persone in carne ed ossa che hanno offerto la propria vita per il Vangelo. Perciò la domanda è: santi o eroi? Perdere di vista l’umanità delle loro storie ci fa vedere il fenomeno con un’ottica sbagliata: la santità cammina con noi ed è alla portata di chiunque, purché sia disposto ad accogliere la Grazia di Cristo e a mettere in pratica il Vangelo con la propria vita, anche nelle avversità e nella nostra fallibilità.

Relatore Facchetti amplia la tematica nello sport:

Nello sport come nella vita, ci sono diversi modi di mettersi in gioco. Non tutti sono ortodossi. Spesso il tempo ci consegna le gesta di uomini e fuoriclasse che hanno trasceso la sfida sportiva, trasferendola su terreni inediti o spingendo il contenuto agonistico del confronto al di là delle regole, delle consuetudini e del prevedibile. Tra le figure "eroiche" di maggiore spicco nello sport, ricoridamo Muhammad Ali. Egli è stato un pugile statunitense. È considerato uno dei migliori pesi massimi di tutti i tempi. Ali, con il nome di battesimo Cassius Clay, incominciò ad allenarsi a 11 anni. Vinse l'oro ai Giochi di Roma nel 1960, e successivamente, nel 1964, all'età di 22 anni, conquistò il titolo dei pesi massimi sconfiggendo a sorpresa il temuto e potente campione in carica Sonny Liston. Successivamente si unì alla Nation of Islam (NOI) di Elijah Muhammad, cambiando legalmente il suo nome in Muhammad Ali e promuovendo inizialmente il concetto di separatismo nero. È l'unico peso massimo a essere stato campione in tre occasioni.

Nietzsche e l'oltre-uomo

L'oltre-uomo si radica nella terra rifiutando ogni giustificazione della vita che non venga dalla vita stessa. La sua comparsa è contemporanea all’annuncio della morte di Dio. Questa morte lo libera da una presenza invadente e ossessiva, gli restituisce una libertà e una creatività che un cosmo di valori già fissati gli negava. Egli vive il presente nella piena adesione all’esistenza corporea, senza che questo gli venga più sottratto da un evanescente futuro ultramondano. La vita deve essere vissuta come se fosse immune dalla minaccia della morte.

l'esistenzialismo di Sartre

È proprio l’assenza di Dio – sostenuta dagli esistenzialisti atei come Sartre o il tedesco Martin Heidegger – e di valori prestabiliti di riferimento a condurre l’uomo all’abbandono, cioè a costruirsi un “avvenire” in solitudine. Ma, precisa il filosofo, non per questo l’esistenzialismo deve essere inteso come “la dottrina del quietismo”, dell’inazione: dopo lo sconcerto iniziale, infatti, ciascuno di noi è chiamato a progettare se stesso, scegliendo quale forma attribuirsi: “L’uomo non è nient’altro che quello che progetta di essere, egli non esiste che nella misura in cui si realizza; non è nient’altro che l’insieme dei suoi atti, nient’altro che la sua vita […] egli è condannato in ogni momento a inventare l’uomo. È condannato a essere libero”.