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diga del vajont

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Created on May 7, 2024

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Transcript

la diga del vajont

È una diga progettata dal 1926 al 1959 dall'ingegnere Carlo Semenza, all'epoca uno dei maggiori esperti di queste costruzioni a livello internazionale

È stata costruita tra il 1957 e il 1960 nel comune di Erto e Casso, nell'ente di decentramento regionale di Pordenone, lungo il corso del torrente Vajont

La diga del Vajont è tristemente nota per la tragedia del 9 ottobre 1963 che causato la morte di oltre 2.000 persone

che tipo di diga é

Quella del Vajont è una diga alta 261,60 metri, lunga 190 ed era la diga a doppio arco più alta del mondo

Le dighe a doppio arco sono una tipologia di dighe che presentano non solo curvatura sull’asse orizzontale come il singolo arco, ma anche sull’asse verticale

I SUOI VANTAGGI

la costruzione

come funzionava

Le acque sottratte dal loro corso naturale, venivano così incanalate dalla diga di Pieve di Cadore , da quella di Pontesei e da quella di Valle di Cadore al bacino del Vajont. tra questo sistema di "vasi comunicanti", le differenze di quota tra bacino e bacino venivano usate per produrre energia tramite piccole centrali idroelettriche, le acque scaricate dalla centrale di Soverzene venivano poi condotte, in parte al Piave, e il restante al lago di Santa Croce

La costruzione iniziò con lo sbancamento, ovvero la rimozione di 400 mila metri cubi di roccia dai fianchi della montagna per creare lo spazio per la costruzione della diga. Questa cosa fu necessaria anche per realizzare i pulvini , dopo sono stati realizzati i conci

il disastro del vajont

Il disastro del Vajont si verificò la sera del 9 ottobre 1963, nel neo-bacino idroelettrico artificiale del torre vajont nell'omonima valle (al confine tra friuli venezia giulia e vento), quando una frana precipitò dal Monte Toc nelle acque del bacino alpino .

La conseguente, il superamento della diga da parte dell'onda generata provocò l'inondazione e distruzione degli abitati del fondovalle veneto , e la morte di mille persone, tra cui bambini.

Inizi della diga e preoccupazioni

I cittadini di Erto e Casso, sempre più allarmati, istituiranno un comitato, ma pochi mesi dopo la diga del Vajont è pronta.

Nel 1929, due studiosi reputano la Valle del Vajont idonea per la costruzione di un bacino idroelettrico, i quali cantieri verranno nel 1957, nonostante le preoccupazioni degli abitanti di Erto e Casso ( comuni ai piedi del monte), molti dei quali possedevano pascoli e terre che sarebbero stati sottratti per fare posto al lago artificiale.

La sera del 9 ottobre del 1963

vittime e i responsabili

secondo alcuni a provocare il disastro era stata la SADE, secondo altri, si trattava di un disastro naturale.

Prima ancora di raggiungere Longarone, l’onda aveva smosso una quantità d’aria tale da essere considerata paragonabile ad una piccola bomba atomica, così forte che gran parte delle vittime vennero trovate nude.

La diga oggi

La diga, è ancora al suo posto, ma non viene più utilizzata per la sua funzione originaria. Per non dimenticare la tragedia del 1963 è possibile partecipare alle visite guidate

  • La forma a doppio arco offre una maggiore stabilità rispetto alle dighe rettilinee o ad arco singolo.
  • A causa della loro forma, le dighe a doppio arco richiedono meno materiale rispetto alle dighe a gravità
  • La forma a doppio arco consente di distribuire il peso in modo uniforme sulla base, riducendo la pressione sul terreno sottostante.

La sera del 9 ottobre del 1963, un enorme blocco di terra di 400 metri cade dal Monte Toc, provocando una frana che in circa un minuto scivola nel lago artificiale ad una velocità di 100 km/h, provocando due gigantesche onde (250 metri) , scavalcando la diga e colpendo la cittadina di Longarone in brevissimo tempo. (La massa di terra precipitata nel lago è superiore all’estensione del lago stesso)

il giorno dopo

la mattina prima del disastro

Gli abitanti di Erto e Casso continuavano a percepire i segni ed i rumori di una frana imminente, manifestando i propri timori e alimentando il clima di allarmismo.

  • -Sade, allarmata dall’incidente presso la diga di Pontesei, commissiona nuove
  • perizie, che stabilirono la presenza di una frana sul monte Toc.
  • - novembre del 1960: una frana precipita dal monte nel lago artificiale.
  • - la SADE continua a commissionare test: nel 1962 viene stabilito che la riserva d’acqua si trova in un’area a rischio, e che non dovrà superare il livello di 700 metri sopra il livello del mare.

Perdono la vita circa 1920 persone, tra cui centinaia di bambini. Soltanto 750 persone verranno identificate: alcuni corpi non saranno più riconoscibili dopo la tragedia del Vajont, altri non verranno mai più ritrovati. il giorno dopo, poiché c’erano rischi di ulteriori frane, viene ordinato lo sgombero a monte della diga, gli abitanti di Erto e Casso sono costretti a lasciare le loro case, ma alcuni di loro torneranno clandestinamente

A pochi giorni dal disastro del Vajont, parte un’indagine per stabilire se si fosse trattato di un disastro naturale o se c’erano dei colpevoli. I capi d’accusa sono molteplici e ad essere accusati sono alcuni dirigenti e consulenti della SADE e alcuni funzionari del Ministero dei lavori pubblici. Viene dimostrato che la catastrofe del Vajont era prevedibile, e le aziende coinvolte saranno condannate a risarcire i danni.

A pochi giorni dal disastro del Vajont, parte un’indagine per stabilire se si fosse trattato di un disastro naturale o se c’erano dei colpevoli. I capi d’accusa sono molteplici e ad essere accusati sono alcuni dirigenti e consulenti della SADE e alcuni funzionari del Ministero dei lavori pubblici. Viene dimostrato che la catastrofe del Vajont era prevedibile, e le aziende coinvolte saranno condannate a risarcire i danni.

Dopo la costruzione della diga si scoprì che i versanti avevano caratteristiche morfologiche (incoerenza e fragilità) tali da non renderli adatti ad essere lambiti da un serbatoio idroelettrico.Nel corso degli anni l'ente gestore e i suoi dirigenti, pur essendo a conoscenza della pericolosità peraltro ritenuta inferiore a quella effettivamente rivelatasi, coprirono dolosamente i dati a loro disposizione con il beneplacito di vari enti a carattere locale e nazionale dai piccoli comuni interessati fino al ministero dei lavori pubblici