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Scatti e Storie di Costituzione

Samantha Martellini

Created on May 1, 2024

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Art.
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Scatti di Costituzione

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Art.

Era il 2 giugno 1946…

E’ la mattina del 2 giugno 1946, finalmente è arrivato il grande giorno! Mi chiamo Rosetta, ho 21 anni ed oggi andrò a votare per la prima volta, questo mi rende euforica! Questa notte non sono riuscita a dormire, mi sono svegliata all’alba piena di energie e di emozione con la consapevolezza che oggi contribuirò a fare la storia. Per l’occasione dovrò essere perfetta: ho scelto il vestito più bello che ho nell’armadio, ho indossato i tacchi, ieri sera ho fatto le trecce per avere dei bei boccoli stamattina, tra i quali ho intrecciato una bellissima rosa. Ho deciso però di non mettere il rossetto, come ci è stato raccomandato, per evitare di macchiare la scheda elettorale che altrimenti verrebbe annullata. Emozionatissima esco di casa e raggiungo la mia amica Piera Carla, così insieme andremo a votare. Appena arrivate notiamo una folla di donne in attesa di entrare al seggio, tutte aspettano con ansia il proprio turno con l’emozione di chi vota per la prima volta. Dopo anni di sottomissione e scarsa considerazione fuori e dentro casa, ci stiamo prendendo la nostra rivincita, finalmente potremo essere ascoltate!!!!!!

Qui sono e sarò al sicuro

Ciao, sono Dakarai un ragazzo di 19 anni ed il mio nome significa “allegria”. Un nome che non rappresenta più questo significato da quando sono stato costretto a fuggire dal mio paese, la Somalia. Una barca e dei signori con un buon cuore mi hanno aiutato a scappare e sono finalmente arrivato in Italia. Tutti dicono sia un bel paese, con gente buona, disposta a sostenermi e a tutelarmi. Mi hanno infatti aiutato ad imparare la lingua, ricostruire la mia identità e spazzare via dalla mia mente tutta la tragicità della guerra che ho vissuto. Nel mio nuovo Paese ho tutto ciò che mi serve: uno Stato che mi protegge, delle leggi che mi tutelano, una casa in cui vivere, dei libri da leggere, ma non sono allegro. La mia allegria si è persa quando ho dovuto lasciare la mia famiglia. Ho tanto qui, è vero, e sono fermamente convinto che qui sono e sarò al sicuro. …Ciao sono sempre Dakarai e sono passati 5 anni da quando sono in Italia. Ora ho un lavoro, una mia agenzia ed aiuto i ragazzi come me a scappare dalle guerre. Spero che prima o poi le stesse leggi che hanno tutelato me possano aiutare i giovani a salvarsi dalle guerre senza il bisogno di abbandonare il proprio paese,la propria casa, i propri affetti per avere una vita.

Dall’amore per l’ambiente al lavoro

Tommaso Speroni sin da ragazzino ha manifestato il proprio interesse per le piante e da allora ne ha fatto la sua passione, la sua fonte di curiosità e la sua sorgente di idee. Tommaso, insieme all’amico Federico Garcea, era un appassionato di Farmville, il videogioco che permetteva di coltivare un proprio giardino virtuale comprando le piante con soldi reali ed hanno pensato che, anziché acquistare alberi virtuali, sarebbe stato molto meglio spendere i propri soldi per piantare alberi veri. E’ nata così Treedom, l’unica piattaforma web al mondo che permette di piantare un albero a distanza. Ogni albero di Treedom ha una pagina online, viene geolocalizzato e fotografato, può essere custodito o regalato virtualmente. I soldi dell’acquisto vanno ai contadini e li sostengono nei primi anni della coltivazione, quando ancora l’albero non dà i suoi frutti. Si tratta di piccoli progetti agroforestali che puntano a realizzare ecosistemi sostenibili garantendo un miglioramento non solo dell’ambiente, ma anche delle condizioni economiche e di vita dei contadini. Dalla sua fondazione, nel 2010 a Firenze, Treedom ha piantato oltre un milione di alberi in Africa, America Latina, Asia e Italia. Su Treedom si possono acquistare alberi di mango, cacao, arancio, pompelmo, macadamia e altri; i progetti oggi coinvolgono quasi 600 aziende, più di 116mila persone e oltre 26mila agricoltori che diventano proprietari degli alberi donati e vengono seguiti con corsi di formazione.

Impegno e passione per la giustizia sociale

Pietro era un giovane ragazzo appassionato di giustizia sociale sin da quando era bambino. Crescendo, si dedicò agli studi di legge con l'obiettivo di difendere i diritti di tutti i cittadini. Mentre studiava l'articolo 4 della Costituzione italiana, che afferma che "La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto", Pietro decise di mettere in pratica ciò che aveva imparato ed ebbe un'idea: creare uno studio legale dedicato a difendere i lavoratori e a lottare per l'uguaglianza sul posto di lavoro. Attraverso il suo impegno e la sua passione, Pietro divenne un importante punto di riferimento per coloro che combattevano per ottenere un lavoro dignitoso e giuste condizioni lavorative.La sua storia fu di ispirazione per molti altri giovani che decisero di seguire la sua strada e difendere i principi affermati nell'articolo 4 della Costituzione italiana. Dimostrarono così che il diritto al lavoro non è solo una frase scritta, ma una guida per costruire una società più giusta e uguale per tutti.

Una guerra in mille pezzi di carta

… Poi è arrivato il 24 febbraio, da quel giorno tutto è cambiato, persino affacciarmi alla finestra è diventato doloroso perchè significa posare il mio sguardo sulla distruzione che circonda la mia casa a Kharkiv. Ho 12 anni e vivo con mia nonna Irina dopo la separazione dei miei genitori. In questo periodo è scomparso tutto intorno a me: gli amici , la scuola, le feste e la normalità… l’unica cosa che mi aiuta a sentirmi meno sola sono i ricordi e quelle poche chat di WhatsApp che continuo a leggere. Per affrontare la triste realtà nella quale sono costretta a vivere ho deciso di scrivere un diario perché “Tutti sanno cosa significhi la parola guerra, ma praticamente nessuno sa cosa rappresenti veramente questa parola e voglio che il mondo sappia quello che abbiamo vissuto”. Inoltre, una volta terminato di scrivere il mio diario, lo ridurrò in mille pezzi per strappar via dal mondo la guerra. Yeva Skalietska

Vivere in una democrazia significa scegliere responsabilmente senza dover delegare i nostri doveri e le nostre responsabilità. In Italia vige il suffragio universale dal 2 giugno 1946 quando, in occasione del referendum per scegliere tra repubblica e monarchia, le donne, per la prima volta, esercitarono il diritto di voto nonché ebbero la possibilità di partecipare alla politica in maniera attiva, entrando a far parte dell’Assemblea Costituente. La mimosa rappresentata nella foto ci ricorda questo importante traguardo raggiunto dalle donne.

Le guerre non scoppiano da sole!L’idea di trasformare un conflitto in guerra fa parte dell'uomo e della sua storia. Tutti sappiamo che nessuna guerra risolve davvero un conflitto ma spesso la scegliamo come soluzione. La guerra apparentemente genera vincitori e vinti, ma in realtà tutti perdono.

Il percorso "Scatti di Costituzione" è stato un viaggio per la città alla ricerca di “immagini di Costituzione” da fotografare per conoscere meglio i nostri diritti e i nostri doveri e partecipare attivamente alla vita della comunità nella quale viviamo.

La tecnica del PHOTOVOICE e lo studio più approfondito di alcuni articoli scelti della nostra Costituzione ci hanno aiutato in questo cammino.L’uso delle immagini per veicolare messaggi, idee, emozioni è ormai diventato parte della nostra quotidianità e noi abbiamo voluto utilizzare questo mezzo per promuovere un cambiamento sociale.

Vivere in un paese come l’Italia, così ricco di testimonianze storico-culturali e di tesori naturali, è un privilegio ma anche una responsabilità poiché ogni giorno noi cittadini siamo chiamati ad agire nella tutela e nel rispetto di ciò che ci circonda. Questa fotografia esprime la necessità di impegnarci in maniera concreta per il rispetto e la valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio storico-artistico affinché anche le nuove generazioni possano apprezzarli, come è stato possibile a noi.

Lavoro per tutti: dignità e realizzazione!Da un punto di vista economico, il lavoro rappresenta uno dei principali motori dell’economia di un paese ma il lavoro ha anche un valore sociale ed educativo. In particolare, per i giovani rappresenta un'opportunità di acquisire esperienza e competenze, di mettersi alla prova e sviluppare la propria identità professionale.

Essere uguali agli altri ci dà l’illusione di essere più forti, più giusti, migliori. Ma è anche la nostra condanna. Perché sforzarci di essere ciò che non siamo è una straordinaria perdita di tempo. La diversità non va temuta, ma difesa, nutrita, allenata, enfatizzata, accudita. Anche se a volte ci fa sentire sbagliati e soli.La diversità, in tutte le sue forme, spiazza e conquista. Un mondo che accetta la diversità, di facce, colori, lingue, credo e culture, è un mondo più interessante.