Dopo la caduta dell'impero romano d'Occidente il mondo diviene instabile, l'unico punto fermo a cui l'uomo si può aggrappare è la fede. La Chiesa si afferma come realtà politica e presenza salda.
Si diffondono forme di vita ascetica e monastica, che manifestano l'esigenza di distaccarsi completamente dalla realtà.
Nelle campagne permangono ancora pratiche tipicamente pagane, che la Chiesa, invece di combattere, preferisce assimilare.
La magia
In questo clima di incertezza la magia si inserisce come la possibilità di conoscere, e di conseguenza migliorare, il proprio futuro.
Gli uomini medievali individuano nella magia il rapporto tra le cose visibili e quelle invisibili; queste ultime sono animate da forze spirituali con le quali si può entrare in contatto e mediante le quali si può modificare la realtà.
Iniziano a circolare manuali che insegnano come interagire con gli spiriti per modificare la realtà e si diffondono pratiche come la negromanzia e gli esorcismi.
Dal XIV secolo la magia viene condannata dalla Chiesa, si diffonde l’idea che la magia abbia effetti reali e che le sue pratiche abbiano a che fare con il diavolo.
La concezione del diavolo
La concezione del diavolo come essere maligno che si contrappone a Dio non è sempre esistita. Fu solo tra il V e il XV secolo che gli spiriti che si invocavano al tramonto dell'antichità pagana si fusero con la figura del diavolo biblico. A questa fusione è dovuta la tipica raffigurazione del diavolo con elementi animaleschi.
In aggiunta gli appartenenti al clero e agli ordini religiosi erano soliti minacciare punizioni divine esemplari nei confronti delle vittime delle tentazioni del diavolo, ricordando ai fedeli il ruolo svolto da Satana nelle Sacre Scritture e così spaventandoli.
Michael Pacher, Sant'Agostino e il diavolo, 1483
La concezione del diavolo
Nel mondo cristiano medievale la visione del diavolo biblico come essere maligno si fuse con l’idea del demone propria dell’epoca ellenistica, nella quale il daimon era uno spirito guida o una divinità minore con la quale era possibile entrare in contatto.
Nell’XI e nel XII secolo il fiorire di numerosi centri di traduzione dal greco e dall’arabo, nei quali vennero tradotti anche manuali di negromanzia, favorirono l’intensificarsi delle pratiche di evocazione del demonio.
Duccio di Buoninsegna, Tentazione di Cristo nel deserto, 1308-1311
La reazione della Chiesa
Se fino alla fine del XIII secolo le opere teologiche non mostravano alcun interesse specifico per le azioni dei demoni, con l'arrivo dei trattati della Scolastica, il diavolo e i suoi collaboratori divennero un nemico del popolo di Dio.
Nel 1326, con la bolla “Super illius specula”, papa Giovanni XXII condannava coloro che stipulavano un patto con il maligno, coloro che facevano sacrifici ai demoni e li adoravano e coloro che fabbricavano oggetti atti a compiere malefìci. La bolla papale chiamava i colpevoli di tali azioni eretici e questi erano soggetti all’azione repressiva degli inquisitori e alla condanna al rogo.
L'inquisizione spagnola
Inizialmente la Chiesa preferiva punire gli individui che praticavano la magia con punizioni di tipo spirituale, come la scomunica.
Nel 1478 però fu fondata dai Re Cattolici l’attività del Sant’Uffizio dell’Inquisizione spagnola, che aveva l’obiettivo di reprimere qualsiasi eresia che minacciasse la purezza della comunità cristiana cattolica.
Il Sant’Uffizio fece più di cento mila vittime e, fino alla sua soppressione da parte delle Corti di Cádiz nel 1813, questa istituzione fu una parte essenziale della monarchia spagnola. Qualche anno dopo il 1813 però il regime di Fernando VII le ridiede vita e la sua abolizione definitiva avvenne solo nel 1834.
L'istituzione era pontificia e al suo vertice vi era l'inquisitore generale, che presiedeva il Consiglio della Suprema e Generale Inquisizione.
Gli “eretici” che l’Inquisizione voleva punire si raggruppavano principalmente in tre categorie: i marrani, i protestanti e i moriscos.
Il patto con il diavolo
Nel Medioevo continuarono a diffondersi credenze sulla figura del diavolo, tra queste aveva acquisito particolare popolarità quella del patto con il diavolo, anche grazie al racconto del diacono Teofilo. Questo, caduto in disgrazia presso il suo vescovo, firmò un patto di sangue con il diavolo: gli vendette la sua anima in cambio del potere. Ma Teofilo poi si pentì, invocò la Vergine e riuscì a sciogliere il patto.
Rappresentazione della storia di Teofilo nelle pagine del libro The Maastricht Hours, risalente all'inizio del XIV secolo
Il "Malleus maleficarum"
Nel corso del XV secolo vari pontefici scrissero bolle e lettere denunciando la presenza di streghe ed eretici, che nel 1484 culminarono con la "Summis desiderantes affectibus" di Innocenzo VIII. Il testo venne usato come prefazione al “Malleus maleficarum", testo pubblicato sul finire del Quattrocento in Germania dai frati domenicani Heinrich Kramer e Jacob Sprenger.
In quest'opera venivano denunciate le azioni delle streghe, veniva tracciato un loro profilo ed erano date precise indicazioni sul procedimento inquisitoriale da adottare per perseguire la stregoneria. Però il testo, per la sua posizione estrema che attribuiva ai demoni poteri maggiori rispetto a quanto solito, non fu mai adottato ufficialmente dalla Chiesa e il procedimento inquisitoriale descritto nell'opera non divenne mai ufficiale.
Il processo
Secondo gli autori del "Malleus Maleficarum" durante un processo è necessario innanzitutto interrogare i testimoni per assicurarsi che siano affidabili.
Quindi si deve procedere con il primo interrogatorio dell'accusata, in cui non viene usata la tortura e in cui viene posta all'interrogata una lunga sequenza di domande. Se le risposte fossero state negative l'esito del processo sarebbe già stato deciso; se le risposte fossero state positive l'interrogatorio sarebbe proseguito sul tema della magia.
Una delle poche possibilità di essere dichiarato innocente era quella di dimostrare che alla base delle testimonianze ci fosse un’inimicizia. Proprio questo punto era utilizzato dagli avvocati difensori per vincere la causa. Nella procedura inquisitoriale era infatti prevista la figura dell’avvocato.
Nel caso in cui l'accusata si fosse ostinata a non confessare neanche dopo l'arresto, allora il giudice avrebbe potuto procedere all'interrogatorio sotto tortura.
Bibliografia e sitografia
Helen Rawlings, “L’inquisizione spagnola”, ed. Il Mulino
L'uomo medievale e la paura del diavolo
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Created on April 29, 2024
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Transcript
L'uomo medievale e la paura del diavolo
Il clima medievale
La magia
La concezione del diavolo
La concezione del diavolo
La reazione della Chiesa
L'inquisizione spagnola
Il patto con il diavolo
Il "Malleus maleficarum"
Il processo
Bibliografia e sitografia