Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Motivi che portano al doping

Barbara Almondo

Created on April 28, 2024

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Essential Dossier

Essential Business Proposal

Essential One Pager

Akihabara Dossier

Akihabara Marketing Proposal

Akihabara One Pager

Vertical Genial One Pager

Transcript

Motivi che portano al doping

Almondo Barbara

Start

Perché si ricorre al doping?

Qualsiasi disciplina sportiva può essere “contagiata” da doping. Non appena la prestazione fisica o mentale non corrisponde al successo sportivo, l’idea che sostanze o metodi proibiti possano aiutare è allettante. Un miglioramento della condizione fisica può persino favorire il successo nelle discipline sportive piuttosto tecniche. I motivi sono assai diversi. Alcuni sperano di poter ridurre il tempo di recupero o di riprendere più rapidamente la forma fisica dopo una ferita. Altri invece aspirano ad accrescere la forza, l’esplosività, la resistenza allo sforzo o a migliorare la concentrazione e l’aggressività. Certi atleti e atlete fanno capo al doping per evitare sconfitte. Altri ancora hanno difficoltà a gestire la pressione connessa alle aspettative nei loro confronti e ricorrono per questo motivo al doping. Altri motivi che inducono al doping sono: più soldi, maggior prestigio, maggior fama o maggior riconoscimento.

'quella del doping è davvero una piaga sanitaria e sociale che rischia di estendersi a tutti gli ambienti sportivi, dai dilettanti ai professionisti'

Prof.ssa Alessandra Graziottin

+ info

Motivazioni espressive

Motivazioni difensive

Si parla di motivazione difensiva quando la spinta ultima non è agonistica e legata al successo, ma correlata a un’inadeguata immagine corporea, a disistima, a un profondo senso di frustrazione e fallimento: sentimenti negativi spesso radicati più nella vita privata dell’atleta, professionista o amatore che sia, che non nelle vicende sportive vere e proprie

Sono quelle che intervengono ai livelli medio-alti e alti della performance atletica, per potenziarla ulteriormente e garantire un successo remunerativo in termini di vittorie, immagine e guadagni. Proprio per questo motivo si accompagnano spesso a strategie molto sofisticate per farla franca: basti pensare al ciclista statunitense Lance Armstrong, che è riuscito a dribblare ben 250 controlli in una lunga carriera, prima di subire una squalifica retrospettiva e un’onta davvero planetaria