Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

L'impero romano

Sandra Guidolin

Created on April 28, 2024

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Piñata Challenge

Teaching Challenge: Transform Your Classroom

Frayer Model

Math Calculations

Interactive QR Code Generator

Interactive Scoreboard

Interactive Bingo

Transcript

e l'IMPERO

Guarda i video!

Linea del tempo

Dove e quando?

Ottaviano Augusto

Le dinastie imperiali

Edifici e monumenti

Il Cristianesimo

La crisi dell'impero e i barbari

DOVE?

Durante l'IMPERO

QUANDO?

L’Impero romano durò per oltre cinquecento anni, finché nuove popolazioni provenienti da nord-est riuscirono a invaderne i confini. L’Impero romano crollò nel 476 d.C.

LA LINEA DEL TEMPO

27 a.C.

509 a.C.

476 d.C.

753 a.C.

FINE REPUBBLICA E INIZIO IMPERO

CADUTA IMPERO ROMANO d'occIdente

NASCITA DI ROMA E INIZIO MONARCHIA

FINE MONARCHIA E INIZIO REPUBBLICA

Impero

repubblIca

monarchIa

anno 0

600 a.C.

800 a.C.

400 d.C.

200 d.C.

400 a.C.

600 d.C.

200 a.C.

LA NASCITA DI CRISTO

Dopo la morte di Ottaviano Augusto, nel 14 d.C., si susseguirono molti altri imperatori. Alcuni governarono in modo saggio e pacifico, in accordo con il senato. Altri (come Caligola, Nerone e Domiziano) si imposero in modo violento e spietato. Come si diventava imperatore? All’inizio la successione al trono avveniva in modo ereditario: un discendente della stessa famiglia diventava imperatore. Infatti i primi successori di Ottaviano Augusto furono membri della sua famiglia: la dinastia Giulio Claudia. A partire dal II secolo d.C., dopo un periodo di disordini e malcontento, venne utilizzato il sistema dell'adozione: l’imperatore sceglieva il proprio successore e lo adottava come figlio. In questo modo il senato poteva guidare la scelta e assicurarsi che il potere non finisse nelle mani di persone crudeli e incompetenti. Nell’ultimo periodo ci furono imperatori scelti dall’esercito.

GLI ULTIMI IMPERATORI ROMANI

Ottaviano Augusto

Ottaviano Augusto fu il primo imperatore romano e governò per più di quarant’anni, dimostrandosi un uomo saggio e sensibile ai bisogni di tutti i cittadini. Con lui Roma conobbe un lungo periodo di pace, detta pax augustea.

  • Ristabilì l’ordine in città e impose la pace anche nei territori conquistati.
  • Fece erigere l’Ara pacis, un altare per celebrare la pace dell’impero.
  • Diminuì le tasse.
  • Riorganizzò l’impero in province, ciascuna delle quali affidata ai proconsoli, che comandavano i soldati e si impegnavano a far rispettare le leggi.
  • Fece costruire grandiose opere pubbliche, tra cui l’ampliamento del Foro romano, piazza principale in cui si svolgeva la vita commerciale, politica e religiosa della città.

AU CLIC

In età imperiale Roma era chiamata dai suoi abitanti Caput mundi, cioè “capitale del mondo”. Nel momento di massimo splendore la città si era ingrandita e arricchita di templi in marmo, monumenti e grandi edifici pubblici. Il teatro era uno dei passatempi preferiti dei Romani. L’edificio somigliava molto a quello greco: era di forma circolare e protetto da alte mura. Gli attori, che svolgevano questo lavoro di professione, indossavano maschere per interpretare il personaggio e per amplificare la voce. Gli spettacoli rappresentati erano le tragedie e le commedie; alcune parti venivano recitate, altre danzate e cantate. Nelle terme i cittadini, sia patrizi che plebei, potevano lavarsi, fare sport o semplicemente rilassarsi chiacchierando. Anche le donne potevano accedere, in stanze a loro dedicate. Le terme avevano piscine di diversa temperatura, scaldate da una caldaia sotterranea: il tepidarium, piscina ad acqua tiepida (25°), il calidarium, ad acqua calda (40°), e il frigidarium, ad acqua fredda (10°). Inoltre le terme erano dotate di uno spogliatoio, di una palestra, di una stanza per massaggi e talvolta di una biblioteca.

teatro

AU CLIC

teRME

AU CLIC

AU CLIC

Nei circhi si svolgevano le corse delle bighe e delle quadrighe, carri trainati rispettivamente da due e quattro cavalli guidati dagli aurighi. Le piste erano lunghe e strette, circondate da gradinate per gli spettatori. Gli anfiteatri erano edifici di forma circolare con al centro l’arena circondata da alte gradinate per gli spettatori. Questi erano riparati dal sole tramite il velario, una sorta di copertura. Negli anfiteatri si svolgevano gli spettacoli e i giochi; i più frequenti erano: • le lotte tra i gladiatori, schiavi o prigionieri di guerra costretti a combattere per il divertimento del pubblico; • le cacce, in cui i gladiatori dovevano affrontare belve feroci; • le naumachie, cioè la rappresentazione di battaglie navali realizzata tramite un sistema di tubature che permetteva di allagare l’arena. Gli archi di trionfo erano delle porte monumentali costruite per celebrare la vittoria di una guerra. Venivano organizzate grandi sfilate trionfali in cui generali, legionari e soldati passavano sotto l’arco acclamati dal popolo.

circo

AU CLIC

anfiteatro

AU CLIC

arcodi trionfo

Roma ai tempi dell’impero

Il Cristianesimo

Nel I secolo d.C. l’Impero romano era molto esteso e comprendeva i territori dell’intero bacino del Mediterraneo, inclusi l’Egitto e la Giudea (attuale Palestina). Le popolazioni dell’impero erano politeiste tranne gli Ebrei, che credevano in un unico Dio e attendevano l’arrivo del Messia, il figlio di Dio. Gesù di Nazaret, chiamato il Cristo, nacque in Palestina che era una provincia di Roma e proprio durante il governo di Augusto. Gesù diceva di essere il figlio di Dio, predicava la pace e l’uguaglianza tra le persone rifiutando ogni forma di schiavitù. Questo messaggio di amore e di vicinanza ai più deboli fu percepito come una minaccia dai governatori romani e dai capi religiosi di Gerusalemme, che temevano di perdere il loro potere sul popolo ebraico. Così condannarono a morte Gesù e lo crocifissero. I suoi seguaci, gli apostoli, divulgarono gli insegnamenti di Cristo in tutto l’impero dando diffusione a una nuova religione: il Cristianesimo.

La libertà di culto

Molti imperatori iniziarono a non tollerare il Cristianesimo. Sotto il governo di Nerone, Domiziano e Diocleziano, i cristiani vennero perseguitati e condannati a morte. Per sfuggire alle persecuzioni, si rifugiavano in gallerie sotterranee chiamate catacombe. Per quale motivo gli imperatori, che erano sempre stati tolleranti verso altre religioni, vietarono la professione del Cristianesimo? Le ragioni sono diverse. I cristiani non riconoscevano né adoravano l’imperatore, che per i Romani era una divinità. Molte persone, tra poveri e schiavi, si avvicinavano sempre più all’idea di pace e uguaglianza professata da Gesù: ciò minacciava la società romana che invece si basava sulle disuguaglianze sociali e sulle guerre di conquista. Inoltre i cristiani si radunavano in comunità separate: questo era percepito come un pericolo dai cittadini romani, che cominciarono a perseguitarli. Tuttavia le persecuzioni non riuscirono a fermare l’espansione del Cristianesimo, che iniziò a coinvolgere anche i ricchi e i nobili. Nel 313 d.C. l’imperatore Costantino proclamò la libertà di culto con l’Editto di Milano: ogni cittadino poteva seguire la religione che desiderava. Nel 380 d.C. l’imperatore Teodosio, con l’Editto di Tessalonica, dichiarò il Cristianesimo religione ufficiale dell’impero, vietando di professare tutte le altre.

La libertà di culto: mappa.

Con Nerone, Domiziano e Diocleziano i cristiani vennero perseguitati e condannati a morte.

Nel 313 d.C. l’imperatore Costantino (successore di Diocleziano) proclamò la libertà di culto con l’Editto di Milano (ogni cittadino poteva seguire la religione che desiderava).

Nel 380 d.C. l’imperatore Teodosio, con l’Editto di Tessalonica, dichiarò il Cristianesimo religione ufficiale dell’impero e vietava di professare altre religioni.

La crisi dell’impero

Nel II secolo d.C. iniziò un periodo duro per l’impero romano. Popolazioni di origine germanica, che i Romani chiamavano barbari, spesso oltrepassavano i confini dell’impero saccheggiando città e campagne. Gli abitanti di questi villaggi, stufi dei continui attacchi, scoppiavano in rivolta contro Roma oppure si rassegnavano all’invasore. Difendere i confini era sempre più difficile in un impero così vasto e gli uomini dell’esercito non erano più sufficienti. Allora il governo di Roma decise di arruolare i mercenari, soldati stranieri che combattevano a pagamento. La riforma dell’esercito comportò l’aumento delle tasse: molti contadini, per poterle pagare, furono costretti a vendere i loro campi ai proprietari terrieri, ma questi, non avendo abbastanza schiavi per lavorale, le lasciavano improduttive e incolte. I raccolti così diminuirono e i prezzi aumentarono. La povertà e la malnutrizione favorirono lo sviluppo di epidemie. L’impero si trovava nel bel mezzo di una crisi militare, economica e sociale.

L’impero diviso

Per proteggere l’impero e al tempo stesso riportare stabilità, nel 286 d.C. l’imperatore Diocleziano decise di dividerlo in due parti ciascuna governata da un augusto, ovvero un imperatore, e da un cesare, il suo successore. Queste figure, due augusti e due cesari, avrebbero formato la tetrarchia, ovvero il “governo di quattro”. Dopo la pace iniziale, scoppiarono nuovamente le lotte per il potere, così Costantino riunì l’impero e spostò la capitale da Roma a Bisanzio, che in suo onore fu chiamata Costantinopoli. La nuova capitale era meno esposta alle invasioni barbariche e più facile da proteggere. Nel 395 d.C. Teodosio divise nuovamente l’impero in due parti: l’Impero romano d’Occidente, con capitale Ravenna; l’Impero romano d’Oriente con capitale Costantinopoli.

Nel 286 d.C. l’imperatore Diocleziano si affida alla TETRARCHIA:

Successivamente con Costantino:

Infine nel 395 d.C. Teodosio:

I barbari

L O O K

Con il termine “barbari” i Romani indicavano tutti i popoli stranieri, tra cui anche i popoli germanici che vivevano al di là dei fiumi Danubio e Reno. Questi, in base alla loro provenienza, si dividevano in: Visigoti, Ostrogoti, Franchi, Alemanni, Sassoni, Angli, Longobardi, Vandali.I popoli germanici erano nomadi o seminomadi, vivevano di caccia e allevamento, coltivavano un campo, ne raccoglievano i frutti per poi spostarsi in un altro posto. Erano organizzati in tribù ciascuna guidata da un capo. Non conoscevano la scrittura, quindi la cultura e le leggi erano tramandate oralmente. Dal punto di vista religioso erano pagani: credevano in molte divinità della natura. Erano guerrieri e combattevano a cavallo, spesso per procurarsi da vivere praticavano le razzie saccheggiando villaggi vicini anche all’interno dei confini dell’impero. I barbari erano molto temuti per la loro ferocia e il loro rozzo modo di vivere.

Intorno al IV secolo d.C. gli Unni, un popolo nomade proveniente dall’Asia centrale , giunse in Europa costringendo le popolazioni germaniche a spostarsi. I Germani migrarono nelle regioni dell’Impero romano arrivando a saccheggiare Roma nel 410 d.C. Nel 451 d.C. il temibile Attila guidò gli Unni in Italia, raggiunse la Pianura Padana distruggendo e devastando moltissime città. Il papa, Leone Magno, che in quel periodo di crisi aveva acquistato grande importanza, riuscì a convincere Attila a risparmiare la città di Roma. Questa qualche anno dopo subì una terribile incursione dei Vandali. In questo modo i popoli germanici attaccarono più e più volte l’Impero romano d’Occidente fino a quando, nel 476 d.C., il generale germanico Odoacre raggiunse Ravenna e si proclamò re d’Italia. Era la fine dell’Impero romano d’Occidente. Questo evento storico segna il termine dell’epoca antica e l’inizio di un nuovo periodo storico: il Medioevo. Dopo la fine dell’Impero romano d’Occidente nacquero i regni romano barbarici governati da re germanici affiancati da persone di origine romana. Romani e barbari iniziarono a convivere pacificamente, mescolando le loro culture, le loro tradizioni e le loro abitudini. L’Impero romano d’Oriente invece durò per altri mille anni.

L’imperatore Nerone, figlio adottivo di Claudio, è stato considerato da molti un tiranno violento. Uccise con un calcio la moglie Poppea in stato interessante e fece uccidere la madre Agrippina. Secondo la leggenda, sembra che sia stato lui a provocare il grande incendio del 64 d.C. che devastò Roma e ad addossare la colpa dell'incendio ai Cristiani che perseguitò duramente.

Con Traiano l’Impero romano raggiunse la sua massima estensione. Egli fece costruire anche una nuova e più grande piazza denominata Foro Traiano facendo scavare ed eliminare le pendici del colle Quirinale.LA COLONNA TRAIANA La Colonna Traiana, capolavoro dell’antichità, fu commissionata dallo stesso imperatore Traiano per raccontare e ricordare la conquista della Dacia (attuale Romania). È poggiata su un basamento e raggiunge i 35 metri di altezza. È stata costruita ponendo 21 blocchi di marmo uno sull’altro. I bassorilievi, posti uno dopo l’altro, narrano, come una pellicola cinematografica, le vicende belliche. La colonna è in piedi da 1900 anni ed è possibile ammirarla ancora oggi nel Foro di Traiano.

AU CLIC

Adriano, figlio adottivo di Traiano, fece costruire il Vallo di Adriano in Britannia, una fortificazione in pietra imponente e grandiosa di 120 km, una linea difensiva che proteggeva i confini settentrionali dell'impero e segnava i confini tra i territori dell'impero romano e il nord della Gran Bretagna (Scozia). Il Vallo di Adriano fu la più grande fortificazione in pietra mai realizzata dai Romani. Ad Adriano si deve anche la costruzione del Pantheon, tempio dedicato a tutte le divinità romane.

AU CLIC

L’imperatore Tito Flavio Vespasiano fece costruire l'Anfiteatro Flavio, meglio conosciuto con il nome di Colosseo perchè nelle sue vicinanze si trovava una gigantesca statua bronzea di Nerone. Per edificarlo scelse la zona compresa tra i colli Palatino, Esquilino e Celio, precedentemente occupata dal laghetto artificiale della Domus Aurea di Nerone. La sua costruzione iniziò nel 70 d.C. e terminò nell’80 d.C. sotto l’impero di Tito, figlio di Vespasiano.L'edificio era destinato ai combattimenti, ai giochi tra i gladiatori (munera), alle simulazioni di caccia ad animali feroci ed esotici (venationes) e alle naumachie (combattimenti navali).

Incontro di Leone Magno e Attila

Ottaviano introdusse nel calendario romano molte feste, tra cui le feriae Augusti, “il riposo di Augusto” ovvero il nostro Ferragosto.