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La lunga strada verso la parità
Chiara Salgarella
Created on April 27, 2024
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Transcript
Storie di donne che hanno osato sognare
La lunga strada verso la parità
UDA ED. CIVICA Classe 3^B
1791
1789
1858 - 1928
1869
1853
Gli effetti dell'emancipazione femminile
Nascono le Suffragette
Donne in marcia durante la Rivoluzione Francese
Emmeline Pankhurst
Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina
Storie di donne che hanno osato sognare
La lunga strada verso la parità
UDA ED. CIVICA Classe 3^B
1913
1903
1913
1893
1910
1905
Emmeline Pankhurst fonda la Women's Social and Political Union
Movimenti per il voto alle donne in Italia
La Nuova Zelanda concede il diritto di voto alle donne
Lo sciopero della fame e la nutrizione forzata
La propaganda contro le Suffragette
La morte della suffragetta Emily Davison
Storie di donne che hanno osato sognare
La lunga strada verso la parità
UDA ED. CIVICA Classe 3^B
1943
1946
1914 - 1918
Le donne nella Prima Guerra Mondiale
Le italiane al voto
Rosie the Riveter
Le parole di Ida Finzi
Storie di donne che hanno osato sognare
La lunga strada verso la parità
UDA ED. CIVICA Classe 3^B
1966
1946
1999
1963
Le 21 donne della Costituente
Accesso a cariche e impieghi pubblici
Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne
Franca Viola rifiuta il matrimonio riparatore
Le parole di Ida Finzi
Le parole di Ida Finzi
1913
La morte di Emily Davison
TIPO DI FONTE: scritta/visiva DATAZIONE: 5 giugno 1913 LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: ignoto AUTORE: Daily Mirror La fonte è tratta dal giornale “The Daily Mirror”, in particolare, si tratta della prima pagina in cui, sotto il titolo, si può vedere l'immagine di un cavallo da corsa per terra insieme al suo fantino e una donna lì stesa per terra: Emily Davison. Il 4 giugno 1913, infatti, la suffragetta Emily W. Davison morì travolta da un cavallo durante una protesta in un ippodromo di fronte al Re. Il Daily Mirror è un quotidiano britannico e ha un'edizione domenicale chiamata The Sunday Mirror, pubblicata dal 1915. Fu fondato nel 1903 ed è tuttora pubblicato. Anche a seguito di questo evento, che destò molto scalpore, nel 1918 il Regno Unito concesse il diritto di voto alle donne, mogli di capifamiglia, con più di 30 anni. Nel 1928 il diritto di voto venne esteso a tutte le donne dai 21 anni in su.
1858 - 1928
Emmeline Pankhurst
Tipo di fonte: scritta Datazione: 1858 - 1928 Luogo di provenienza/conservazione: ignoto autore: Emmeline Pankhurst La celebre suffragetta Emmeline Pankhurst, in questo brano autobiografico, racconta di quando da piccola cominciò a notare le differenze di atteggiamento e di aspettative che i suoi genitori avevano nei confronti suoi e di sua sorella rispetto agli altri figli maschi. In particolare, racconta della sua infanzia e del fatto che ai suoi fratelli maschi a scuola insegnassero diverse materie "tradizionali" e che i suoi genitori, al momento di scegliere la scuola per loro, ne avevano parlato molto, come se fosse una cosa davvero seria. Invece, a lei e a sua sorella a scuola insegnavano a come “far bella la casa”, mentre della scelta della scuola non si era parlato molto. Lei non capiva perché lei dovesse preparare la casa per i suoi fratelli e perché loro non dovessero farlo. Emmeline Pankhurst, nata a Manchester il 15 luglio 1858, fu un’attivista e politica britannica e una delle suffragette più famose del Regno Unito che lottò per aiutare le donne ad avere il diritto di voto. Era nata in una famiglia di genitori politicamente attivi. Il 18 dicembre del 1879 si sposò con Richard Pankhurst un’avvocato, che sosteneva il diritto di voto delle donne. Diede alla luce 5 figli. Poi Emmeline creò la Franchise Women's League nel 1898. Nel 1903 cercò di entrare nel “Partito laburista indipendente" ma venne rifiutata, perché donna. E sempre nel 1903 fondò la “Women’s Social and Political Union” (movimento politico di sole donne). Lei e le altre suffragette finivano molte volte in prigione e così organizzarono lo sciopero della fame. Dopo esser riuscita ad ottenere il diritto di voto per le donne sopra i 30 anni e dopo essersi candidata come conservatrice del distretto londinese di Stepney nel 1927,morì il 14 giugno del 1928. TRASCRIZIONE DEL TESTO: La mia infanzia fu protetta dall’amore e da una casa confortevole. Eppure, quando ero ancora una bambina molto piccola, iniziai istintivamente a sentire che c’era qualcosa che non andava, persino nella mia stessa casa, una specie di falsa idea delle relazioni familiari, un ideale incompleto. Questo mio vago sentire cominciò a consolidarsi in certezza più o meno quando io e i miei fratelli fummo mandati a scuola. L’educazione del ragazzo inglese, allora come oggi, era considerata una faccenda molto più seria dell’educazione della sorella del ragazzo inglese. I miei genitori, soprattutto mio padre, avevano discusso la faccenda dell’istruzione dei miei fratelli come un fatto di effettiva importanza. Dell’educazione mia e di mia sorella si parlò a malapena. Naturalmente andammo a una scuola femminile scrupolosamente selezionata, ma al di là del fatto che la direttrice fosse una gentildonna e che tutte le alunne fossero ragazze della mia stessa classe sociale, nessuno sembrò preoccuparsi d’altro. L’educazione di una ragazza a quel tempo sembrava avere come suo primo obiettivo l’arte di “far bella la casa”, presumibilmente per i girovaghi parenti di sesso maschile. Io mi scervellavo nel capire perché dovessi sottostare a un compito così specifico, far bella la casa per i miei fratelli. Tra di noi c’era un bellissimo rapporto di amicizia, ma a loro non fu mai indicato come compito quello di far bella la casa per me. Perché no?
1910
La propaganda contro le suffragette
TIPO DI FONTE: visiva DATAZIONE: Dicembre 1910 LUOGO DI PROVENIENZA: Londra AUTORE: John Hassal L’opera è un manifesto della Lega Nazionale contro il Suffragio Femminile, dal valore propagandistico. Nella scena rappresentata l'autore, ispirandosi alla mentalità secondo cui le donne, e quindi anche le suffregette, devono stare a casa e occuparsi delle faccende domestiche e della famiglia, rappresenta lo stato di abbandono in cui sono ridotti il marito e i due figli (quasi due fagotti di stracci) ed anche la casa, mentre la donna è andata ad un raduno di suffragette, come si deduce dal biglietto lasciato attaccato al poster Votes for Women. L’autore è John Hassall, famoso illustratore inglese (21 Maggio 1868 – 8 Marzo 1948). Nel 1900, Hassall aprì la sua New Art School e School of Poster Design a Kensington dove annoverò Annie Fish, Bert Thomas, Bruce Bairnsfather, HM Bateman e Harry Rountree tra i suoi studenti. La scuola venne chiusa allo scoppio della Prima Guerra Mondiale. Nel dopoguerra diresse la John Hassall Correspondence School, di grande successo.
1893
La Nuova Zelanda concede il diritto di voto alle donne
TIPO DI FONTE: scritta DATAZIONE: 23 agosto 1893 LUOGO DI PROVENIENZA: Nuova Zelanda AUTORE: Kate Sheppard, Emily Wallis e altre Il 23 Agosto 1893 venne presentata una petizione al congresso neozelandese che conteneva nome e indirizzo di 24.000 donne neozelandesi con più di 21 anni. Consisteva di oltre 500 fogli, firmati in varie parti del paese e poi incollati insieme in un solo rotolo lungo 270 metri. Tra le firme anche quelle delle suffragette Kate Sheppard (1847-1934) ed Emily Wallis (1863-1914). Il 19 settembre del 1893 la Nuova Zelanda fu il primo paese al mondo a concedere il diritto di voto alle donne. Seguì l’Australia nel 1902. Nel 1918 il Regno Unito concesse il diritto di voto alle donne, mogli di capifamiglia, con più di 30 anni. Nel 1928 il diritto di voto venne esteso a tutte le donne dai 21 anni in su.
1939 1945
Rosie the Riveter
TIPO DI FONTE: visiva DATAZIONE: 1943 LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: USA AUTORE: J. Howard Miller Questo poster raffigura Rosie the Riveter, cioè Rosie la rivettatrice, un'operaia diciassettenne di una fabbrica del Michigan, simbolo delle donne americane che, durante la Seconda guerra mondiale, lavoravano nelle fabbriche di munizioni al posto degli uomini impegnati al fronte. Questa immagine, in seguito, è diventata l'emblema del movimento femminista.
1791
Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina
TIPO DI FONTE: scritta DATAZIONE: 1791 LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: Francia AUTORE: Olympe de Gouges Olympe de Gouges era una drammaturga e attivista francese. Ha sempre combattuto per i diritti della donna, tanto che è finita in prigione per parecchio tempo. Dopo la prigione, a seguito delle critiche mosse a Robespierre, è stata condannata a morte e prima di essere ghigliottinata ha detto: "Come la donna ha il diritto di salire sul patibolo, deve avere altresì il diritto di salire alle più alte cariche" Nel 1791 Olympe de Gouges ha scritto la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina in cui dichiarava l'uguaglianza politica e sociale tra uomo e donna. INTRODUZIONE DELLA DICHIARAZIONE: Uomo, sei capace d'essere giusto? È una donna che ti pone la domanda; tu non la priverai almeno di questo diritto. Dimmi? Chi ti ha concesso la suprema autorità di opprimere il mio sesso? La tua forza? Il tuo ingegno? Osserva il creatore nella sua saggezza; scorri la natura in tutta la sua grandezza, di cui tu sembri volerti raffrontare, e dammi, se hai il coraggio, l'esempio di questo tirannico potere. Risali agli animali, consulta gli elementi, studia i vegetali, getta infine uno sguardo su tutte le modificazioni della materia organizzata; e rendi a te l'evidenza quando te ne offro i mezzi; cerca, indaga e distingui, se puoi, i sessi nell'amministrazione della natura. Dappertutto tu li troverai confusi, dappertutto essi cooperano in un insieme armonioso a questo capolavoro immortale. Solo l'uomo s'è affastellato un principio di questa eccezione. Bizzarro, cieco, gonfio di scienza e degenerato, in questo secolo illuminato e di sagacia, nell'ignoranza più stupida, vuole comandare da despota su un sesso che ha ricevuto tutte le facoltà intellettuali; pretende di godere della rivoluzione, e reclama i suoi diritti all'uguaglianza, per non dire niente di più. LINK AL TESTO INTEGRALE
1963
Franca Viola rifiuta il matrimonio riparatore
TIPO DI FONTE: scritta DATAZIONE: 2015 (su fatti del 1965/1966) LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: La Repubblica AUTORE: La Repubblica, Franca Viola Nel dicembre 1965, ad Alcamo, in Sicilia, la diciassettenne Franca Viola viene rapita, violentata e tenuta segregata per giorni dal suo ex fidanzato Filippo Melodia. Viene poi proposto alla famiglia il matrimonio riparatore, come si usava in quei tempi. Tuttavia la ragazza e la sua famiglia rifiutano pubblicamente denunciando e facendo arrestare Melodia. E’ la prima volta in Italia. All'epoca, il Codice Penale, nell'articolo 544 diceva che, in caso di violenza sessuale, anche su minore, il reato potesse essere estinto se il colpevole e la parte offesa si fossero accordati accettando un «matrimonio riparatore». Il matrimonio riparatore verrà abrogato solo nel 1981, insieme al delitto d’onore. La violenza sessuale sarà riconosciuta come reato contro la persona e non contro la morale solo nel 1996. In questa intervista Franca Viola ricorda la sua vicenda e come sia stato difficile per lei e per la sua famiglia sopportare il giudizio delle persone che la ritenevano disonorata. TESTO INTERVISTA Mio padre Bernardo venne a prendermi con la barba lunga di una settimana: non potevo radermi se non c’eri tu, mi disse. Cosa vuoi fare, Franca? Non voglio sposarlo. Va bene: tu metti una mano, io ne metto cento. Questa frase mi disse. Basta che tu sia felice, non mi interessa altro. Mi riportò a casa e la fatica grande l’ha fatta lui, non io. E’ stato lui a sopportare che nessuno lo salutasse più, che gli amici suoi sparissero. La vergona, il disonore. Lui a testa alta. Voleva solo il bene per me.
1946
Le italiane al voto
TIPO DI FONTE: visiva/audio (video) DATAZIONE: 2 giugno 1946 LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: Archivio Luce (Italia) AUTORE: Istituto Luce Nel filmato dal titolo "Elezioni amministrative: il voto delle donne" (durata: 00:00:58, colore: b/n, sonoro) si vedono le seguenti sequenze: manifesti di propaganda elettorale affissi alle pareti di case in rovina; gli abitanti di un paese danneggiato dalla guerra discutono in piazza; una vecchietta viene accompagnata al seggio; elettrici depongono schede nell'urna, la commissione vigila sulle operazioni di voto; una vecchietta, in attesa del suo turno, aspetta seduta in un'aula scolastica; un gruppo di donne consegna la propria scheda elettorale che viene inserita nell'urna; un carabiniere accompagna la vecchietta a votare, la scheda entra con difficoltà nell'urna, il carabiniere accompagna il braccio della vecchietta che, con la mano, cerca di infilare la scheda. (FONTE Archivio Luce) 'Istituto LUCE è stata una società per azioni italiana, creata nel 1924 durante il ventennio fascista. All'origine della fondazione dell'Istituto LUCE vi è una piccola impresa cinematografica privata promossa dal giornalista Luciano De Feo nell'intento di sviluppare l'educazione della popolazione italiana analfabeta attraverso le immagini (da qui l'acronimo LUCE, che significa L'Unione Cinematografica Educativa).
1946
Le 21 donne della Costituente
TIPO DI FONTE: scritta/visiva (fotografia) DATAZIONE: 4 agosto 1946 LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: Italia, Biblioteca della Camera dei Deputati. AUTORE: La Domenica del Corriere In questa pagina del settimanale la Domenica del Corriere vengono presentate le 21 donne della Costituente. Su 226 candidate, risultano elette 21 donne, definite in seguito come Madri Costituenti: 9 deputate comuniste (Adele Bei, Nadia Gallico Spano, Nilde Iotti, Teresa Mattei, Angiola Minelli, Rita Montagnana, Teresa Noce, Elettra Pollastrini e Maria Madalena Rossi); 9 deputate democratiche cristiane (Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter, Maria Federici, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi Cingolani, Maria Nicotra e Vittoria Titomanlio); 2 deputate socialiste (Bianca Bianchi e Lina Merlin); 1 deputata del Fronte dell’Uomo qualunque (Ottavia Penna). L’elezione di 21 donne all’Assemblea Costituente non ha una grande eco nei giornali e nei settimanali. Tuttavia dopo la seduta inaugurale della Costituente, non mancano servizi che pubblicano profili ed immagini delle prime elette a Montecitorio come in questa pagina de “La Domenica del Corriere”. La domenica del Corriere venne fondato a Milano nel 1899 quando Luigi Albertini scrisse il primo settimanale, ebbe successo grazie alle molteplici fotografie e immagini presenti nei giornali. Negli anni venti e trenta divenne il settimanale più venduto in Italia, con lettori sia dalla borghesia sia dalla popolazione italiana alfabetizzata. Dagli anni settanta la concorrenza dei settimanali d’informazione portò a una crisi di copie, ma dopo vari tentativi di rilancio negli anni ottanta, nel 1989 si concluse la produzione.
1913
Lo sciopero della fame e la nutrizione forzata
TIPO DI FONTE: visiva (litografia) DATAZIONE: aprile 1913 LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: La domenica del Corriere, Milano AUTORE: Achille Beltrame Dal 1903 le manifestazioni delle suffragette diventarono più violente: si incatenavano alle ringhiere, incendiavano cassette postali, distruggevano le vetrine dei negozi. Se venivano arrestate facevano lo sciopero della fame perciò venivano sottoposte all’alimentazione forzata. La violenza di questa pratica scatenò l'indignazione dell'opinione pubblica che cominciò a guardare con simpatia alle richieste delle suffragette. In questa litografia viene rappresentata proprio la brutalità di questa pratica: alcune suffragette, visto che per protestare non mangiavano per ore o anche giorni, vengono nutrite a forza dalle guardie con dei tubi infilati in gola. C’è anche una frase di accompagnamento: "Virtù eroiche che fanno ridere: suffragette inglesi nutrite a forza in carcere per impedire loro di lasciarsi morire di fame". L'autore è Achille Beltrame, nato a Arzignano il 19 marzo 1871 e morto a Milano il 19 febbraio 1945. E' noto grazie alle sue copertine del settimanale La Domenica del Corriere realizzate dal 1899 al 1944.
1917
La testimonianza di Ida Finzi
TIPO DI FONTE: scitta DATAZIONE: maggio 1917 LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: articolo pubblicato sulla rivista "Illustrazione italiana" AUTORE: Haidee pseudonimo di Ida Finzi In questa fonte scritta Ida Finzi racconta come durante la Prima Guerra Mondiale gli uomini furono mandati tutti al fronte, invece le donne, che prima erano solo donne eleganti, abituate a sposarsi con un marito e farsi da mantenere da lui, a badare alla casa e ai figli, avevano dovuto reinventarsi per ricoprire i ruoli di mariti, padri e fratelli. C’erano mogli di commercianti che si occupavano dei negozi dei mariti, altre che dovevano lavorare nelle fabbriche, soprattutto quelle belliche. Durante la Prima Guerra Mondiale, quindi, le donne sono state rivalutate perché si è scoperto che non erano deboli, erano sicuramente capaci di lavorare e quindi potevano dare il loro contributo alla società tanto quanto gli uomini. Anche se questa situazione di gravità ha contribuito alla strada verso la parità, dopo la fine della guerra la situazione tornò simile a com'era in precedenza. Ida Finzi era una scrittrice italiana, nata a Trieste nel 1867 da una famiglia benestante di origine ebrea. Appena sedicenne ancora allieva delle magistrali scrisse una novella, che venne pubblicata nel 1883 nel fanfulla della domenica. Nello stesso anno inizio l'attività giornalistica in un uotidiano indipendente.Continuò poi a scrivere per la più importante testata cittadina “Il piccolo” dove si occupò di cronaca mondana e delle prime teatrali. Assunse il ruolo di direttrice nel 1889 e l’editore Emilio Treves la chiamò a collaborare a l’Istruzione popolare, per poi passare a l'Illustrazione italiana, molto più prestigiosa, per la quale scrivevano molti nomi importanti della letteratura italiana del primo Novecento come Gabriele D'Annunzio e Grazia Deledda. Siccome Ida Finzi scriveva articoli “controversi” non mise mai il suo vero nome, adottando gli pseudonimi: la signora in grigio e Haydee. Oltre alla sua carriera da giornalista si dedicava anche alla scrittura. Ottenne alcuni premi come: Premio dalla casa editrice Roma letteraria. Nel 1904 vinse il concorso Rassegna Internazionale di Roma con il dramma "Per te". Partecipò a moltissimi altri concorsi italiani con il suo romanzo "Faustina Bonn". Poco prima dell'ingresso italiano nella prima guerra mondiale si trasferì a Milano lasciando Trieste. Lavorando nella casa editrice Treves continuò a scrivere romanzi e articoli sull’Italianità di Trieste. Nei suoi ultimi anni di vita fu perseguitata dalle leggi razziali, la sua famiglia fu decimata, ma lei riuscì a fuggire rifugiandosi a Portogruaro dove rimase nascosta, ma si ammalò di polmonite. Morì a portogruaro il 23 gennaio 1946.
Ebbene, fra tutte le trasformazioni alle quali abbiamo assistito, in questi duri e forti anni di guerra, nessuna forse è più meravigliosa di quella avvenuta nell’esistenza della donna. […] mogli di negozianti, mogli di contadini son riuscite, con sorpresa degli altri e di loro stesse, ad amministrate e coltivar molto bene l’azienda e il podere del marito; nuove professioni femminili si delineano, abbiamo le tramviere, le spazzine, le barbiere: un flutto di impiegate, di corrispondenti e contabili in gonnella ha invaso tranquillamente gli uffici disertati dagli uomini; e quei diritti che venivano così fieramente contesi alle donne quando esse li reclamavano coi gridi e gli squittii aspri del suffragettismo, oggi vengono quasi offerti a loro, nel rispetto ispirato da tutto il buon lavoro che, nell’ora grande e perigliosa, esse hanno saputo compiere.
1903
Nasce la Women's Social and Political Union
TIPO DI FONTE: orale (trascritta) DATAZIONE: 1913 LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: ignoto AUTORE: Emmeline Pankhurst L'audio che sentite è un discorso fatto da Emmeline Pankhurst, una suffragetta e attivista politica inglese. Fu lei a guidare le suffragette del Regno Unito ad ottenere il diritto di voto. Nel discorso che fa, Emmeline sottolinea molto l’argomento dell'equità tra maschio e femmina, Il discorso, infatti, è costruito sulla contrapposizione tra diritti riconosciuti all’uomo e negati alle donne. Fa anche qualche esempio: “ Nessun uomo è mai stato cacciato da un incontro pubblico solo per aver fatto una domanda”. TRASCRIZIONE DEL TESTO: Sono qui in qualità di persona che, in base alle leggi dei tribunali del mio Paese, non ha nessun valore per la comunità; a causa della mia condotta sono stata giudicata un pericolo, condannata ai lavori forzati in carcere. Se fossi un uomo e vi dicessi: “Provengo da un Paese che dichiara di avere istituzioni rappresentative e che tuttavia nega a me, che sono una contribuente, una abitante della nazione, i diritti di rappresentanza”, voi capireste subito che quell’essere umano, dal momento che è un uomo, sarebbe giustificato se ricorresse a metodi rivoluzionari per ottenere delle istituzioni rappresentative. Visto che però sono una donna, è necessario del XX secolo spiegare perché le donne abbiano adottato metodi rivoluzionari per conquistare i loro diritti di cittadini. Nessun uomo è mai stato cacciato da un incontro pubblico solo per aver fatto una domanda. Le prime persone ad essere state allontanate da un incontro pubblico per questo sono state delle donne: malmenate brutalmente, sono poi finite in carcere. A coloro che ritengono impossibile il successo delle donne in questa impresa, io voglio dire che abbiamo messo il governo inglese di fronte a questa alternativa: o uccidere le donne o concedergli il diritto di voto. Agli uomini americani che sono qui riuniti, chiedo cosa direbbero di fronte alla scelta tra uccidere una donna e concederle i diritti di cittadinanza. C’è solo una risposta possibile, una sola vita d’uscita dovete dare il voto a quelle donne. Sono venuta qui per chiedervi di aiutarci a vincere questa battaglia. Se vinceremo questa lotta che è la lotta più dura, sono sicura che in futuro, per le donne di tutto il mondo, sarà più facile, quando giungerà il loro momento, vincere le proprie battaglie.
1869
Nascono le Suffragette
TIPO DI FONTE: visiva (fotografia) DATAZIONE: 1860 - 1900 LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: ignoto AUTORE: ignoto Nel 1869 nacque ufficialmente il movimento delle Suffragette, dal dispregiativo di Suffragiste. Il loro obiettivo non era solo quello di ottenere il diritto di voto, ma anche uguaglianza politica, economica e civile, poter accedere all’istruzione e agli impieghi fino a quel momento consentiti solo agli uomini e poter essere economicamente indipendenti dal marito. Nel 1897 nacque la Società Nazionale per il suffragio femminile guidata da Millicent Fawcett. Le suffragette diffondevano le proprie idee con comizi, scritte sui muri e cartelli con la scritta “Votes for women”, venendo bloccate delle forze dell’ordine. IL MOVIMENTO DELLE SUFFRAGETTE E DEI DIRITTI DELLE DONNE SI SVILUPPÒ IN SEGUITO ANCHE NEGLI ALTRI PAESI. .
1853
Gli effetti dell'emancipazione femminile: le donne votano per il candidato più bello
TIPO DI FONTE: visiva DATAZIONE: 1850 circa LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: ignoto AUTORE: Richard Doyle, illustratore inglese L'incisione "Voto alle donne" di Richard Doyle mostra un comizio elettorale in cui sono presenti uomini e donne. Tra i cartelli elettorali si leggono inviti a votare per il candidato più bello o a non votare per il candidato vecchio e brutto. Viene sottolineato come le donne siano attratte solo da caratteristiche esteriori come bellezza e gentilezza. L'incisione, seppur con intento provocatorio, suggerisce che nel periodo vittoriano le donne stavano cercando di ottenere il diritto di voto e una maggiore parità di genere, dimostrando i pregiudizi dell'epoca sulla sulla loro capacità di scelta dei candidati. .
1914 - 1918
Donne al lavoro nella Prima Guerra Mondiale
TIPO DI FONTE: visiva (fotografia) DATAZIONE: 1914 - 1918 LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: ignoto AUTORE: ignoto Durante la Prima Guerra Mondiale molte donne vennero impiegate come supporto alle truppe al fronte. Tra le attività che svolgevano vi erano: il lavoro nelle fabbriche di munizioni, il lavoro nelle lavanderie e come sarte per realizzare uniformi per i soldati o ancora come cuoche per preparare i loro pasti, il supporto come infermiere. Un'attività particolare per le donne di montagna è quella di "portatrice" cioè queste donne, che conoscevano bene i territori, facevano da corrieri per portare merci e informazioni alle truppe sulle montagne.
1946
Le italiane al voto
TIPO DI FONTE: visiva (fotografia) DATAZIONE: 2 giugno 1946 LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: sconosciuto (Italia) AUTORE: sconosciuto In queste fotografia si vedono due donne al seggio elettorale mentre votano. Nella prima fotografia una donna con in braccio un neonato riceve la scheda elettorale. Nella seconda fotografia una donna mette la scheda elettorale nell'urna dopo aver votato. Il 1 febbraio 1945 venne approvato il decreto legge De Gasperi-Togliatti che prevedeva il diritto di voto per tutti gli italiani, quindi anche le donne, che avessero compiuto i 21 anni di età. In Italia le donne votarono per la prima volta nella primavera del 1946 per le elezioni amministrative, si presenterà alle urne l’89% delle aventi diritto. Il 2 giugno 1946 quasi 13 milioni di italiane torneranno alle urne per il referendum con cui scegliere quale forma di governo dare all’Italia. Verranno scelti anche i componenti dell’Assemblea Costituente incaricata della stesura della Costituzione. A farne parte anche 21 neo deputate.
1914 - 1918
Donne al lavoro nella Prima Guerra Mondiale
TIPO DI FONTE: visiva DATAZIONE: 1914 - 1918 LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: ignoto AUTORE: ignoto Nella foto c'è un trattore guidato da una donna. Il trattore è in un campo, le donne aiutano gli uomini a lavorare i campi. Durante la Prima Guerra Mondiale molte donne sostituirono gli uomini nei lavori dei campi e anche nelle miniere.
1789
Donne in marcia durante la Rivoluzione Francese
TIPO DI FONTE: visiva DATAZIONE: 5 ottobre 1789 LUOGO DI PROVENIENZA/CONSERVAZIONE: biblioteca digitale gallica AUTORE: ignoto L'immagine raffigura cittadini di Parigi, molti dei quali donne, che marciano armati verso Versailles, la residenza di Luigi XVI e l'Assemblea nazionale costituente. Le loro richieste erano espressione delle mancanze, dei bisogni e dei desideri del popolo parigino: esigevano l'abbassamento del prezzo del pane e il ritorno del re e della regina a Parigi, in modo che potessero essere più vicini al loro popolo. Prima di sposarsi e occuparsi della famiglia e dei figli, moltissime donne lavoravano. Numerose erano le occupazioni, specie quelle legate al commercio e alla moda, ed inoltre c'erano portatrici d'acqua, venditrici di cibo, facchine, lavandaie. La natura di questi lavori femminili spingeva le donne a intessere forti legami nella comunità locale: le donne ricoprivano, con la loro presenza costante, un ruolo predominante nel territorio, dato che gli uomini erano assenti fino alla sera per il lavoro. Le rivolte femminili per il cibo erano abbastanza frequenti e in genere tollerate dalle autorità, perché, solitamente, non erano violente. Le donne erano coscienti che il prezzo del cibo e la carestia rientravano nella sfera politica ed erano problemi condizionati dalle scelte del governo. La marcia delle donne su Versailles costituì inizialmente una continuazione delle azioni delle donne legate al cibo, un aspetto della vita quotidiana di loro primaria competenza. La presa della Bastiglia aveva insegnato anche alle donne che una rivolta poteva essere la risposta ai loro problemi e alle loro richieste: l'azione nel quartiere non era più sufficiente, dovevano rivolgersi ai nuovi centri di potere, l'assemblea e il re. Anche per questo motivo, la rivolta si allargò velocemente a tutte le donne della città, provenienti dai quartieri più diversi. Le donne ai tempi della Rivoluzione francese non godevano di alcun diritto, erano escluse dalla vita politica, erano succubi degli uomini e il loro principale compito era quello di prendersi cura della famiglia.
1903 - 1905
Opinioni sul voto alle donne in Italia
TIPO DI FONTE: scritta DATAZIONE: 1905 LUOGO DI PROVENIENZA: rivista Unione Femminile, Milano AUTORE: Margherita Grassini Sarfatti Tra il 1903 e il 1905 la rivista Unione Femminile lanciò un’indagine sull’allargamento del suffragio alle donne. Alla domanda se si dovesse concedere il voto alle donne rispose anche la scrittrice Margherita Grassini Sarfatti. La scrittrice risponde in modo affermativo: secondo la sua opinione il voto è un modo per dare più dignità alla donna che, per spiegare la concezione che gli uomini avevano delle donne, viene paragonata a una bestia da soma utile solo per lavorare, ubbidire e sopportare carezze o botte di quello che viene chiamato un padrone. TRASCRIZIONE DEL TESTO: “Sì, perché la donna è un essere umano e il diritto di voto credo che possa conferirle di fronte all’uomo rozzo e ignorante maggiore dignità. Il sapere ch’essa ha legalmente diritti e doveri uguali ai suoi, comincerà forse a scuotere il lui la convinzione che la donna sia una specie di bestia da soma, che la natura e la legge gli accordano, per lavorare, ubbidire e sopportare le carezze e le botte del suo padrone.” Margherita Grassini Sarfatti, da rivista Unione Femminile, 1903 - 1905 tratto da Il voto alla donna? Inchiesta e notizie, V. Ramperti, Milano, 1905