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IL VIAGGIO DI ULISSE

Letizia Di Millo

Created on April 26, 2024

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Transcript

Ulisse

IIl viaggio di Ulisse nella letteratura

1948

1911

1803

SABA

KAFAVIS

FOSCOLO

1947

1314

LEVI

DANTE

900 a.C.

1922

OMERO

JOYCE

Cavallucci Camilla e Di Millo Letizia

OMERO

Il viaggio di Ulisse, nella letteratura, ha inizio nell’Odissea, opera di Omero scritta tra il settimo e l’ottavo secolo a.C. I luoghi nel racconto sono molteplici, dalla città di Troia, dove Ulisse vince la guerra grazie alla suo ingegno progettando il famoso cavallo di Troia, all’isola di Ogigia, dove Ulisse viene rapito dalla dea Calipso perdutamente innamorata dell’eroe, alla grotta del ciclope Polifemo, dove mette in gioco la sua astuzia per salvare lui e i suoi compagni, per poi tornare ad Itaca, città di cui lui è il re. Un re descritto come un uomo astuto, coraggioso e ingegnoso, capace di affrontare sfide incredibili e superare ostacoli apparentemente insuperabili che trasformano il suo viaggio in una metafora per la ricerca dell’identità, della saggezza e del ritorno a casa.

DANTE

Il viaggio dell’audace eroe prosegue nella Divina Commedia nel canto XXVI dell’Inferno. Ulisse si ritrova nell’ottava bolgia dell’ottavo cerchio, arroventato dalle fiamme come punizione per aver fatto un << folle volo>> superando le Colonne D’Ercole (oggi Stretto Di Gibilterra): i limiti della conoscenza imposti dagli dèi, oltre i quali si pensava ci fosse il nulla. Nel canto il re di Itaca racconta di aver trascinato con sé i compagni verso l’ignoto, non consapevole dei pericoli, mosso solo dalla sua sete di conoscenza e dal desiderio di nuove esperienze. Dante, infatti, descrive e condanna l’eroe seguendo la leggenda medievale, che non rispecchia la leggenda classica, quella vera: per l’autore, Ulisse incarna il desiderio umano di conoscenza e avventura insieme ai pericoli e le conseguenze.

FOSCOLO

Alcuni secoli più tardi, Ulisse continua il suo viaggio letterario nel sonetto di Ugo Foscolo, composto nel 1803. Il poema, formato da due quartine e due terzine di versi endecasillabi, inizia da un dato autobiografico, la nascita di Foscolo nell’isola greca di Zacinto, di cui egli celebra la bellezza e i miti, per poi continuare con un confronto tra se stesso, destinato a morire in terra straniera, e Ulisse, che, dopo vari imprevisti, riuscì a ritornare dalla sua amata Itaca. In A Zacinto Ulisse diventa l’autoritratto di Foscolo: per entrambi l’esilio dalle rispettive città comporta sofferenza, anche se può rendere nobili e famosi, ma il ritorno in patria di Ulisse si contrappone il non ritorno del poeta, che accetta a malincuore il proprio destino. In questo poema Ulisse, coltre essere l’autoritratto dell’ autore, si trasforma in un eroe romantico in lotta contro la Fortuna.

LEVI

La penultima tappa del viaggio letterario di ulisse è il libro di Primo Levi Se questo è un uomo, dove l'autore e un deportato francese, Jean, hanno un compito in comune, e questo li porta a parlare di passioni, e della vita fuori dal campo. Jean gli dichiara il proprio amore per l’Italia e il desiderio di imparare la nuova lingua. A Levi viene in mente il canto di Ulisse descritto da Dante, e mentre cerca di recitarlo, nonostante i vuoti di memoria, viene illuminato da una nuova consapevolezza sulla natura umana. Levi sceglie Dante per la Divina Commedia, libro simbolo dell’italiano, e sceglie Ulisse per il mare, che indica libertà e confini inesplorati. I prigionieri sono spogliati della diglità, ma non della conoscenza, che è lo strumento del riscatto. La poesia è la forza di sopravvivere anche quando si perde la speranza.

KAVAFIS

Ulisse continua il suo viaggio nella letteratura con la poesia “Itaca”, di Costantino Kavafis. Il poeta ci regala un’opera nostalgica, caratterizzata dalla visione del destino da un punto di vista tragico e che cerca di esporre le verità esistenziali dell’uomo. Si contraddistingue il richiamo alla poetica ellenistica classica, anche se in realtà la sua era una poetica antica e arcaica, che manifestava un senso di irraggiungibilità e di rimorso. Itaca riesce a trasmettere la sua idea della verità esistenziale attraverso il viaggio, che come meta ha il viaggio. Si nota il desiderio di viaggiare, di superare ostacoli e casualità che accadranno durante il percorso, perchè il fine del viaggio è il viaggio stesso. Gli ostacoli della vita sono come i mostri incontrati da Ulisse, e solo provando paura e dolore si arriverà alla conoscenza di se stessi. Il poeta invita ad apprezzare e provare ogni emozione e sensazione possibile. La città di Itaca invece rappresenta la saggezza, e una volta raggiunta la fine del viaggio si capisce che il viaggio è l’esperienza.

SABA

Il viaggio letterario di Ulisse si conclude nella lirica, tratta da Mediterranee e pubblicata nel 1948, Ulisse di Umberto Saba. In questo breve componimento l’autore rievoca la sua giovinezza e la sua maturità, paragonando la sua esistenza a un viaggio. Per Saba il pericolo e il rischio fanno parte della vita, e il re di Itaca, nonché titolo della lirica, è la perfetta rappresentazione della voglia di conoscenza dell’uomo e della sua voglia di infrangere i limiti. L’autore prende coscienza del fatto che il suo tempo è ormai finito ed è giusto che faccia spazio a nuove vite e nuove persone. Ma non riesce a frenare il suo “non domato spirito” perciò va al largo e continua il suo viaggio verso l’ignoto, poiché dopo aver raggiunto l’obiettivo della sua vita, non gli resta che viaggiare alla ricerca di qualcosa.

JOYCE

Ulisse, nell'opera di Joyce, diventa un venditore di pubblicità, Leopold Bloom, che nel 16 giugno 1904, insieme a sua moglie Molly e a Stephen Dedalus, vivono un’Odissea. Leopold, oppresso dai tradimenti di Molly, dal figlio morto e dal lavoro, incontra Stephen, perseguitato dai sensi di colpa verso la madre ormai morta, in un bordello di Dublino. Dopo aver soccorso Stephen da una rissa, Bloom lo ospita a casa sua. Quando la moglie rimane sola con un monologo, rievoca il rapporto con il marito e progetta un nuovo tradimento. Bloom rappresenta Omero, Stephen il figlio Telemaco e Molly la moglie Penelope, il tutto ambientato a Dublino, che ricorda il Mediterraneo. Vista come un’Odissea moderna, l’ opera riporta un mito ironizzato secondo temi comuni, portando Ulisse su un piano anti-eroico, mostrandolo con le debolezze e le inquietudini umane. I personaggi di Bloom e di Stephen sono alla ricerca rispettivamente di un figlio e di un padre, ma sono presenti anche temi amorosi, sul senso di colpa e sulla gelosia.