Il teatro a Roma nasce nel 240 a.C. con la rappresentazione di un testo di Livio Andronico. Fin da subito i romani apprezzarono il teatro. Tra il 240 a.C. e il 160 a.C. la produzione di opere teatrali aumenta al punto che cominceranno ad affiancare gli altri tipi di manifestazioni, nonostante ciò, solo dalla metà del I secolo a.C. esse cominciarono a essere rappresentate in edifici appositi in muratura.
Lo sviluppo
Le varie guerre che Roma stava affrontando portarono la cultura romana a contatto con quella greca, portando così alla nascita di nuovi generi teatrali:
tragedia, divisa a sua volta in:
fabula cothurnata (ambientazione greca)
fabula praetexta (ambientazione romana)
commedia, divisa a sua volta in:
fabula palliata (ambientazione greca)
fabula togata (ambientazione romana)
La tragedia
La tragedia romana si differenzia da quella greca perché essa ha meno parti corali. I contenuti della tragedia trasmettono emozioni forti per mezzo di scene crudeli, ma realistiche. Vengono realizzate principalmente cothurnatae ispirate al mito. La produzione Seneca permette alla tragedia di raggiungere il suo apogeo.
La commedia
I romani rappresentarono principalmente palliatae perché trovavano sconveniente comicizzare sulla loro società. I romani tendevano a riprendere le trame, i personaggi e le scene delle commedie ellenistiche (dette anche commedia nuova) e a rielaborarle. Tale metodo fu chiamato contaminatio. Originariamente il testo non è diviso in atti, ma solo in versi e alternava i deverbia (parti recitate) e i cantica (parti cantate).
Plauto e Terenzio
Terenzio
Plauto
190 a.C. fino al 159 a.C.
cura nella costruzione dei personaggi
personaggi verosimili
testi a finalità educativa
affronta argomenti importanti
stile raffinato
250 a.C. fino al 184 a.C.
produce commedie
personaggi "spinti"
scene movimentate
uso della beffa
linguaggio vivace
poco realistico
molti cantica
Prologo
La commedia si apre con il prologo recitato da un attore o dal capocomico. Nel teatro di Plauto il prologo spiegava ciò che era accaduto prima degli avvenimenti rappresentati e sanciva il comportamento da tenere. Nel teatro di Terenzio il prologo serve come difesa nei confronti di coloro che lo accusano per l'uso improprio della contaminatio.
Bibliografia: Una vita da lettori Poesia e teatro Autori: Marzia Fontana, Laura Forte, Maria Teresa Talice. Editore: ZANICHELLI. Immagini: Google.
Il teatro a roma
Vaslic Cazacenco
Created on April 25, 2024
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Transcript
Il Teatro a Roma
Indice
La nascita
Il teatro a Roma nasce nel 240 a.C. con la rappresentazione di un testo di Livio Andronico. Fin da subito i romani apprezzarono il teatro. Tra il 240 a.C. e il 160 a.C. la produzione di opere teatrali aumenta al punto che cominceranno ad affiancare gli altri tipi di manifestazioni, nonostante ciò, solo dalla metà del I secolo a.C. esse cominciarono a essere rappresentate in edifici appositi in muratura.
Lo sviluppo
Le varie guerre che Roma stava affrontando portarono la cultura romana a contatto con quella greca, portando così alla nascita di nuovi generi teatrali:- tragedia, divisa a sua volta in:
- fabula cothurnata (ambientazione greca)
- fabula praetexta (ambientazione romana)
- commedia, divisa a sua volta in:
- fabula palliata (ambientazione greca)
- fabula togata (ambientazione romana)
La tragedia
La tragedia romana si differenzia da quella greca perché essa ha meno parti corali. I contenuti della tragedia trasmettono emozioni forti per mezzo di scene crudeli, ma realistiche. Vengono realizzate principalmente cothurnatae ispirate al mito. La produzione Seneca permette alla tragedia di raggiungere il suo apogeo.
La commedia
I romani rappresentarono principalmente palliatae perché trovavano sconveniente comicizzare sulla loro società. I romani tendevano a riprendere le trame, i personaggi e le scene delle commedie ellenistiche (dette anche commedia nuova) e a rielaborarle. Tale metodo fu chiamato contaminatio. Originariamente il testo non è diviso in atti, ma solo in versi e alternava i deverbia (parti recitate) e i cantica (parti cantate).
Plauto e Terenzio
Terenzio
Plauto
Prologo
La commedia si apre con il prologo recitato da un attore o dal capocomico. Nel teatro di Plauto il prologo spiegava ciò che era accaduto prima degli avvenimenti rappresentati e sanciva il comportamento da tenere. Nel teatro di Terenzio il prologo serve come difesa nei confronti di coloro che lo accusano per l'uso improprio della contaminatio.
Bibliografia: Una vita da lettori Poesia e teatro Autori: Marzia Fontana, Laura Forte, Maria Teresa Talice. Editore: ZANICHELLI. Immagini: Google.
Realizzato da:Vasil CazacencoFrancesco GranaAndrea LascialfariTommaso Marguglio
FINE
Bibliografia: Una vita da lettori Poesia e teatro Autori: Marzia Fontana, Laura Forte, Maria Teresa Talice. Editore: ZANICHELLI. Immagini: Google.