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Capolavoro Irene De Simone Policarpo Diversi ma uguali
Irene De Simone Policarpo
Created on April 25, 2024
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Transcript
Irene DE SIMONE pOLICARPO V EUROPEO a
Diversi ma uguali: un'indagine sui ruoli di genere nella nostra società
“L’uguaglianza è una necessità vitale dell’animo umano. A tutti gli esseri umani bisogna dare la stessa quantità di rispetto e di attenzione, perché il rispetto non ha misura”. (Simone Weil)
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INDice
Carla Lonzi
Introduzione
Politica
Definizione genere
Gender pay gap
Nascita ed evoluzione
Materie STEM
Filosofia della differenza
Questionario
Luce Irigaray
Conclusione
Cosa si intende per studi di genere?
Gli Studi di Genere sono un campo di produzione del sapere che si concentra sull'analisi delle relazioni sociali tra i sessi e sul significato di genere nella società, nella politica, nell'economia e nella scienza.
Qual è l'obiettivo principale di questa disciplina?
L'obiettivo principale degli studi di genere è capire come quest'ultimo plasmi la società in tutti i suoi aspetti e come, a sua volta, sia costruito dalle pratiche e dalle rappresentazioni sociali.
Come potremmo definire il termine "genere"?
Nel dibattito antropologico e sociologico contemporaneo, il termine genere ha sostituito il termine sesso per indicare la tipizzazione sociale, culturale e psicologica delle differenze tra maschi e femmine.Il genere sessuale è oggetto dello studio della sociologia, e secondo taluni esso è determinato sulla base di componenti di natura sociale, comportamentale e culturale e non, invece, sulle differenze di natura biologica o fisica.
Nascita ed evoluzione del concetto di genere
Il concetto di genere nasce negli anni Cinquanta e Sessanta nell’ambito della letteratura psichiatrica statunitense, quando si cominciano a usare due termini distinti per indicare l’appartenenza a un sesso. Da un lato, “sesso” si riferisce alla dimensione corporeo-anatomica di un essere umano, dall’altro, “genere” viene a designare la percezione di sé in quanto maschio o femmina e il sistema di aspettative sociali ad essa collegate (ruolo di genere). È soprattutto il femminismo che, negli anni Settanta, lega la categoria di genere con le rivendicazioni politiche del movimento delle donne. Il genere è riletto allora come costruzione sociale e politica dei ruoli sessuati e modalità di configurare culturalmente i corpi. Secondo l’antropologa Gayle Rubin, il «sistema sesso/genere», nella quasi totalità delle società conosciute, si trova a fondamento della divisione sessuale del lavoro, dove le donne sono assegnate alla riproduzione mentre gli uomini alla produzione, e del contratto sessuale tra i generi per la sopravvivenza della specie. Nascono così i gender studies, gli studi di genere, i quali indagano i condizionamenti che sia le donne sia gli uomini subiscono in base alla cultura e che influiscono sul corso della propria vita.
L'evoluzione della filosofia della differenza
Il termine “filosofia” (sostantivo singolare di genere femminile, come “politica”, “scienza”, “arte”) ha designato per secoli un sapere e un fare da “uomini”, piuttosto che da “esseri umani”. Del resto, è stato proprio il pensiero filosofico a sancire fin dalle sue origini una precisa gerarchia tra uomini e donne; prendiamo ad esempio la teoria dell’inferiorità “naturale” della donna rispetto all’uomo di Aristotele. A partire dal XIX secolo, però, nuovi assetti economici e sociali hanno condotto ad una ricerca di senso relativa alla condizione femminile. Il movimento delle donne prende avvio alla fine del Settecento, in concomitanza con le rivendicazioni ugualitarie della Rivoluzione francese e cresce nel corso dei due secoli successivi, sviluppando le proprie rivendicazioni sia sul piano pratico e politico sia su quello teorico e filosofico.
“Nella relazione del maschio verso la femmina l’uno è per natura superiore, l’altra (inferiore) è comandata, ed è necessario che fra tutti gli uomini sia proprio in questo modo” -Aristotele
La filosofia della differenza nel Novecento
Mentre le rivendicazioni sociali e politiche interessano soprattutto l’Ottocento, la riflessione femminile sui modelli culturali riguarda soprattutto il Novecento, quando comincia a emergere quindi la necessità di una riflessione non soltanto sulle conquiste del secolo precedente, ma anche sul concetto di “uguaglianza”, che viene affiancato a quello di “differenza”. Gradualmente si giunge a riconoscere che le donne hanno modalità di rapportarsi all’esistenza (valori, pensieri, problematiche di vita) non omologabili a quelle maschili, e che pertanto devono essere pensate e affrontate nella loro specificità.Nella seconda metà del '9oo le analisi di Virginia Woolf e Simone de Beauvoir diventano dei punti di riferimento imprenscindibili per il femminismo, movimento di protesta femminile che prende corpo nel quadro di una generale contestazione dell'ordine sociale che culmina nel 1968. I principali temi di dibattito e di protesta sono:
- la critica serrata all'istituzione del matrimonio e al tradizionale ruolo di casalinga e madre riservato alla donna
- la rivendicazione di una sessualità libera e di una maternità consapevole
- liberalizzazione dell'aborto
Il pensiero della differenza sessuale e il problema del linguaggio secondo Luce Irigaray
La prospettiva di ricerca nota come "pensiero della differenza sessuale" viene inaugurata nel 1974 dalla filosofa e psicoanalista francese di origine belga Luce Irigaray (1930) con la pubblicazione del saggio Speculum. L’altra donna, che rappresenta un vero e proprio manifesto per i movimenti femministi degli ultimi decenni del Novecento. In quest’opera Irigaray ripercorre la storia del pensiero filosofico e psicoanalitico, evidenziandone il misconoscimento del punto di vista femminile e la conseguente assolutizzazione della prospettiva maschile sul mondo; il cosiddetto "fallocentrismo". Filosofia e psicoanalisi, secondo Irigaray, hanno prodotto un’immagine della donna modellata sul concetto della “mancanza”, o dell’“assenza”, ovvero un’immagine della figura femminile come copia imperfetta del modello maschile.Per l'Irigaray, la critica femminista ha il compito di "decostruire il simbolico", la struttura profonda alla base di tutte le categorie mentali attraverso cui interpretiamo e analizziamo la realtà. Per fare ciò, però, occorre prima di tutto costruire un nuovo linguaggio capace di esprimere e valorizzare la differenza sessuale femminile, occultata dalla "neutralità" di nomi e aggettivi espressi grammaticalmente con il genere maschile.
Uno sguardo nello studio di genere in Italia: Carla Lonzi e il suo saggio "Sputiamo su Hegel"
Carla Lonzi fu una critica d'arte, una scrittrice, una poeta, ma soprattutto una delle iniziatrici del movimento femminista italiano che non aveva come obiettivo di lotta quello dell'uguaglianza formale tra uomini e donne, ma l'affermazione della differenza di genere. Gli scritti teorici di rivendicazione sociale non sono molti e risalgono per lo più al triennio 1970-1972; tra questi citiamo il saggio Sputiamo su Hegel (1970), che è dedicato in buona parte ad un’analisi critica delle tesi di Hegel e Marx sulla condizione della donna e sul suo ruolo nella società, presente e futura, oltre che ad una rapida ricostruzione del dibattito tra Lenin e le comuniste femministe russe (in particolare Clara Zetkin) criticate da Lenin perché proponevano obiettivi sbagliati e fuorvianti rispetto a quelli indicati da lui e dal gruppo dirigente del partito comunista. La Lonzi individua una continuità fra le riflessioni hegeliane sulla dialettica servo-padrone e quelle marxiane sulla lotta di classe: in entrambe il concetto e il ruolo della donna appaiono emarginati rispetto ad una teoria complessiva che non nasconde affatto i suoi caratteri essenzialmente maschilisti.
Critica a Marx
Critica a Hegel
Possiamo parlare di parità di genere nel processo decisionale politico?
Le donne sono ancora sottorappresentate nella politica, come sostiene il Global Gender Gap Index (World Economic Forum, 2023) secondo cui nella media dei 146 paesi considerati nel rapporto annuale, solo il 22% delle differenze tra uomini e donne è stato colmato, a fronte del 60% nella partecipazione economica (immaginando che 100 rappresenti la perfetta uguaglianza). L'Italia occupa il 79° posto, al di sotto della media europea. Numerosi studi recenti su donne e politica teorizzano i benefici della rappresentanza bilanciata per genere. In primo luogo, c’è un tema di qualità che viene assunto : l’elezione di donne porterebbe a una migliore selezione sia di donne sia di uomini, con un livello medio di qualifiche più alto. Questo risultato è stato dimostrato in presenza di quote di rappresentanza di genere nelle liste elettorali. In secondo luogo, c’è un aspetto legato all’agenda decisionale: studi basati su dati survey – per esempio in India, Stati Uniti e Svizzera – documentano che le donne hanno preferenze sociali diverse da quelle degli uomini, in quanto prediligono maggiormente policy di redistribuzione della ricchezza e vorrebbero indirizzare la spesa pubblica verso settori come la salute e l’ambiente, a scapito di altri, come la difesa. Questo è particolarmente evidente soprattutto per i paesi in via di sviluppo, dove è stato osservato che una maggior presenza femminile genera una maggiore distribuzione di beni pubblici, che si traduce in un maggior investimento in istruzione e ambiente. Meno netti sono invece i risultati per le economie più avanzate, come Stati Uniti, Spagna, Norvegia e Italia. Evidenze sulla Bavaria e la Francia mostrano che le donne in politica si concentrano di più sui problemi femminili, salute e infanzia.
Cos'è il Gender pay gap?
Da circa 3.000 euro a oltre 13.000 euro in meno a seconda dell’inquadramento, ecco di quanto differirebbero gli stipendi delle donne rispetto a quelli dei colleghi in Italia (in termini di RBA – retribuzione fissa annua lorda). Il gender pay gap, che si era ridotto fra il 2017 e il 2019, ha poi ripreso a crescere raggiungendo il 10% nel 2022. Il trend di aumento del divario si sarebbe stabilizzato attestandosi in chiusura 2023 su una media del 10,7%. Questo quanto avrebbe rilevato ODM Consulting, società di consulenza HR di Gi Group Holding, nell’aggiornamento a settembre 2023 della sua indagine periodica sull’evoluzione delle retribuzioni in Italia. Guardando ai singoli inquadramenti, il divario percentuale, e anche in termini di valore assoluto, più ampio tra retribuzione fissa (RBA) media di uomini e donne si riscontrebbe nell’inquadramento Dirigenti. I dati Eurostat riferiti al 2023, infatti, mostrano che in Italia c’è un tasso di occupazione delle donne tra i 15 e i 64 anni pari al 51,1%, sotto la media europea che si attesta al 64.9%. Sopra la media UE del 30%, invece, il tasso di inattività femminile che per l’Italia è al 43,6%. Cresce l’attenzione all’equità di genere, ma c’è ancora molta strada da fare. Le organizzazioni hanno cominciato a maturare una certa consapevolezza circa la necessità di dotarsi di politiche di diversity inclusion & equity. La tematica di genere, secondo una recente indagine ODM Consulting condotta su un campione di aziende rappresentativo del mercato del lavoro italiano, è nella top 3 delle tipologie di diversità su cui si sta maggiormente intervenendo, insieme a età e disabilità. Tuttavia, solo il 20% delle aziende rispondenti agisce già in modo strutturato e si tratta per lo più di grandi aziende. Circa il 59% è in una fase di valutazione o progettazione iniziale delle politiche DE&I, mentre quasi il 21% dichiara di non occuparsene. L’ampio divario tra uomini e donne nel mondo del lavoro, oltre all’aspetto retributivo riguarda infatti anche quello occupazionale, come evidenziato dai dati Eurostat sulla sotto-occupazione di genere già riportati. E, infine, riguarda l’accesso alle opportunità di carriera. Il dato sulla rappresentanza femminile nella leadership conferma che per ora la parità è più numerica che sostanziale:all’interno dei CdA la presenza di donne è cresciuta arrivando al 43%, ma meno del 5% di queste ricopre ruoli esecutivi e solo il 2% la carica di .
"DONNE: meno pagate degli uomini? Gender pay gap" di What's up economy
Il divario di genere nelle materie STEM
Il settore STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) è stato a lungo dominato dagli uomini, ma negli ultimi decenni le donne sono riuscite in qualche modo a contrastare questa tendenza. Secondo il Massachusetts Institute of Technology, nel 2023 le donne costituiscono solo il 28% dell’intera forza lavoro STEM. Nell’UE la percentuale è ancora più bassa, appena il 17%. Un rapporto di McKinsey pubblicato all’inizio dell’anno ha evidenziato che la quota media di donne impiegate nei ruoli tecnologici delle aziende europee è solo del 22%. Tuttavia, una scomposizione di questo dato in ruoli specifici mostra che l’area con la maggiore partecipazione femminile è quella del design e della gestione dei prodotti, con il 46%. Tutto il resto delle discipline come l’ingegneria di base e l’ingegneria informatica presentano percentuali ben più basse. Secondo il Rapporto Unesco le donne rappresentavano un terzo dei ricercatori (33%) nel mondo nel 2018. Costituiscono solo un quarto (28%) dei laureati terziari in ingegneria e il 40% di quelli in informatica. Solo il 22% dei professionisti che lavorano nel campo dell'intelligenza artificiale è costituito da donne.
<-- Ulteriori foto
Gli stereotipi di genere visti dalla prospettiva delle bambine e dei bambini
Per riflettere meglio sul concetto di "stereotipo di genere" e approfondire il punto di vista delle bambine e dei bambini, ho deciso di organizzare la somministrazione di un questionario agli/alle allievi/e delle classi del quarto anno della scuola primaria presso il nostro Istituto. Il questionario, composto da dieci domande, ha dato la possibilità a 47 bambine e bambini di esprimere liberamente le proprie opinioni e le proprie riflessioni senza alcun timore di essere giudicati/e o valutati/e per le loro risposte.
Cosa pensi nel vedere una bambina o una ragazza giocare a calcio?
Esperienza personale raccontata da una bambina
Penso sia giusto perché maschi e femmine hanno le stesse capacità
Cosa pensi nel vedere un bambino o un ragazzo fare danza classica?
Penso che ci metta passione e impegno
Molti lo considerano uno sport femminile, per questo a molti maschi non interessa, ma per me non è un problema
Pensi che esistano mestieri esclusivamente maschili o esclusivamente femminili?
Sì, penso che un lavoro esclusivamente maschile sia il sacerdote e uno femminile la sarta
No, anche se molte persone pensano che solo le femmine possano fare l'estetista oppure solo i maschi possono fare i vigili del fuoco
Pensi che esistano lavori domestici prettamente maschili o femminili?
Occuparsi dei figli e lavare, cucinare e stirare più femminili, invece più maschile aggiustare i tubi
Secondo me no, perché ognuno aiuta come può
Esistono giochi esclusivamente da maschi o gioghi esclusivamente da femmine?
Sì, ne esistono come le bambole per le femmine, ma se un maschio vuole una bambola, non mi stupisco
No, perché io ho un sacco di pistole giocattolo e quando vengono le mie amiche a casa ci giochiamo
Secondo te, la sensibilità è legata al genere?
No, se un bambino piange è una cosa normalissima, perché è impossibile non piangere
Penso che possano essere più femminili che maschili il pianto e le urla e più maschile la rabbia
Ti stupiresti nel vedere un bambino o un ragazzo con la gonna?
Sì, mi farebbe un po' impressione
No, perché ognuno è libero di vestirsi come vuole
No, io una volta ho visto un bambino con la gonna e non gli ho detto niente
Ti sei mai sentito/a frasi del tipo "ti comporti come un maschiaccio" o "non comportarti come una femminuccia?
Sì, anche molte volte
Sì, quando giocavo a calcio e mi sono messa la maglia di un calciatore e mi sono vergognata
Quando sento dire queste cose mi salgono i nervi; lo Stato ancora non ha pensato a fare un reato per chi dice queste cose
Credi che sia giusto che ci sia gente che riceve un trattamento diverso in ambito scolastico o lavorativo soltanto a causa del proprio genere?
No, perché è un'ingiustizia
No, è una cosa che mi fa venire il mal di pancia solo a pensarci! Siamo tutti esseri umani
No, perché non ha colpe di essere nato maschio o femmina
Pensi che esistano colori esclusivamente maschili o esclusivamente femminili?
sì, il grigio è per i maschi e il rosa è per le femmine
No, non esistano colori maschili o femminili, perché ad un maschio può piacere il rosa e ad una femmina il blu
no, a me piace il nero e mi sono sentita dire: “no ma il nero è un colore maschile"
Cosa ne pensi di questo questionario?
Penso sia un ottimo questionario, con domande molto belle e sarei felice di rifarlo
Penso che sia giusto fare queste domande, alcuni non le fanno, ma quelli che le fanno significa che odiano le disparità di genere come tante persone
Mi sono sentito a mio agio e senza ansia
è stato bello e non è giusto che le femmine siano considerate inferiori
Che mi ha aiutato a ricordare che il mondo è pieno di pregiudizi e che dobbiamo riuscire ad eliminarli il prima possibile
è stupendo questo questionario
Penso sia stato molto dettagliato e sia il modo migliore per prendere informazioni, grazie mille
Penso che queste domande tutti ce le dovremmo porre ogni giorno
ci fa riflettere su cose a cui non pensiamo
Cosa ho capito dalle risposte date?
A fronte delle risposte date, ho tratto la conclusione che la maggior parte delle bambine e dei bambini non risulta essere condizionata da pregiudizi sul tema delle differenze di genere. Piuttosto, alcuni hanno mostrato maturità nell'affrontare la questione delle discriminazioni di genere tanto da avere espresso disappunto laddove esse abbiano a manifestarsi. Inoltre, dall'analisi delle risposte è possibile ricavare un dato a mio avviso interessante: molti/e bambini/e, pur non essendone influenzati, hanno dichiarato di essere consapevoli che certi comportamenti (come la scelta di un bambino di praticare danza classica) siano oggetto di stereotipi e/o discriminazione. Dalle risposte alla domanda finale, posso dedurre che i/le bambini/e hanno accolto con entusiasmo il questionario e riconoscendone il valore di momento di riflessione rispetto al tematica proposta.
Fine
Grazie mille per la vostra attenzione!!
"Tutto questo contrapporre sesso contro sesso, qualità contro qualità, tutta questa rivendicazione di superiorità e imputazione di inferiorità è lo stadio infantile, da scuola privata dell’esistenza umana, dove si costituiscono delle “fazioni” ed è necessario che una batta l’altra e dove è altresì della massima importanza salire su un palco e ricevere dalle mani del Preside in persona un vaso molto ornamentale. Quando le persone maturano, smettono di credere nelle fazioni, nel Preside o nei vasi molto ornamentali."(Virginia Woolf)
"Le donne sono state e sono (in alcune parti del mondo) date in matrimonio, prese nella battaglia, scambiate per favori, inviate come tributo, barattate, comprate e vendute."
A costituire una frattura epocale nella storia delle donne fu la Rivoluzione francese, che ne favorì l’ingresso sulla scena politica. Tuttavia, sebbene la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (1789) proclamata dai rivoluzionari rivendicasse l’universalità dei diritti di cittadinanza, la Carta costituzionale del 1791 precludeva di fatto il voto femminile. Reagendo a questa discriminazione, nell’autunno del 1791 l’attrice e scrittrice Olympe de Gouges (1748- 1793) diede alle stampe la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, rappresentata in figura.
Cos'è l'effetto Matilda?
Con il termine “Effetto Matilda” si definisce la puntuale negazione o la minimizzazione dei risultati scientifici conseguiti dalle donne, i cui studi vengono spesso attribuiti ai loro colleghi uomini, non a causa della scarsa qualità scientifica del loro lavoro, ma per motivi di genere. La definizione è stata creata negli anni ’90 dalla storica della scienza Margaret W. Rossiter proprio per descrivere il lavoro misconosciuto di molte ricercatrici. Il nome “Matilda” fa riferimento a Matilda Joslyn Gage, attivista americana per i diritti delle donne che osservò il fenomeno nel XIX secolo.
Perché "filosofia della differenza"?
La parola “differenza”, affiancata dall’aggettivo “sessuale”, connota invece uno dei filoni di ricerca tra i più innovativi della filosofia contemporanea: il pensiero della differenza sessuale, che, ispirandosi alle riflessioni di Foucault e di Derrida mette in atto una vera e propria “decostruzione” della forma tradizionale del concetto di “genere umano”, interpretando la differenza sessuale come una differenza ontologica, che segna ab origine, in senso non gerarchico ma pluralistico, il pensare e l’agire della donna e dell’uomo.
Secondo un “conservatore” come Aristotele la donna era stata concepita dalla natura solamente per due funzioni, la procreazione e la cura della casa, ma sempre in funzione ancillare dato che non doveva avere alcun ruolo decisionale. La subordinazione politica della donna rispecchia il ruolo passivo da lei svolto nell’ambito del processo riproduttivo, in cui è il maschio a imprimere la forma, il movimento, l’anima, mentre la femmina fornisce la materia inerte, paragonabile alla cera, o al legno, che tocca all’artigiano plasmare.
Percentuali di donne nell'ambiente politico italiano
Nonostante l'elezione della prima premier donna e la nomina di ben 5 ministre, dopo le ultime elezioni nazionali, la percentuale di donne in parlamento si è abbassata al 31%, segnando il primo calo in 20 anni. La parità di genere appare ancora più distante a livello regionale, dove le donne rappresentano il 22% nelle assemblee e il 25% negli esecutivi, e municipale, con il 34% di donne nelle assemblee comunali e il 15% di sindache elette alle ultime elezioni amministrative, di cui solo il 6% in un capoluogo di provincia. A livello comunale, questa disparità sembra accentuarsi al Sud Italia (31,8%) e in generale nei comuni con meno di 5.000 abitanti (31,1%). Anche a livello regionale, rispetto al Sud d’Italia (16,9%), i dati sono migliori per il Centro e il Nord, con rispettivamente il 33% e il 22,4% di donne elette nei consigli regionali, e con l’unica donna eletta alla Presidenza della Regione in Umbria.