Dall'arte paleocristiana all'arte gotica
Lavoro di Riccardo Palermo
1.1 Arte paleocristiana
L'arte "paleocristiana" è detta tale perché riguarda l'arte cristiana delle origini.Fin dalla sua nascita il culto cristiano si è trovato ad essere perseguitato dalle istituzioni dell'Impero Romano.Poiché i cristiani non potevano eseguire i riti pubblicamente, dovettero farli in punti d'incontro privati e nascosti, come le case.I cristiani avevano anche i loro luoghi di sepoltura chiamati "catacombe".Le catacombe erano corridoi sotterranei, detti "ambulacri".Nelle pareti degli ambulacri erano scavati i loculi, spazi dove venivano messi i defunti, gli arcosoli, simili ai loculi ma con un arco e dei dipinti all'entrata, o i cubicoli, dove venivano messi i cristiani più autorevoli o abbienti.C'erano anche le cripte, dove venivano sepolti i martiri e venivano eseguiti cerimonie in loro memoria.
1.2 Arte paleocristiana
I cristiani, come si è visto negli arcosoli, usavano dipingere le pareti.Le raffigurazioni pittoriche paleocristiane rappresentavano scene dall'alto valore simbolico.Non erano raffigurate direttamente le figure sacre, ma oggetti simbolo della loro presenza.Ciò era motivato sia dal fatto che, dopo il periodo classico, l'arte era andata a perdere qualità, sia perché i cristiani del tempo seguivano ancora le orme del culto giudaico, caratterizzato dalla rappresentazione aniconica.Gli elementi più significativi erano il pesce, in greco "ΙΧΘΥΣ" (ichthys), acrostico di "Gesù Cristo figlio di Dio salvatore", che era un riferimento alla figura di Gesù non solo per l'acrostico appena citato, ma anche perché nel Vangelo erano frequenti le scene di pesca (in una di queste Gesù disse "Vi farò pescatori di uomini") e i miracoli legati ad essa; il pane simbolo dell'Eucaristia e spesso accomunato col pesce per il celebre miracolo della moltiplicazione la vite (rifacendosi sul versetto "Io sono la vite, voi siete i tralci." Giovanni 15, 5) e l'agnello, in quanto Gesù fu sacrificato per l'espiazione dei peccati dell'umanità come un agnello.
Pesce e pane eucaristico
1.3 Arte paleocristiana
Dopo l'ascesa dell'Imperatore Costantino, uscito vincitore dalla battaglia di ponte Milvio, le persecuzioni contro i cristiani cessarono.I cristiani poterono eseguire le loro cerimonie pubblicamente.Poiché i cristiani non potevano farlo negli antichi edifici adibiti al culto di divinità, ovvero i templi, siccome una liturgia prevedeva la partecipazione di un gran numero di fedeli; gli edifici di culto usati per la liturgia furono costruiti sul modello delle basiliche, edifici che componevano il foro romano.Celebri esempi di basilica sono quelle di San Pietro e di Santa Maria Maggiore, entrambe a Roma e modificate nel corso del tempo.
Basilica di San Pietro costantiniana
1.4 Arte paleocristiana
Col passare del tempo le raffigurazioni cristiane hanno abbandonato l'aniconismo per rappresntare direttamente Gesù.Le raffigurazioni su Gesù oltrepassavano il pericolo di compiere idolatria, siccome la venerazione di immagini poteva definirsi venerazione di oggetti ritenuti sacri e non direttamente Dio, siccome Gesù era umano, quindi aveva una forma ben precisa a lui riconducibile, e al contempo Dio ("Il Dio invisibile si è fatto invisibile in Cristo", Paolo , Lettera ai Colossei 1, 15).Gesù era inizialmente rappresentato in veste di "buon pastore", poi iniziò ad essere rappresentato in veste di "Cristo-docente", successivamente in veste di "Cristo-filosofo" e alla fine (IV-V secolo) si giunse alla raffigurazione del Crocifisso e della croce.Ciò che resta delle raffigurazioni paleocristiane è situato soprattutto a Ravenna, che per un certo periodo divenne capitale dell'Impero Romano d'Occidente, poi del Regno degli Ostrogoti e poi divenne città bizantina parte, appunto, dell'Esarcato di Ravenna.Esempi di queste raffigurazioni sono situati nel Mausoleo di Galla Placidia e nella Basilica di Sant'Apollinare Nuovo (dove abbondano raffigurazioni di Ravenna assieme al palazzo del re ostrogoto Teodorico).
2.1 Architettura Bizantina
L'Impero Bizantino ha rappresentato, dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, un importante punto di riferimento artistico e culturale.Uno degli imperatori che più ha contribuito nell'Alto Medioevo allo sviluppo dell'arte fu Giustiniano.Giustiniano era intenzionato di restituire all'Impero la grandezza di un tempo e, oltre ad avviare una serie di campagne militari, ha deciso di rendere l'architettura portavoce della grandezza dell'Impero. Nel periodo tardo-antico la qualità dell'arte aveva subito un'involuzione che non avrebbe potuto renderla comunicatrice della grandezza imperiale, pertanto sotto Giustiniano l'arte dovette rinnovarsi ed evolversi. L'architettura bizantina divenne il "primo sistema architettonico medievale".Gli edifici che furono eretti sotto Giustiniano furono soprattutto chiese.Mentre le chiese occidentali avevano una planimetria a croce latina, le chiese orientali furono costruite con una planimetria a croce greca, dove era assente l'estensione longitudinale e i transetti partivano dal centro dell'edificio.Le chiese furono ornate con delle cupole e con elementi decorativi che abbandonavano i canoni classici, come i capitelli "a cesto".Sotto Giustiniano sono state eretti edifici che sono entrati nella storia per la loro importanza culturale.Tra questi c'è la Chiesa di Santa Sofia a Costantinopoli.Anche in Italia sono presenti esempi di architettura bizantina, come la Chiesa di San Vitale a Ravenna.
Raffigurazione planimetrica della "croce greca"
Santa Sofia a Costantinopoli
San Vitale a Ravenna
2.2 Icone e mosaici
Lo stile pittorico e mosaicistico bizantino ha per lungo tempo influenzato anche l'arte in Italia, fino all'avvento del Romanico.I Bizantini, sul piano rappresentativo, sono stati inventori delle icone, ovvero delle pitture sacre messe su superifici lignee e ornate con lastre di minerali o smalti. Le icone potevano rappresentare Gesù benedicente, la Vergine con Gesù in braccio o alcuni santi, affiancati da scritte che certificavano la loro identità e caratterizzati da una varietà di colori che assumevano un valore simbolico.Il fine delle icone era quello di essere venerate dal fedele.I Bizantini si distinsero anche per la produzione mosaicistica a tal punto da essere chiamati per decorare le chiese d'Italia. Per questo motivo a Ravenna la Basilica di Sant'Apollinare Nuovo presenta, sulle pareti della navata centrale, decorazioni mosaicistiche.Nella Basilica di Sant'Apollinare in Classe, sempre a Ravenna, si può poi trovare la rappresentazione della celebre scena della trasfigurazione sul Monte Tabor.Infine, nuovamente a Ravenna, anche la Chiesa di San Vitale è decorata da mosaici, di cui tuttavia sono rimasti solo quelli prodotti sulle pareti del presbiterio.In questi mosaici sono rappresentati Gesù, detto "Cosmocratore", seduto su una sfera azzurra (il cielo) e che poggia i piedi a terra (facendo riferimento a Isaia 66: "Il cielo è il mio trono, la terra lo sgabello dei miei piedi.") con accanto vari personaggi tra cui san Vitale ed Ecclesio (vescovo della basilica al tempo in cui questa fu costruita), l'imperatore Giustiniano affiancato da vari uomini (tra cui il generale Belisario e il vescovo Massimiano) e l'imperatrice Teodora (anche lei affiancata da alcuni personaggi, in questo caso sono state identificate la figlia e la moglie di Belisario).Questi ultimi due personaggi sono entrambi diretti verso il Gesù Cosmocratore tenendo le patene con ostie.
2.3 Bassorilievi
Mentre la statuaria era arrivata a un punto di decadenza, poiché gli artisti si dedicavano più alla pittura e all'architettura, l'arte del bassorilievo continuò ad essere praticata.Si trattava però, seguendo la scia della pittura, di un bassorilievo appiattito che serviva a decorare sarcofagi o piccole superfici.Celebre è il dittico con Giustiniano a cavallo, noto come "avorio Barberini", che è un chiaro riferimento alla figura dell'imperatore trionfante su un cavallo che si impenna. Nel bassorilievo Giustiniano viene lodato dai barbari sottomessi (tant'è che sono a terra inginocchiati) e viene benedetto da Gesù in gloria.Segue poi, come altro celebre esempio, la cattedra, in legno, di Massimiano (vescovo di Ravenna). Fu lavorata da, almeno, quattro artisti differenti, e fu donata da Costantino a Massimanio prossimo al diventare vescovo. Ogni lato di questa cattedra presenta dei bassorilievi che riguardano motivi puramente decorativi, vegetali, animali, figure di santi e scene tratte dal Vecchio e Nuovo Testamento.
3.1 Arte Barbarica
Nell'epoca tardo antica si verificarono dei grandi flussi migratori perpetrati dai barbari diretti nei territori del decadente Impero Romano. "Barbaro" era un termine usato dai Greci, e poi dai Latini, per riferirsi a coloro che non parlavano la lingua della comunità e ne parlavano una che, parlata, sembrava suonare come una successione di monosillabi facenti "ba ba".Presso la Roma tardo antica, con "barbari" ci si riferiva a varie popolazioni insediatesi presso i confini dell'Impero in Europa, Asia e Africa. Furono i barbari d'Europa, detti "germani" vista la loro provenienza dalla terra chiamata dai Romani "Germania" a migrare nei territori dell'Impero nonostante le resistenze.Col passare del tempo l'Impero Romano entrò in profonda crisi e i barbari cominciarono a stanziarsi nei suoi territori prima formando stati vassallo, poi reclamando la loro indipendenza.Il 476 è l'anno in cui, convenzionalmente, la Pars Occidentalis dell'Impero Romano cadde, lasciando al suo posto un insieme di stati detti "Romano-Barbarici".I barbari erano soprattutto orefici e producevano elementi decorativi basati su intrecci geometrici, le piante o gli animali.Dopo la conversione, lo stile astratto dei barbari fu anche usato nei manoscritti miniati.Celebre esempio è l'evangelario di Durrow, evangelario proveniente dall'Irlanda (culla di uno stile basato su complessi intrecci geometrici).
Fibula ostrogota a forma di aquila
Evangelario di Durrow
3.2 Arte Longobarda
Nel VI secolo la popolazione barbarica dei Longobardi scese in Italia infliggendo perdite al dominio territoriale Bizantino e creando un regno nell'Italia settentrionale (Longobardia Maior) e due ducati nell'Italia Meridionale (Spoleto e Benevento).L'arte Longobarda non ha lasciato abbastanza opere per poter cogliere gli elementi in comune e stabilire un canone.Come ogni popolazione barbarica, anche i Longobardi si erano dati all'oreficeria, e ciò che resta su questo piano costituisce il punto più importante dell'arte Longobarda. Oltre ai prodotti orefici, è celebre l'altare del duca Ratchis, altare che prende il nome del duca che ne ha finanziato la produzione.
3.3 Architettura carolingia
La più importante, tra le popolazioni barbariche, fu quella dei Franchi. Stanziatisi nell'Europa centro-occidentale diedero vita a un regno che avrebbe cambiato la storia dell'Europa.Nelle zone dove non si diffuse l'arte Bizantina, si diffuse l'arte dei Franchi.Sotto il sovrano Carlo Magno, iniziatore dell'Impero Carolingio, l'arte vide un periodo di splendore nel periodo della "Rinascenza carolingia". Carlo Magno riformò il regno affinché riuscisse ad essere coeso e stabile, e si dedicò alla rinascita della cultura.Furono create nuove istituzioni dedite alla formazione (mediante le scuole), alla produzione (mediante l'Accademia palatina) e al la conservazione dell'arte (mediante gli scriptòria).Essendo il concetto di impero universale, si avvertì la necessità di unire tutti i popoli residenti nell'Impero Carolingio sotto l'egida di un unico stile artistico che avrebbe promosso il senso di appartenenza.Cambiò, innanzitutto, l'architettura. La costruzione degli edfifici cominciò ad essere mirata a trasmettere un senso di grandezza, così gli edifici cominciarono ad estendersi verso l'alto.Si diffusero poi forme di copertura, come le volte a botte e altri tipi di volte provenienti dalla tradizione romana e genitrici dello stile Romanico.Esempio di edificio costruito secondo i canoni carolingi è la Cappella Palatina di Aquisgrana (capitale dell'Impero).Mentre la Rinascenza prese spunto dal canone architettonico Romano, introdusse anche novità architettoniche come il Westwerk (o avancorpo), ovvero una torre che spunta dalla parete costruita come entrata.
3.4 Arte figurativa carolingia
Come ogni corte, anche quella carolingia, per favorire lo sviluppo dell'arte, ha dovuto ingaggiare artisti in opere di committenza per celebrare la potenza dell'Impero.Le pitture riguardanti la corte sono andate, però, perdute. Le raffigurazioni risalenti all'epoca carolingia pervenute riguardano il cristianesimo.Queste sono presenti in tutti i territori appartenenti all'Impero, quindi pure in Italia.Mentre in Svizzera sono noti gli affreschi della "Chiesa di San Giovanni" a Mustair, in Italia sono noti gli affreschi dalle "Storie di san Procolo e di san Paolo" a Bolzano.Oltre gli affreschi, nelle arti figurative rientrano anche le miniature prodotte dai monaci negli scriptòria.Tra queste miniature risalta quella situata nei Vangeli di Ebbone, dove si fa un chiaro riferimento all'arte ellenistica.Della scultura, è noto "l'Altare di Sant'Ambrogio" a Milano, prodotto dallo scultore Vuolvino che ha lasciato la firma sull'opera.
3.5 Rinascenza Ottoniana
Dopo la morte di Carlo Magno l'Impero Carolingio si disgregò diviso dai nipoti.Con il trattato di Verdun l'Impero venne ufficialmente diviso, ogni successore ottenne una parte di esso e cessarono le contese.La parte tedesca dell'Impero fu data al re Ludovico, detto "il Germanico" e mantenne come forma di governo la monarchia feudale.Dopo una successione di sovrani, la guida del Regno di Germania, assieme a quello dell'Italia settentrionale, passò al sassone Ottone I.Sotto Ottone I avvenne una nuova rinascenza, detta "Ottoniana".L'architettura ottoniana seguì la costruzione di edifici grandi e decorati.La miniatura ottoniana si discostò dalla miniatura carolingia, essendo comunque sua erede.Nelle miniature ottoniane pervenute la figura del sovrano viene esaltata.
4.1 Romanico
Con il termine "Romanico" ci si riferisce a quel periodo e quello stile della storia dell'arte in cui le opere d'arte furono prodotte prendendo come punto di riferimento i modelli dell'arte Romana classica (da qui è comprensibile perché si chiami "Romanico").Questo periodo intercorre per tutto il basso Medioevo.Essendo nel Medioevo la religione un elemento di grande importanza, fu la costruzione di edifici quella in cui si potè trovare la maggior influenza romanica.La cattedrale, edificio principale della diocesi, romanica è un importante esempio tra le opere prodotte durante il periodo.La cattedrale, nonostante la somiglianza planimetrica con la basilica paleocristiana, si distanzia da essa a causa di una maggior complessità.Entrambe condividono il corpo longitudinale ma, innanzitutto, la cattedrale romanica si articola su tre livelli: principale, inferiore (cripta) e superiore (presbiterio).Inoltre nella cattedrale romanica il transetto non è sempre presente.
4.2 Romanico in Italia
Fin dall'inizio del Medioevo la penisola italica si è trovata divisa tra i vari popoli confinanti.La frammentazione è stato motivo per cui l'Italia non è mai stata artisticamente omogenea e ogni regione ha imboccato stili diversi.Si distinguono quattro diversi linguaggi architettonici: il lombardo (il più vicino a quello francese e tedesco, ovvero europeo), il toscano (che si rifà ai modelli classici), l'adriatico (caratterizzato da influenze bizantine) e il meridionale (frutto di influssi arabi e normanni).Nel caso del linguaggio lombardo, esso presenta cattedrali romaniche molto simili a quelle francesi, che sono quelle puramente romaniche.Sia a Milano, nella Basilica di Sant'Ambrogio, che a Modena, nel Duomo, si trovano esempi di edifici religiosi romanici.Il Duomo di Modena presenta poi, al suo interno, i bassorilievi dello scultore Wiligelmo, forse il primo scultore romanico.
4.3 Linguaggio toscano
Nel corso del Medioevo in Toscana si verificò una grande fioritura culturale e artistica.Firenze e Pisa furono i due maggiori centri culturali: in entrambe le città gli artisti producevano molte opere, caratterizzate da un riferimento all'antico ma al contempo a un distanziamento da esso mediante l'adattamento di tecniche architettoniche e artistiche nuove.La planimetria paleocristiana fu riadattata e migliorata.Esempio di ciò è la "Basilica di San Miniato al Monte", a Firenze.Ci sono poi edifici che non furono costruiti da zero ma ebbero già una base su cui essere costruiti; ciò è il caso del "Battistero di San Giovanni a Firenze" che in principio era un edificio paleocristiano poi ristruttturato.A Pisa fu invece edificato il complesso monumentale della "Piazza dei Miracoli", che si potrebbe definire un'acropoli, contenente un duomo, un battistero, una torre campanaria e un camposanto.Nel Duomo di Pisa si nota l'eclettismo degli artisti pisani, che hanno fatto uso di una planimetria che richiama al modello Bizantino, e di elementi architettonici legati all'architettura islamica, avendo sempre l'arte classica come punto di riferimento.Nel complesso monumentale è presente la celebre Torre campanaria, nota come la "Torre di Pisa".
4.4 Linguaggio adriatico
L'arte prodotta nelle regioni affacciate sull'Adriatico ha per lungo tempo subito l'influenza Bizantina, in quanto questi territori furono sotto dominio dell'Impero Bizantino fino all'arrivo dei Normanni e degli Arabi.Le chiese prodotte sotto dominio Bizantino presentano i tipici elementi architettonici già descritti, come la pianga a croce greca.Tra le tante chiese con la planimetria a croce greca in Italia si possono trovare la "Cattedrale di Ancona" e la "Basilica di San Marco" a Venezia.La particolarità della Basilica suddetta è che furono i veneziani stessi a volere che presentasse la struttura tipica Bizantina, e così furono chiamati artisti e architetti greci.
4.5 Linguaggi meridionali
Risultano, nell'Italia Meridionale, l'architettura siciliana e quella pugliese.La Sicilia è stata dominata da più popolazioni nel corso del Medioevo, queste hanno lasciato le loro impronte e le loro influenze.Per questo motivo gli edifici costruiti nel periodo medievale presentano una grande varietà di elementi con origini diverse.Un esempio è il Duomo di Monreale, voluto dal normanno Guglielmo II e prodotto da artisti greci, dove si nota una combinazione di elementi Bizantini (nella raffigurazione di Cristo in trono), Arabi (nell'uso di motivi geometrici e policromi) e Normanni (nella planimetria).Per quanto riguarda la Puglia, gli edifici edificati nella regione, seguendo la scia di quelli siciliani, possedevano un'estensione verticale.Una celebre struttura pugliese, che è nota come "uno dei massimi santuari dell'Occidente", è la "Basilica di San Nicola" a Bari.
4.6 Arte Romanica
L'arte figurativa del Basso Medioevo consistette soprattutto nella celebrazione e la rappresentazione del cristianesimo. Le cose che venivano rappresentate, nello specifico, erano scene dell'Antico Testamento (specialmente quelle della Genesi, dell'Esodo e dei vari profeti), del Nuovo e dell'Apocalisse.Quando si dovette rappresentare il Dio dell'Antico Testamento si presentò un problema legato al come rappresentarlo.Inizialmente Dio assunse la forma di una mano (siccome l'Antico Testamento parlava di una "mano di Dio" che interveniva nelle vicende umane), poi fu antropomorfizzato ed assunse la forma del figlio (Gesù) e, infine, ottenne la forma con cui è convenzionalmente noto collettivamente, ovvero un uomo anziano e barbuto.Per quanto riguarda il giudizio universale, esso fu uno degli argomenti più rappresentati in quanto la punizione e il giudizio furono ritenuti uno strumento efficace per educare.Noto come esempio di raffigurazione di giudizio universale è quello scolpito sul portale della Chiesa Abbaziale di Sainte-Foy, a Conques.Ciò che caratterizza l'arte figurativa medievale è il fatto che si faccia uso dei gesti, fatti dai personaggi rappresentati, bper far comprendere elementi della raffigurazione.I gesti, assieme alle pose e alle espressioni dei personaggi, forniscono informazioni su ruolo sociale, emozioni e stati d'animo di essi.
4.7 Wiligelmo
Wiligelmo, già nominato nella quindicesima slide, è stato uno dei primi scultori romanici noti. Egli è stato attivo in Emilia si è distinto come autore dei bassorilievi nel Duomo di Modena. A Wiligelmo sono attribuite quattro lastre situate sulla facciata del Duomo suddetto assieme a delle sculture della Cattedrale di Cremona e di Piacenza.Lo stile di Wiligelmo si rifà alla contemporanea scultura francese e rappresenta una novità nello scenario artistico europea, in quanto raffigurante personaggi vivi e con un volume che li rende credibili.Come già scritto, a Wiligelmo sono attribuite delle sculture prodotte sulla facciata del Duomo di Modena che prendono il nome di "Storie della Genesi".Esse sono scolpite su quattro lastre, ognuna narrante una storia.Sulla prima lastra è scolpita la creazione di Adamo ed Eva e il compimento del peccato originale, eventi situati all'inizio della Genesi.
5.1 Gotico
Quando si parla di arte gotica ci si riferisce a quello stile artistico sorto nel Basso Medioevo in Francia ed esteso successivamente nel resto d'Europa.Il termine venne inizialmente usato da Giorgio Vasari, artista rinascmentale, che definiva lo stile ad esso associato barbaro ("Gotico" proprio perché i Goti erano un popolo barbarico), distante dal classicismo.Ad oggi il termine non ha alcuna accezione critica.Convenzionalmente il 1140 è l'anno d'esordio dello stile in questione, in quanto è l'anno di costruzione della Chiesa Abbaziale di Saint-Denis.Il Gotico è, poi, considerato un'evoluzione del Romanico.Essendo il Romanico diffuso in tutta Europa, l'evoluzione dello stile avvenne ovunque, pertanto anche in Italia, dove però venne subito superato.In altre zone d'Europa, il Gotico ci mise più tempo a svanire a tal punto da vivere anche un periodo di decadimento (Tardogotico, Gotico Internazionale o Gotico Cortese).Nel Gotico domina la raffigurazione della natura e della realtà in cui l'uomo si muove, abbandonando la rappresentazione prevalentemente religiosa.
5.2 Architettura gotica
Nel periodo gotico la cattedrale assunse un'enorme importanza: essa non era solo un simbolo religioso, ma un simbolo di tutta la comunità urbana.Le cattedrali gotiche si presentano come edifici enormi (a tal punto che, ad Amines, la cattedrale può ospitare diecimila persone), ciò perché la dimensione era un motivo di competizione tra città e comuni, simbolo della potenza.Le cattedrali gotiche differiscono dalle cattedrali precedenti per la presenza di guglie e pinnacoli, ovvero delle punte rivolte verso l'alto che fungevano da decorazione di pilastri, contrafforti, torri, campanili o cupole.Nell'architettura gotica si cominciò a fare uso dell'arco a sesto acuto (anziché dell'arco a tutto sesto), elemento architettonico di origini islamica.Per una questione di controspinta, gli architetti fecero uso anche degli archi rampanti, già presenti in età romanica, che aprivano spazi per creare grandi vetrate.La cattedrale più famosa ed iconica è quella di "Notre-Dame" a Parigi.In Italia invece si hanno la "Basilica di San Francesco" ad Assisi (divisa in due basiliche: inferiore e superiore), il Duomo di Orvieto e il Duomo di Milano.
5.3 Scultura gotica
Come l'architettura, la scultura gotica nacque e si sviluppò in Francia come evoluzione della scultura romanica.Le sculture cominciarono a rappresentare figure umane in maniera più realistica, siccome gli scultori cominciarono a studiare l'anatomia.Le prime sculture gotiche si manifestano nelle statue-colonna presenti in alcuni portali come nel "Portale Reale della Cattedrale di Chartres", dove sono raffigurati re e regine d'Israele.Sul portale della Cattedrale di Reims sono scolpite invece la "Visitazione" e "l'Annunciazione".Nell'ultima scultura citata si nota un contrasto tra stile romanico e gotico, in quanto la Madonna, ritratta nella scultura, fu scolpita in maniera tradizionale, e l'Angelo annunciante fu scolpito seguendo lo stile gotico.In Germania le sculture si distinsero per drammaticità, esempio di ciò è il "Giudizio Universale" nella Cattedrale di Bramberga.In Italia si distinsero invece come scultori Nicola Pisano, che si è reso mediatore tra stile classico e gotico, e il figlio Giovanni.Entrambi sono noti per aver scolpito la facciata del Duomo di Siena.Giovanni ha poi scolpito il pulpito del Duomo di San Andrea, il pulpito del Duomo di Pisa e la Madonna degli Scrovegni.
6.1 Giotto
Giotto nacque a Colle di Vespignano intorno al 1267. Poco è noto della sua biografia, è però noto come uno degli uomini più grandi del suo secolo, che "rimutò l'arte di greco in latino".Trasferitosi a Firenze, Giotto, secondo alcune fonti, fu allievo di Cimabue (si teorizza che fosse stato allievo anche di Cavallini).Giotto cominciò il suo mestiere di pittore ad Assisi, dove dipinse "le storie di Isacco" (episodi dell'antico testamento).Successivamente nella Basilica di Assisi produsse gli affreschi basati sulle vicende legate a San Francesco (di cui risaltano gli episodi del "Dono del mantello", "La rinuncia ai beni paterni" e "Il presepe di Greccio").Dopo il suo periodo di produzione nella Basilica di Assisi, Giotto dipinse il "Crocifisso di Santa Maria Novella", sito nella basilica omonima. Il crocifisso in questione è definibile rivoluzionario siccome rappresenta Gesù, ormai morto, piegato dal peso del suo corpo in maniera naturale verso il basso; ciò mentre gli artisti precedenti avevano raffigurato Gesù sollevato verso destra, come non intenzionato a perdere le forze.Giotto ha dato un contributo anche a Padova, nella Cappella degli Scrovegni, e Firenze, a Santa Croce.