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Giorgio Caproni Serena Messina 2I

Messina Serena

Created on April 22, 2024

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Transcript

Giorgio Caproni"L'uscita mattutina"

Serena Messina 2I

Giorgio Caproni

Giorgio Caproni nasce a Livorno il 7 gennaio del 1912 da Attilio e Anna Picchi. All'età di dieci anni, GiorgioCaproni si è trasferito a Genova. Si è diplomato e, a partire dal 1935, ha iniziato a svolgere la professione di maestro elementare a Valtrebbia. Durante la guerra, entrò a far parte della Resistenza partigiana. Al termine del conflitto, si è trasferito a Roma, dove ha trascorso il resto della sua vita.

L'Uscita mattutina

Come scendeva fina e giovane le scale Annina! Mordendosi la catenina d'oro, usciva via lasciando nel buio una scia di cipria, che non finiva. L'ora era di mattina presto, ancora albina. Ma come si illuminava la strada dove lei passava! Tutto Corso Amedeo, sentendola, si destava. Ne conosceva i neo sul labbro, e sottile la nuca e l'andatura ilare - la cintura stretta, che acre e gentile (Annina si voltava) all'opera stimolava. Andava in alba e in trina pari a un'ape regina. Andava col volto franco (ma cauto, e vergine, il fianco) e tutta di lei risuonava al suo tacchettio la contrada

Parafrasi

Questa poesia descrive l'uscita mattutina di una donna chiamata Annina. Mentre scende delicatamente e giovane le scale, indossa una catenina d'oro e lascia dietro di sé una traccia di profumo di cipria nel buio. Anche se è ancora presto al mattino e l'alba è appena arrivata, la strada si illumina quando lei passa. Tutti, incluso Amedea, si svegliano al suo passaggio, riconoscendola per i suoi tratti distintivi come il neo sul labbro e la sua elegante postura. Annina cammina con passo leggero e fiducioso, indossando una stretta cintura che esalta la sua grazia e stimola l'attenzione di coloro che la vedono. La sua presenza irradia sicurezza e gentilezza, e ogni suono del suo passo risuona nelle strade.

Co-me sce-nde-va fi-na E gio-vane le sca-le An-ni-na! Mor-den-do-si la ca-te-ni-na D'o-ro, us-ci-va via La-scian-do nel buio u-na scia Di ci-pria, che non fi-ni-va. L'o-ra e-ra di mat-ti-na Pres-to, an-co-ra al-bi-na. Ma co-me si il-lu-mi-na-va La stra-da do-ve lei pas-sa-va! Tut-to cor-s'A-me-de-a, Sen-ten-do-la, si des-ta-va. Ne co-no-sce-va il neo Sul lab-bro, e sot-ti-le La nu-ca e l'an-du-ra-tu-ra 1-la-re - la cin-tu-ra Stretta, che a-cre e gen-ti-le All'o-pe-ra sti-mo-la-va. An-da-va in al-ba e in tri-na Pa-ri a un o-pe-rai-a re-gi-na An-da-va col vol-to Fran-co È tut-to di lei ri-suo-na-va

Divisione in sillabe

Figure retoriche di ordine

Anastrofe: inversione dell'ordine normale delle parole per creare effetto ritmico ed enfasi. Esempi: "Ma come si illuminava la strada dove lei passava!", "E tutta di lei risuonava al suo tacchettio la contrada." Ipallage: trasferimento di un'attribuzione da un sostantivo a un altro con cui non concorda grammaticalmente. Esempio: "Andava in alba e in trina pari a un'ape regina." ("Regina" è attribuito a "ape" anziché a "Annina"). Polisindeto: uso ripetuto di congiunzioni per enfatizzare o dare ritmo al testo. Esempio: "e cauto, e vergine, il fianco".

Figure retoriche di suono

Allitterazione: ripetizione di suoni consonantici all'inizio di parole vicine. Esempi: "come scendeva fina e giovane le scale Annina", "Mordendosi la catenina d'oro", "lasciando nel buio una scia di cipria". Onomatopea: utilizzo di parole che imitano suoni naturali. Esempio: "al suo tacchettio la contrada" (il suono dei tacchi).

Figure retoriche di significato

Ossimoro: accostamento di due parole di significato opposto per creare un effetto di contrasto. Esempio: "acre e gentile" (descrive la cintura di Annina). Metonimia: sostituzione di un termine con un altro con cui è strettamente associato per significato. Esempio: "ilare - la cintura stretta, che acre e gentile all'opera stimolava" (la cintura rappresenta la persona di Annina).

Messaggio dell'autore

La poesia descrive Annina come una figura affascinante e dinamica la cui presenza illumina e ravviva l'ambiente circostante. Attraverso l'uso di figure retoriche come l'ossimoro ("amaro e tenero"), l'autore evidenzia la complessità e il contrasto del carattere e dell'aspetto di Annina, mostrando che la sua persona non può essere definita semplicemente da un'unica caratteristica. L'immagine di Annina che lascia "scie di cipria nell'oscurità" evoca eleganza e mistero, suggerendo che aspetti di lei rimangono nascosti o non del tutto compresi. Inoltre, la reazione dell'ambiente in cui vive Annina, con Corso Amedeo che si sveglia al suo passaggio, dimostra l'impatto che ha su chi la circonda, suggerendo una certa importanza o influenza sociale. Nel complesso, la poesia esprime ammirazione per Annina, così come meraviglia e curiosità riguardo alla sua personalità e al suo impatto sull'ambiente

Grazie!