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MATISSE

Mattia Azzola

Created on April 22, 2024

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Transcript

Henri-Émile-Benoît Matisse

Pittore, incisore, illustratore e scultore franceseUno dei più noti artisti del ventesimo secolo

Le Cateau-Cambrésis, 31 dicembre 1869 – Nizza, 3 novembre 1954)

BIOGRAFIA

Henri-Émile-Benoît Matisse, nacque a Le Cateau-Cambrésis il 31 dicembre 1869 da commercianti di sementi. Nel 1887 andò a Parigi a fare l'impiegato. poi all'età di 20 anni incominciò a dipingere. Tra 1897 e 1898 frequentò Peter Russel e Van Gogh che lo indussero all'impressionismo. Dopo il loro incontro Matisse cambiò il suo stile : il colore divenne il fulcro della sua arte. Nel 1905 si presentò al Salon des Indépendants di Parigi con le opere "Finestra aperta" e "Donna col cappello". In questa occassione lui e gli altri artisti vennero chiamati "FAUVES" , cioè belve, in quanto le loro opere erano caratterizzate da un un colore molto acceso e considerato provocatorio, dalla semplificazione delle forme e dall'ablizione della prospettiva. Matisse crea il suo stile personale basato su colori piatti e brillanti e su linee fluide. I suoi soggetti sono donne, interni e nature morte. Più tardi incontrò Picasso. In quel periodo (1906/1917) compose le sue opere più famose: "Gioia di vivere" e " La danza". Quest'ultima, molto famosa, fu commissionata dal collezionista russo Ščukin. Matisse fondò una scuola privata: L'Académie Matisse, dove, senza scopo di lucro insegnava a giovani artisti. In questo periodo compose "Nudo blu" (1907) Nel 1917 si trasferì a Nizza e successivamente intraprese diversi viaggi tra Francia, Germania, Italia, Inghilterra e Usa. Nel 1941 gli fu diagnosticato un cancro che lo contrinse alla sedia a rotelle. Nel 1947 pubblicò "Jazz", un libro in tiratura limitata che raccoglie stampe a colori e collages accompagnati da annotazioni e suoi pensieri. Nel 1954 morì a Nizza per un attacco cardiaco. Matisse ha inseguito per tutta la sua esistenza una sintesi tra forme e colore. Affermava che per comprendere un quadro bisognava porre attenzione non sul significato del tema, ma sulle forme, i ritmi ed i colori. In tutte le sue opere il colore è l'elemento più importante.

GIOIA DI VIVERE

LA DANZA

JAZZ

DONNA COL CAPPELLO

NUDO BLU 1

RITRATTO DI MADAME MATISSE

In questo dipinto, risalente al 1905, è ritratta frontalmete la moglie dell'artista, "Amelie". Il busto è orientato leggermente a destra, mentre il viso ruota alla sinistra dell’osservatore. La donna mostra un’espressione seria e determinata, sottolineata dai capelli raccolti sul capo con un’acconciatura semplice.I colori innaturali conferiscono rilievo e tridimensionalità e creano nette divisioni nei passaggi dal chiaro allo scuro. Il nome "ritratto con la riga verde" deriva dalla riga giallo-verde che separa nel volto la zona in ombra dalla zona in luce. L’opera nel suo insieme sembra quasi astratta per la semplicità delle forme e per la sua bizzarra colorazione. Probabilmente Matisse desiderava mettere in risalto le caratteristiche asimmetriche del volto della moglie e sottolineare le sue irregolarità, cercando di accentuare l'espressione con il colore. Opera di chiara appartenenza al movimento Fauves.

H.MATISSE, 1905, olio su tela, 40,5x32,5 cm Copenaghen Museum for Kunst

LA GIOIA DI VIVERE

Quest'opera, realizzata nel 1906, individua una reazione al forte pessimismo e turbamento di questo periodo. L'Artista sceglie di celebrare la vita e l'ottimismo. L'obiettivo è perseguire un'arte che non inquieti , ma faccia ritrovare sentimenti positivi a chi osserva le sue opere. Matisse ritrae un paesaggio esterno, pur avendolo idealizzato e dipinto in studio, non in plein air come in uso in quel periodo. Rappresenta un ambiente con i tratti del paradiso terrestre, individua diversi riferimenti mitologici e artistici dei più grandi pittori dell'epoca. In questa opera Matisse fa un'aggiunta rispetto allo stile fauvista: inserisce un contorno vivido, separando le figure e le forme non solo attraverso i colori accesi e violenti, ma anche con una linea marcata.
H.MATISSE, 1906, olio su tela, 175x241 cm, Fondation the Barnes, Filadelfia

In questo dipinto ispirato alla pittura di Gauguin ed all'arte orientale e africana, Matisse rappresenta dei nudi femminili dipinti a macchie, senza rispettare i colori naturalistici, e fonde uomo e natura in una sorta di ritorno al primitivo mentre la forma dei soggetti viene armonizzata e semplificata. Anche il paesaggio presenta colori innaturali, come ad esempio l'albero rosa che è lo stesso colore utilizzato per la pelle delle persone, quasi a sottolineare l'unione tra uomo e natura. Per la prima volta, Matisse deforma le linee del corpo umano, elemento visibile in tre delle bagnanti raffigurate. Questa tela vuole essere un'immagine mitica del mondo come si vorrebbe che fosse: un'età in cui tutto comuncia e si associa, le persone si muovono libere come fossero fatte d'aria, la sola legge è l'armonia universale dell'amore.

Si vedono una serie di personaggi nudi che si rilassano in maniera estremamente distesa: c’è chi danza e chi resta sdraiato a contemplare il mondo circostante in una generale atmosfera di benessere. (particolare) Se si osserva con attenzione è possibile identificare una sorta di disposizione circolare delle figure, quasi come se si muovessero con un preciso movimento rotatorio, sottolineato dal gruppo di persone che sembrano danzare in cerchio. (particolare) Lo stesso concetto verrà concretizzato nel 1910 in quella che probabilmente è l’opera più famosa di Matisse: La danza.

NUDO BLU, RICORDO DI BISKRA

La serie dei Nudi Blu è un esempio della sua tecnica denominata “dipingere con le forbici”: composizioni figurative a collage, a uno o più colori, dove l’intero disegno viene tracciato a matita sul foglio e poi, preparate le figure colorate, queste vengono incollate sopra, usando cartoncini leggeri sia per l’intero sfondo sia per il disegno; le figure appaiono semplificate e fra una e l’altra si creano piccoli margini bianchi. Questo lavoro realizzato con la tecnica del decupage segna un ulteriore evoluzione nell'arte dell'artista. Il soggetto è sempre una donna nuda di colore blu su sfondo chiaro ripresa in più posizioni. L'opera è un cartoncino ritagliato e incollato su uno sfondo chiaro contornato da margini sottili bianchi. Matisse vuole evidenziare l'assenza totale di prospettiva e biodimensionalità dello spazio.
H.MATISSE, 1907, decupage, 92x140cm, Baltimora museum art

Nudo blu, ricordo di Biskra

L'opera, che riprende i dettami del fauvismo, venne realizzata in contemporanea al Nudo sdraiato I, scultura dello stesso artista che però andò accidentalmente distrutta. Quando venne esibita nel 1907 alla Société des artistes indépendants, la tela generò scandalo e divenne fonte di polemiche che riguardavano questioni di razza, relazioni razziali e colonialismo. Inoltre, l'impossibilità di identificare l'etnia della donna fu oggetto di un dibattito sul concetto di "diverso" che, in epoca coloniale, serviva a distinguere i coloni occidentali dai popoli colonizzati. Più tardi, nel 1913, la tela divenne uno dei pezzi "di punta" della mostra itinerante Armory Show, dove fu nuovamente stroncata da molte critiche. Nonostante le controversie, Nudo blu, ricordo di Biskra ispirò Georges Braque e incitò Pablo Picasso a dipingere il celeberrimo Les demoiselles d'Avignon.

LA STANZA ROSSA

La Stanza rossa ha una curiosa storia alle spalle: in un primo momento, Matisse l’aveva dipinta di verde, dandole il titolo di Armonia in verde. Dopo poco, cambiò idea e le diede una passata di blu. Armonia in blu fu così venduta ad un collezionista russo ma, poco prima della consegna, cambiò di nuovo nome e colore: divenne rossa e fu chiamata Armonia in rosso.Il quadro rappresenta una domestica che dispone in una fruttiera della frutta. Il sentimento che domina l’intera scena è certamente quello di tranquillità, che si manifesta soprattutto per il paesaggio, che si vede dalla finestra posta a sinistra e per la postura serena della cameriera intenta a svolgere un’azione quotidiana e del tutto naturale.

H.MATISSE, 1908, olio su tela, 180,5x5,221cm, San Pietroburgo, Museo dell'Ermitage

In quest’opera assume un aspetto fondamentale l’utilizzo del colore rosso distribuito uniformemente su tutta la tela, e che annulla quasi del tutto la visione prospettica che viene semplicemente accennata dalla debole linea nera del tavolo, dalla sedia e dallo spessore del muro in corrispondenza della finestra. Anche la donna appare come ritagliata dal fondo. L'osservatore non ha alcun centro focale sul quale poggiare lo sguardo. L'accostamento dei colori primari, secondari e complementari risalta il contrasto e la luminosità dell'insieme. Le figure sono delle sagome colorate che emergono attraverso il contrasto di luminosità. Ad esempio i limoni gialli contro il rosso brillante della tovaglia. La tovaglia e la parete rosse con decori blu, che occupano la maggior parte dell'opera, sono meno luminosi rispetto al verde del giardino che si vede dalla finestra. Le due parti si bilanciano reciprocamente.

LA DANZA II

Quando si parla dell'opera "La danza" di Matisse ci si riferisce a 2 capolavori: LA DANZA I (conservata al MoMA di New York) e LA DANZA II (conservata al Museum Heritage di San Pietroburgo). Questa seconda versione, commissionata dal collezionista russo Ščukin nel 1909, è considerata "il come " di tutti i capolavori di Matisse, nonostante all'inizio la critica espresse i giudizi più negativi. Questo dipinto simbolicamnte rappresenta la gioia di vivere e la felicità di una danza musicale. I ballerini danzano insieme, nudi al ritmo di una musica felice. L'artista si ispirò alla farandola, un ballo tradizionale francese che vide al Moulin Rouge.
H.MATISSE, 1909, olio su tela, 260x391cm San Pietroburgo Museum Heritage

Nella parte superiore del dipinto vi è un maggior dinamismo rispetto a quella inferiore, dove un soggetto sembra trascinarsi. I n questa opera vengono utilizzati solo tre colori:il rosso, il blu ed il verde. Matisse dichiarò: "Il primo elemento della costruzione fu il ritmo, il secondo una vasta superficie blu scuro (allusione al cielo mediterraneo nel mese di agosto), il terzo un verde scuro ( quello dei pini mediterranei ). Partendo da questi elementi, i personaggi non potevano che essere rossi, per ottenere un accordo luminoso". In quest'opera l'artista mette in rilievo la relazione tra gli elementi con linee semplificate, la stesura uniforme dei colori diamantati forti e unitari, caratterizzando un forte senso del ritmo: è un dipinto che canta il continuo movimento della vita sulla terra. Secondo l'artista il bello non può essere una forma finita, ma continua, ritmica: le figure si allungano e si flettono nel ritmo che le trasforma e la loro bellezza non è separabile dallo spazio in cui si muovono. Come non può esserci equilibrio statico, non può esserci un ritmo regolare uniforme. Il ritmo deve nascere nel quadro ( si vede il piede di una delle figure che preme la terra come se fosse elastica); il circolo sempre spezzato e ripreso dalle braccia.

ICARO: FIGURA VIII DA JAZZ

Icaro fa parte del libretto intotolato Jazz del 1947, in cui l’artista ormai anziano raccoglie una serie di stampe di collage a colori accompagnate da suoi pensieri. Icaro,mitico figlio di Dedalo e di Naucrate, schiava di Minosse, rinchiuso con il padre nel labirinto di Creta, fuggì volando con le ali di penne che il padre gli aveva adattato con la cera al corpo,ma preso dal desiderio, dalla cusiosità, avvicinatosi troppo al Sole, che sciolse la cera, precipitò nel mare. Per Matisse Icaro simboleggia un viaggio della mente e del cuore:usa quattro tinte piatte, prive di sfumature. rappresenta una sagoma in volo, tutta nera, ma con il pulsare prepotente di un cuore rosso rubino.

H.MATISSE, 1946, Decoupage, 43,4 x34,1cm New York Metropolitan Museum

Il volo di Icaro è rappresentato come una danza ritmica dove il personaggio è attratto dagli spazi celesti e si spinge verso l’alto, l’oltre, teso a rompere le traiettorie del tempo e dello spazio per conoscere nuovi orizzonti. Il cielo notturno in cui vola è sicuro, abitato dalle stelle che diventano sue compagne di un viaggio a metà strada fra l’oltre vita e la ricerca di verità. Descrive l’essenza dell’uomo nella sua più profonda verità. Il protagonista del quadro di Matisse, non è il cielo, non son le stelle e non è neanche l’uomo nella forma nera al centro del quadro,che non sembra stia volando con l’eleganza di un angelo, ma è sgraziato, appare trascinato, quasi a disagio nel mare di stelle, è mosso ad avventurarsi in avanti a forza dal piccolo punto rosso. Lui è il protagonista: il cuore, l'essenza dell'uomo.

JAZZ

Jazz è un libro d'artista contenente XX tavole e scritto a pennello, per un totale di circa 150 pagine, pubblicato nel 1947 da Editions Tériade con tiratura di 250 esemplari. Esso è stato creato con una tecnica particolare di decoupage chiamata papiers découpés. Matisse ha realizzato questo libro d'artista negli ultimi anni della sua vita quando, costretto in carrozzina, sperimenta un nuovo modo di dipingere: ritaglia carte colorate, che gli permettono di disegnare nel colore. Questo modo di dipingere viene denominato "papiers découpés" o tecnica del "dipingere con le forbici".

La donna (la moglie di Matisse, Amélie), posta di tre quarti, guarda l'osservatore facendo mostra del suo abbigliamento borghese e, soprattutto, del suo appariscente e monumentale cappello. Un lungo guanto le avvolge la mano e il braccio destri, mentre un ventaglio aperto le copre la parte superiore del busto.[1] La moglie del pittore è dipinta con chiazze di colore verde sul naso e sulle guance, i capelli rosso fuoco, un grande cappello piumato in testa che, in una "festa" di colori dal blu al rosso, al verde, al giallo, riprende tutti i contrasti cromatici del dipinto.[2] Attraverso la violenza cromatica l'artista intende affermare se stesso e la propria personalità. I colori utilizzati sono sia puri che in unione con altri. I gialli vengono accostati al violetto, il rosso al verde, il blu all'arancio, in un rinforzarsi vicendevole dei complementari; inoltre, gli stessi primari sono sempre giustapposti. Ogni tinta ha una determinata funzione consistente nel modellare le masse e nel creare ombre: quelle del viso, sono verdi o azzurre, mentre quelle del collo sono arancioni.

DONNA COL CAPPELLO