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BOCCACCIO SARA

LUISA Fadda

Created on April 22, 2024

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Transcript

Giovanni Boccaccio

Index

introduzione

opere

Pag. XX

Pag. XX

biografia

decameron

Pag. XX

Pag. XX

fiammetta

Ser Ciappelletto

Pag. XX

Pag. XX

INTRODUZIONE:

Unit 01

Il nome di Giovanni Boccaccio, autore toscano del XIV secolo, è strettamente legato al suo capolavoro più noto, il Decameron, in particolare alle sue parti più audaci e provocanti. Non è sorprendente quindi che il termine "boccaccesco" sia spesso utilizzato per descrivere un approccio disinibito e audace nei confronti della sessualità. Tuttavia, dietro questa definizione sintetica si nasconde un autore ecletico e multiforme. Giovanni Boccaccio ambiva a essere un uomo di cultura completa, un profondo conoscitore sia dei classici sia degli autori antichi e contemporanei, esplorando i più svariati generi letterari.

BIOGRAFIA:

Unit 02

Giovanni Boccaccio, nato a Certaldo o forse Firenze, Giugno o Luglio del 1313.Nacque da una relazione extraconiugale del mercante Boccaccino di Chellino con una donna di umilissima famiglia di Certaldo presso Firenze. Il fatto di essere un figlio illeggittimo dovette pesare notevolmente sulla psiche di Boccaccio, in quanto nelle opere in volgare costruì una sorta di biografia mitica, idealizzata, facendo credere di essere figlio di una donna membro della famiglia dei Capetingi e prendendo in tal modo spunto dai viaggi mercantili che il padre compiva a Parigi. Riconosciuto in tenera età dal padre, Giovanni fu accolto nel 1320, nella casa paterna sita nel quartiere di San Piero Maggiore. Durante la giovinezza, Boccaccio imparò i primi rodimenti del latino e delle arti liberali, oltre ad apprendere la Divvina Commedia di Dante Alighieri, in quanto il padre si era sposato con la nobildonna Margherita De Mardoli, imparentata con la famiglia Portinari. Boccaccino desiderava che il figlio si avviasse alla professione di mercante, secondo la tradizione di famiglia. Dopo avergli fatto fare un breve tirocinio a Firenze, nel 1327 decise di portare con sè il giovane figlio a Napoli, dove egli svolgeva il ruolo di agente di cambio, per la famiglia dei Bardi. Boccaccio, quattordicenne, arriva in una realtà diversa da quella di Firenze: Firenze era una città provinciale, Napoli era invece sede di una corte regale e cosmopolita, quella degli Angiò. Il re Roberto d'Angiò era un sovrano colto e pio, appassionato della cultura, tanto da avere una notevole biblioteca, gestita da Paolo da Perugia. Boccaccino notò che suo figlio non si trovava a suo agio negli uffici e di come preferisse dedicarsi agli studi letterari. Pertanto, iscrisse il figlio a giurisprudenza all'università di Napoli. Vi seguì per un anno accademico le lezioni del poeta Cino da Pistoia, ma preferì accostarsi alle lezioni poetiche che impartiva al di fuori dell'ambiente accademico. Boccaccio incominciò a frequentare la corte angioina dove conobbe Andalò del Negro e si occupò di letteratura.

Unit 03

FIAMMETTA:

Nel periodo di fioritura artistica, Boccaccio incontra la napoletana Maria d'Aquino, conosciuta con lo pseudonimo di Fiammetta, probabilmente figlia del sovrano Roberto d'Angiò. Il 30 Marzo del 1336, Boccaccio e Fiammetta si incontrano nella Basilica di San Lorenzo Maggiore, la più bella e nobile del periodo, frequentata dai reali e dalla nobiltà e oggi tappa imperdibile di ogni itinerario turistico e culturale di Napoli. Ci fu un prino scambio di sguardi fra i due e poi Boccaccio, si renderà conto di essersi innamorato di lei. La musa di Boccaccio sembra ricambiare il sentimento che lui prova per lei, ma dopo tre anni abbandona lo scrittore per un nuovo amore. Nonostante la delusione, Boccaccio continua a scrivere versi per lei nella speranza che torni da lui. Successivamente i ruoli si invertono: Boccaccio, diventato freddo e distaccato, si allontana da Fiammetta e lei se ne addolora. Fiammetta fu condannata a morte e decapitata nel 1382 per ordine del successore della regina Giovanna I. Nessun documento storico conferma l'esistenza storica di Fiammetta.

OPERE PIU' IMPORTANTI:

Unit 04

11335 il Filostrato è un poema ispirato al ciclo troiano. Racconta la storia d'amore infelice di Troiolo, figlio del re di Troia Priamo

1336-1339 Filoccolo opera che rispecchia l'atteggiamento sperimentale di Boccaccio

1339-1340 Teseida affrontal'innamoramento di due ragazzi tebani (Arcita e Palemone) per la bella Emilia, cognata di Teseo

1349-1353 Decameron opera che ebbe immediato successo

1365 Corbaccio in quest'opera la simpatia e l'antica ammirazione per le donne si trasformano in un'aperta misoginia

IL DECAMERON:

Unit 05

E' una raccolta di novelle il cui titolosi riferisce alla durata dell'azione narrata cioè "dieci giorni". Boccaccio racconta di dieci ragazzi, sette giovani donne etre giovani uomini di famiglia aristocratica,che per sfuggire alla peste diffusasi a Firenze, si incontrino nella chiesa di Santa Maria Novella e decidano di rifugiarsi in campagna, nella villa di uno di loro. Essi, per impiegare il loro tempo, decidono di raccontare a turno dieci novelle ogni giorno. L'opera è composta da cento novelle, raccontate in dieci giornate. La convivenza dei dieci giovani è governata da regole ben precise. Nel Decameron vengono messe in primo piano l'abilità pratica e l'intelligenza, proprie del mondo mercantile rappresentato da Boccaccio. Il lessico adoperato varia da novella a novella in base al narratore che la racconta. La protagonista indiscussa del Decameron è la città, Firenze, che da sfondo culturale e sociale di tutte le vicende narrate.

SER CIAPPELLETTO:

Unit 06

Questa novella narra di un uomo malvagio e senza pudore che viene icaricato di riscuotere i crediti in Borgogna. Ser Ciappelletto è un notaio descritto da Boccaccio come un uomo di bassa statura, elegante nel vestire e vizioso nei modi, ma capace di qualsiasi inganno, insomma, il peggiore uomo forse mai nato. Nessuno lo conosceva in Borgogna, perciò cominciò ad usare le buone maniere e a comportarsi come un benefattore. Un giorno, quando si ammalò gravemente, suscitò preoccupazione nei suoi ospiti\, perchè pensavano che non si sarebbe confessato e questo avrebbe provocato l'ira dei borgognoni. Ser Ciappelleto udì tutto e si mise d'accordo con i suoi ospiti; fece venire un frate e si confessò facendosi credere un santo. Dopo aver elencato le opere buone, confessò solo tre peccati e cominciò a piangere per il pentimento e il frate gli diede l'assoluzione. La sera stessa morì e fu sepolto in un arca di marmo. Fu venerato come un santo e gli furono attribuiti dei miracoli. Ser Ciappelletto per amore degli affari fu capace di mentire davanti a Dio, non temendo il giudizio divvino. Boccaccio vuole burlarsi della chiesa e della facile credulità del popolo

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Vi ringrazio,arrivederci

da sara solinas 2d.