BANDURA E L'AUTOEFFICACIA
CHI E' ALBERT BANDURA?
Albert Bandura è un psicologo canadese che ha dato un grande contributo all’ insegnamento della psicologia negli Stati Uniti. Bandura si è interessato specificamente al concetto di apprendimento per imitazione soprattutto alle condotte aggressive. Secondo Bandura infatti l’individuo in un ambiente sociale osserva i suoi simili compiere una serie di azioni prima di farne una a sua volta. Alcune volte le azioni sono riprodotte esattamente, altre volte servono da modello per un comportamento adeguato al contesto in cui ci si trova.
L'ESPERIMENTO DI BOBO
Bandura per dimostrare che l’imitazione portasse all apprendimento di nuovi comportamenti fece uno studio molto celebre: L’esperimento di Bobo.
In questo esperimento condotto nel 1961, Bandura fece vedere a:
2. un secondo gruppo di bambini viene fatto vedere lo stesso video solo che alla fine si presentava un altro filmato dove un adulto spiegava che ciò che avevano visto era sbagliato e si comportava in modo gentile con il pupazzo;
- un primo gruppo di bambini un filmato dove degli adulti si accanivano con esortazioni aggressive verso un pupazzo chiamato Bobo;
3. un terzo gruppo di bambini non fu fatto vedere nessun video;
risultato esperimento
Dopo la visione i bambini di ciascun gruppo entrarono uno alla volta e si noto che :
- i bambini del primo gruppo si comportarono in maniera aggressiva sopratutto verso bobo ma anche con altri giocattoli;
- i bambini del secondo gruppo avevano un approccio gentile con il pupazzo bobo;
- i bambini del terzo gruppo che erano in assenza di modelli si comportarono in maniera aggressiva in pochi casi.
VIDEO DELL'ESPERIMENTO
LA MORALE DELL'ESPERIMENTO
Con questo esperimento Bandura dimostra che un comportamento è appresso per imitazione senza che il soggetto riceva un rinforzo diretto.
Nel corso delle proprie ricerche Bandura introdusse il concetto di determinismo reciproco per indicare che non è solo l’ambiente che influenza il comportamento di un individuo ma anche il soggetto stesso che modifica la risposta del proprio contesto sociale con le proprie azioni.
Per questo secondo Bandura è importante fornire modelli di comportamento positivo.
l' autoefficacia
Dalla teoria dell’apprendimento sociale, Albert Bandura estrapola il concetto di autoefficacia (self – efficacy) che corrisponde alla consapevolezza di essere capace di dominare specifiche attività, situazioni o aspetti del proprio funzionamento psicologico o sociale. In altre parole, è la percezione che abbiamo di noi stessi di sapere di essere in grado di fare, sentire, esprimere, essere o divenire qualcosa.
Nello specifico, gli studi sull’efficacia percepita hanno contribuito a porre in rilievo le capacità di autoefficacia e di autostima della mente umana.
1) AUTOefficacia
L'autoefficacia è la fiducia di una persona nelle proprie capacità, abilità, potenzialità di esercitare un controllo sugli eventi e gestire la propria vita.
E' quindi il senso di “ESSERE CAPACE DI”, di avere le abilità tecniche per svolgere con successo un determinato compito che si può avvertire come problematico.
2) l' autostima
L'autostima rappresenta un aspetto globale della personalità ed è un tipo di convinzione che riguarda i giudizi di valore personale, una reazione affettiva che indica come la persona si sente con se stessa (risponde alla domanda “Come sono io?”).
Bandura afferma che ognuno di noi costruisce il proprio senso di autoefficacia ricavando le informazioni da quattro fonti:
IL CONFRONTO CON GLI ALTRI
LA REALIZZAZIONE DI UNA PERFORMANCE
cioè l’osservazione di persone che, nella nostra stessa situazione, hanno avuto buone performance, in assenza di conseguenze negative (ciò ci può indurre a credere di poter svolgere lo stesso compito).
In una situazione in cui è stata sperimentata la buona padronanza di specifiche abilità in uno o più compiti. Pensiamo alla motivazione e alla conseguente autoefficacia nello sport.
I FEEDBACK POSITIVI
LE EMOZIONI E GLI STATI FISIOLOGICI
da parte di altre persone, che motivandoci e sostenendoci nell’intento di affrontare un problema o gestire eventuali difficoltà correlate, ci rassicurano sul fatto che abbiamo le capacità necessarie aumentando autostima e autoefficacia
che possono farci sentire più o meno efficaci sulla base della loro intensità.
Autoefficacia e autostima sono strettamente correlate e i due costrutti possono variare ed influenzarsi reciprocamente, determinando il modo in cui ci rappresentiamo le situazioni interpersonali e prestazionali e, di conseguenza, il modo in cui decidiamo di affrontarle.
Allo stesso modo, la valutazione dell’autoefficacia che deriva dal ritenere di avere le capacità per affrontare una determinata sfida, alimenta il desiderio di raggiungere i propri obiettivi, induce a cercare le risorse interne per metterle in campo e permette di esporsi maggiormente in direzione dei propri scopi.
Posso sentirmi molto efficace nello svolgimento di un determinato compito, ad esempio guidare la macchina, senza che questo aumenti in maniera significativa la mia autostima.
TEST PER MISURARE L' AUTOEFFICACIA
che permettono di calcolare il livello di efficacia percepita
2. La Scala di Autoefficacia Percepita nella Gestione dei Problemi Complessi rileva la percezione di essere capaci nel fronteggiare situazioni di vita problematiche. Tra i vari aspetti, valuta la capacità di adattamento al contesto, di porsi obiettivi raggiungibili e le reazioni in momenti di stress.
1. La Scala di Autoefficacia Scolastica Percepita di Caprara è utilizzata per valutare le convinzioni dei ragazzi circa le proprie capacità nelle materie di studio e nell’autoregolazione dell’apprendimento. Si tratta di un test utile in ambito accademico per indagare la percezione di essere “studenti efficaci” e il loro metodo di studio a scuola.
3. La Scala dell’Autoefficacia Fisica (SAF) valuta la fiducia in se stessi in relazione a determinate peculiarità fisiche, come il tono muscolare o capacità atletiche.
È il caso dell’autoefficacia lavorativa: i feedback positivi dei colleghi e superiori possono accrescere la percezione delle nostre abilità e quindi della nostra autoefficacia al lavoro. Lo stesso succede a scuola: l’insegnante influisce moltissimo nel potenziare il senso di autoefficacia dei propri alunni
Un esempio può essere avere l’ansia prima di un esame, che se si presenta con un’intensità adeguata può aiutare a concentrarsi: si tratterà quindi di autoefficacia “emotiva”. Al contrario, se si manifesta con intensità molto elevate, ad esempio con un attacco d'ansia, può portare ad avere pensieri catastrofici come “se mi sento così in ansia, significa che non sono abbastanza preparato e non riuscirò mai a passare l’esame”.
BANDURA E L'AUTOEFFICACIA MELI
Melissa Venezia
Created on April 21, 2024
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BANDURA E L'AUTOEFFICACIA
CHI E' ALBERT BANDURA?
Albert Bandura è un psicologo canadese che ha dato un grande contributo all’ insegnamento della psicologia negli Stati Uniti. Bandura si è interessato specificamente al concetto di apprendimento per imitazione soprattutto alle condotte aggressive. Secondo Bandura infatti l’individuo in un ambiente sociale osserva i suoi simili compiere una serie di azioni prima di farne una a sua volta. Alcune volte le azioni sono riprodotte esattamente, altre volte servono da modello per un comportamento adeguato al contesto in cui ci si trova.
L'ESPERIMENTO DI BOBO
Bandura per dimostrare che l’imitazione portasse all apprendimento di nuovi comportamenti fece uno studio molto celebre: L’esperimento di Bobo.
In questo esperimento condotto nel 1961, Bandura fece vedere a:
2. un secondo gruppo di bambini viene fatto vedere lo stesso video solo che alla fine si presentava un altro filmato dove un adulto spiegava che ciò che avevano visto era sbagliato e si comportava in modo gentile con il pupazzo;
3. un terzo gruppo di bambini non fu fatto vedere nessun video;
risultato esperimento
Dopo la visione i bambini di ciascun gruppo entrarono uno alla volta e si noto che :
VIDEO DELL'ESPERIMENTO
LA MORALE DELL'ESPERIMENTO
Con questo esperimento Bandura dimostra che un comportamento è appresso per imitazione senza che il soggetto riceva un rinforzo diretto.
Nel corso delle proprie ricerche Bandura introdusse il concetto di determinismo reciproco per indicare che non è solo l’ambiente che influenza il comportamento di un individuo ma anche il soggetto stesso che modifica la risposta del proprio contesto sociale con le proprie azioni.
Per questo secondo Bandura è importante fornire modelli di comportamento positivo.
l' autoefficacia
Dalla teoria dell’apprendimento sociale, Albert Bandura estrapola il concetto di autoefficacia (self – efficacy) che corrisponde alla consapevolezza di essere capace di dominare specifiche attività, situazioni o aspetti del proprio funzionamento psicologico o sociale. In altre parole, è la percezione che abbiamo di noi stessi di sapere di essere in grado di fare, sentire, esprimere, essere o divenire qualcosa.
Nello specifico, gli studi sull’efficacia percepita hanno contribuito a porre in rilievo le capacità di autoefficacia e di autostima della mente umana.
1) AUTOefficacia
L'autoefficacia è la fiducia di una persona nelle proprie capacità, abilità, potenzialità di esercitare un controllo sugli eventi e gestire la propria vita.
E' quindi il senso di “ESSERE CAPACE DI”, di avere le abilità tecniche per svolgere con successo un determinato compito che si può avvertire come problematico.
2) l' autostima
L'autostima rappresenta un aspetto globale della personalità ed è un tipo di convinzione che riguarda i giudizi di valore personale, una reazione affettiva che indica come la persona si sente con se stessa (risponde alla domanda “Come sono io?”).
Bandura afferma che ognuno di noi costruisce il proprio senso di autoefficacia ricavando le informazioni da quattro fonti:
IL CONFRONTO CON GLI ALTRI
LA REALIZZAZIONE DI UNA PERFORMANCE
cioè l’osservazione di persone che, nella nostra stessa situazione, hanno avuto buone performance, in assenza di conseguenze negative (ciò ci può indurre a credere di poter svolgere lo stesso compito).
In una situazione in cui è stata sperimentata la buona padronanza di specifiche abilità in uno o più compiti. Pensiamo alla motivazione e alla conseguente autoefficacia nello sport.
I FEEDBACK POSITIVI
LE EMOZIONI E GLI STATI FISIOLOGICI
da parte di altre persone, che motivandoci e sostenendoci nell’intento di affrontare un problema o gestire eventuali difficoltà correlate, ci rassicurano sul fatto che abbiamo le capacità necessarie aumentando autostima e autoefficacia
che possono farci sentire più o meno efficaci sulla base della loro intensità.
Autoefficacia e autostima sono strettamente correlate e i due costrutti possono variare ed influenzarsi reciprocamente, determinando il modo in cui ci rappresentiamo le situazioni interpersonali e prestazionali e, di conseguenza, il modo in cui decidiamo di affrontarle.
Allo stesso modo, la valutazione dell’autoefficacia che deriva dal ritenere di avere le capacità per affrontare una determinata sfida, alimenta il desiderio di raggiungere i propri obiettivi, induce a cercare le risorse interne per metterle in campo e permette di esporsi maggiormente in direzione dei propri scopi.
Posso sentirmi molto efficace nello svolgimento di un determinato compito, ad esempio guidare la macchina, senza che questo aumenti in maniera significativa la mia autostima.
TEST PER MISURARE L' AUTOEFFICACIA
che permettono di calcolare il livello di efficacia percepita
2. La Scala di Autoefficacia Percepita nella Gestione dei Problemi Complessi rileva la percezione di essere capaci nel fronteggiare situazioni di vita problematiche. Tra i vari aspetti, valuta la capacità di adattamento al contesto, di porsi obiettivi raggiungibili e le reazioni in momenti di stress.
1. La Scala di Autoefficacia Scolastica Percepita di Caprara è utilizzata per valutare le convinzioni dei ragazzi circa le proprie capacità nelle materie di studio e nell’autoregolazione dell’apprendimento. Si tratta di un test utile in ambito accademico per indagare la percezione di essere “studenti efficaci” e il loro metodo di studio a scuola.
3. La Scala dell’Autoefficacia Fisica (SAF) valuta la fiducia in se stessi in relazione a determinate peculiarità fisiche, come il tono muscolare o capacità atletiche.
È il caso dell’autoefficacia lavorativa: i feedback positivi dei colleghi e superiori possono accrescere la percezione delle nostre abilità e quindi della nostra autoefficacia al lavoro. Lo stesso succede a scuola: l’insegnante influisce moltissimo nel potenziare il senso di autoefficacia dei propri alunni
Un esempio può essere avere l’ansia prima di un esame, che se si presenta con un’intensità adeguata può aiutare a concentrarsi: si tratterà quindi di autoefficacia “emotiva”. Al contrario, se si manifesta con intensità molto elevate, ad esempio con un attacco d'ansia, può portare ad avere pensieri catastrofici come “se mi sento così in ansia, significa che non sono abbastanza preparato e non riuscirò mai a passare l’esame”.