Galleria umberto i di napoli
start
Indice
09. l'interno
01. ferro e vetro
05. i protagonisti
10. la belle epoque napoletana nel salone margherita
02. ingegnerie e scienze della costruzione
06. architettura
07. simboli
11. la galleria umberto i oggi
03. introduzione
08. Le facciate
04. un po'di storia...
12. Alcune foto della galleria
FERRO E VETRO
L’industrializzazione aveva interessato a tutti i maggiori paesi europei fin dagli ultimi decenni del settecento, XIX sec sviluppo tecnologico, e prodotti sempre più raffinati. Grazie anche alla ricerca scientifica e il progredire nelle conoscenze tecniche.
seconda rivoluzione industriale
1776 invenzione della prima macchina a vapore capace di trasformare il vapore dell’acqua in una caldaia. Si ebbe intorno agli ultimi decenni XIX secolo la seconda rivoluzione industriale.
Nuovi materiali da costruzione
anche se la produzione dei materiali da costruzione ebbe un impulso, grazie alla messa a appunto con processi di fusione ad altissima temperature, gli impianti siderurgici ottocenteschi sono in grado di produrre travi e altri elementi in ferro impiegati strutturalmente in campo edilizio. La produzione industriale delle ghise, dell’acciaio e l’evoluzione del vetro rivoluzionarono il modo di costruzione anche la tipologia stessa degli edifici.
INGEGNERIA E SCIENZE DELLA COSTRUZIONE
Intorno alla metà del secolo iniziò a emergere una nuova figura professionale: quella dell’ingegnere in cui la preparazione è più tecnica che artistica, studia i meccanismi di azione delle forze all’interno dei materiali come la ghisa e l’acciaio, consentendo così il dimensionamento degli elementi costruttivi in base a precisi calcoli matematici. Il calcolo di una trave d’acciaio consente di determinare le dimensioni che questo deve avere per poter resistere alla sollecitazione applicate . Per gli architetti sarà difficile riconvertirsi alla nuove tecnologie finendo per ridursi a semplici decoratori.altri invece tengono conto delle opportunità che i nuovi elementi offrono spostando le proprie ricerche artistiche dal piano delle forme a quello delle funzioni. In questi anni nasce e si sviluppa la cosiddetta<< architettura del ferro e del vetro>> in cui verranno create suggestive e stimolanti costruzioni contemporanee. Uno dei campi in cui l’architettura del ferro viene usata in modo libero è per<< grandi strutture>> che modificano il paesaggio con la loro spettacolarità, tanto da far interessare anche pittori.
Introduzone
Uno dei simboli della città, motivo di vanto per il capoluogo campano, la galleria Umberto I di Napoli. Una maestosa costruzione iniziata nel 1887 terminata nel 1890 . Situato di fronte al San Carlo e a ridosso della famosa piazza plebiscito, la galleria Umberto I di Napoli è una delle gallerie più famose ed importanti d’Italia. Quest’opera così imponente e maestosa, è stata realizzata in soli tre anni, gli stessi in cui, a Parigi, veniva realizzata la Torre Eiffel. Se “tutte le strade portano a Roma“, a Napoli, “tutte le strade portano in galleria“. La galleria Umberto I, infatti, ha ben quattro ingressi: via San Carlo, via Santa Brigida, via Toledo e Vico Rotto San Carlo. La galleria Umberto I è coperto da ogni importante struttura di vetro ed è decorato con statue ed affreschi. In poco tempo la galleria divenne il centro “mondano“ di Napoli, anche grazie alla vicinanza a luoghi più importanti
Un po' di storia...
La galleria fu edificata per volere della pubblica amministrazione comunale, al fine di riqualificare un’area piuttosto malfamato della città di Napoli, ossia l’antico Rione di Santa Brigida, tristemente noto per i numerosi casi di colera avvenuta alla fine dell’Ottocento. Non si trattò semplicemente di uno smaltimento di edifici medievali e ampliamenti di strade, così come stava succedendo in altre capitali europee, ma anche di importanti abbellimenti volti a rendere Napoli una città moderna. La galleria Umberto I-nome legato all’Unità d’Italia- viene progettata da Emanuele Rocco e Ernesto di Mauro con una struttura che richiamava la galleria Vittorio Emanuele di Milano inaugurato 10 anni prima.
I PROTAGONISTI
La Galleria Umberto I è stata per cinquant’anni il regno degli Sciuscià, i lustra scarpe resi famosi dal film di Vittorio De Sica. Il termine deriva dall’inglese“shoe-shine” che nel film sono due ragazzini di Napoli che si guadagnano da vivere lustrando scarpe in giro, finché per una bravata non iniziano un percorso che li porta in carcere e poi sempre più in basso. Nel dopoguerra napoletano gli Sciuscià avevano le loro sede prima nel bosco di Capodimonte e poi nella galleria Umberto, dove per cinquant’anni hanno lustrato le scarpe ai clienti. Far lustrare le scarpe in galleria era un rito, facevano parte delle abitudini chic dei gentiluomini. La galleria viene scelta nel 1896 come sede della prima sala cinematografica della città, nonché una delle prime in Italia, dove furono proiettati i primi primi film dei fratelli Lumiere.
Architettura
Lunga 147 m, larga 15 è alta quasi 35 m, la galleria è un prodigio di architettura e arte allo stesso tempo con tantissime opere da scoprire.
Presenta un'ardita copertura in ferro e vetro fu calcolata dall'ingegnere napoletano di origine francese Paolo Boubée (1841-1920).
La struttura ha una pianta a croce, con le due ampie navate che si intersecano al centro, generando uno spazio ottagonale sul quale si imposta la grande cupola vetrata a base circolare. Anche in questo caso, come già a Milano, si ha un impiego diffuso di pilastri, travi e arconi a traliccio, grazie ai quali le strutture conservano la stessa resistenza pur pesando considerevolmente di meno. A tali innovative tecnologie del ferro, comunque, non fanno riscontro proposte architettoniche egualmente avanzate.
Le facciate in muratura dei palazzi che prospettano all'interno della Galleria, infatti, sono realizzate ancora secondo i canoni dell'eclettismo neorinascimentale, con grande preponderanza di stucchi dorati e ornamentazioni scultoree di gusto quasi barocco.
Simboli
Il numero quattro è ricorrente nella costruzione nella storia: La Galleria Umberto I è ricca di affreschi e statue che rappresentano i continenti, le stagioni dell'anno e varie divinità classiche, ogni ingresso però, si differenzia dall'altro per alcune caratteristiche. Particolarmente ricco di arte è l'ingresso principale da via San Carlo: presenta una facciata ad esedra che in basso è costituita da un porticato retto da colonne di travertino e da due archi ciechi. Sulle colonne poste ai lati dell'arco di sinistra sono rappresentate in marmo le quattro parti del mondo:
L'Europa è rappresentata da una figura di una donna che impugna una lancia
l'Asia invece è raffigurata da una donna che stringe una coppa.
L'Africa è un figura che ha con se un casco di banane e ha una mano sopra un sfinge.
La quarta figura ha tra le mani un grosso volume di tavole geografiche con su scritto
"Colombo",una chiara allusione alle nuove scoperte geografiche.
Non solo Geografia, ma anche Fisica e Chimica rappresentate nelle nicchie sovrastanti e proseguendo il giro ci sono altre quattro statue che raffigurano le stagioni, e altre due rappresentati la Scienza e Il Lavoro.
Le facciate
La facciata su via Toledo reca due coppie di putti con scudi con gli emblemi dei due seggi di Napoli, e cioè il cavallo frenato per Capuana a destra, ed una porta per
Portanova a sinistra. La facciata su via Santa Brigida presenta negli scudi retti dai putti gli emblemi dei seggi di Porto, con l'uomo marino a sinistra, e di Montagna con i monti a destra. Ai lati dell'arco due pannelli allusivi alla guerra e alla pace. La facciata di via Verdi ha negli scudi gli emblemi del seggio di Nido, con un cavallo sfrenato a sinistra, e del
Popolo. Ai lati dell'arco due pannelli allusivi all'Abbondanza e alla Ricchezza caratterizzati dalla coltivazione della terra e dall'esercizio della navigazione.
L'interno
L'interno della galleria è costituito da due strade che si incrociano ortogonalmente, coperte da una struttura in ferro e vetro. Le delimitano alcuni palazzi, quattro dei quali con accesso dall'ottagono centrale. Sulla cupola(opera dell'ingegnere Francesco Paolo Bubée),decorato con finestre a semicerchio, è visibile la Stella di Davide riproposta in tutte e quattro le finestre, presenza dovuta al fatto che la Galleria Umberto I è la sede storica della massoneria napoletana, in particolare della loggia massonica Grande Oriente d'Italia. Nel pavimento sotto la cupola si trovano mosaici con venti e segni dello zodiaco.
I bombardamenti provocarono la distruzione di tutte le coperture in vetro. Nel braccio verso via Verdi si trova una scritta che ricorda la locanda Moriconi che nel 1787 aveva ospitato Goethe.
La Belle Epoque nel Salone Margherita
A pochi passi dall’ingresso di via Santa Brigida fu costruito un piccolo teatro sotterraneo oggi chiuso, che è stato il primo caffè chantat aperto in Italia. Diventando ben presto un punto di riferimento per i napoletani. Fu inaugurato nel novembre del 1890, per più di vent’anni questo spazio divenne il punto di riferimento per la vita notturna napoletana, presa di mira anche da personaggi illustri del tempo come: Matilde Serao, Salvatore di Giacomo, Gabriele D’Annunzio, Francesco Crispi.Nel maggio del 1891 anche l’allora ventunenne Vittorio Emanuele, principe di Napoli, fu tra gli spettatori che affollavano il teatro. Purtroppo vide il suo declino alla vigilia del primo conflitto mondiale a causa anche delle concorrenza di altri teatri.
La galleria Umberto I oggi
La Galleria Umberto fu innalzata affinché nel centro cittadino ci fosse uno spazio pubblico sufficientemente grande e al riparo dalle intemperie.In poco tempo nella Galleria si concentrarono botteghe, studi professionali,redazioni di giornali, uffici e atelier di moda fino a diventare uno dei luoghi dove accadevano i piccoli e grandi eventi della città di Napoli.È meta frequente di turisti che arrivano da tutto il mondo ed è crocevia di grandi, piccoli ed anziani.
Uno dei centri della movida napoletana, un po' centro commerciale, un po' spazio dedicato all'arte dove è possibile rilassarsi in completa sicurezza, alzare la testa e perdersi nella magnifica cupola in vetro che offre uno sguardo verso il cielo aperto
Alcune foto della galleria
Grazie per l'attenzione
Galleria Umberto I di Napoli
Alexandra Bodnariu
Created on April 20, 2024
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Galleria umberto i di napoli
start
Indice
09. l'interno
01. ferro e vetro
05. i protagonisti
10. la belle epoque napoletana nel salone margherita
02. ingegnerie e scienze della costruzione
06. architettura
07. simboli
11. la galleria umberto i oggi
03. introduzione
08. Le facciate
04. un po'di storia...
12. Alcune foto della galleria
FERRO E VETRO
L’industrializzazione aveva interessato a tutti i maggiori paesi europei fin dagli ultimi decenni del settecento, XIX sec sviluppo tecnologico, e prodotti sempre più raffinati. Grazie anche alla ricerca scientifica e il progredire nelle conoscenze tecniche. seconda rivoluzione industriale 1776 invenzione della prima macchina a vapore capace di trasformare il vapore dell’acqua in una caldaia. Si ebbe intorno agli ultimi decenni XIX secolo la seconda rivoluzione industriale. Nuovi materiali da costruzione anche se la produzione dei materiali da costruzione ebbe un impulso, grazie alla messa a appunto con processi di fusione ad altissima temperature, gli impianti siderurgici ottocenteschi sono in grado di produrre travi e altri elementi in ferro impiegati strutturalmente in campo edilizio. La produzione industriale delle ghise, dell’acciaio e l’evoluzione del vetro rivoluzionarono il modo di costruzione anche la tipologia stessa degli edifici.
INGEGNERIA E SCIENZE DELLA COSTRUZIONE
Intorno alla metà del secolo iniziò a emergere una nuova figura professionale: quella dell’ingegnere in cui la preparazione è più tecnica che artistica, studia i meccanismi di azione delle forze all’interno dei materiali come la ghisa e l’acciaio, consentendo così il dimensionamento degli elementi costruttivi in base a precisi calcoli matematici. Il calcolo di una trave d’acciaio consente di determinare le dimensioni che questo deve avere per poter resistere alla sollecitazione applicate . Per gli architetti sarà difficile riconvertirsi alla nuove tecnologie finendo per ridursi a semplici decoratori.altri invece tengono conto delle opportunità che i nuovi elementi offrono spostando le proprie ricerche artistiche dal piano delle forme a quello delle funzioni. In questi anni nasce e si sviluppa la cosiddetta<< architettura del ferro e del vetro>> in cui verranno create suggestive e stimolanti costruzioni contemporanee. Uno dei campi in cui l’architettura del ferro viene usata in modo libero è per<< grandi strutture>> che modificano il paesaggio con la loro spettacolarità, tanto da far interessare anche pittori.
Introduzone
Uno dei simboli della città, motivo di vanto per il capoluogo campano, la galleria Umberto I di Napoli. Una maestosa costruzione iniziata nel 1887 terminata nel 1890 . Situato di fronte al San Carlo e a ridosso della famosa piazza plebiscito, la galleria Umberto I di Napoli è una delle gallerie più famose ed importanti d’Italia. Quest’opera così imponente e maestosa, è stata realizzata in soli tre anni, gli stessi in cui, a Parigi, veniva realizzata la Torre Eiffel. Se “tutte le strade portano a Roma“, a Napoli, “tutte le strade portano in galleria“. La galleria Umberto I, infatti, ha ben quattro ingressi: via San Carlo, via Santa Brigida, via Toledo e Vico Rotto San Carlo. La galleria Umberto I è coperto da ogni importante struttura di vetro ed è decorato con statue ed affreschi. In poco tempo la galleria divenne il centro “mondano“ di Napoli, anche grazie alla vicinanza a luoghi più importanti
Un po' di storia...
La galleria fu edificata per volere della pubblica amministrazione comunale, al fine di riqualificare un’area piuttosto malfamato della città di Napoli, ossia l’antico Rione di Santa Brigida, tristemente noto per i numerosi casi di colera avvenuta alla fine dell’Ottocento. Non si trattò semplicemente di uno smaltimento di edifici medievali e ampliamenti di strade, così come stava succedendo in altre capitali europee, ma anche di importanti abbellimenti volti a rendere Napoli una città moderna. La galleria Umberto I-nome legato all’Unità d’Italia- viene progettata da Emanuele Rocco e Ernesto di Mauro con una struttura che richiamava la galleria Vittorio Emanuele di Milano inaugurato 10 anni prima.
I PROTAGONISTI
La Galleria Umberto I è stata per cinquant’anni il regno degli Sciuscià, i lustra scarpe resi famosi dal film di Vittorio De Sica. Il termine deriva dall’inglese“shoe-shine” che nel film sono due ragazzini di Napoli che si guadagnano da vivere lustrando scarpe in giro, finché per una bravata non iniziano un percorso che li porta in carcere e poi sempre più in basso. Nel dopoguerra napoletano gli Sciuscià avevano le loro sede prima nel bosco di Capodimonte e poi nella galleria Umberto, dove per cinquant’anni hanno lustrato le scarpe ai clienti. Far lustrare le scarpe in galleria era un rito, facevano parte delle abitudini chic dei gentiluomini. La galleria viene scelta nel 1896 come sede della prima sala cinematografica della città, nonché una delle prime in Italia, dove furono proiettati i primi primi film dei fratelli Lumiere.
Architettura
Lunga 147 m, larga 15 è alta quasi 35 m, la galleria è un prodigio di architettura e arte allo stesso tempo con tantissime opere da scoprire. Presenta un'ardita copertura in ferro e vetro fu calcolata dall'ingegnere napoletano di origine francese Paolo Boubée (1841-1920). La struttura ha una pianta a croce, con le due ampie navate che si intersecano al centro, generando uno spazio ottagonale sul quale si imposta la grande cupola vetrata a base circolare. Anche in questo caso, come già a Milano, si ha un impiego diffuso di pilastri, travi e arconi a traliccio, grazie ai quali le strutture conservano la stessa resistenza pur pesando considerevolmente di meno. A tali innovative tecnologie del ferro, comunque, non fanno riscontro proposte architettoniche egualmente avanzate. Le facciate in muratura dei palazzi che prospettano all'interno della Galleria, infatti, sono realizzate ancora secondo i canoni dell'eclettismo neorinascimentale, con grande preponderanza di stucchi dorati e ornamentazioni scultoree di gusto quasi barocco.
Simboli
Il numero quattro è ricorrente nella costruzione nella storia: La Galleria Umberto I è ricca di affreschi e statue che rappresentano i continenti, le stagioni dell'anno e varie divinità classiche, ogni ingresso però, si differenzia dall'altro per alcune caratteristiche. Particolarmente ricco di arte è l'ingresso principale da via San Carlo: presenta una facciata ad esedra che in basso è costituita da un porticato retto da colonne di travertino e da due archi ciechi. Sulle colonne poste ai lati dell'arco di sinistra sono rappresentate in marmo le quattro parti del mondo: L'Europa è rappresentata da una figura di una donna che impugna una lancia l'Asia invece è raffigurata da una donna che stringe una coppa. L'Africa è un figura che ha con se un casco di banane e ha una mano sopra un sfinge. La quarta figura ha tra le mani un grosso volume di tavole geografiche con su scritto "Colombo",una chiara allusione alle nuove scoperte geografiche. Non solo Geografia, ma anche Fisica e Chimica rappresentate nelle nicchie sovrastanti e proseguendo il giro ci sono altre quattro statue che raffigurano le stagioni, e altre due rappresentati la Scienza e Il Lavoro.
Le facciate
La facciata su via Toledo reca due coppie di putti con scudi con gli emblemi dei due seggi di Napoli, e cioè il cavallo frenato per Capuana a destra, ed una porta per Portanova a sinistra. La facciata su via Santa Brigida presenta negli scudi retti dai putti gli emblemi dei seggi di Porto, con l'uomo marino a sinistra, e di Montagna con i monti a destra. Ai lati dell'arco due pannelli allusivi alla guerra e alla pace. La facciata di via Verdi ha negli scudi gli emblemi del seggio di Nido, con un cavallo sfrenato a sinistra, e del Popolo. Ai lati dell'arco due pannelli allusivi all'Abbondanza e alla Ricchezza caratterizzati dalla coltivazione della terra e dall'esercizio della navigazione.
L'interno
L'interno della galleria è costituito da due strade che si incrociano ortogonalmente, coperte da una struttura in ferro e vetro. Le delimitano alcuni palazzi, quattro dei quali con accesso dall'ottagono centrale. Sulla cupola(opera dell'ingegnere Francesco Paolo Bubée),decorato con finestre a semicerchio, è visibile la Stella di Davide riproposta in tutte e quattro le finestre, presenza dovuta al fatto che la Galleria Umberto I è la sede storica della massoneria napoletana, in particolare della loggia massonica Grande Oriente d'Italia. Nel pavimento sotto la cupola si trovano mosaici con venti e segni dello zodiaco. I bombardamenti provocarono la distruzione di tutte le coperture in vetro. Nel braccio verso via Verdi si trova una scritta che ricorda la locanda Moriconi che nel 1787 aveva ospitato Goethe.
La Belle Epoque nel Salone Margherita
A pochi passi dall’ingresso di via Santa Brigida fu costruito un piccolo teatro sotterraneo oggi chiuso, che è stato il primo caffè chantat aperto in Italia. Diventando ben presto un punto di riferimento per i napoletani. Fu inaugurato nel novembre del 1890, per più di vent’anni questo spazio divenne il punto di riferimento per la vita notturna napoletana, presa di mira anche da personaggi illustri del tempo come: Matilde Serao, Salvatore di Giacomo, Gabriele D’Annunzio, Francesco Crispi.Nel maggio del 1891 anche l’allora ventunenne Vittorio Emanuele, principe di Napoli, fu tra gli spettatori che affollavano il teatro. Purtroppo vide il suo declino alla vigilia del primo conflitto mondiale a causa anche delle concorrenza di altri teatri.
La galleria Umberto I oggi
La Galleria Umberto fu innalzata affinché nel centro cittadino ci fosse uno spazio pubblico sufficientemente grande e al riparo dalle intemperie.In poco tempo nella Galleria si concentrarono botteghe, studi professionali,redazioni di giornali, uffici e atelier di moda fino a diventare uno dei luoghi dove accadevano i piccoli e grandi eventi della città di Napoli.È meta frequente di turisti che arrivano da tutto il mondo ed è crocevia di grandi, piccoli ed anziani. Uno dei centri della movida napoletana, un po' centro commerciale, un po' spazio dedicato all'arte dove è possibile rilassarsi in completa sicurezza, alzare la testa e perdersi nella magnifica cupola in vetro che offre uno sguardo verso il cielo aperto
Alcune foto della galleria
Grazie per l'attenzione