Basilica Superiore San Francesco d'Assisi
Quando San Francesco morì nel 1226 – aveva 44 anni - era già famosissimo e il suo movimento religioso coinvolgeva migliaia di persone. Si sentì subito l’esigenza di edificare una basilica che ne custodisse le spoglie, ne rappresentasse l’importanza per i fedeli dell’epoca e ne tramandasse la memoria. Si decise che la forza e la freschezza portate da San Francesco alla Chiesa dovessero essere espresse utilizzando il nuovo stile architettonico: il gotico(differente da quello della basilica di Milano). La Basilica di San Francesco di Assisi, in modo particolare la Basilica Superiore, è infatti tra i primi edifici del gotico italiano.
+ info
Agata Giorgini, Benedetta Tarozzi, Ginevra Piccarozzi
Interno della Basilica
L'interno della basilica presenta caratteri più tipici del gotico italiano ed è costituito da una sola navata, con un largo transetto e abside poligonale. Le finestre presentano vetrate colorate. Le vetrate istoriate (cioè con illustrazioni di storie sacre) dell’abside e del transetto, inoltre, sono le più antiche d’Italia, realizzate da artigiani appositamente chiamati da oltralpe. Le pareti della navata sono state affrescate da Giotto nel 200, che ha raccontato con maestria e passione le vicende della vita di San Francesco. Dovendosi confrontare con il messaggio di San Francesco, comprese che per esprimere la sua spiritualità fosse necessario sviluppare un nuovo linguaggio artistico più umano e più realistico. Altri artisti secondari hanno affrescato la basilica come: Cimabue (che decora il presbiterio), Torriti, Lorenzetti, Martini.
+ info
1. Sogno di Francesco a Monteluco: le armi con le insegne della croce
3.Francesco rinunzia ai beni del padre ed è accolto dal vescovo
La notte seguente Francesco, essendosi profondamente addormentato, vide in sogno un grande e magnifico palazzo con soldati armati di armi che portavano le insegne della croce di Cristo; chiedendo egli di chi mai fossero gli fu risposto, da una voce dall’alto, che tutte quelle cose sarebbero state sue e dei suoi seguaci.
Quando restituì ogni cosa al padre. Toltesi le vesti, rinunziò ai perituri beni paterni dicendo al padre: “Avendomi ripudiato Pietro di Bernardone, ora sì che posso effettivamente dire: “Padre Nostro che sei nei cieli”.
4.Innocenzo III approva oralmente la regola di San Francesco
2.Francesco in preghiera dinanzi al crocifisso di San Damiano che gli parla
Quando il Papa approvò la regola e diede mandato di predicare la penitenza ai frati, che si erano uniti al Santo; concesse di portare la tonsura affinché predicassero la parola di Dio.
Mente il Beato Francesco stava pregando davanti ad una immagine del crocefisso, una voce scese dalla Croce ripetendo per tre volte: “Vai Francesco, e restaura la mia casa che sta tutta andando in rovina”, con ciò si alludeva alla chiesa di Roma.
7. Francesco predica agli uccelli
5.L'ordalia in Egitto: Francesco entra nel fuoco dinanzi al sultano
Come il beato Francesco, avviandosi verso Bevagna, si diede a predicare a molti uccelli che gioiosamente allungavano il collo, allargavano le ali, aprivano il becco e giungevano persino a beccare la sua tunica. Tutto ciò vedevano i compagni che lo aspettavano sulla via.
Quando il beato Francesco, per la fede di Cristo, volle entrare in un gran fuoco assieme ai sacerdoti del Sultano di Babilonia, ma nessuno di quelli volle entrare con lui, anzi se ne fuggirono tosto dalla presenza degli astanti.
6. Il presepe di Greccio
8. Francesco riceve le stimmate alla Verna
In qual modo il beato Francesco, in memoria della nascita di Cristo, ordinò che fosse preparato un presepe, vi fosse portato del fieno, vi fossero condotti un bue e un asino e quindi fece una predica sulla nascita del Re povero, tenendo un’orazione degna di quel santo uomo che era. Un soldato poi, al posto di quel bambino che il Santo aveva fatto collocare ci vide proprio il Bambino Gesù.
Mentre il beato Francesco stava pregando alle falde della Verna, ebbe la visione del Cristo sotto le apparenze di un Serafino crocefisso. Questi gli impresse le stimmate della Croce alle mani, ai piedi e anche alla destra del costato: quelle stesse di nostro Signore Gesù Cristo.
11. Canonizzazione di Francesco da parte di Gregorio IX, dinanzi alla chiesa di San Giorgio in Assisi nel 1228
9. La morte di Francesco
Come il signor Papa, venuto di persona ad Assisi, dopo aver diligentemente discusso sui miracoli, con deliberazione dei suoi confratelli, canonizzò il beato Francesco e lo inserì nel catalogo dei santi.
In che modo nell’ora del trapasso del beato Francesco un confratello vide l’anima di lui ascendere in cielo sotto la specie di una stella splendente.
10
10. Ultimo saluto di Chiara a Francesco
Come le moltitudini convenute, avviandosi alla città di Assisi, con ramoscelli d’albero e con moltissimi ceri accesi, trasportano il sacro corpo adorno delle stimmate come perle celesti perché fosse visto dalla beata Chiara e dalle altre vergini consorelle.
11
Nel 1235 , l’edificio composto da due chiese sovrapposte e dal grande campanile venne concluso da Innocenzo IV.
La parte bassa è arricchita dal maestoso portale strombato.
La parte alta è decorata con un grandioso rosone centrale, con ai lati i simboli degli Evangelisti in rilievo.
La basilica superiore è adibita alle funzioni liturgiche di carattere ufficiale, come testimonia la presenza del trono papale nell'abside. La fascia inferiore della navata della basilica superiore è occupata dal ciclo di affreschi più famoso, quello sulla Vita di san Francesco:scene tratte dalla Legenda maior di san Bonaventura che, costituiva la biografia ufficiale del santo. Le storie, ognuna con il suo titolo in basso, sono ambientate nel mondo medievale della fine del XIII secolo. I personaggi si muovono all'interno di splendidi paesaggi cittadini e rurali con un formidabile senso realistico. Gli episodi, inoltre, racchiusi all'interno di un finto portico, trasmettono l'effetto illusionistico di uno sfondato spaziale che oltrepassa le pareti della chiesa. Le storie del Poverello non iniziano dalla nascita, ma dalla giovinezza; la sequenza narrativa procede dalla prima scena della navata destra e termina con la ventottesima della navata sinistra. Secondo la tradizione fu lo stesso Francesco ad indicare il luogo in cui voleva essere sepolto. Si tratta della collina inferiore della città dove, abitualmente, erano sepolti i "senza legge", i condannati dalla giustizia.
La chiesa superiore si sviluppa in altezza, ampie finestre inondano di luce l'interno. L'insieme architettonico crea un senso di equilibrio e di serenità.
Gli archi a sesto acuto che attraversano la navata, poggianti su semi pilastri a fascio, dai quali si diramano costolature delle volte a crociera ogivali e degli arconi laterali che incorniciano le finestre.
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Agata Giorgini
Created on April 20, 2024
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Basilica Superiore San Francesco d'Assisi
Quando San Francesco morì nel 1226 – aveva 44 anni - era già famosissimo e il suo movimento religioso coinvolgeva migliaia di persone. Si sentì subito l’esigenza di edificare una basilica che ne custodisse le spoglie, ne rappresentasse l’importanza per i fedeli dell’epoca e ne tramandasse la memoria. Si decise che la forza e la freschezza portate da San Francesco alla Chiesa dovessero essere espresse utilizzando il nuovo stile architettonico: il gotico(differente da quello della basilica di Milano). La Basilica di San Francesco di Assisi, in modo particolare la Basilica Superiore, è infatti tra i primi edifici del gotico italiano.
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Agata Giorgini, Benedetta Tarozzi, Ginevra Piccarozzi
Interno della Basilica
L'interno della basilica presenta caratteri più tipici del gotico italiano ed è costituito da una sola navata, con un largo transetto e abside poligonale. Le finestre presentano vetrate colorate. Le vetrate istoriate (cioè con illustrazioni di storie sacre) dell’abside e del transetto, inoltre, sono le più antiche d’Italia, realizzate da artigiani appositamente chiamati da oltralpe. Le pareti della navata sono state affrescate da Giotto nel 200, che ha raccontato con maestria e passione le vicende della vita di San Francesco. Dovendosi confrontare con il messaggio di San Francesco, comprese che per esprimere la sua spiritualità fosse necessario sviluppare un nuovo linguaggio artistico più umano e più realistico. Altri artisti secondari hanno affrescato la basilica come: Cimabue (che decora il presbiterio), Torriti, Lorenzetti, Martini.
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1. Sogno di Francesco a Monteluco: le armi con le insegne della croce
3.Francesco rinunzia ai beni del padre ed è accolto dal vescovo
La notte seguente Francesco, essendosi profondamente addormentato, vide in sogno un grande e magnifico palazzo con soldati armati di armi che portavano le insegne della croce di Cristo; chiedendo egli di chi mai fossero gli fu risposto, da una voce dall’alto, che tutte quelle cose sarebbero state sue e dei suoi seguaci.
Quando restituì ogni cosa al padre. Toltesi le vesti, rinunziò ai perituri beni paterni dicendo al padre: “Avendomi ripudiato Pietro di Bernardone, ora sì che posso effettivamente dire: “Padre Nostro che sei nei cieli”.
4.Innocenzo III approva oralmente la regola di San Francesco
2.Francesco in preghiera dinanzi al crocifisso di San Damiano che gli parla
Quando il Papa approvò la regola e diede mandato di predicare la penitenza ai frati, che si erano uniti al Santo; concesse di portare la tonsura affinché predicassero la parola di Dio.
Mente il Beato Francesco stava pregando davanti ad una immagine del crocefisso, una voce scese dalla Croce ripetendo per tre volte: “Vai Francesco, e restaura la mia casa che sta tutta andando in rovina”, con ciò si alludeva alla chiesa di Roma.
7. Francesco predica agli uccelli
5.L'ordalia in Egitto: Francesco entra nel fuoco dinanzi al sultano
Come il beato Francesco, avviandosi verso Bevagna, si diede a predicare a molti uccelli che gioiosamente allungavano il collo, allargavano le ali, aprivano il becco e giungevano persino a beccare la sua tunica. Tutto ciò vedevano i compagni che lo aspettavano sulla via.
Quando il beato Francesco, per la fede di Cristo, volle entrare in un gran fuoco assieme ai sacerdoti del Sultano di Babilonia, ma nessuno di quelli volle entrare con lui, anzi se ne fuggirono tosto dalla presenza degli astanti.
6. Il presepe di Greccio
8. Francesco riceve le stimmate alla Verna
In qual modo il beato Francesco, in memoria della nascita di Cristo, ordinò che fosse preparato un presepe, vi fosse portato del fieno, vi fossero condotti un bue e un asino e quindi fece una predica sulla nascita del Re povero, tenendo un’orazione degna di quel santo uomo che era. Un soldato poi, al posto di quel bambino che il Santo aveva fatto collocare ci vide proprio il Bambino Gesù.
Mentre il beato Francesco stava pregando alle falde della Verna, ebbe la visione del Cristo sotto le apparenze di un Serafino crocefisso. Questi gli impresse le stimmate della Croce alle mani, ai piedi e anche alla destra del costato: quelle stesse di nostro Signore Gesù Cristo.
11. Canonizzazione di Francesco da parte di Gregorio IX, dinanzi alla chiesa di San Giorgio in Assisi nel 1228
9. La morte di Francesco
Come il signor Papa, venuto di persona ad Assisi, dopo aver diligentemente discusso sui miracoli, con deliberazione dei suoi confratelli, canonizzò il beato Francesco e lo inserì nel catalogo dei santi.
In che modo nell’ora del trapasso del beato Francesco un confratello vide l’anima di lui ascendere in cielo sotto la specie di una stella splendente.
10
10. Ultimo saluto di Chiara a Francesco
Come le moltitudini convenute, avviandosi alla città di Assisi, con ramoscelli d’albero e con moltissimi ceri accesi, trasportano il sacro corpo adorno delle stimmate come perle celesti perché fosse visto dalla beata Chiara e dalle altre vergini consorelle.
11
Nel 1235 , l’edificio composto da due chiese sovrapposte e dal grande campanile venne concluso da Innocenzo IV.
La parte bassa è arricchita dal maestoso portale strombato.
La parte alta è decorata con un grandioso rosone centrale, con ai lati i simboli degli Evangelisti in rilievo.
La basilica superiore è adibita alle funzioni liturgiche di carattere ufficiale, come testimonia la presenza del trono papale nell'abside. La fascia inferiore della navata della basilica superiore è occupata dal ciclo di affreschi più famoso, quello sulla Vita di san Francesco:scene tratte dalla Legenda maior di san Bonaventura che, costituiva la biografia ufficiale del santo. Le storie, ognuna con il suo titolo in basso, sono ambientate nel mondo medievale della fine del XIII secolo. I personaggi si muovono all'interno di splendidi paesaggi cittadini e rurali con un formidabile senso realistico. Gli episodi, inoltre, racchiusi all'interno di un finto portico, trasmettono l'effetto illusionistico di uno sfondato spaziale che oltrepassa le pareti della chiesa. Le storie del Poverello non iniziano dalla nascita, ma dalla giovinezza; la sequenza narrativa procede dalla prima scena della navata destra e termina con la ventottesima della navata sinistra. Secondo la tradizione fu lo stesso Francesco ad indicare il luogo in cui voleva essere sepolto. Si tratta della collina inferiore della città dove, abitualmente, erano sepolti i "senza legge", i condannati dalla giustizia.
La chiesa superiore si sviluppa in altezza, ampie finestre inondano di luce l'interno. L'insieme architettonico crea un senso di equilibrio e di serenità.
Gli archi a sesto acuto che attraversano la navata, poggianti su semi pilastri a fascio, dai quali si diramano costolature delle volte a crociera ogivali e degli arconi laterali che incorniciano le finestre.