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L'unità d'Italia

Cristina Lippari

Created on April 19, 2024

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Transcript

L'Unità d'italia

vista dai meridionali

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Lui è uno scrittore e appassionato di storia, ti farà fare un viaggio all'interno di questa casa per raccontarti, attraverso alcuni estratti del suo libro, l'Unità d'Italia dal punto di vista, però, dei meridionali.
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Mhh! Che strana cassa...chissà cosa ci sarà dentro!

LINEA DEL TEMPO

1815

Dal 1815 al 1870

suddivisione dell'Italia dopo il Congresso di Vienna

1820/21

moti rivoluzionari nel regno delle due Sicilie e nel regno di Sardegna

1831

moti rivoluzionari nei ducati di Modena, Parma e Stato Pontificio

1848

Prima guerra d'indipendenza

1849

abdicazione di Carlo Alberto

1859

Seconda Guerra d'indipendenza

1861

Unità d'Italia

1866 e 1870

annessione al Regno d'Italia del Veneto e del Lazio

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Bah! Conoscevo già questa storia.

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Bene! Hai superato la prima porta...ora, vai alla seconda
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Ma chi ha scritto queste cose!

Garibaldi, un eroe?

'Questa assuefazione all'impunità e al sopruso ha generato un'idea di cittadinanza minore, rassegnata a tollerare quel danno, quel che per altri è intollerabile'

-Pino Aprile "Terroni"

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Ehi! Sai cosa si intende per "Questione meridionale"?
No
Primati del regno delle due Sicilie

• la costruzione della prima ferrovia italiana • la prima illuminazione a gas in una città italiana • il primo ponte sospeso in ferro in Italia, • la prima fabbrica di locomotive e materiale ferroviario d’Italia.

Dispari opportunità

cap 4

Per Questione Meridionale si intende l'aspirazione del sud a uscire da quella condizione di dipendenza impostagli

Fino all'Unità non c'era differenza in termini di prodotto pro capite tra Nord e Sud. Anzi sull'orlo della bancarotta c'era il Regno di Savoia. Le sue finanze furono risanate con l'assalto al Meridione, che frutto circa 1500 miliardi di euro d'oggi. Dopo il 1861, all'arricchimento del primo corrispose l'impoverimento del secondo.

L'unità d'Italia, come ogni progetto coloniale, prevedeva il prelievo della ricchezza pubblica e privata prima (con ruberie e saccheggi), lo smantellamento dell'economia e la creazione di uno sbocco commerciale per i prodotti del Nord. Grazie ai capitali saccheggiati, il Nord completò la trasformazione industriale, sfruttando in seguito il Meridione come mercato di sbocco per i propri prodotti e facendo fallire ogni tentativo di industrializzazione.

La storiografia ufficiale continua ancora a sostenere che, al momento dell’unificazione della penisola, fosse profondo il divario tra il Mezzogiorno d’Italia e il resto dell’Italia: Sud agricolo ed arretrato, Nord industriale ed avanzato. Questa tesi è insostenibile a fronte di documenti inoppugnabili che dimostrano il contrario.

la Questione Meridionale nacque dopo e non prima dell’unità.

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Ah! Prima di andartene, dai un'occhiata al libro dietro di me, potrebbe esserti utile!
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BRIGANTI IN FAMIGLIA

Cap 2

E’ un fenomeno criminale che esplose subito dopo l’Unità d’Italia. I briganti erano criminali comuni, contadini disperati ma anche soldati del disciolto esercito borbonico che si rifiutarono di prestare giuramento al nuovo re. Ai meridionali in seguito all’unità, non restava che una scelta: emigranti o briganti, ed effettivamente, estirpato il brigantaggio, assistemmo ad un’immensa ondata di emigrazione.

la legge pica

Uno strumento per fermare il brigantaggio fu l’emanazione della Legge Pica, si trattava di una serie di misure straordinarie per riportare l’ordine pubblico, come l’istituzione di tribunali militari. Tale legge fra fucilazioni, morti in combattimento ed arresti, eliminò da paesi e campagne circa 14.000 briganti o presunti tali e causò più morti di tutto il Risorgimento. Nel 1869 furono catturati gli ultimi briganti con cavalleria e nel 1870 il governo italiano soppresse le zone militari nel meridione, segnando così la fine del brigantaggio.

La storia del brigantaggio, vista dai vinti, ci appare come la resistenza all'occupazione dei Savoia. Il brigantaggio nacque dall'Italia unita, quando qualche centinaio di cafoni privati delle terre demaniali a vantaggio di ricchi e usurai, ex militari napoletani, patrioti, cittadini che non accettavano la fine delle libertà prima godute o l'improvviso impoverimento, si ribellarono.

Cristina Lippari
Pasqualina Quaglia
Davide Casoli
Gaetano Mazzola
FINE

il Nord-Ovest era occupato dal Regno di Sardegna, guidato dalla dinastia dei Savoia; il resto del Settentrione faceva parte dell’Impero d’Austria; nell’Italia centrale si trovavano alcuni ducati, il Granducato di Toscana e lo Stato pontificio, governato direttamente dal Papa; il Mezzogiorno continentale e la Sicilia costituivano il Regno delle Due Sicilie, guidato dalla dinastia dei Borbone.

Nel 1859 Cavour provocò una guerra contro l’Austria, passata alla storia come seconda guerra di indipendenza. La Francia intervenne e insieme ai piemontesi sconfisse gli austriaci in diverse battaglie, ma gli eventi presero una piega inattesa e Napoleone III si ritirò dalla guerra. L’Austria nel frattempo cedette a Cavour la Lombardia, ma conservò il Veneto.

GIORNALE DI NAPOLI

Garibaldi, un eroe?

Le donne stuprate. Oltre 900 le vittime. Forse più, secondo altre fonti. Tutto per vendicare un'imboscata alle porte del paese nella quale perirono una trentina di piemontesi.

Napoli, 10 Settembre
MASSACRI COMPIUTI

Garibaldi, spacciato per “eroe dei due mondi”, in realtà era un criminale al soldo degli inglesi, per i quali aveva praticato il traffico di schiavi e il saccheggio. Gli stessi Savoia si lamentavano del suo comportamento a dir poco disonesto. Fra i 28 e i 40 anni visse come un corsaro assaltando navi spagnole, al servizio degli inglesi che miravano ad accaparrarsi il commercio in quelle aree. In Sud America non è mai stato considerato un eroe, ma un delinquente della peggior specie.

GARIBALDI

Nel 1860, Garibaldi intraprese la sua famosa spedizione dei Mille, un'impresa militare audace e avventurosa con l'obiettivo di rovesciare il governo borbonico nel sud Italia e contribuire all'unificazione della penisola. Il giorno 9 settembre arrivarono a Napoli i garibaldini. Mai si vide uno spettacolo piú disgustoso.

L’impresa dei Mille fu la scintilla che lo fece diventare un mito, un eroe senza macchia, senza paura, e senza soldi, ma armato solo del coraggio e di ideali di libertà. Garibaldi non fu affatto quel conquistatore straordinario di cui si è tanto discusso. Nella sua spedizione al sud, Giuseppe Garibaldi contò soprattutto sull’aiuto inglese. Corruzione e tradimenti, queste le armi in possesso del presunto eroe italiano. La vittoria che egli ottenne al sud fu soltanto il frutto dei suoi proclami, in cui prometteva libertà e terre che alla fine andarono allo Stato piemontese.

Eccidio di Casalduni

Casalduni faceva 3 mila abitanti. Fu completamente raso al suolo. Insieme ad altri ottantuno paesi, cancellati per sempre dalla carta geografica. In nove mesi sono cifre ufficiali, dunque probabilmente ridimensionate ci furono 9 mila fucilati, 11 mila feriti, 6 mila incarcerati. Il conto dei morti non c'è, perché la documentazione fu fatta sparire. Ma le stime parlano di quasi 100 mila morti.

Eccidio di Pontelandolfo

Pontelandolfo contava 5 mila abitanti. Furono rastrellati casa per casa. Gli edifici saccheggiati e dati alle fiamme. Gli uomini uccisi.

il codice è 1882

Carlo Alberto, re di Sardegna abdicò nel 1849 a favore del figlio Vittorio Emanuele II, ma senza ritirare la costituzione concessa l'anno precedente.

Il Centro-Nord era stato unificato, ma mancava ancora il Mezzogiorno. Per annetterlo, nel 1860 ebbe luogo la cosiddetta "spedizione dei mille": un migliaio di volontari, guidati da Giuseppe Garibaldi, sbarcò in Sicilia allo scopo di fare entrare il Regno delle Due Sicilie nel nuovo Stato italiano.

Il 17 marzo 1861 fu proclamato il Regno d’Italia.

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Le insurrezioni più intense furono quelle del 1848, finalizzate a ottenere una costituzione o l’indipendenza dall’Austria. Particolarmente rilevante fu quanto accadde a Milano: gli insorti cacciarono gli austriaci nelle celebri Cinque Giornate e trovarono il sostegno del Regno di Sardegna, che dichiarò guerra all’Impero d’Austria. Iniziò così la prima guerra di indipendenza. Nel 1849 l’Impero sconfisse i piemontesi e gli insorti, ristabilendo il suo dominio su Milano.

Le insurrezioni più intense, però, furono quelle del 1848, finalizzate a ottenere una costituzione o l’indipendenza dall’Austria. Particolarmente rilevante fu quanto accadde a Milano: gli insorti cacciarono gli austriaci nelle celebri Cinque Giornate e trovarono il sostegno del Regno di Sardegna, che dichiarò guerra all’Impero d’Austria. Iniziò così la prima guerra di indipendenza. Nel 1849 l’Impero sconfisse i piemontesi e gli insorti, ristabilendo il suo dominio su Milano.

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