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unità d'italia

tommaso monticoli

Created on April 19, 2024

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Transcript

storia di una nuova italia

da garibaldi a un'italia unita

"Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato quanto segue: Articolo unico: Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d'Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.".

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Il patriota

Giuseppe Garibaldi

(1807-1882)

'Patriota, condottiero, una delle figure più rappresentative del suo tempo, colui che compì una delle più grandi imprese del Risorgimento italiano'

biografia

La spedizione dei mille

Pochi uomini uniti per lo stesso scopo

L'impresa fu appoggiata da Vittorio Emanuele II, mentre Cavour era molto più scettico. Garibaldi salpò il 6 maggio, con 1084 uomini (i Mille) da Quarto a Genova con le due navi, il Lombardo e il Piemonte, sbarcò in Sicilia e si scagliò contro il regno borbonico, che era già stato scosso da movimenti rivoluzionari, aiutati anche dal forte di Orbetello con armi e munizioni. I garibaldini presero dapprima la città di Salemi, dove Garibaldi si proclamò dittatore, poi proseguirono verso Palermo. A Calatafimi incontrarono maggiore resistenza, che però fu sbaragliata dai Mille. Il 30 maggio fu occupata Palermo. Intanto nella capitale borbonica Napoli Federico II cercava una mediazione coi suoi sudditi proponendo riforme democratiche, cercando di allearsi con il Piemonte. I suoi tentativi però furono vani. Il 20 luglio Garibaldi occupa l’intera isola e passa lo stretto di Messina, e riuscì facilmente a occupare calabria e basilicata. A Napoli, intanto, il re si preparava alla fuga, il 7 settembre 1860 entrò trionfante, aiutato anche dalla Camorra. Cavour, intanto, si mobilitò per fare in modo che il re ottenesse effettivamente le terre conquistate da Garibaldi. Un gruppo di soldati si scontrò, con lo Stato Pontificio e occupò le Marche e l'Umbria. Nel mese di ottobre ci fu l’ultima battaglia tra garibaldini e Borboni, che vide la sconfitta di quest’ultimi. Il 26 ottobre, Garibaldi incontrò a Teano Vittorio Emanuele II, il generale consegnò le terre conquistate a quello che da qui a poco sarà il re d’Italia. L'impresa dei mille fu un successo politico per Cavour e il re, ma non per Garibaldi e i suoi uomini, infatti, vennero disarmati e quasi disprezzati dopo la loro dura lotta. A Garibaldi non fu approvato il titolo di luogotenente dell'Italia Meridionale, sentendosi “tradito” partì per Caprera. Il 13 febbraio del 1861 le ultime resistenze borboniche si arresero, il 18 febbraio il primo Parlamento italiano si radunò a Torino. Il 5 maggio 1861 fu proclamato il regno d’Italia con capitale Torino. Le promesse fatte al Mezzogiorno di libertà e indipendenza non furono mai mantenute.

Le fasi verso l'unità d'Italia

Da Garibaldi fino alla breccia di porta Pia

1860-61

1870

1848-50

i mille e la proclamazione del Regno d'Italia

Prima guerra di indipendenza

Roma conquistata

1866

1871

1858-59

terza guerra di indipendenza

seconda guerra di indipendenza

la nuova capitale

Finalmente uniti e liberi da ogni opressione l'Italia diventa ufficialmente indipendente nel 1861 a seguito dell'incoronazione del re Vittorio Emanuele II di Savoia. Da questo momento e fino al 1948 finalmente la penisola sarà unita col nome diRegno d'Italia.

‘sitografia' https://www.treccani.it/enciclopedia/spedizione-dei-mille/ sanmarinosite.com/storia-san-marino/garibaldi/

Terza guerra di indipendenza

  • Guerra tra Prussia e Austria, Italia si schiera dalla parte della Prussia
  • Veneto e Trento vengono liberate dal dominio austriaco
  • Manca il Lazio

I Mille e il Regno d'Italia

  • Garibaldi parte con i mille
  • Viene conquistato il Regno delle due Sicilie
  • Occupazione delle Marche e dell'Abruzzo
  • Incontro di Teano
  • Garibaldi torna a Caprera
  • Prima riunione del Parlamento italiano
  • Proclamazione del Regno d'Italia con re Vittorio Emanuele II
  • La costituzione Sarda diventa quella italiana
  • Muore Cavour

Presa di Roma

  • Guerra Franco Prussiana
  • Cade Napoleone III
  • Papa non è più protetto dai francesi
  • Esercito Regio riesce a violare le mura di Roma (Breccia di porta Pia)
  • Italia annette il Lazio
  • Manca ancora Trieste e il Trentino (1918)

Una vita piena di battaglie

Nato a Nizza nel 1807, da giovane divenne marinaio. Nel 1833, si iscrive alla Giovine Italia. nel 1834 venne condannato a morte da Carlo Alberto a seguito di un primo tentativo insurrezionale. Per salvarsi fugge prima in Svizzera e poi in Sud America, dove partecipò a numerose battaglie rivoluzionarie tra il 1834 e il 1848, anno in cui torna in Italia, dove si mise al servizio di Carlo Alberto. Nel 1849 Garibaldi prima si scontrò con gli Austriaci, che lo costrinsero alla fuga in Svizzera. Il 24 aprile del 1849 ripartì da Nizza verso l’Italia in difesa della Repubblica romana istituita da Mazzini contro i francesi, senza successo. Garibaldi fu costretto di nuovo a fuggire attraverso S. Marino cercò di raggiungere Venezia. Gli austriaci, però notarono il tentativo di fuga e cercarono, attraverso la flotta di fermarlo, Garibaldi riuscì a fuggire e tornò in America. Nel 1856 dopo un primo incontro con Cavour si decise il da farsi per attuare l'unità d'Italia. Nel 1859 Garibaldi partecipa alla seconda guerra di indipendenza. Nello stesso anno incontra Vittorio Emanuele II di Savoia, che comandava il gruppo chiamato i Cacciatori delle Alpi, di cui fece parte anche lo stesso Garibaldi, e che vinse numerose battaglie contro gli austriaci. Nel 1860 la spedizione dei mille ebbe inizio, Garibaldi approdò in Sicilia e dopo molte piccole battaglie occupò l'isola scacciando le truppe borboniche. Proseguì poi la sua impresa liberando le regioni del sud fino a Napoli, che abbandonato dal re del regno delle Due Sicilie, venne occupato il 7 settembre 1860. Il 26 ottobre, nello storico incontro a Teano Garibaldi consegnò le terre conquistate a Vittorio Emanuele II. L'impresa dei mille fu un successo politico per Cavour e il re, ma non per Garibaldi e i suoi uomini, che vennero guardati come "nemici". Il generale sentendosi “tradito” partì per Caprera. Garibaldi seppur amareggiato per il comportamento del re, continua a sognare un'Italia unita e l’ultimo ostacolo tra lui e la realizzazione del suo sogno era lo stato pontificio, già fortemente ridotto dopo le azioni di Cavour nelle Marche e in Abruzzo. Nel 1862 Garibaldi tentò di prendere Roma, ma le truppe del neonato regno d’Italia si scontrano con Garibaldi, che ferito venne fatto prigioniero. Nel 1866 fu a capo di truppe volontarie durante la 3 guerra di indipendenza, dopo la conquista di Trento e del Veneto volle muoversi contro Roma, ma ancora senza successo, venne fermato dalle truppe italiane e portato a Caprera, da cui fuggì e ritentò, questa volta fermato dai francesi, costretto alla ritirata e di nuovo ricondotto a Caprera da cui si mosse soltanto nel 1870 in occasione della guerra franco-prussiana, dove guidò le truppe francesi ottenendo una vittoria nel 1871 a Digione. Garibaldi morì il 2 giugno 1882.

Seconda guerra di indipendenza

  • Cavour firma gli accordi di Plombiers con Napoleone III
  • Italia e Francia entrano in guerra con l'Austria
  • Francia e Austria fanno gli accordi di Villafranca
  • Pleibisciti e anessione di Toscana e Romagna
  • Seconda guerra di indipendenza
  • Anessione Lombardia

Ultimazione del Regno d'Italia

  • I Savoia si trasferiscono a Roma
  • Roma diventa la capitale
  • Il sogno si era realizzato
  • Le promesse fatte al Mezzogiorno non vengono mantenute
  • A Napoli iniza un periodo di degrado

Prima guerra di indipendenza

  • Prima guerra a cui partecipa Garibaldi in Italia
  • Cinque giornate di Milano, rivolta anche a Venezia
  • Insurrezione a Palermo
  • Al via il progetto di unificazione dell'Italia con Carlo Alberto
  • Cavour riorganizza il Piemonte