MILANO, AGOSTO 1943
SALVATORE QUASIMODO
Invano cerchi tra la polvere,
povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo
sul cuore del Naviglio. E l’usignolo
è caduto dall’antenna, alta sul convento,
dove cantava prima del tramonto.
Non scavate pozzi nei cortili:
i vivi non hanno più sete.
Non toccate i morti, così rossi, così gonfi:
lasciateli nella terra delle loro case:
la città è morta, è morta.
superstite che scava la guerra sospende e cancella qualsiasi vitalità: tutto è morto la guerra disumanizza anche coloro che si sono salvati messaggio completamente negativo
MILANO, AGOSTO 1943
Ambra Pelosi
Created on April 18, 2024
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MILANO, AGOSTO 1943
SALVATORE QUASIMODO
Invano cerchi tra la polvere, povera mano, la città è morta. È morta: s’è udito l’ultimo rombo sul cuore del Naviglio. E l’usignolo è caduto dall’antenna, alta sul convento, dove cantava prima del tramonto. Non scavate pozzi nei cortili: i vivi non hanno più sete. Non toccate i morti, così rossi, così gonfi: lasciateli nella terra delle loro case: la città è morta, è morta.
superstite che scava la guerra sospende e cancella qualsiasi vitalità: tutto è morto la guerra disumanizza anche coloro che si sono salvati messaggio completamente negativo