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Angelo Poliziano-Letteratura

Giulia De Paola

Created on April 18, 2024

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Transcript

La produzione in volgare

La sua attività di poeta volgare prende spunto dalla compilazione della Raccolta aragonese (antologia di poesie toscane inviata dal Magnifico a Federico d'Aragona). Negli stessi anni è presente la stesura delle Stanze per la giostra del Magnifico Giuliano (poema in ottave che celebra la vittoria in battaglia di Giuliano de' Medici e l'amore del giovane per una bella donna). Quest'opera ha intenti encomiastici e descrittivi e contempla la bellezza e la giovinezza, proiettate in un mondo ideale fuori dallo spazio e dal tempo storico, ma con un senso di precarietà. Vi sono inoltre allegorie per un rinnovamento interiore dell'eroe; mentre dal punto di vista letterario e stilistico prendono esempio dai classici latini e greci(miti antichi, reminiscienze e citazioni di parole).

ANGELO POLIZIANO

Di De Paola Giulia e Placì Maria Angela della classe 3°A

La vita

Angelo Ambrogini, detto Poliziano dal suo paese natale Montepulciano (latinamemte Mons Politianus), nacque nel 1454 ed è considerato il maggior poeta italiano del Quattrocento. Uccisogli il padre all'età di dieci anni giunse a Firenze, dove fu ammesso alla corte di Lorenzo il Magnifico, dalla quale si distaccò passando alla corte mantovana dei Gonzaga. Riconciliatosi coi Medici ottenne la cattedra di latino e greco a Firenze e successivamente intraprese la carriera ecclesiastica; qui morì nel 1494.

L'attività filologica e la produzione poetica in latino

Poliziano oltre ad essere un poeta era anche un filologo, lo si nota dai Miscellanea (raccolta di cento discussioni di questioni testuali e interpretative unite a un profondo senso della storia, dei testi e dei problemi linguistici). Nota è anche la produzione poetica originlale latina e greca: in latino scrisse odi, elegie, epigrammi e prolusioni (Sylviae); mentre i greco scrive sessanta Epigrammi.
FILOLOGIA: ricostruzione e corretta interpretazione dei documenti letterari di una determinata cultura
Appartenenti al periodo giovanile ci sono: i Rispetti e le Canzoni a ballo, in cui Poliziano si rifà alla poesia popolare. Quasi simile abbiamo anche la Favola( Fabula) di Orfeo : un testo teatrale composto per una festa nuziale presso la corte dei Gonzaga; la vicenda di Orfeo ed Euridice ha un argomento profano, mitologico d è il primo testo drammatico in lingua italiana non religioso. Anche quest'ultima prende spunto dai modelli classici, soprattutto da Virgilio e da Ovidio; Euridice, per due volte sottratta all'amore di Orfeo, pensa che la bellezza, la giovinezza e l'amore sia beni precari e neanche Orfeo con il suo canto riesce a vincere la morte.

I’ mi trovai, fanciulle, un bel mattinodi mezzo maggio in un verde giardino. Eran d’intorno violette e gigli fra l’erba verde, e vaghi fior novelli azzurri gialli candidi e vermigli: ond’io porsi la mano a côr di quelli per adornar e’ mie’ biondi capelli e cinger di grillanda el vago crino. I'mi trovai, fanciulle, un bel mattino. Ma poi ch’i’ ebbi pien di fiori un lembo, vidi le rose e non pur d’un colore: io colsi allor per empir tutto el grembo, perch’era sì soave il loro odore che tutto mi senti’ destar el core di dolce voglia e d’un piacer divino. I'mi trovai, fanciulle, un bel mattino. I’ posi mente: quelle rose allora mai non vi potre’ dir quant’eran belle: quale scoppiava della boccia ancora; qual’eron un po’ passe e qual novelle. Amor mi disse allor: «Va’, co’ di quelle che più vedi fiorite in sullo spino». I'mi trovai, fanciulle, un bel mattino. Quando la rosa ogni suo’ foglia spande, quando è più bella, quando è più gradita, allora è buona a mettere in ghirlande, prima che sua bellezza sia fuggita: sicché fanciulle, mentre è più fiorita, cogliàn la bella rosa del giardino.

I'mi trovai, fanciulle, un bel mattino

PARAFRASI:Fanciulle, io mi trovai un bel mattino di metà maggio in un verde giardino. Intorno c'erano violette e gigli in mezzo all'erba verde, e bei fiori appena sbocciati, azzurri, gialli, bianchi e rossi: allora io allungai la mano per cogliere alcuni di essi, per decorare i miei capelli biondi e cingere con una ghirlanda la mia bella chioma. Ma dopo che mi fui riempita di fiori un lembo della veste, vidi le rose e non di un solo colore: allora io ne raccolsi alcune per riempirmi tutto il grembo, perché il loro profumo era così dolce che mi sentii destare tutto il cuore di un dolce desiderio e di un piacere divino. Io feci attenzione: non potrei mai dirvi quanto erano belle quelle rose: alcune ancora stavano appena sbocciando, altre erano un po' appassite e altre erano ancora fiorite. Amore allora mi disse: «Va', cogli quelle che vedi più fiorite sullo stelo». Quando la rosa distende ogni suo petalo, quando è più bella, quando è più piacevole, allora va bene per metterla nelle ghirlande, prima che la sua bellezza sia fuggita: allora, fanciulle, mentre è più fiorita, cogliamo la bella rosa nel giardino.

Il motivo del giardino

Il giardino, inteso come luogo di delizie ( locus amoenus) è la manifestazione di una tematica idillica: prevale una natura fresca che rappresenta perfetta serenità e gioia ed esclude la preoccupazione. Ciò è caro alla cultura cortigiana del Rinascimento perchè in esso abbiamo un ideale di otium (distacco da ogni attività) sereno, lontano dai conflitti e dedicato al culto della bellezza e dell'amore. Questo è il sogno di un'élite privilegiata, che ha una raffinatezza in grado di gustare ciò che è bello e separarsi dalla realtà comune.

L'edonismo

Nella seconda parte della canzone spicca il motivo del cogliere la rosa, che ha un valore simbolico: è un invito a godere le gioie dell'amore affinchè l'età giovanile lo permette. Anche la primavera ha un significato metaforico: è la stagione in cui la natura è ricca di forze, come la giovinezza, ed è la stagione degli amori. Prevale anche l'edonismo, nonchè la malinconia nel considerare la debolezza delle cose belle e la precarietà del tempo; ma mentre Petrarca dinanzi a tale problema trovava una soluzione religiosa, Poliziano, invece, ne cerca una laica, in quanto se le cose belle sono effimere ,bisogna goderle prima che esse svaniscano.