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protocollo di kyoto

Federico Testi

Created on April 17, 2024

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Protocollo di Kyoto

I PRINCIPALI GAS SERRA

COS' E'

I SUOI OBIETTIVI

MECCANISMI DI FLESSIBILITA'

RUOLO DEI PAESI

RELAZIONE TRA PROTOCOLLO DI KYOTO E ACCORDO DI PARIGI

Protocollo di Kyoto

POSSIBILI SVILUPPI FUTURI

IMPLICAZIONI PER L' ECONOMIA

SUCCESSO O INSUCCESSO

LE CRITICHE

Il Protocollo di Kyoto, adottato nel 1997, è stato il primo accordo internazionale vincolante per la riduzione delle emissioni di gas serra. Gli obiettivi principali erano la riduzione delle emissioni da parte dei paesi sviluppati. L'Accordo di Parigi, adottato nel 2015, rappresenta un ulteriore passo avanti e coinvolge sia i paesi sviluppati che in via di sviluppo. L'obiettivo centrale è mantenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 gradi Celsius rispetto ai livelli pre-industriali e perseguire gli sforzi per limitarlo a 1,5 gradi Celsius. In termini di relazione, l'Accordo di Parigi ha sostituito e ampliato il Protocollo di Kyoto. Mentre Kyoto poneva l'accento principalmente sui paesi sviluppati, l'Accordo di Parigi ha coinvolto tutti i paesi nel tentativo di affrontare il cambiamento climatico in modo più globale e inclusivo.

Il Protocollo di Kyoto introduce tre meccanismi di flessibilità per aiutare gli Stati a raggiungere i loro obiettivi di riduzione delle emissioni in modo più efficiente ed economico. Ecco come funzionano: 1. *Commercio di Emissioni (ETS - Emission Trading System)*: - *Funzionamento*: Gli Stati che superano i loro obiettivi di riduzione possono vendere le loro "quote di emissione" non utilizzate ad altri Stati che non sono in grado di rispettare i propri target. - *Obiettivo*: Incentivare la riduzione delle emissioni dove è più economico farlo e aiutare gli Stati a raggiungere i loro obiettivi al minor costo possibile. 2. *Mecanismo di Sviluppo Pulito (CDM - Clean Development Mechanism)*: - *Funzionamento*: Consente ai paesi industrializzati di investire in progetti di riduzione delle emissioni nei paesi in via di sviluppo. In cambio, il paese industrializzato riceve crediti di riduzione delle emissioni (CER - Certified Emission Reductions) che possono essere utilizzati per raggiungere i propri obiettivi di riduzione. - *Obiettivo*: Promuovere la riduzione delle emissioni nei paesi in via di sviluppo, incentivando gli investimenti in tecnologie pulite e sostenibili. 3. *Attività di Implementazione Congiunta (JI - Joint Implementation)*: - *Funzionamento*: Simile al CDM, ma i progetti vengono realizzati tra paesi industrializzati. Un paese investe in un progetto di riduzione delle emissioni in un altro paese industrializzato e riceve crediti di riduzione delle emissioni (ERU - Emission Reduction Units) in cambio. - *Obiettivo*: Promuovere la cooperazione tra i paesi industrializzati nella riduzione delle emissioni, consentendo loro di condividere tecnologie e conoscenze per raggiungere i loro obiettivi di riduzione in modo collaborativo. Questi meccanismi di flessibilità permettono agli Stati di collaborare, condividere costi e benefici, e incentivare la riduzione delle emissioni dove è più efficace e conveniente, contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi globali di mitigazione del cambiamento climatico.

Il Protocollo di Kyoto è un accordo internazionale vincolante che stabilisce obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra per i paesi industrializzati. È stato adottato nel 1997 e entrato in vigore nel 2005, con l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra al di sotto dei livelli del 1990 entro il 2012. Il protocollo ha anche introdotto meccanismi flessibili come il commercio di emissioni e il Clean Development Mechanism (CDM) per aiutare i paesi a raggiungere i loro obiettivi in modo economicamente efficiente.

Il Protocollo di Kyoto ha diversi obiettivi principali: 1. Riduzione delle emissioni di gas serra: Gli Stati firmatari si sono impegnati a ridurre le proprie emissioni di gas serra per raggiungere gli obiettivi globali di mitigazione del cambiamento climatico. 2. Meccanismi flessibili: Il protocollo introduce meccanismi come il commercio di emissioni e i progetti di riduzione delle emissioni pulite per aiutare gli Stati a raggiungere i propri target in modo più efficiente ed economico. 3. Adattamento: Promuovere misure per aiutare gli Stati a adattarsi agli effetti del cambiamento climatico, come l'aumento del livello del mare e i fenomeni meteorologici estremi. 4. Supporto ai paesi in via di sviluppo: Fornire assistenza tecnica e finanziaria ai paesi in via di sviluppo per aiutarli nella transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio e nella gestione dei cambiamenti climatici. 5. Rendicontazione e verifica: Stabilire un sistema di rendicontazione e verifica delle emissioni di gas serra per assicurare la trasparenza e l'aderenza agli impegni presi dagli Stati.

Il Protocollo di Kyoto ha avuto diverse implicazioni per l'economia globale e i settori industriali: 1. *Costi di adattamento e mitigazione:* Gli Stati firmatari hanno dovuto investire in tecnologie più pulite e efficienti, aumentando i costi per alcune industrie. Questo ha stimolato l'innovazione e lo sviluppo di tecnologie a basse emissioni di carbonio. 2. *Competitività economica:* Paesi che hanno implementato misure efficaci per ridurre le emissioni potrebbero aver guadagnato un vantaggio competitivo, mentre quelli che non l'hanno fatto potrebbero aver affrontato sfide nella loro competitività internazionale. 3. *Mercati del carbonio:* L'introduzione di meccanismi come i mercati del carbonio ha creato nuove opportunità economiche. Questi mercati permettono alle aziende di comprare e vendere crediti di emissione, incentivando la riduzione delle emissioni dove è più economico farlo. 4. *Settori a elevata intensità di carbonio:* Settori come l'energia, l'industria pesante e il trasporto hanno dovuto affrontare pressioni significative per ridurre le emissioni. Questo ha portato a una ristrutturazione in questi settori, con una transizione verso fonti di energia più pulite e tecnologie più efficienti. 5. *Settori verde e sostenibile:* Al contrario, ciò ha anche aperto la strada per nuovi settori economici legati alle energie rinnovabili, all'efficienza energetica e alle tecnologie pulite, creando opportunità di crescita e lavoro. In generale, il Protocollo di Kyoto ha introdotto cambiamenti significativi nell'economia globale, spingendo verso una maggiore sostenibilità e resilienza al cambiamento climatico, ma ha anche portato a sfide e opportunità differenziate per i diversi settori industriali.

1. *Rafforzamento degli obiettivi:* Gli accordi futuri potrebbero stabilire obiettivi più ambiziosi per la riduzione delle emissioni, alla luce delle nuove evidenze scientifiche e dell'urgenza crescente di affrontare il cambiamento climatico. 2. *Inclusione di più paesi:* Gli accordi potrebbero cercare di coinvolgere ulteriormente i paesi in via di sviluppo, offrendo sostegno finanziario e tecnologico per aiutarli a ridurre le emissioni senza compromettere la loro crescita economica. 3. *Mercati del carbonio globali:* Potrebbe esserci un'espansione e un'armonizzazione dei mercati del carbonio a livello globale, facilitando la riduzione delle emissioni dove è più economico. 4. *Incentivi e disincentivi fiscali:* Gli Stati potrebbero introdurre incentivi fiscali per promuovere tecnologie pulite e pratiche sostenibili, e disincentivi per le attività ad alta intensità di carbonio. 5. *Tecnologie innovative:* L'accento potrebbe spostarsi verso l'investimento in ricerca e sviluppo di tecnologie innovative per la cattura e lo stoccaggio del carbonio, l'energia rinnovabile e l'efficienza energetica. 6. *Adattamento e resilienza:* Con l'aumento delle temperature globali, gli sforzi potrebbero anche concentrarsi maggiormente sull'adattamento ai cambiamenti climatici e sulla costruzione di comunità e infrastrutture più resilienti. 7. *Partecipazione del settore privato:* Un coinvolgimento più profondo del settore privato potrebbe accelerare l'adozione di pratiche sostenibili attraverso investimenti, innovazione e collaborazione con il settore pubblico.

Tuttavia, il successo nel ridurre le emissioni globali di gas serra è stato misto. Da un lato, alcuni paesi hanno raggiunto o addirittura superato i loro obiettivi di riduzione delle emissioni, dimostrando che è possibile agire con successo. D'altra parte, molti paesi industrializzati non hanno raggiunto i loro obiettivi di riduzione delle emissioni, e l'assenza di un coinvolgimento diretto da parte di importanti emettitori come gli Stati Uniti ha limitato l'efficacia complessiva del Protocollo. Tuttavia, è importante notare che il Protocollo di Kyoto ha gettato le basi per gli accordi successivi, come l'Accordo di Parigi, che ha coinvolto una più ampia partecipazione di paesi e ha stabilito obiettivi più ambiziosi per la riduzione delle emissioni. Pertanto, mentre il Protocollo di Kyoto può essere considerato limitato nel suo successo immediato nel ridurre le emissioni globali di gas serra, ha contribuito a guidare il dibattito e l'azione sul cambiamento climatico a livello internazionale.

I principali gas serra regolamentati dal Protocollo di Kyoto sono: 1. *Anidride carbonica (CO2)*: È il gas serra più comune e viene prodotto principalmente dalla combustione di combustibili fossili come carbone, petrolio e gas naturale, nonché dalla deforestazione. 2. *Metano (CH4)*: È un gas serra molto potente, prodotto principalmente dalla decomposizione anaerobica di rifiuti organici in discariche, dall'allevamento di bestiame, e dalle industrie petrolifera e del gas. 3. *Protossido di azoto (N2O)*: È un altro gas serra potente, prodotto principalmente dalla gestione dei terreni agricoli, dalla produzione industriale di acido nitrico e da alcune applicazioni biologiche come la gestione dei rifiuti. 4. *Idrofluorocarburi (HFC)*: Sono gas artificiali utilizzati principalmente nei sistemi di raffreddamento e condizionamento dell'aria. Sono inclusi nel Protocollo di Kyoto a causa del loro alto potenziale di riscaldamento globale. 5. *Perfluorocarburi (PFC)*: Sono gas utilizzati principalmente nell'industria elettronica e nella produzione di alluminio. Come gli HFC, hanno un alto potenziale di riscaldamento globale. 6. *Esfani*: Sono gas artificiali utilizzati principalmente nella produzione di schiume e isolamenti. Hanno un potenziale di riscaldamento globale molto elevato e sono stati inclusi nel Protocollo di Kyoto per il loro impatto sul cambiamento climatico. Il Protocollo di Kyoto stabilisce obiettivi di riduzione specifici per questi gas serra, permettendo agli Stati firmatari di concentrarsi su quelle emissioni che hanno il maggiore impatto sul cambiamento climatico.

Le critiche principali al Protocollo di Kyoto includono: 1. Esenzioni per i paesi in via di sviluppo: Alcuni critici sostengono che il Protocollo sia stato ingiusto perché i paesi in via di sviluppo non erano soggetti agli stessi obblighi di riduzione delle emissioni dei paesi industrializzati, nonostante la loro crescente contribuzione alle emissioni globali. 2. Mancanza di partecipazione dei principali emettitori: Gli Stati Uniti, uno dei principali emettitori di gas serra al momento della firma del Protocollo, non hanno ratificato l'accordo, limitando la sua efficacia. 3. Limiti e flessibilità eccessiva: Alcuni critici ritengono che i meccanismi di flessibilità previsti dal Protocollo, come il Mecanismo di Sviluppo Pulito (CDM), abbiano permesso ai paesi di evitare vere riduzioni delle emissioni, optando invece per soluzioni meno efficaci come l'acquisto di crediti di carbonio. 4. Obiettivi di riduzione insufficienti: Alcuni osservatori ritengono che gli obiettivi di riduzione delle emissioni fissati dal Protocollo di Kyoto fossero troppo modesti per affrontare efficacemente il cambiamento climatico. 5. Mancanza di coercizione e sanzioni: Il Protocollo non prevedeva sanzioni significative per i paesi che non raggiungevano i loro obiettivi di riduzione delle emissioni, il che ha indebolito il suo potenziale coercitivo. Queste critiche hanno alimentato il dibattito sulla necessità di un maggiore impegno internazionale e di accordi successivi più ambiziosi, come l'Accordo di Parigi.

Nel Protocollo di Kyoto, i paesi in via di sviluppo hanno un ruolo diverso rispetto ai paesi industrializzati. Essi non sono vincolati agli stessi obblighi di riduzione delle emissioni di gas serra come i paesi industrializzati. Tuttavia, alcuni paesi in via di sviluppo possono scegliere di partecipare a progetti di mitigazione delle emissioni attraverso i meccanismi di flessibilità previsti dal Protocollo, come il Mecanismo di Sviluppo Pulito (CDM). Questi meccanismi consentono loro di ricevere finanziamenti e tecnologie per ridurre le emissioni, contribuendo così agli sforzi globali di mitigazione del cambiamentoclimatico.