andrea mantegnia
Presenta
la Corte dei Gonzaga (1465-1474
INIZIO
LA VITA DI Andrea Mantegna:
Nacque nel 1431 nell'Isola di Canturo vicino a Padova
An awesome title
Le poche notizie sulle sue origini lo definiscono "d'umilissima stirpe". Da giovanissimo si sa che Andrea fece il guardiano di bestiame nella campagna attorno al suo paese
Si formò nella bottega padovana dello Squarcione, dove maturòil gusto per la citazione archeologica; venne a contatto con le novità dei toscani di passaggio in città quali Filippo Lippi, Paolo Uccello, Andrea del Castagno e, soprattutto, Donatello, dai quali imparò una precisa applicazione della prospettiva. Mantegna si distinse infatti per la perfetta impaginazione spaziale, il gusto per il disegno nettamente delineato e per la forma monumentale delle figure.
Giovanissimo, già nel 1441 è citato nei documenti padovani come apprendista e figlio adottivo dello Squarcione; verso il 1442 si iscrive alla fraglia padovana dei pittori, con l'appellativo di "fiiulo" (figlio) di Squarcione
Secondo i contratti stipulati da Squarcione con i suoi allievi, nella sua bottega si impegnava a insegnare: costruzione prospettica, presentazione di modelli, composizione di personaggi e oggetti, proporzionamento della figura umana, e altro. Probabilmente il suo metodo d'insegnamento consisteva nel far copiare frammenti antichi, disegni e quadri di varie parti d'Italia soprattutto toscani e romani
Mantegna, il maestro del rinascimento Mantovano
Presunto autoritratto
San Marco (1448)
A Padova Mantegna trovò inoltre un vivace clima umanistico e poté ricevere un'educazione classica, che arricchì con l'osservazione diretta di opere classiche, delle opere padovane di Donatello (in città dal 1443 al 1453) e la pratica del disegno con influssi fiorentini (tratto deciso e sicuro) e tedeschi (tendenza alla rappresentazione scultorea). La sensibilità verso il mondo classico e il gusto antiquario divennero presto una delle componenti fondamentali del suo linguaggio artistico, che si portò dietro durante tutta la carriera
I costanti riferimenti con la scultura nell'opera di Mantegna hanno dato adito a molteplici ipotesi circa una sua possibile attività parallela come scultore. Non è inverosimile che durante il suo apprendistato si sia dedicato alla modellazione col gesso, come avveniva di consueto nella bottega di Squarcione.Unico esempio rilevato è la Statua di sant'Eufemia presente nell'omonima chiesa a Irsina, in provincia di Matera
Nel dipinto realizzato sulla parete della corte della Camera degli Sposi del Palazzo Ducale di Mantova è ritratta la famiglia e la corte di Ludovico Gonzaga. Tutti i membri della famiglia sono rappresentati a sinistra del marchese. Si notano servitori, ospiti e gli animali di casa. Infatti sotto al trono di Ludovico viene rappresentato Rubino il suo cane preferito. Negli affreschi della stanza trovano posto anche i cavalli che i Gonzaga allevavano con grande passione. L’affresco Famiglia e corte di Ludovico Gonzaga è articolato in due settori. Quello di destra raffigura una tenda chiusa che viene interrotta da una ampia finestra che si affaccia sul fiume Mincio e quindi sottrarre spazio alla scena. La tenda è appesa ad una asta dietro alla quale si intravede un paesaggio alberato. Sopra al camino si trova la scena che raffigura la famiglia Gonzaga al cospetto del marchese Ludovico. Dietro ai membri della famiglia fa da sfondo una transenna marmorea decorata con medaglioni. Sopra di essa un esile albero invade lo spazio della lunetta. Nella terza parte, a destra, la tenda è nuovamente chiusa ma sul davanti sono raffigurati alcuni personaggi.
Nell’Italia del XV secolo, divisa in stati in competizione tra loro, l’arte ebbe un ruolo fondamentale nell’esercizio del potere e della politica. A Firenze i Medici furono i più abili a sfruttare la cultura come strumento per tenere alto il prestigio internazionale di una corte altrimenti fragile. Lo stesso fecero i Gonzaga a Mantova, riunendo intellettuali e artisti tra i più celebri dell’epoca, come Andrea Mantegna che dal 1460 fino alla morte fu pittore di corte di Ludovico II Gonzaga (1412-1478).
Famiglia e corte di Ludovico Gonzaga, 1465-1474, è un affresco e si trova a Mantova nelCastello di San Giorgio, nella Camera degli Sposi
Andrea Mantegna fu impegnato per oltre 40 anni alla corte dei Gonzaga di Mantova. All’interno del Palazzo Ducale l’artista fu incaricato di affrescare la “camera picta” detta anche “Camera degli Sposi”. Fu un ambiente destinato ad accogliere gli ospiti del palazzo. Le opere che Mantegna progettò per la Camera degli Sposi avevano come scopo quello di celebrare il prestigio della famiglia. Andrea Mantegna progettò la sua opera con l’intenzione di occupare tutte le pareti. Inoltre decorò anche le volte adeguando le decorazioni alle caratteristiche architettoniche dell’ambiente. L’effetto doveva essere quello di uno sfondamento prospettico della stanza divenuta “camera picta”.
Al centro del soffitto della Camera degli Sposi un oculo apre l’ambiente verso il cielo, in un audace scorcio prospettico
Il personaggio di colore con il turbante, infine, pareostentare una capigliatura troppo elaborata e ricca di preziose perle.Mantegna si farebbe così portavoce del precetto umanistico che dà massimo valore al controllo delle passioni e alla moderazione, atta a guidare il buon governo.
Lasciandoci numerossisime opere, muore a Mantova il 13 settembre 1506
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Andrea Mantegna e la Corte dei Gonzaga
Teresa Petrini
Created on April 17, 2024
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Transcript
andrea mantegnia
Presenta
la Corte dei Gonzaga (1465-1474
INIZIO
LA VITA DI Andrea Mantegna:
Nacque nel 1431 nell'Isola di Canturo vicino a Padova
An awesome title
Le poche notizie sulle sue origini lo definiscono "d'umilissima stirpe". Da giovanissimo si sa che Andrea fece il guardiano di bestiame nella campagna attorno al suo paese
Si formò nella bottega padovana dello Squarcione, dove maturòil gusto per la citazione archeologica; venne a contatto con le novità dei toscani di passaggio in città quali Filippo Lippi, Paolo Uccello, Andrea del Castagno e, soprattutto, Donatello, dai quali imparò una precisa applicazione della prospettiva. Mantegna si distinse infatti per la perfetta impaginazione spaziale, il gusto per il disegno nettamente delineato e per la forma monumentale delle figure.
Giovanissimo, già nel 1441 è citato nei documenti padovani come apprendista e figlio adottivo dello Squarcione; verso il 1442 si iscrive alla fraglia padovana dei pittori, con l'appellativo di "fiiulo" (figlio) di Squarcione
Secondo i contratti stipulati da Squarcione con i suoi allievi, nella sua bottega si impegnava a insegnare: costruzione prospettica, presentazione di modelli, composizione di personaggi e oggetti, proporzionamento della figura umana, e altro. Probabilmente il suo metodo d'insegnamento consisteva nel far copiare frammenti antichi, disegni e quadri di varie parti d'Italia soprattutto toscani e romani
Mantegna, il maestro del rinascimento Mantovano
Presunto autoritratto
San Marco (1448)
A Padova Mantegna trovò inoltre un vivace clima umanistico e poté ricevere un'educazione classica, che arricchì con l'osservazione diretta di opere classiche, delle opere padovane di Donatello (in città dal 1443 al 1453) e la pratica del disegno con influssi fiorentini (tratto deciso e sicuro) e tedeschi (tendenza alla rappresentazione scultorea). La sensibilità verso il mondo classico e il gusto antiquario divennero presto una delle componenti fondamentali del suo linguaggio artistico, che si portò dietro durante tutta la carriera
I costanti riferimenti con la scultura nell'opera di Mantegna hanno dato adito a molteplici ipotesi circa una sua possibile attività parallela come scultore. Non è inverosimile che durante il suo apprendistato si sia dedicato alla modellazione col gesso, come avveniva di consueto nella bottega di Squarcione.Unico esempio rilevato è la Statua di sant'Eufemia presente nell'omonima chiesa a Irsina, in provincia di Matera
Nel dipinto realizzato sulla parete della corte della Camera degli Sposi del Palazzo Ducale di Mantova è ritratta la famiglia e la corte di Ludovico Gonzaga. Tutti i membri della famiglia sono rappresentati a sinistra del marchese. Si notano servitori, ospiti e gli animali di casa. Infatti sotto al trono di Ludovico viene rappresentato Rubino il suo cane preferito. Negli affreschi della stanza trovano posto anche i cavalli che i Gonzaga allevavano con grande passione. L’affresco Famiglia e corte di Ludovico Gonzaga è articolato in due settori. Quello di destra raffigura una tenda chiusa che viene interrotta da una ampia finestra che si affaccia sul fiume Mincio e quindi sottrarre spazio alla scena. La tenda è appesa ad una asta dietro alla quale si intravede un paesaggio alberato. Sopra al camino si trova la scena che raffigura la famiglia Gonzaga al cospetto del marchese Ludovico. Dietro ai membri della famiglia fa da sfondo una transenna marmorea decorata con medaglioni. Sopra di essa un esile albero invade lo spazio della lunetta. Nella terza parte, a destra, la tenda è nuovamente chiusa ma sul davanti sono raffigurati alcuni personaggi.
Nell’Italia del XV secolo, divisa in stati in competizione tra loro, l’arte ebbe un ruolo fondamentale nell’esercizio del potere e della politica. A Firenze i Medici furono i più abili a sfruttare la cultura come strumento per tenere alto il prestigio internazionale di una corte altrimenti fragile. Lo stesso fecero i Gonzaga a Mantova, riunendo intellettuali e artisti tra i più celebri dell’epoca, come Andrea Mantegna che dal 1460 fino alla morte fu pittore di corte di Ludovico II Gonzaga (1412-1478).
Famiglia e corte di Ludovico Gonzaga, 1465-1474, è un affresco e si trova a Mantova nelCastello di San Giorgio, nella Camera degli Sposi
Andrea Mantegna fu impegnato per oltre 40 anni alla corte dei Gonzaga di Mantova. All’interno del Palazzo Ducale l’artista fu incaricato di affrescare la “camera picta” detta anche “Camera degli Sposi”. Fu un ambiente destinato ad accogliere gli ospiti del palazzo. Le opere che Mantegna progettò per la Camera degli Sposi avevano come scopo quello di celebrare il prestigio della famiglia. Andrea Mantegna progettò la sua opera con l’intenzione di occupare tutte le pareti. Inoltre decorò anche le volte adeguando le decorazioni alle caratteristiche architettoniche dell’ambiente. L’effetto doveva essere quello di uno sfondamento prospettico della stanza divenuta “camera picta”.
Al centro del soffitto della Camera degli Sposi un oculo apre l’ambiente verso il cielo, in un audace scorcio prospettico
Il personaggio di colore con il turbante, infine, pareostentare una capigliatura troppo elaborata e ricca di preziose perle.Mantegna si farebbe così portavoce del precetto umanistico che dà massimo valore al controllo delle passioni e alla moderazione, atta a guidare il buon governo.
Lasciandoci numerossisime opere, muore a Mantova il 13 settembre 1506
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