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Promessi Sposi cap 20, 21, 23
MARTINA DALLAGO
Created on April 17, 2024
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Transcript
I Promessi Sposi
CAPITOLI 20, 21, 23
CHINI ALDO & DALLAGO MARTINa 2^e
CAPITOLO 20
Riassunto
Don Rodrigo sale al castello dell’Innominato e avviene l’incontro. Don Rodrigo entra solamente insieme al Griso dopo aver deposto le armi. L’innominato promette a Don rodrigo di intervenire immediatamente. Accetta la proposta, nonostante sa che sta compiendo azioni sbagliate e si afferma in lui una presenza divina, ma lo stesso tempo si sente forte e potente come in passato. L’innominato predispone allora il rapimento di Lucia, invia il Nibbio (il suo bravo più fidato) a colloquio con Egidio, il quale accetta e coinvolge anche Gertrude, anche se è inorridita da ciò. Nel frattempo avviene tra Lucia e Gertrude l’ultimo colloquio, dove la monaca chiede alla ragazza di uscire dal convento per una commissione nel giorno del rapimento. Lucia non è convinta ed è impaurita, ma Gertrude la convince, consegnandola così ai suoi rapitori. La protagonista, lungo il cammino, si imbatte in dei signori in carrozza che con una scusa la fermano e in men che non si dica la rapiscono. Lucia dopo essersi ripresa, prega. L’innominato attende Lucia e ordina ad una sua fedele servitrice di accogliere e fare coraggio a Lucia.
CAPITOLO20
Personaggi
L'INNOMINATO
GERTRUDE
LUCIA
Viene mandata dalla monaca in paese. Sulla strada viene rapita.
Predispone il rapimentio di Lucia per volere di DON RODRIGO , facendosi aiutare da il NIBBIO e da una sua fedele SERVITRICE
Anche se titubante, si fa convincere dall'amato EGIDIO ad e ntrare nel piano per il rapimento di Lucia
CAPITOLO 20
Approfondimenti
IL CASTELLO DELL'INNOMINATO
Il castello si trova in cima ad una collina i cui pendii sono molto ripidi, uno è praticabile e coltivabile, mentre l'altro è in parte incolto e senza strade. La montagna domina su una valle angusta e uggiosa. La vista dal castello permette di controllare tutta la strada che porta ad esso. Dall'alto l'Innominato osserva con fare superbo e di potenza. Questa strada è tanto temunta che nessuno ci mette piede, infattti si tra la gente si raccontano storie tragiche di chi aveva tentato di raggiungere il Castello. Qui vi risiedeva l'Innominato con i suoi fedelissimi Bravi.
CAPITOLO 20
Approfondimenti
ESTRATTO "IL CASTELLO DELL'INNOMINATO"
[...]Dall’alto del castellaccio, come l’aquila dal suo nido insanguinato, il selvaggio signore dominava all’intorno tutto lo spazio dove piede d’uomo potesse posarsi, e non vedeva mai nessuno al di sopra di sé, né più in alto. [...] dalle finestre, dalle feritoie, poteva il signore contare a suo bell’agio i passi di chi veniva, e spianargli l’arme contro, cento volte. E anche d’una grossa compagnia, avrebbe potuto, con quella guarnigione di bravi che teneva lassù, stenderne sul sentiero, o farne ruzzolare al fondo parecchi, prima che uno arrivasse a toccar la cima. Del resto, non che lassù, ma neppure nella valle, e neppur di passaggio, non ardiva metter piede nessuno che non fosse ben visto dal padrone del castello.[...]
https://docs.google.com/document/d/1cqqv_tnMtveq5a1Q21-zh-NU8g9t4cBqiLXm5ip_DnA/edit?usp=sharing → ESTRATTO COMPLETO
CAPITOLO 20
Approfondimenti
IL RAPIMENTO DI LUCIA
Lucia viene rapita su ordine di Don Rodrigo, il quale Don Rodrigo incarica l'Innominato. Innanzitutto, si ricorre all'inganno per far uscire Lucia dal monastero, Gertrude la manda a Monza per una commissione. Sulla strada Lucia vine fermata da una carrozza, la giovane tenta di sfuggire, ma non riesce e viene condotta al castello dell'Innominato. La ragazza durante il tragitto è angosciata, si sente piccolo e impotente rispetto a tutto quello che in pichi giorni le è piombato addosso. Per esternare queste emozioni dolorose si rifugia nella preghiera, emerge nuovamnete la sua profonda fede. L'episodio del rapimento è significativo non solo per la trama, ma anche per il suo impatto sui personaggi, in particolare sull'Innominato, che inizia a provare un sentimento di pentimento e tormento.
CAPITOLO 20
Analisi
SIMILITUDINI: - "come un acquila dal suo nido insanguinato" si riferisce a come l'Innominato dal suo castello controlli tutto, sentendosi potente e orgogliso - "Quella che, a gomiti e a giravolte, saliva al terribile domicilio, si spiegava davanti a chi guardasse di lassù, come un nastro serpeggiante" descrizione della strda che porta al castello - "A questo, l'innominato, come se un demonio nascosto nel suo cuore gliel avesse comandato, interruppe subitamente" si riferisce a quando l'Innominato accetta, senza alcuna riflessione, l'incarico di rapire Lucia.
CLIMAX ASCENDENTE: - "Accorata, affannata, atterrita sempre più nel vedere che le sue parole non facevano nessun colpo" Lucia nella carrozza è molto triste, prova in tutti i modi a liberarsi e farsi liberare, ma visto che le sue parole sono inutli si rifugia nella preghiera.
CAPITOLO 20
Commento
Tra i temi più importanti trattati in questo capitolo troviamo nuovamente quello riguardante la religione e Dio. Infatti questa tematica ritorna anche durante l'argomento che parla del conflitto interiore dell'Innominato. Lui appunto si pentirà di ciò che ha fatto → POTENZA DELLA FEDE E DEL PENTIMENTO
CAPITOLO 21
Riassunto
La vecchia servitrice si reca all'osteria della Malanotte per prendere in consegna Lucia e portarla al castello. Inizialmente l’innominato dice al Nibbio di andare subito a chiamare Don Rodrigo per avvertirlo che Lucia è arrivata, poi però, quando il Nibbio gli racconta la paura e la sofferenza di Lucia, sente la necessità di parlare con la ragazza. L'innominato entra nella stanza di Lucia e subito lei si getta ai suoi piedi e lo prega di lasciarla andare dicendogli cheper lui c'è ancora una speranza che il suo gesto venga perdonato. Successivamente Lucia rimane da sola con la vecchia. La giovane si rifiuta di mangiare e di dormire e in uno stato di sconvolgimento fa un voto alla Madonna. Promette dunque alla Madonna che nel caso in cui si fosse salvata avrebbe rinunciato al matrimonio con Renzo. Anche l’innominato passa invece una nuova notte insonne: è talmente sconvolto da pensare all’idea del suicidio. A fermarlo è il fatto che pensa che la morte non sia la soluzione, ma che la soluzione sia compiere azioni giuste. Al mattino si sentono suuonare inspiegabilmente le campane del paese a Festa.
CAPITOLO21
Personaggi
L'INNOMINATO
LA VECCHIA SERVITRICE
LUCIA
É talmente abbandonata a se stessa e alla preghiera che decide di fare un VOTO DI CASTITÀ ALLA MADONNA.
In questo capitolo si sente estremamente in colpa per ciò che ha fatto (presente e passato), inizia il suo PENTIMENTO.
A causa del tanto tempo passato nel castello dell'Innominato, la donna ha poca sensibilità con Lucia, ma esegue quasi meccanicamente gli ordini.
CAPITOLO 21
Approfondimenti
L'INCONTRO TRA LUCIA E L'INNOMINATO
Appena l'Innominato entra nella stanza occupata dal Lucia questa si inginoccia e dice all'uomo che ora può ammazzarla. Lui però sostiene di non voler farle del male. Lucia racconta all'Innominato che Dio può ancora perdonarlo se svolge un'azione di misericordia e afferma che pregherà per lui. Linnominato congeda Lucia dicendole di frasi coraggio e le dà appuntamneto all'indomani mattina.Una volta tornato nella sua camera l'Innominato riflette molto sulle parole dette da Lucia e sono proprio queste a fermarlo dall'idea del suicidio. Inizia duqnue il suo pentimento.
CAPITOLO 21
Approfondimenti
IL VOTO DI LUCIA
[...] S’alzò, e si mise in ginocchio, e tenendo giunte al petto le mani, dalle quali pendeva la corona, alzò il viso e le pupille al cielo, e disse: “o Vergine santissima! Voi, a cui mi sono raccomandata tante volte, e che tante volte m’avete consolata, voi che avete patito tanti dolori, e siete ora tanto gloriosa, e avete fatti tanti miracoli per i poveri tribolati; aiutatemi! fatemi uscire da questo pericolo, fatemi tornar salva con mia madre, o Madre del Signore; e fo voto a voi di rimaner vergine; rinunzio per sempre a quel mio poveretto, per non esser mai d’altri che vostra.” [...] Lucia durante la notte si rifiuta di dormire e di mangiare, allontanando Marta, una cuoca che le porta la cena. Si rifugia ancora una volta nella preghiera e per assicurarsi che la Madonna la ascolti Le offre ciò che Lucia ha di più caro, fa dunque un voto di castità.
CAPITOLO 21
Analisi
SIMILITUDINI- "Quel nome santo e soave, già ripetuto, [...] non più invocato, faceva nella mente della sciagurata che lo sentiva un'impressione come la rimembranza della luce." E' l'effetto che suscita il nome della Madonna pronunciato da Lucia nella vecchia, che risveglia in lei i ricordi dell'infanzia. -"era il lucignolo della lucerna, che, vicino a spegnersi, scoccava una luce tremola, e subito la ritirava, per dir così, indietro, come è il venire e l’andare dell’onda sulla riva". si riferisce a quando Lucia si sveglia duranta la notte e vede la luce andare e venire.
ASINDETO- "Tutto a un puntino rispose, inchinandosi, il nibbio: l'avviso tempo, la donna a tempo, nessuno sul luogo, un urlo solo, nessuno comparso, il cocchiere pronto, i cavalli bravi, nessun incontro. Il Nibbio comunica all'Innominato che il rapimento è andatoa a buon fine.
ANAFORA- "Ora si proponeva d'abbandonare il castello…ora gli rinasceva una fosca speranza…ora lo sospirava".
CAPITOLO 21
Commento
Tra i temi trattati in questo capitolo troviamo anocra una volta la fede, la redenzione e la giustizia divina. Nel capitolo 21 è presente una correlazione con la storia Cristiana. Infatti la cuoca che vuole servire a Lucia la cena si chiama Marta, proprio come la sorella di Lazzaro, anche lei cuoca e domestica. Non manca il tema della Provvidenza nelle parole di Lucia all'Innominato, che riescono a smuovere la sua coscienza e lo portano verso il pentimento.
CAPITOLO 23
Riassunto
L'Innominato fa visita a casa del curato, dove risiede il Cardinale Federigo Borromeo, arcivesconvo di Milano. Il cardinale accoglie con gioia l’Innominato. Durante il colloquio, i modi del cardinale riescono a toccarlo al punto da spingerlo a scoppiare in lacrime e a confessare il torto fatto al Lucia. Borromeo ordina allora che vengano mandati una donna e Don Abbondio a prendere la ragazza, infine, decide di mandare a chiamare Agnese. Don Abbondio vorrebbe assumersi personalmente l’incarico, perchè teme molto l'Innominato, ma viene costretto ad andare da Lucia. Così Don Abbondio, la donna da lui chiamata e l’innominato si mettono in viaggio. Questo però non tranquilliza il Don Abbondio che se la prende ancora con Don Rodrigo e l’Innominato stesso, e anche con il cardinale. Giunti al castello i tre vengono salutati dai bravi che si inchinano al loro passaggio.
CAPITOLO21
Personaggi
IL CARDINALE FEDERIGO BORROMEO
L'INNOMINATO
DON ABBONDIO
Si trova in paese per fare visita a Borromeo e viene coinvolto nel piano per salavre Lucia. Don Abbondio è spaventato e non vuole avere nulla a che fare con l'Innominato,il quale teme moltissimo.
É l'arcivescono di Milano. Viene presentato con un flashbakc nel capitolo 22. É un modello di virtù, prende in mano la situazione per aiutare Lucia.
In questo capitolo si mostra estremamente fragile e pentito, tanto da scoppiare in lacrime davanti al Cardinale.
CAPITOLO 23
Approfondimenti
LA CONVERSIONE DELL'INNOMINATO
In questa scena avviene un incontro tra il cardinal Federigo e l'innominato ed è proprio qui che quest'ultimo che racconta cio che aveva fatto e prova pentimento. Il cardinale accoglie a braccia aperte l'Innominato, mettendolo a proprio agio ed inducendolo a rivelare i suoi turbamenti. Gli parla poi del perdono divino e a quelle parole l'Innominato scoppia in pianto: la sua conversione è avvenuta e i due possono abbracciarsi.
Estratto
[...] Appena introdotto l’innominato, Federigo gli andò incontro, con un volto premuroso e sereno, e con le braccia aperte, come a una persona desiderata, e fece subito cenno al cappellano che uscisse: il quale ubbidì. I due rimasti stettero alquanto senza parlare, e diversamente sospesi. [...] Però, alzando gli occhi in viso a quell’uomo, si sentiva sempre più penetrare da un sentimento di venerazione imperioso insieme e soave, che, aumentando la fiducia, mitigava il dispetto, e senza prender l’orgoglio di fronte, l’abbatteva, e, dirò così, gl’imponeva silenzio. [...]
CAPITOLO 21
Analisi
SIMILITUDINI- "e dall’altra parte una stizza, una vergogna di venir lì come un pentito, come un sottomesso, come un miserabile, a confessarsi in colpa, a implorare un uomo" ANAFORA DI "COME", si riferisce allo stato d'animo dell'Innominato quando incontra il cardinal Borromeo.
PERSONIFICAZIONE - Manzoni descrive la sofferenza dell'Innominato come un'entità vivente che lo perseguita.
METAFORA- "Ho l'inferno nel cuore" frase detta dall'Innominato durante il colloquio con il cradinale Borromeo intendendo tutti i peccati da lui compiuti.
CHIASMO: - "E sua signoria illustrissima subito a braccia aperte caro amico, amico caro" tratta dal monologo interiore di Don Abbondio che esprime il suo turbamento verso l'Innominato.
CAPITOLO 21
Commento
Con questo capitolo Manzoni ci fa un ritratto chiaro del tormento interiore dell'Innominato, mostrandoci l'uomo potente per fino il lacrime. Inizialmente infatti ci viene presentato come un personaggio senza scrupoli e sucessivamente, grazie anche alla bontà del cardinale ha un cambiamento. Questo rapprensenta la trasformazione che ogni essere umano può compiere. Allo stesso tempo l'autore ci fa notare che anche con le più buone intenzioni, ci saraà sempre qualcuno che ne dubiterà, prorpio come Don Abbondio.