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Flora e Fauna dell'Etna

Alessia Gloria Alleg

Created on April 16, 2024

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Transcript

Flora e Fauna dell'Etna

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Flora

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COLTURE DI

BANANI

ARANCI

EUCALIPTI

MANDARINI

LIMONI

PALME

ULIVI

PINI MARITTIMI

AGAVI

VITI

FICHI D'INDIA

Sopra i 500 m

Sopra i 500 m crescono noccioli, mandorli, pistacchi, castagni che piu’ in alto lasciano il posto a querce, faggi, betulle, pini e alla caratteristica ginestra dell’Etna. La vera attrazione di questa zona sono le betulle capitate qui in seguito ad una lontana glaciazione. La betulla ama il sole, cresce solitaria o a gruppetti nei boschi radi di collina e montagna, associandosi a latifoglie e conifere. S’insedia su terreni aridi e spogli, preferibilmente acidi, con buona disponibilita’ idrica ed e’ molto resistente al gelo.In inverno il fusto contorto spicca per il bianco del suo tronco spoglio che contrasta con l’azzurro del cielo, in primavera invece si colorano di un verde tenue che risalta sul nero della lava.

Il mandorlo

Il mandorlo (prunus dulcis) è una pianta potenzialmente molto longeva, nell’aspetto assomiglia al pesco, anche se ha foglie più piccole rispetto a questo. Fa parte della famiglia delle Rosacee e, all’interno di questa, al gruppo delle drupacee. Il frutto è una drupa composta da una parte esterna (mallo) e semi, che sono appunto le mandorle.

Originario dell’Asia, quest’albero si diffuse nell’antica Grecia, poi nell’Impero Romano e successivamente, con le invasioni arabe, cominciò a diffondersi in tutto il bacino del Mediterraneo. Con la scoperta delle Americhe, venne portato anche fino lì, e in pratica oggi è diffuso ovunque possibile.

Il pistacchio

Il pistacchio è una bellissima pianta mediterranea, dai frutti molto conosciuti ed utilizzati, tanto come snack quanto nei dolci. Tutti conosciamo i pistacchi come frutta secca, ma in pochi sanno come è fatta la pianta e come si coltiva.

La pianta sembra avere origine dal Medioriente, e da qui fu portata in Grecia da Alessandro Magno verso il 300 a.C., e poi anche in Italia. La coltivazione nel nostro paese fu incentivata in particolare in Sicilia, durante l’invasione araba, a cavallo tra la fine dell’800 e poco oltre l’anno mille. Per un lungo tempi successivo cadde poi in disuso, per tornare infine alla ribalta solo nel ventesimo secolo, proprio in questa terra dove si sono sviluppate ottime preparazioni culinarie tradizionali. Oggi la coltura del pistacchio è stata valorizzata, legando anche al territorio di Bronte.

Olea europaea

L’olivo è una pianta assai longeva che può facilmente raggiungere alcune centinaia d’anni: questa sua caratteristica è da imputarsi soprattutto al fatto che riesca a rigenerare completamente o in buona parte l’apparato epigeo e ipogeo che siano danneggiati. Inoltre è una pianta sempreverde; ovvero la sua fase vegetativa è pressoché continua durante tutto l’anno, con solo un leggero calo nel periodo invernale. L’olivo coltivato appartiene alla vasta famiglia delle oleaceae che comprende ben 30 generi. La specie è suddivisa in due sottospecie, l’olivo coltivato (Olea europaea sativa) e l’oleastro (Olea europaea oleaster).

Si ritiene che la zona di origine dell’Olivo sia quella sud caucasica (12.000 a.C.) sebbene molti la considerino una pianta prettamente mediterranea.

Superati i 2100 m di quota ha inizio la zona semi-desertica dove si sviluppa lo Spino Santo (Astragalus siculus), piccolo cespuglio spinoso, a cui spesso si trovano associate variopinte varieta’ endemiche di viole, seneci e altri fiori che popolano le pendici dei crateri secondari. Verso le punte piu’ elevate vi e’ il cosiddetto deserto vulcanico dove la neve e la lava fresca impediscono la crescita di qualsiasi tipo di vegetazione macroscopica.

Fauna

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L’area ospita una variegata fauna di piccoli mammiferi (istrici, volpi, gatti selvatici, donnole, martore, ghiri), volatili (gheppi, poiane, fringuelli, picchi, upupe), rettili, tra cui la vipera e insetti, moltissime farfalle tra le quali spicca l’Aurora dell’Etna (Anthocharis damone).

PICCOLI MAMMIFERI

Volpe

Istrice

Gatto selvatico

Il gatto selvatico (Felis silvestris) è un mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei felini.

L’istrice (Hystrix cristata) è un roditore molto popolare. La sua fama si deve al suo aspetto assai particolare. Come sapete, infatti, l’intero corpo è coperto di aculei appuntiti che rappresentano uno scudo impenetrabile contro possibili minacce. Una temibile arma di difesa che rende l’istrice una preda molto complicata per coloro che cercano di cacciarlo.

Fisicamente si distinguono per il loro muso sottile e la loro ampia coda pelosa che può misurare fino a 35 centimetri. Le orecchie sono allungate, larghe e insieme, il cranio è dilatato e il profilo superiore è un po’ dritto.

Risalta per la sua robustezza e forza: tenete presente che può pesare oltre 7 chili. Inoltre, la testa è più pronunciata in relazione al corpo, ma con orecchie leggermente più piccole.

VOLATILI

Fringuello:

fa parte della famiglia dei fringillidi che si distinguono per essere prevalentemente vegetariani.

è un grazioso volatile facilmente riconoscibile per il caratteristico piumaggio colorato e per il melodioso canto che i maschi intonano ogni primavera durante il periodo dell’accoppiamento.

Poiana

è un rapace di medie dimensioni con un’apertura alare di 1,3 metri a massima estensione. Quando è in volo, è facile da riconoscere, per via della caratteristica coda corta, a forma di ventaglio.

Gheppio.

Sebbene sia un rapace, la sua dimensione è molto più piccola di quella che di solito hanno altri uccelli appartenenti a questa famiglia. Poiché è un uccello diurno, si nutre durante il giorno e riposa quando è notte.

Obiettivo 15: Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre

Biodiversità • Delle 8.300 specie di animali conosciute, un 8 per cento si è estinto e un 22% è a rischio estinzione • Delle oltre 80.000 specie di alberi, meno dell’1% di essi è stato studiato per un potenziale utilizzo • Il pesce fornisce il 20 per cento di proteine animali a circa 3 miliardi di persone. Dieci specie da sole offrono circa il 30% di pescato in mare per le industrie ittiche, e dieci specie contribuiscono circa al 50% della produzione derivante dall’acquacoltura • Oltre l’80% dell’alimentazione umana deriva dalle piante. Tre colture cerealicole da sole– riso, mais e grano – forniscono il 60% dell’apporto calorico • L’80% delle persone che vivono in zone rurali nei Paesi in via di sviluppo si affida a medicine tradizionali a base di piante, per le cure di base • I microrganismi e gli invertebrati sono essenziali per gli ecosistemi, ma il loro contributo resta ancora scarsamente noto e raramente riconosciuto.

Thanks!

L’area vulcanica e’ estremamente fertile. Ecco perché c’è molta varietà di flora e fauna sull’Etna. Dal momento che la lava, depositandosi sul suolo, col passare del tempo rilascia molte sostanze nutritive, come i sali minerali, e, oltre queste, i detriti delle piante che la lava sommerge diventano per il terreno concimi naturali. La vegetazione varia in base all’altitudine.

Ai piedi del vulcano prosperano numerose colture di aranci, mandarini, limoni, ulivi, agavi, fichi d’india, nonche’ banani, eucalipti, palme, pini marittimi e viti, dalle quali si produce eccellente vino.

L’area vulcanica e’ estremamente fertile. Ecco perché c’è molta varietà di flora e fauna sull’Etna. Dal momento che la lava, depositandosi sul suolo, col passare del tempo rilascia molte sostanze nutritive, come i sali minerali, e, oltre queste, i detriti delle piante che la lava sommerge diventano per il terreno concimi naturali. La vegetazione varia in base all’altitudine.

Ai piedi del vulcano prosperano numerose colture di aranci, mandarini, limoni, ulivi, agavi, fichi d’india, nonche’ banani, eucalipti, palme, pini marittimi e viti, dalle quali si produce eccellente vino.