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Le donne nella storia
FALSETTI ALICE
Created on April 16, 2024
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Transcript
lE DONNE NELLA STORIA
Alice Falsetti
la donna greca
La donna in grecia era considerata un essere inferiore e la sua libertà era molto limitata,infatti,era soggetto alla tutela del padre o del marito. In realtà,però,erano le "capofamiglia", infatti assumevano il controllo dell'intera comunità ogni volta che gli uomini partivano in guerra,instaurando così un'autentica forma di matriarcato. Le donne nell'Antica Grecia, soprattutto le ateniesi, erano poco più che delle recluse: abitavano in stanze destinate a loro (il gineceo), dalle quali potevano uscire solo in occasione di feste religiose e cerimonie pubbliche. Il ruolo della donna era quello di trascorrere la giornata a casa a badare ai figli,filare,tessare e organizzare cerimonie familiari e banchetti, ai quali,però,non potevano prendere parte.
la donna romana
A Roma la donna era considerata un essere inferiore, con pochissimi diritti e totalmente sottomessa prima al padre e ai fratelli, poi al marito. Erano escluse da tutti gli affari civili o pubblici e il loro ruolo era quello della procreazione, poiché con la nascita dei figli si assicurava la continuazione della stirpe,e della gestione della casa. In epoca tardo repubblicana, la donna romana migliorò,infatti, venne ridotta la tutela degli agnati e dei tutori sulle vedove e sulle nubili, le matrone romane andavano agli spettacoli pubblici e potevano assistere ai processi, anche non accompagnate. Contrariamente alla donna greca,la donna romana poteva uscire di casa quando desiderava, poteva assistere agli spettacoli e alle cerimonie e partecipare alle feste.
la donna nel medioevo
Nel Medioevo le donne erano considerate creature da proteggere, private della libertà di pensiero e incapaci di compiere lavori da uomo perché considerate troppo deboli. Durante questo periodo storico la donna non poteva partecipare alla vita pubblica, non poteva votare, era esclusa dalle assemblee e addirittura non poteva detenere alcun bene materiale. Infatti, nel diritto normanno la donna era considerata una vera e propria serva. Le donne sposate dovevano badare alla casa e ai figli, inoltre in campagna molte donne si dedicavano alla cura degli orti, della produzione casearia e della birra.
la donna nel 1700
La donna nel 700 è stata protagonista di importanti cambiamenti sociali, culturali e politici, ma anche di molte contraddizioni e limitazioni. In questo secolo, infatti, si sviluppa il movimento dell’Illuminismo, che promuove l’uso della ragione e la libertà di pensiero,tuttavia, queste idee non si applicano alle donne, che restano escluse dalla sfera pubblica e subordinate agli uomini. Le donne sono viste principalmente come madri, mogli e custodi della moralità e della religione, e la loro educazione è limitata a queste funzioni. Solo alcune donne, appartenenti alle classi nobili o borghesi, hanno la possibilità di accedere alla cultura, di frequentare salotti letterari e di esprimere la loro creatività attraverso la scrittura, la musica o le arti.
la donna nel 1800
Alla fine dell'Ottocento lo sviluppo della società in seguito all'urbanizzazione e alla industrializzazione modificarono i modi di vivere, le professioni e le esigenze tradizionali. Le donne cominciarono ad avere maggior autonomia,infatti alcune donne accedono all'istruzione superiore ed entrano a fare parte del corpo docente. Altre donne, a più bassi livelli sociali, lavorano negli ospedali come infermiere, negli uffici pubblici come dattilografe e segretarie, nei negozi come commesse, nelle fabbriche come operaie. Tuttavia erano retribuite meno degli uomini e fortemente discriminate Nel 1890 nascono negli Stati Uniti le prime associazioni femminili, che lottano tenacemente per ottenere il diritto di voto e la possibilità di partecipare alla vita politica.
la donna nel 1900
Nel luglio del 1914 il movimento femminista sta attraversando un momento particolarmente felice e, dopo altre conquiste, spera di raggiungere l'uguaglianza politica. II 1914 avrebbe potuto essere l'anno delle donne ma fu l'anno della guerra che riporta ogni sesso al suo posto. La prima guerra mondiale è stata un potente acceleratore dell'ingresso del donne nel mondo del lavoro. Infatti, nei paesi impegnati nel conflitto, le donne sostituiscono per quattro anni gli uomini partiti per il fronte in tutte le professioni, comprese quelle più faticose. Dopo la prima guerra mondiale, in 21 nazioni fu concesso il diritto di voto alle donne. Nonostante questo, la parità con gli uomini era ancora lontana.
Negli stessi anni la condizione delle donne peggiorò in Italia, in Spagna e in Germania, perché il fascismo e il nazionalismo ripresero molti aspetti della cultura maschilista e antifemminista. Il fascismo volle occuparsi anche della costruzione del tipo di donna ideale, che era comunque un essere in stato di inferiorità.
la prima ondata del femminismo
Nel 1789 viene redatta la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino, che si può considerare il fondamento delle costituzioni moderne. Essa si rivolgeva però solo a persone di sesso maschile: la drammaturga Marie Gouze, detta Olympe de Gouges, nel 1791 rimedia all’errore scrivendo la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, chiedendo che i principi della Rivoluzione fossero effettivi anche per le donne. Nel 1832 la ricamatrice parigina Suzanne Voilquin diventa redattrice della Tribune des femmes (la prima rivista femminista della classe operaia), sulla quale difende l’istruzione e l’indipendenza economica delle donne e critica l’ingiustizia di essere escluse dagli affari pubblici. Qualche anno più tardi, anche grazie a questi preziosi scritti, si assisterà alla nascita del movimento per il suffragio femminile, conosciuto come movimento delle “suffragette”. Intorno al 1920, il diritto di voto era già stato allargato alle donne nella maggior parte dei Paesi occidentali,mentre le italiane dovranno invece aspettare fino al 2 giugno del 1946.
la seconda ondata del femminismo
Il femminismo della seconda ondata si sviluppa negli Stati Uniti nel corso degli anni 60, per poi diffondersi negli altri Paesi occidentali. L'attivismo della seconda ondata allarga il dibattito a questioni quali la sessualità, la famiglia, il lavoro e i diritti riproduttivi. Sono gli anni in cui in alcuni Paesi per le donne diventa finalmente legale abortire, divorziare e prendere misure contraccettive. La seconda ondata nasce in reazione alle condizioni di isolamento psicologico e sociale delle donne (bianche e di ceto medio) degli anni 50: i diritti politici non sono più unica condizione sufficiente per la parità, e la presa di coscienza femminista si concentra ora sulla differenza sessuale, che contribuisce a un sistema in cui le donne si trovano ancora in posizione di sottomissione.
la terza ondata del femminismo
Con la terza ondata, durante gli anni 80 e 90,si raggiunge una consapevolezza più ampia delle problematiche della diseguaglianza, che contribuisce al formarsi di reti di appoggio. I consultori e i centri antiviolenza, originariamente autogestiti, vengono trasformati in servizi pubblici. È stato durante questo periodo della storia del femminismo che è nato e cresciuto il termine intersezionalità ,i principi femministi hanno iniziato ad applicarsi a una più ampia varietà di donne (come per esempio le donne nere e le donne transgender), che erano state praticamente ignorate nell’attività femminista precedente.
la quarta ondata del femminismo
La quarta ondata del femminismo si riconosce per la sua diffusione su scala mondiale – dovuta a internet e ai social network – per il suo approccio intersezionale e per la fluidità di genere. Viene ribadita e approfondita l’esistenza di una sovrapposizione tra le varie forme di oppressione: razzismo, sessismo, omofobia, classismo e abilismo hanno un’unica radice e vanno combattuti insieme. Gli esempi di attivismo digitale abbondano. Basti pensare alla famosissima campagna contro le molestie sessuali #MeToo, esplosa nel 2017 negli Stati Uniti.
Grazie per l'attenzione!